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Sherlock Holmes e il Signore della notte
Addio è solo una parola
All'improvviso la scorsa estate
La stagione degli innocenti
Scia di morte. L'ultimo viaggio della Lusitania
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
I piaceri della notte
Nessun ritorno
Campari a colazione
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L'amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande. (Woody Allen)
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lunedì 28 aprile 2014

Marguerite di Sandra Petrignani


Nessun amore vale l’amore.



Emozionante, profondo, impegnativo l’ultimo libro di Sandra Petrignani.

La sua è la biografia che ho sempre sognato di leggere, soprattutto perché presenta una delle mie scrittrici preferite.

Sandra Petrignani mette in gioco se stessa e il suo talento narrativo per parlare di aspetti poco conosciuti di una delle più grandi scrittici del panorama letterario internazionale. 
Nel suo libro MARGUERITE la Petrignani proprio di lei, la grande Marguerite Duras, l’autrice di L’amante.

Dall’infanzia all’età adulta, passando per i conflitti familiari difficili, i ricordi felici e quelli meno, i numerosi amanti, i problemi e il dolore allo stato puro, nelle sue varie forme. 
Al lettore giunge l’immagine, quanto più veritiera possibile, di una donna senza tempo che ha affrontato sia importanti periodi storici che movimenti culturali d’avanguardia (il Colonialismo, la Resistenza, il Partito Comunista francese, il ‘68, il Femminismo, l’Ecole du Regard, la Nouvelle Vague).

Scrittrice e regista francese, la donna, conosciuta sotto lo pseudonimo di Marguerite Duras, ha vissuto sulla sua pelle un’esistenza irripetibile, che meritava di essere raccontata e che, oltre ai successi nel panorama letterario, ha conosciuto anche l’estremo dolore insieme a innumerevoli sconfitte: dai gravi problemi d’alcolismo alla malattia, fino alla consapevolezza che l’amore, ahimè, quasi sempre, è affiancato da delusioni.



È difficile morire, a un certo momento t’accorgi che le cose della vita finiscono. È tutto.”


domenica 27 aprile 2014

Le molecole affettuose del lecca lecca di Francesco Consiglio

Francesco Consiglio è l’autore di un originale romanzo “attaccaticcio” dal titolo LE MOLECOLE AFFETTUOSE DEL LECCA LECCA. Lo stile è interessante poiché riesce ad essere, allo stesso tempo, spensierato, esilarante ed erotico. Il sesso è la componente fondamentale di questo romanzo, che si legge attivamente come se si assistesse ad uno spettacolo di cabaret.

Il protagonista Francesco Pesce, meglio conosciuto come Ciccio, omonimo di un boss della ‘ndrangheta, ma di tutt’altro temperamento, è un adolescente timido e problematico, un’autentica calamita per i disastri che gli piovono addosso a fasi alterne. Entrare nel suo mondo porta il lettore a riflettere sulle esperienze, anche banali, della vita che, prima o poi, giungono a fare i conti con la sessualità e quella di Ciccio Pesce è davvero movimentata e surreale.

Il romanzo, raccontato con un punto di vista adulto, di conseguenza ormai consapevole dell’esito finale di determinate scelte giovanili, affronta il passaggio dalla pubertà all’adolescenza di Ciccio, ossia va dai 12 ai 16 anni del protagonista. Oltre a lui il lettore impara a conoscere i suoi due asfissianti genitori che lo credono afflitto da una malattia mentale rara, la sindrome di Asperger.

L’adolescenza di Ciccio è caratterizzata da esperienze amorose più o meno felici. Un po’ come accade a tutti. Ma la sua è davvero particolare. Nella sua storia personale ci sono quattro ragazze. L’unico dettaglio rilevante, che le accomuna, è che fin dalle prime pagine il lettore apprende che entro il termine, di questo romanzo breve, saranno tutte morte in circostante non propriamente chiare.

E così che nella vita di Ciccio viene giustificata anche la presenza di poliziotti e carabinieri che gli girano attorno senza che lui riesca a spiegarsene il motivo.

