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Pupottina's favorites book montage

Dimmi il tuo segreto
Io la troverò
Dove si annida il male
Il confine del silenzio
Tutto ciò che resta
Io so perché canta l'uccello in gabbia
Africa, mon amour
Fiore di fulmine
Amore, Parigi e un gelato al pistacchio
La ragione dei sensi
Sherlock Holmes e il Signore della notte
Addio è solo una parola
All'improvviso la scorsa estate
La stagione degli innocenti
Scia di morte. L'ultimo viaggio della Lusitania
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
I piaceri della notte
Nessun ritorno
Campari a colazione
Per te qualunque cosa


Pupottina's favorite books »
L'amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande. (Woody Allen)
"Non discutere di cose di letto con tatto e discrezione. Potrei non capire di cosa parli." (L'ispettore Barnaby)

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martedì 2 aprile 2013

Non è come pensi di Sophie Hannah

Un thriller psicologico che coinvolge più degli altri, forse proprio perché non ci si immedesima nella protagonista principale che, da subito, risulta follemente nevrotica. Chi vorrebbe sentirsi così?  
Nessuno. 
Ma tutti vogliono sapere dove le sue nevrosi porteranno la nostra protagonista, Connie Bowskill.

Tutti trascorriamo ore e ore di navigazione notturna e se avessimo un’allucinazione, durante le nostre ore spensierate? 
E se quella che tutti ci ripetono essere stata un’allucinazione avesse delle fondamenta reali?

Sophie Hannah ha pubblicato un altro interessantissimo thriller psicologico che inizia con un “Non” come in quasi tutti i suoi titoli. Negare l’evidenza non basta, mentre suspense e tensione si accavallano e si susseguono di capitolo in capitolo.

In continuazione, il titolo del romanzo di Sophie Hannah ci ronza nelle orecchie e quel “Non è come pensi” ci torna alla mente e ci fa dubitare delle idee e delle aspettative che da attente lettrici formuliamo.

Impareggiabile, coinvolgente, avvincente e psicologicamente complesso questo thriller è il massimo del genere.

Non è come pensi è una storia di ossessioni, ma anche di mistero e inganno. 
Sophie Hannah sa come delineare in profondità i meandri della mente umana, costituita da tanti antri reconditi e affascinanti, umane e insondabili complessità.

VOTO 10

sabato 10 novembre 2012

Nel limbo di Rosamund Lupton

Nel Limbo è un libro che ho scelto per la copertina (che mi ha subito catturata), per la trama (che mi è sembrata subito interessante), per il genere (il thriller è tra i miei preferiti), per la scrittrice Rosamund Lupton (di cui ho sentito parlare bene).
Anche questo thriller è un bestseller, ma è diverso da come me lo aspettavo, probabilmente per quel tocco di soprannaturale e di mistico. Il perché del titolo “Nel limbo” mi ha incuriosita e ha aperto in me varie aspettative dovute a reminescenze dantesche, ma non c’è stato niente di quello che mi aspettavo. È stato un romanzo che mi ha sorpresa e mi ha tenuta con il fiato sospeso, fino all’ultimo rigo.
La trama in sintesi …
Grace Covey è felicemente sposata con un uomo di successo, Mike, e ha due figli: Jenny, che ha sedici anni e gambe lunghe da far girare la testa a uomini ammirati e a donne invidiose, e Adam, un bambino di otto anni, sensibile e dolce, che legge di cavalieri buoni e si fa chiamare Sir Covey. Grace non sa che la vita che ha conosciuto finora durerà meno di ventiquattro ore. Infatti, tutto cambia il giorno del compleanno di suo figlio che è anche la giornata dello sport a scuola. Scoppia un incendio e tutti credono che nella scuola non ci sia nessuno, ma Grace si accorge dell’assenza di sua figlia e corre a cercarla all’interno dell’edificio. Ne uscirà solo con l’aiuto dei pompieri insieme a Jenny. Grace, però, è in coma irreversibile, mentre Jenny è gravemente ustionata e i medici la tengono in coma farmacologico. 
Eccomi ritornata al perché del titolo. L’io narrativo è affidato a Grace che, anche in coma, continua a muoversi come un’essenza incorporea, un angelo che veglia sulla sua famiglia e cerca di scoprire la verità. Grace non è sola: con lei c’è Jenny che non riesce a ricordare niente. Entrambe sono due anime confuse che cercano di mettere insieme i pezzi del puzzle della loro memoria. Dietro l’immane tragedia si nasconde, infatti, una verità ancora più inquietante: l’incendio è doloso e sembra che il piromane abbia voluto colpire proprio Jenny.

La soprannaturale e mistica Grace osserva il dolore di suo marito, l’avvicendarsi in ospedale di amici addolorati e della cognata che lavora in polizia e indaga sul caso perché ha subito capito che qualcosa non è chiaro. Il giallo si infittisce e la suspense non viene risparmiata al lettore. Tutti i personaggi coinvolti sembrano nascondere qualcosa. E la sicurezza di aver capito che cosa sia successo appare impossibile perché le condizioni precarie di Grace e Jenny possono impedire al lettore di giungere alla soluzione del mistero che potrebbe rivelare una verità agghiacciante.
Rispetto ad altri libri che ho letto, questo risulta avere un impatto emotivo molto più forte, forse proprio per la condizione immobile di Grace e Jenny in coma.
La storia, grazie a questa strategia narrativa, risulta straordinariamente mozzafiato, con uno stile poetico e commovente e con una forte dose di suspense.


Quanti rischi affrontano i genitori per salvare i figli?

venerdì 26 ottobre 2012

Parolisi nel giorno del giudizio

Pupottina è soddisfatta. La notizia è questa.
Siamo finalmente all'epilogo di una drammatica e tragica situazione.
La sentenza è sfavorevole per Salvatore Parolisi, diventato famoso dopo l'omicidio della moglie, Melania Rea, per il suo modello di italiano fedifrago.
Subito dopo il ritrovamento del cadavere, è emerso il marito traditore, attento alla sua vita segreta e intrappolato dalla rete delle sue tante bugie. Bugie che sono state poi scoperte e che non hanno tratto in inganno gli inquirenti.
A Salvatore Parolisi è stato dato l'ergastolo e gli è stata tolta la patria potestà genitoriale.

Voi, cosa ne pensate? 

domenica 21 ottobre 2012

Il patto di Julie Garwood

Julie Garwood propone un genere di romanzo che racchiude nelle sue pagine vari elementi che lo portano a essere nello stesso tempo un romantic suspense, un soft thriller, ma anche un medical romance, poiché la protagonista è un medico ed anche molto competente.
Il patto è il secondo romanzo di Julie Garwood (il primo è La confessione). E anche se si ripete il cognome di uno dei protagonisti, ossia Buchanan, che infatti appartiene alla stessa famiglia del protagonista del precedente romanzo, non ne limita la comprensione al lettore che inizia direttamente dal secondo. Infatti, il primo non l’ho letto, ma è stato un piacere scoprire il secondo, per lo stile di questo thriller romantico che rende felici le lettrici che hanno bisogno di provare un brivido di suspense, mentre cercano delle ore di relax e si affidano a Julie Garwood.
Questo romanzo mi ha conquistata per la trama, che accosta situazioni serene, quotidiane e romantiche a sparatorie e sanguinolenti colpi di scena. Il tutto procede con classe e con descrizioni, funzionali a conoscere anche la psicologia e la vita precedente dei personaggi. Non a caso, la scrittura, così attenta alle sfumature caratteriali, è opera di una donna.
Più di 450 pagine, scritte fluentemente, che raccontano l’intrecciarsi di varie vite, non soltanto quelle dei personaggi principali, Theo Buchanan e Michelle Renard
Tra i personaggi secondari, per movimentare e romanzare la storia, ci sono, come è normale che sia, sia i buoni che i cattivi. La Garwood ci accompagna nell’inquadrarli, senza toglierci nessun colpo di scena o privarci di pagine di suspense.
E non manca l’amore che si insinua subito fra Theo e Michelle, la quale lo soccorre da un malore, durante un galà. Quindi, si incontrano per caso. Lui è uno stimato avvocato del Dipartimento di Giustizia, abituato a investigare, mentre lei è una dottoressa che sta avviando una clinica in un paesino semi sconosciuto tra le paludi della Louisiana, dove è nata e dove vive ancora la sua famiglia.
Non voglio lasciarmi sfuggire molto, ma a complicare le cose arrivano il Club della Semina e tutta una serie di illegalità, segreti e intrighi familiari.
Il patto di Julie Garwood è un bellissimo romantic thriller, carico di suspense, che vi consiglio. 

LA MIA VIDEO RECENSIONE
Per approfondire guarda qui

domenica 22 luglio 2012

Punto di rottura di Simon Lelic

Oggi, viste le vicende di cronaca dei mesi precedenti e in concomitanza con l’anniversario del massacro in Norvegia e con la visione di vari documentari che ne parlavano, nemmeno a farlo apposta, mi è capitato di leggere un libro che, almeno nei primi capitoli, ha ricreato nella mia mente lo stesso scenario fatto di terrore, paura e morte.