C’è poi anche uno zio erotomane con l’ossessione di entrare nel Guinness Book of Sexual Records. Un individuo che Ciccio, nella sua importante fase di formazione, percepisce come imbarazzante ed eccessiva.

Infine, ma non meno importante, nella sua vita c’è pure una francesina sexy di nome Miou, l’unica che resta una presenza dominante nelle sue esperienze di crescita. Unico elemento inquietante di Miou è che lei è un’amica immaginaria, invisibile agli occhi degli altri, che occupa la testa di Ciccio, senza che ci sia modo di sfrattarla.

Come nella vita di ogni adolescente, in quella di Ciccio Pesce si trova di tutto e il romanzo a lui dedicato è una lettura per adulti interessante, originale e un tantino folle, dove sicuramente non ci si annoia.

lunedì 10 febbraio 2014

La ricchezza di Marco Montemarano

LA RICCHEZZA è un romanzo con un titolo semplice, generico, ma che riesce a racchiudere l’essenza dell’individuo, costituita soprattutto dai ricordi fondamentali di tutta una vita.

Marco Montemarano, vincitore del premio nazionale di letteratura Neri Pozza nel 2013 con LA RICCHEZZA e del concorso IoScrittore nel 2012 con “Acqua passata”, è una voce interessante del panorama letterario italiano ed è anche un artista musicale, con all’attivo due album di composizioni per chitarra.

Il suo romanzo LA RICCHEZZA è un libro che racconta la società, il mondo dei giovani e la loro crescita. Affonda le radici nella psicologia dell’individuo e nella sua evoluzione, partendo dalla complessità dei ricordi che ognuno ha di sé e della propria esistenza, fatta di piccoli tasselli che non sempre vanno facilmente al loro posto.

Il protagonista Giovanni, soprannominato “Hitchcock” dagli amici, racconta la sua vita: cos’è diventato nel presente, ossia un uomo d’affari in giro per il mondo, e cos’era nel passato, nella Roma degli anni settanta, cioè un adolescente irrequieto, orfano di madre e con un pessimo rapporto paterno, che frequentava ragazzi ricchi e viziati e viveva le loro abitudini quotidiane, approfittando della loro “ricchezza”.

Da questo punto di partenza, vengono narrati anni di esperienze, a volte spensierate e in altre tragiche, che si intrecciano e si rimescolano, portando alle consapevolezze che si acquisiscono diventando adulti.

È un romanzo di formazione, dal fascino decadente, che ci fa riflettere sulle grandi speranze e le fragili certezze della gioventù. È impossibile accedere veramente alle vite degli altri e, a volte, siamo noi stessi a non riuscire a ricordare, con esattezza, nemmeno le nostre esperienze, deformate da ricordi fugaci, imprecisi o ingannevoli.

È un romanzo in piena regola: originale, interessante, avvincente, malinconico, come sanno essere soltanto i ricordi della giovinezza, che non torneranno più, se non nella memoria …



Nati vivi, volevamo vivere.

sabato 4 gennaio 2014

Cosa vuoi fare da grande di Ivan Baio e Angelo Orlando Meloni

Non è mai troppo tardi per porsi la domanda che è esplicita nel titolo di questo libro, un romanzo tragicomico scritto a quattro mani da Angelo Orlando Meloni e Ivan Baio, entrambi di origine siciliana.

Protagonisti sono due bambini di terza elementare, Guido Pennisi e Gianni Serra.

Sono due bambini che appaiono teneri, ma strani, differenti dagli altri, per le loro storie personali. Nella Scuola elementare Attilio Regolo di Milano, però nessuno presta loro più attenzione del dovuto. Questa è la consuetudine, finché non arriva un giorno diverso dagli altri e, per l’esattezza, quello più atteso dell’anno, durante il quale l’anonimo istituto si prepara ad accogliere il più famoso e ricco inventore del mondo.

Inizia dunque un’escalation di aspettative e di comicità senza pari.

Il famoso inventore, infatti, ha creato qualcosa di molto speciale, il “futurometro”, cioè una macchina destinata a cambiare il futuro dei ragazzi e il sistema dell’istruzione italiana.