Punto di rottura di Simon Lelic.
È un libro che mi è piaciuto molto, proprio perché è scritto in maniera particolare, giostrando i capitoli in un’alternanza fra realtà e apparenze, fra follia e giustizia, fra l’indagine della donna ispettore, Lucia May, e i punti di vista di chi c’era o non c’era il giorno della sparatoria.
Sin dalle prime pagine, a strage già compiuta, ci si accorge del perché questo libro è diventato un caso letterario in Europa e negli Stati Uniti. Il tema trattato, la violenza nelle scuole, è molto attuale e si può rapportare dal microcosmo dell’ambiente scolastico al macrocosmo della società in cui tutti viviamo. Di questo libro mi ha colpita, prima di tutto, la trama (un professore che spara cinque dei colpi di una pistola in un’aula scolastica e risparmia il sesto ed ultimo proiettile per se stesso), poi, la copertina, così colorata, semplice, elementare, con una scelta di colori che trasmettono serenità, ma gettano anche ombre in una scena di fuga che fa trasparire, a malapena, l’orrore che questo romanzo racconta anche se in maniera molto poetica, interiore, che predispone alla riflessione personale. Il titolo italiano “Punto di rottura” (titolo originale “Rupture”) è forse l’elemento che cattura meno, ma, nella sua brevità, è feroce e un po’ anticipa quello che è poi il senso della storia, quando si raggiunge un limite che porta al di là della ragione e permette che si realizzi una strage.
Anche in questo romanzo, come in QUESTO (che pure mi è piaciuto moltissimo), l’ambientazione è Londra, una città che è in grado di offrire svariati spunti interessanti.
E adesso, prima di dirvi il mio giudizio complessivo di questo thriller della Time Crime, ecco un po’ di frasi, tratte dal libro.

È mostruoso ciò che ha fatto, ma non era un mostro.

È più facile gestire il dolore se puoi trasformarlo in rabbia, se puoi attaccare qualcun altro, se puoi prendertela con qualcun altro, chiunque, anche se non lo merita.

L’odio arriva con il tradimento.

E, in questo thriller psicologico, molte altre sono le affermazioni, messe in bocca a vari personaggi, che meritano di essere approfondite, comprese, analizzate. Mi fermo qui per non anticiparvi altro.
VOTO 10

***AVVISO SPOILER***
Se volete leggerlo, fermatevi e non leggete oltre. 
Mentre se l’avete già letto, vedete se siete d’accordo con me.

Il professore di storia, quello con la barbetta, quello di origini russe, quello che un giorno improvvisamente se ne va a scuola con una pistola, che è un pezzo da museo, Samuel Szajkowski, quello con il nome che nessuno ha mai imparato a pronunciare bene, né si è sforzato di farlo, quell’uomo all’apparenza mite avrà avuto i suoi motivi per fare quello che ha fatto: andare a scuola, aprire il fuoco su alcuni alunni e su una collega e infine suicidarsi. Di questo è convinta Lucia May, ispettore a capo delle indagini. Nonostante i suoi superiori siano convinti che non ci sia nessun caso da risolvere e che quello che c’è da scoprire è già evidente, lei si ostina nel voler interrogare tutti e condurre delle ricerche sue, perché vuole scoprire cosa c’è dietro, quale movente ha portato Szajkowski ad un’improvvisa follia. Mentre la sua indagine si approfondisce, un interrogatorio dopo l’altro, anche di particolari apparentemente inutili, emerge il ritratto di un uomo che voleva fare il suo lavoro. Mentre ci si chiede se le vittime erano davvero quelle designate e si studiano le posizioni dei presenti alla sparatoria, emergono particolari, dettagli, considerazioni che il lettore si trova a fare, essendo perfettamente integrato nella storia proprio grazie allo stile particolare di Simon Lelic.
Cos’ha di così particolare il suo stile?
È originale, nuovo, differente dagli altri. Ogni capitolo è matematicamente impostato: tutti hanno la stessa lunghezza, dalle 7 alle 10 pagine. Come ho già anticipato all’inizio, c’è un’alternanza nei capitoli: tempo degli interrogatori e racconto dell’indagine. I primi sono monologhi, come delle interviste in cui vengono omesse volontariamente le domande, ma non si cela niente delle risposte ed è come vedere i personaggi che vengono interrogati, intervistati, ognuno con un suo modo di esprimersi, in base all’età, al sesso, al carattere più o meno spigliato. In questi capitoli, vengono interrogati: il preside; i professori, colleghi dell’assassino; i genitori della vittime; alcuni studenti presenti alla sparatoria; altri assenti, ma che conoscevano le vittime o che hanno tanto da raccontare sulla vita e sui soprusi all’interno della scuola. Si intuisce che qualcosa non andava. C’erano gravi negligenze, oltre a questioni personali e a precedenti segnali ricollegabili alla tragedia. Mentre ci si interroga sulla follia del singolo, si vanno a studiare le sue motivazioni e il perché ad essere uccise siano state determinate persone e non altre. Si scopre che l’ambiente scolastico inglese descritto non è, in fondo, molto diverso da quello italiano e una storia simile poteva accadere ovunque, in una scuola come in un altro qualsiasi ambiente lavorativo dove imperano la discordia, la stupidità, la rabbia e la solitudine

Voi, l'avete letto? Vi è piaciuto?
Com'è l'ambiente scolastico italiano?

martedì 5 giugno 2012

Come non punire un tradimento

Cari Amici Blogger,
quali sono veramente i rischi che si corrono con il tradimento?
Sono tanti e innumerevoli, ma forse un po' si esagera alcune volte.
Ad un marito infedele si può fare di tutto, qualsiasi cosa, più o meno concessa, ma la migliore è certamente mollarlo.
Una signora ha optato per una delle milioni di ipotetiche possibilità alternative ed ha pensato all'olio bollente. VEDI QUI.
Forse per lei il tradimento aveva un senso più profondo. 
Forse ci teneva al marito più delle altre. 
Forse non sapeva come venirne fuori dalla sua personale e intima sofferenza, ma sicuramente ha esagerato.
Come ha scoperto il tradimento del marito?
Sembra lo abbia scoperto per colpa di un sms ...
Possiamo solo fare congetture sul contenuto del messaggio, fatto sta che lei ci ha visto il tradimento.

Voi cosa ne pensate?

sabato 12 maggio 2012

Dark Shadows di Lara Parker

L’amore non corrisposto è sempre fonte di guai, anche in un fantasy, ricco di storia, che parte da grandi e importanti precedenti. Una storia sulla mente femminile, sulla passione, l’amore, la gelosia, il tradimento, la vendetta e infine la follia. 
È una storia che mi ero immaginata in un modo, ma che mi ha totalmente depistata nelle aspettative. 
Una storia che inizia lentamente, mentre cerchi di inquadrare le vicende di vari personaggi che non sono come avevi pensato. Poi, quando ottieni un quadro d’insieme completo, ti prende perché ti dici: “Allora è così!” 
In un crescendo di originalità, la narrazione ti trascina e ti conduce dentro la storia, dentro le vite di quei personaggi, cui ti stai affezionando, per cui provi simpatia, interesse e anche compassione. Ma, più di tutti a conquistarti è Angelique Bouchard, anche se cambia progressivamente, è un personaggio in divenire per cui si prova comprensione e ci si immedesima. È la protagonista femminile del romanzo, una donna che prova un grande sentimento, un’intensa passione, e, di conseguenza, tutta la sfera negativa dell’altra faccia della medaglia.


Passiamo a parlare di Lara Parker, la donna più indicata per scrivere questo romanzo.
Perché vi dico questo? Perché un’ex attrice è diventata la scrittrice giusta per la stesura di questa storia?
Sapevo che dal libro Dark Shadows di Lara Parker è stato tratto il film di Tim Burton, ma non ero a conoscenza che la storia risale ad una soap opera statunitense che è andata in onda dal 1966 al 1971 e che, successivamente, nel 2004 è stato fatto anche un film per la televisione americana.
Delle vicende di questi personaggi ignoravo l’esistenza, ma trovo originale l’idea della Parker di approfondire la cattiveria del suo personaggio, così come se lo era immaginato, quando, da giovanissima, ha interpretato la parte di Angelique nella soap opera. Le era stato chiesto varie volte: “Perché Angelique è diventata una strega?” Da questo semplice spunto, lei, Lara Parker, che l’ha impersonata per tanti anni, ha dato sfogo alla sua fantasia, ha sciolto le briglie alla sua immaginazione e finalmente ha preso carta e penna e ne ha raccontato la storia.
A narrare la storia sono due personaggi, Angelique e Barnabas, anche se le parti con il racconto focalizzato con il punto di vita di lei sono quelle maggiori quantitativamente. Lei ha scritto un diario e lui è colui che lo ritrova e lo legge, secoli dopo, mentre ricorda alcuni degli eventi che coinvolgono entrambi. Lui, Barnabas, è un ricco e viziato aristocratico, che subisce davvero la bellezza di Angelique, ma è anche molto superficiale e attaccato alla sua ricchezza e alla sua immagine che lo vorrebbe sposato con una signora e non con una schiava.
È piacevole lo stile della Parker. Chi ha detto che le attrici non sanno scrivere?
La storia è anche avvincente e coinvolgente, con colpi di scena e tanto romanticismo, ma anche tanto del contrario.
VOTO 10

***AVVISO SPOILER***
Se volete leggerlo, non leggete oltre, mentre se l’avete già letto, vedete se siete d’accordo con me.