La palestra è pronta ad accogliere l’evento: festoni appesi, mamme in ghingheri, autorità tirate a lucido.

Mentre si legge il romanzo, Cosa vuoi fare da grande,  ci si sente davvero a scuola e si assiste, in modo sempre più coinvolgente, alle vicende imprevedibili che si dipanano.

L’io narrante è comico, simpatico, e non mancano colpi di scena a catena che sommano ironia a comicità, risate a crepapelle a quelle più amare e che fanno riflettere sul futuro.

Il lettore non può non appassionarsi all’umorismo genuino verso quell’orizzonte di mediocrità che si prospetta per il futuro della scuola e del singolo individuo destinato a crescere. I veri protagonisti di questo tragicomico romanzo sono i bambini con la loro tenerezza e la loro semplicità genuina, fatta di piccole cose.

venerdì 3 gennaio 2014

Racconti di Natale di Carlo Collodi e Eleonora Mazzoni

Solo due racconti.

Appena 45 pagine.

Ma un’infusione di bontà.

Il primo dei due racconti è di Carlo Collodi, che ci mette un po’ del suo Pinocchio anche qui, ma è più immediato, diretto, sintetico, nel raccontare, in forma breve, quello che per lui è lo spirito del Natale, ossia la carità, la solidarietà, l’altruismo. La sua storia di generosità resta memorabile, così come sembra di vederli quei tre fratellini (Luigino, Alberto e Ada), figli di una famiglia più che benestante, i quali approdano verso la vita reale con una nuova consapevolezza, che si tramuterà in maturità soltanto per uno di loro.

Mentre nel secondo racconto, la storia, sempre natalizia, scritta da Eleonora Mazzoni, nota attrice italiana, introduce un tema diverso: l’integrazione. È dunque un racconto più attuale, contemporaneo. La protagonista è una donna anziana, forse un po’ troppo sola che la sofferenza e le vicissitudini della vita hanno indurito. Ma non è totalmente insensibile al cambiamento. È come se ci fosse uno spiraglio, una porta che può essere abbattuta dalla tenerezza di un bambino, troppo nero.

Un libretto che parla al cuore di ognuno di noi, risvegliando sentimenti sopiti dalla fretta della quotidianità.   

lunedì 30 dicembre 2013

L'uomo con lo zainetto di Luigi Schifitto

Ottimo romanzo giallo, inizialmente ambientato a Torino e dintorni, ma destinato a spostarsi nella storia della città eterna.
Mi è piaciuto molto il giallo L’UOMO CON LO ZAINETTO di Luigi Schifitto che ha saputo calibrare la suspense, orchestrando ad arte le strategie narrative.

Il romanzo inizia seguendo un uomo misterioso con, in spalla, un evidente zainetto rosso. Sarebbe subito stato notato se non si trovasse a Torino, città universitaria, ormai abituata a ogni stravaganza. L’uomo è un feroce assassino, pur non avendone l’aspetto. Al lettore è data l’opportunità di seguirlo nelle sue malvagie azioni premeditate, ma non di comprenderne il perché, fino a quando gli omicidi non sono ormai diventati troppi.

Non è soltanto il numero a fare di lui un serial killer e, quindi, a colpirci, ma la fantasia e il modus operandi personalizzato di ogni efferato delitto a lasciare un segno e ad acuire l’interesse del lettore che si trova davanti a un personaggio negativo, complesso e a tutto tondo. Anche l’aspetto psicologico non è sottovalutato.

L’omicida, grazie alle sue “doti”, domina la scena ma, a ruotare intorno alle sue azioni, c’è il commissario di polizia Stefano Cavalli, affiancato dalla sua squadra.

A legare subito tra loro omicidi che appaiono tanto diversi, ci sono delle cartoline di Roma che tracciano un percorso che ricostruisce una storia nella STORIA.