Lentamente ci si rende conto del perché Angelique diventi un personaggio negativo, ma, dopo aver letto ciò che non è mai stato detto di lei, cioè la sua infanzia difficile, la separazione forzata dalla madre che l’aveva iniziata al voodoo, gli abusi, la prigionia, le perdite successive di altri affetti importanti, l’hanno resa quel che è. È una donna che vuole l’amore. Lo vuole con tutte le sue forze. Vuole essere amata. Vuole sentirsi finalmente protetta e al sicuro, all’interno di una vera famiglia, ma i tradimenti e gli inganni dell’uomo che ha scelto di amare, dopo averne subito il fascino nell’adolescenza, l’hanno resa quel che è. L’hanno indurita nel cuore. L’hanno resa ossessionata e alla ricerca di vendetta, senza davvero voler causare male all’uomo che ama. Barnabas ha la colpa di non essere pienamente consapevole delle sue azioni: la seduce convinto di poterla amare per sempre, ma poi non la vuole realmente per tutta la vita. Il suo cuore lo offre ad un’altra donna, molto vicina a Angelique, la quale resta comunque troppo bella e desiderabile per non volerla ancora per sfogare le sue debolezze di uomo virile e capriccioso.
L’amore non corrisposto si colloca in questa ambientazione, oltre che storica, anche soprannaturale, con un contorno di maledizioni, zombie, lupi mannari e vampiri. Lo stesso Barnabas viene trasformato in un vampiro per rendere immortale la sua maledizione e fargli provare tanta sofferenza quanta ne ha vissuta Angelique.
Alcune cose restano in sospeso o vaghe, ma soltanto perché questo libro è solo il primo di una trilogia che parte alla grande. Pur sapendo già che Angelique non avrà mai l’amore di Barnabas, la curiosità di continuare a leggere il resto della trilogia è grande. Forse perché si vuole sapere se Barnabas riuscirà o meno a liberarsi della maledizione di una strega tanto potente come Angelique. La sua infelicità la si ritrova in tante donne, il cui amore non viene corrisposto, che vivono credendo ai vari inganni di uomini che non hanno le idee chiare.
La storia e il modo di narrare li ho trovati originali, audaci, sorprendenti. E voi?

Voi l’avete letto? Vi è piaciuto?
Come e perché l’amore si trasforma in ossessione?
Cosa accadrebbe se ogni attore o attrice decidesse di scrivere un romanzo per giustificare e motivare le azioni del suo personaggio più amato?

martedì 1 maggio 2012

Bang Bang tutta colpa di un gatto rosso di Viviana Giorgi

Divertente, piacevole, brioso. Questi i primi tre aggettivi che mi vengono in mente per definire Bang Bang Tutta colpa di un gatto rosso di Viviana Giorgi. L’ho appena finito di leggere e ancora mi ritrovo a sorridere, pensando a molte delle battute usate per descrivere o delineare situazioni. La simpatia di Viviana Giorgi intrattiene la lettrice che si immerge nel suo mondo, delineato in un perfetto romance chick lit.
L’eroina Eleonora Martelli, da tutti chiamata Nora incontra il suo Nick, Nicolò Corsi, un esemplare di principe azzurro, bello, simpatico, ricco di famiglia, con un ottimo lavoro che lo vede sempre affiancato da assistente personale, affetto da non poca gelosia, ma pur sempre un nobile cavaliere dell’epoca moderna. Il personaggio femminile non è la solita femme fatale che gioca a sedurre gli uomini con un tacco dodici, né un modello di donna affetta da sindrome da shopping compulsivo, ma una figura reale, autentica, in cui ci si può facilmente immedesimare proprio perché è una persona normale, semplice nel modo di essere, complessa nel modo di ragionare e rimuginare sulle cose, le persone e le sue vicende sentimentali. Una single con un gatto rosso, che trascorre le giornate fra il lavoro, come traduttrice di romance, e le sue amicizie femminili, un po’ alla Sex and the City, con poco “sex” e molto “City”, o meglio “borgo”, in considerazione del caratteristico e vitale luogo in cui vive.
Intorno a lei si muovono, dapprima, le amiche, con le loro serate a base di chiacchiere, pizze e film romantici, poi, il nuovo affascinante vicino Nick, con la sua famiglia.
È un romanzo che si legge con entusiasmo, vista la piacevolezza e la leggerezza dei temi trattati e la scorrevolezza della scrittura e della narrazione in prima persona.
La nascita dell’amore viene raccontata con grande ironia e con intrecci fra i personaggi. Le situazioni sono quotidiane, probabili, fortemente possibili. Ai personaggi non manca un tocco di autenticità nel modo di comportarsi ed agire. Secondo me, la più complessa è Nora che si divide fra l’interesse per il nuovo vicino di casa e il concomitante ritorno nella sua vita di un ex, non proprio dimenticato. Non mancano i colpi di scena, quando la situazione sembra già scivolare verso il lieto fine. Se tutto si complica, è solo perché intreccio e ironia promettono e mantengono la promessa di accompagnare il lettore ancora per altre pagine, dove le risate sfuggono con naturalezza e l’interesse resta costantemente acuito da un senso di piacevolezza che guida, di pagina in pagina, verso un romantico happy endings, dopo litigate, fraintendimenti, insicurezze, segreti, zizzanie e mezze verità più o meno rivelate. Tutto come in un film, genere commedia romantica. Non è mieloso o melense, ma brioso e di piacevole intrattenimento.
Se già il titolo di questo ebook (di ottima qualità visiva, grafica, oltre che di contenuto), vi ha anticipato l’effetto che avrà sui protagonisti il casuale “bang bang” del colpo di fulmine, ancora più piacevole e immergersi nella lettura di questo mondo rosa, per richiamare il blog “Immergiti in un mondo rosa” in cui Pupottina ha vinto, grazie ad un giveaway, questo, simpatico e tutto “Made in Italy”, chick lit.
VOTO 10

Ecco la trama.
Sì, è stata tutta colpa di un gatto rosso. Il mio. La bestia scappa dalla finestra a mezzanotte, e io mi butto in strada per recuperarlo, sexy come un sacco di patate, e incontro … l’ uomo dei miei sogni, una specie di Marlboro Man che smonta non da cavallo, ma da una fiammante BMW.
In altre parole, il mio nuovo vicino di casa. Lui mi fissa perplesso e incuriosito e il colpo mi arriva subito, preciso, bang bang, dritto al cuore, come nella vecchia canzone dell’Equipe ‘84. Nick, si chiama Nick.
Io Nora. Non può essere un caso, mi dico, e mi butto in questa storia, a testa bassa, senza sospettare in che pasticci mi ficcherò. Perché è ovvio che nella nostra storia si infilino altre persone, e tutte con qualcosa da dire o fare. Viola, un’adorabile bimba di otto mesi; Tommaso, il prof, egocentrico, bastardo seduttore cui l’ho giurata; un’orda di adorabili femmine folli che altro non sono che le mie amiche del cuore; Camilla, la disinibita, e un piccolo esercito di suocere, madri, padri, tate e … una nonna diabolica. E, come se non bastasse, c’è un romanzo rosa che aspetta di essere tradotto, uno strano borgo in piena Milano dove la gente sembra diversa e un po’ pazza e, ahimè, c’è anche lei, Gabrielle, la stronza. Senza contare il gatto rosso.



Voi, l’avete letto? Vi è piaciuto?
Vi piacciono i romanzi chick lit in cui l’amore si fonde con l’ironia?
Preferite i romance con femme fatale, molto costruite ed artefatte che corrono per il mondo con tacchi altissimi?
O preferite un modello di donna più semplice, autentico, genuino, ma che conosce bene il fatto suo e, in amore come nella vita, segue i suoi principi?

domenica 26 febbraio 2012

Death Dance di Laurell K. Hamilton

Per una come Pupottina, che non sapeva ancora chi fosse Anita Blake, Death Dance di Laurell K. Hamilton è stato davvero come fare una full immersion in un mondo tutto nuovo, molto fantasy e molto eroticamente coinvolgente. Sì, è decisamente un mondo per adulti dove il sesso, molto spinto, ha un ruolo di primo piano, mentre l’amore … c’è anche se ha dei punti di vista più ampi di quanto Pupottina si sarebbe aspettata. ;-)
La protagonista Anita Blake è alla sua quattordicesima avventura, ma non per questo il libro è meno comprensibile. Forse è solo un po’ troppo affollato di personaggi fuori dal normale (vampiri, licantropi, negromanti, risveglianti, zombie, succubi, ecc …) così come la stessa Anita, pur essendo umana, ha nel suo sangue qualità che la rendono speciale. E, come se non bastasse, in questo libro, scopre anche di avere un nuovo potere, l’ardeur, che le permette di soggiogare e assoggettare al suo potere chi le sta vicino.
Tornando al sesso, componente speciale del blog come del libro, sappiamo fin dalle prime pagine che l’irrequieta e irrefrenabile Anita ha sei amanti. Il numero sembra già alto, ma è comunque destinato a crescere, man mano che le sue vicende sentimentali e lavorative (svolge il lavoro notturno di risvegliante e sterminatrice di vampiri) si complicano.
Chi è Anita Blake? È un personaggio femminile immaginario, nato dalla penna o dal digitare su una tastiera di Laurell K. Hamilton, ed è così famosa da avere una pagina wikipedia tutta sua in cui viene spiegata nell’evolversi dell’ispirazione letteraria.
È una ragazza moderna che spesso va in crisi, ma che ha voglia di amare in modo diverso ogni uomo che incontra e che diventa suo amante. Anche se loro sono esseri speciali, ognuno con le sue caratteristiche, risentono di sentimenti e passioni umane che li avvicinano molto al mondo reale e per questo li rendono anche più interessanti ed affini al lettore.  
Questo libro non è un libro prettamente femminili. 
Anita Blake potrebbe far impazzire anche il pubblico maschile.
VOTO 9

Chi non ha letto questo libro ed ha intenzione di farlo, non continui a leggere, perché nel commento di seguito, Pupottina svelerà molte parti, unicamente per stimolare un dibattito con chi lo ha già letto.