Ingegnoso il modo di narrare le vicende, le indagini del presente per ricostruirne il passato, mentre uno strategico filo conduttore analizza con occhio critico le azioni dell’enigmatico serial killer. Un romanzo scritto con competenza tecnica e dovizia di particolari, che riesce a risultare avvincente e coinvolgente. Un’ottima lettura anche per i lettori più esigenti del genere giallo contemporaneo.

mercoledì 18 dicembre 2013

GIALLO NATALE 8 autori 8 storie 8 delitti

Otto grandi autori italiani in una raccolta di gialli a tema natalizio.

Sono stata subito colpita da questa antologia del crimine, poiché sembra inconciliabile l’atmosfera natalizia con le storie delittuose. Invece, proprio la tranquillità, trasmessa dal Natale, può alimentare la fantasia macabra o fare da sfondo a nevrosi, crimini, storie di cronaca nera e situazioni da brivido. Infatti, quando le famiglie, con tutti i loro bagagli, non solo di regali, ma anche di segreti, antichi rancori e gelosie, si riuniscono, in occasione del Natale, può capitare che ne accadano di tutti i colori, compresi il giallo e il nero del crimine. I rancori possono trovare, nell’opportunità della vicinanza, una facile valvola di sfogo.

Ogni genere sociale di personaggio fa da protagonista alle otto storie delittuose. Varie date temporali, diversi luoghi sono ambientazioni ad hoc per le storie narrate.

Grandi nomi del giallo e del thriller italiano, ognuno con il suo stile, le sue trame, i suoi protagonisti, hanno sfornato, per l’occasione natalizia, racconti per far provare quel brivido che manca nelle nostre feste, forse un po’ troppo tranquille e serene o, meglio, per fortuna che non sono altrimenti.

I racconti, raccolti in questa bella antologia di gialli natalizi, sono: La maledizione dello scarabeo di Marcello Simoni; Varani di Massimo Lugli; Un regalo per te di Lorenza Ghinelli; Giallo fuori stagione di Davide Mosca; La pallida luce di Febo di Massimo Pietroselli; Antichristmas di Fabio Delizzos; Io ti uccido di Silvia Montemurro; La bella decapitata nel bosco di Gianmichele Lisai.



Alcuni di questi scrittori già li conoscevo e con i loro racconti ho confermato il mio giudizio altamente positivo su di loro. Fantastici i racconti: Varani e Un regalo per te.

Degli altri autori, confesso di non aver mai letto niente, ma il conoscerli e l’apprezzarli nella forma breve del racconto, ha inevitabilmente suscitato in me la curiosità di approfondirli anche nella stesura dei romanzi.

Questa raccolta di racconti è stata un buon modo per scoprire autori italiani di cui, per mia imperizia, non ho ancora letto altro.

Buon GIALLO NATALE, da leggere, a tutti!



giovedì 12 dicembre 2013

You & Me di Valentina F.

Siamo bombardate continuamente da storie che finiscono a lieto fine, non soltanto nei rosa, ma anche nei thriller, nei gialli. Quando ci capita un romanzo pretendiamo che non sia scontato, banale, però rimaniamo male se non troviamo quel lieto fine che ci aspettiamo.

Giungere al The Happy Ending non deve essere facile, perché i grandi romanzi della letteratura propongono sempre amori tormentati, sofferti, impossibili, desiderati più della propria vita, perché l’amore è l’aria, l’acqua, il nutrimento, il senso per la stessa vita. Non si sopravvive ad un grande amore, che ci ha trasmesso tante di quelle emozioni che ci hanno reso dipendenti.

La copertina è simbolica, un albero stilizzato dalla chioma a forma di cuore, ma fa pensare ad un romanzo leggero e non lo è. È un romanzo adatto anche al pubblico maschile e a ogni fascia d’età.

Anche il titolo appare quasi una promozione telefonica, invece dentro il lettore trova la stoffa dei grandi narratori di tutti i tempi. Trova riflessioni femminili ed attualissime alla Carrie Bradshaw. Trova contenuti di livello, oltre che vita contemporanea.

È decisamente tra i romanzi più belli che ho letto quest’anno.