Scendiamo più nel dettaglio e sveliamo anche qualche segreto del libro e della sua sexy protagonista. Anita Blake è una donna frutto della società contemporanea. Non è una che si accontenta. È una donna che sa di non essere costretta ad accontentarsi di un solo uomo per essere felice. Avere più amanti le rende la vita piena di soddisfazioni. E, dove c’è tanta gioia, è inevitabile che ci siano anche gelosie e problemi. 
La sua paura è quella di essere incinta, ma, avendo sei amanti, chi è il padre? 
In uno dei tanti eventi mondani cui partecipa, anche per lavoro (in particolare una festa per l’arrivo in città di un nuovo Master), si sente costretta a raccontare il suo timore. Ognuno dei suoi amanti ha una percentuale, anche se piccola, di essere il padre di suo figlio. Così iniziano le gelosie e il senso di possesso che ognuno di loro sente di avere nei riguardi di Anita. I litigi diventano inevitabili ed Anita dovrà placarli in un modo o in un altro.
Tuttavia Anita non si sente pronta ad avere un figlio. La certezza data dal test di gravidanza la fa cadere in un senso di sconforto. Uno dei suoi amanti la vorrebbe tutta per sé a fare la moglie in una bella casetta, dove requisito indispensabile diventerebbe la monogamia. Ma Anita non ci sta. Non vuole sentirsi una Cenerentola che deve essere salvata. Lei si sente di più. Sente di essere lei il Principe Azzurro e non ha bisogno di nient’altro che non sia la sua libertà e la sua vita così com’è. La gravidanza si rivela un falso allarme, un’anomalia provocata dai suoi poteri su test che sono testati solo su donne interamente umane. La reazione di Anita non sarà quella che ci saremmo immaginati. Anche se rifiutava l’idea, l’istinto materno non le mancava.
Perché è stato scelto questo titolo? Death Dance è il luogo dove si terrà un importante spettacolo. Pupottina aveva pensato ad altro. Forse perché non ha ancora letto i libri precedenti.
Adesso, prima di concludere, andiamo all’idea che Pupottina si è fatta della scrittrice, perché si sa che in un libro, per quanto a far da regine siano la fantasia, la creatività o l’ispirazione della scrittrice, indubbiamente un po’ di Laurell K. Hamilton è nella sua Anita Blake. Laurell è sicuramente una donna che ama molto e che dà molta importanza al sesso; è una donna che ama la sua libertà e che vede nel sesso un mezzo, profondamente intimo, per conoscere gli altri, per entrare in contatto con loro. L’unione di più corpi genera la fusione e la creazione di un’unica energia che regola la vita e le dà significato.
Dalla semplice copertina, mi sarei aspettata un fantasy con aspetti un po’ più misteriosi e thriller, mentre la storia rimane molto romance, dotata di romanticismo anche nelle scene sessuali più hot, adatte solo ad adulti. Pur affogato nel sesso, l’amore e la capacità di amare restano molto intensi ed importanti. 
Uno degli amanti iniziali di Anita verrà accantonato a favore di altri più meritevoli. Sembra proprio che Anita sappia già in che direzione far evolvere la sua vita. Molti punti restano in sospeso ed è giusto che sia così perché Anita Blake è un personaggio modernamente complesso che merita di essere ulteriormente sviluppato.

Voi, l’avete letto? Vi è piaciuto?
Un romanzo fantasy per adulti, che ha il sesso come ingrediente indispensabile, vi piace?
Quanto vi incuriosisce la mente di una donna che odia la monogamia e che non si sente la classica Cenerentola?

mercoledì 7 dicembre 2011

Il test del DNA per la figlia del vicino

Più di un anno fa, Pupottina vi raccontava una storia, quella del fratello della sua amica Ada che aveva combinato un bel pasticcio e fatto soffrire tante persone. Molti di voi ancora non frequentavano questo blog e per questo vi racconterò tutto nuovamente, prima di dirvi come si è evoluta la situazione.
Ada ha un fratello che si chiama Piero. All'epoca dei fatti aveva 52 anni. Adesso ne ha 54. Era un marito, padre di 3 figli ed anche nonno, poiché si era sposato molto giovane. Era disoccupato e veniva mantenuto dalla moglie, insieme al resto dei figli che ancora vivevano in casa. Il suo matrimonio, nonostante le difficoltà era felice e durava, senza ripensamenti, da 30 anni.
Accanto alla casa di Piero, vivevano Alice e Giuseppe, entrambi di 32 anni, con il figlio del primo matrimonio di lui. Giuseppe lavora, mentre Alice resta in casa.
L'amicizia fra le due famiglie non ha mai destato pettegolezzi, fino al giorno della Befana del 2010, quando Alice era in ospedale a partorire la sua prima figlia e in sala d'attesa, oltre a Giuseppe, c'era anche Piero, il quale diceva di avere il diritto di stare lì. 
A qualcuno è venuto più di un sospetto. Anche la moglie di Piero non capiva perché suo marito fosse ad aspettare la nascita della figlia della vicina.
Ovviamente, è esploso uno scandalo!
Vado al dunque, poiché basterebbe cercare nel blog fra i vecchi post per sapere che è stato preteso un esame del DNA che ha dato come risultato che la neonata era figlia di Piero, il vicino di casa, e non del marito Giuseppe.