Clara e Dante non si conoscono. Si incontrano, si rincorrono, si sfuggono, si amano, si abbandonano, si ritrovano, si fanno del male nel corso degli anni. Sono davvero fatti per stare insieme? Cosa crea questo rapporto distruttivo? È vero amore? È attrazione? Quale reazione chimica è alla base del loro amore?

Clara e Dante non sono personaggi scontati. Anzi, sono a volte anche troppo complessi, psicologicamente complicati. Sono una completa sfida per il lettore, che non riesce ad immaginarne l’evoluzione.

La trama è un continuo susseguirsi di colpi di scena e lo stile narrativo è perfettamente avvincente.

Il loro amore è totalmente tormentato, sofferto, drammatico, proprio come nei grandi romanzi.

Non è un romanzo che segue la corrente letteraria rosa, cui siamo assuefatte, né quella erotica che da più di un anno ci bombarda, nemmeno fossimo in guerra, e che si compone di una catena di scene di sesso intervallate da brevi dialoghi.

You & Me di Valentina F. non segue la moda. È un romanzo che non segue le correnti letterarie e le collane editoriali. È un romanzo sull’amore che non ha tempo e che ha un pubblico più vasto, più intelligente, più competente, più consapevole di come va la vita. È un romanzo in piena regola, dove l’amore assume i tratti dell’ossessione amorosa, ma è autentico e forte. Non si dimentica un amore così.
Fantastico! Le scrittrici italiane, quando decidono di parlare davvero dell’amore, come energia, come essenza vitale, sanno farlo meglio.


http://youtu.be/PW5izVN08DI



mercoledì 11 dicembre 2013

BUON NATALE ROSA SHOCKING

Lo spirito del Natale infervora i cuori di tutti, man mano che il countdown del calendario giunge al mese di dicembre e, se arrivano anche freddo e neve, allora assume un significato diverso, con qualcosa di speciale, più ricco di sentimenti. Natale è, dunque, un momento magico, ma non per tutti. Ce lo mostrano le cinque scrittrici di questa dolcissima raccolta di racconti a tema natalizio, dal titolo, non scelto a caso: BUON NATALE ROSA SHOCKING.
I racconti sono: L’amore è un guinzaglio rosso di Federica Brumini; Natale d’asfalto di Elisabetta Cametti; Natale a sorpresa di Tiziana Merani; Gli smeraldi della baronessa Montmorecy di Nadia Morbelli; e La notte in cui ho ricominciato a credere a Babbo Natale di Simona Toma.
A farci riscoprire e riempire di un senso, tutto inedito, il Natale, ci sono le cinque protagoniste: Alessia, donna tradita e abbandonata; Veronika, ricca e agguerrita fotoreporter; Nadine Morbeille, alla sua prima indagine; Valeria, convinta che l’amore esista per tutte, ma non per lei; e una donna con la voglia di riunire i suoi tanti parenti per quell’occasione speciale che il Natale rappresenta, non mancando di far loro la più inaspettata e gradita sorpresa.
Alcune donne credono e vivono pienamente il Natale, mentre altre vorrebbero che passasse presto perché non hanno nessuno con cui condividerlo. Tutte le protagoniste sono donne caparbie, audaci, determinate e ironiche, ma consapevoli anche del fatto che il Natale può essere una fiaba stupenda, un momento speciale per ritrovarsi e condividere o per dimostrare agli altri che il mondo è un posto pieno d’amore.
È  stata una commovente emozione, ma anche un autentico divertimento, leggere questi cinque romanzi dove ognuna delle cinque scrittrici ha raccontato, con il suo stile e la sua verve narrativa, quale senso si può attribuire al Natale. Ognuno dei cinque racconti mi ha trasmesso qualcosa, lasciando un segno indelebile che ha colorato di rosa shocking il periodo che precede il mio Natale.
Lo consiglio a chi ama immergersi nella dolcezza dello spirito natalizio, non soltanto in questo periodo, ma tutto l’anno. È un’antologia preziosa, tutta al femminile, da regalare alle amiche e da regalarsi per scaldare il cuore e l’anima.






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Compresi che l'ordine, a lungo andare, si ristabilisce da solo intorno alle cose (Raymond Radiguet)

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