Secondo voi, come si è evoluta la storia a distanza di quasi due anni?

sabato 3 dicembre 2011

Gli uomini ci sono piaciuti così

Cari Amici Blogger,
no, non ci piacciono con la pistola gli uomini, ma vediamo insieme come ci sono piaciuti, visto che, per un po', sembra che ne faremo a meno (infatti la serie tv ritornerà a febbraio).
Quindi, oggi, dopo l'eccezionale saluto della serie tv, The Walking Dead, per la pausa natalizia, il post sugli uomini non poteva non essere dedicato a questo genere di uomo: il marito devoto, il padre esemplare, lo sceriffo ligio al dovere ... anche quando la società va a rotoli perché il mondo è infestato dagli zombie.
Mentre tutti lo credevano morto, a proteggere sua moglie Lori e suo figlio Carl, c'era l'amico di una vita intera, Shane. Solo che Shane lo faceva in un modo tutto suo, circuendo troppo Lori, fino a sedurla
Adesso lei, Lori, è incinta, ma non crediamo troppo che il figlio che aspetta sia del marito Rick, poiché, anche se lei lo nega, potrebbe essere di Shane. E, in un mondo in cui sembra essersi scatenata l'apocalisse, ci starebbe anche bene che la moglie adultera resti incinta dell'amante. E' una situazione paragonabile a quello che avveniva in tempo di guerra. Combattere contro gli zombie è simile, anche se il nemico non ha armi, ma solo un'ostinata resistenza alla morte e un'aggressività dettata dalla fame di sangue.
Rick ha saputo dalla moglie della sua debolezza, sfociata nella relazione con Shane. Pupottina pensava che lei non si sarebbe mai fatto scappare niente ed, invece, lei ha vuotato il sacco, liberandosi un po' la coscienza ed iniziando, più o meno serenamente, il suo periodo di gravidanza. Rick non l'ha nemmeno rimproverata eppure è consapevole di essere un uomo tradito dalla propria moglie ... All'amico Shane ha rivelato anche la gravidanza di Lori, però, non gli ha fatto sapere che sa che hanno avuto una storia. Rick è un uomo tanto buono e non riesce a dividere i suoi affetti, ma, anzi, si sforza di fare sempre il bene di tutti. Però, a volte ci riesce ed a volte no.


Comunque, gira e rigira, Shane è sempre in mezzo alle vicende familiari del suo amico. Soltanto che adesso se ne sente maggiormente coinvolto proprio perché Lori è incinta ed anche perché avrebbe voluto continuare a fare da padre a Carl. Tuttavia, sappiamo bene che Shane non è un santo che non si lascia scappare una donna che gli si offre ed è anche disposto a sacrificare la vita di un amico pur di salvarsi la pelle. L'abbiamo visto in queste prime puntate. Sono tutti bei personaggi in questa serie tv.
Anche il doppiatore di Rick, Christian Iansante, merita un cenno, poiché la sua voce rende sicuramente più affascinante e credibile il personaggio, visto che l'attore non è poi molto sexy. Anzi, sembra sempre piuttosto malaticcio e sofferente. Sarà il peso delle corna!?!? Eheheh! ^___^

Care Amiche, tranquille che, se stasera o domani uscirete a divertirvi, non troverete questi brutti ceffi con l'aspetto da zombie. Queste, che vedete, sono le tipiche facce da lunedì mattina, quando si rientra a lavoro, dopo aver trascorso un weekend di freddo e pioggia.

Voi, gli uomini li preferite armati di pistola? Oppure preferite il marito devoto, il padre esemplare e lo sceriffo ligio al dovere, che vi perdona se avete avuto un flirt con il suo migliore amico?

venerdì 14 ottobre 2011

n. 1345 - Kevin e il suo ice cream

Cari Amici Blogger,
ecco di nuovo la vostra Pupottina a parlarvi del suo periodo di vacanza. Non ha ben chiaro se, di ciò che sta per raccontarvi e che riguarda Kevin, debba andarne fiera o meno. Magari sarete voi a giudicare e a dirle se deve esserne felice o strapparsi i capelli.
Tutti voi lettori assidui lo sapete bene. Ormai è risaputo e ripetuto un migliaio di volte fra i post di questo blog.
Gli altri lo apprenderanno subito dalla parola di Pupottina.
Il marito di Pupottina, Kevin, ha un grande pregio: la somiglianza con l'attore Kevin Costner. Lui stesso ne è fiero e se ne vanta, ci gioca su, ci marcia, si beatifica, fa quello che ha la nonchalance con gli altri uomini soltanto perchè le donne gli cadono ai piedi ...


Pupottina è sempre più felice quando vede che il cinema non propone più film con il bel Kevin costner, altrimenti il suo di Kevin continua a non rimanere con i piedi per terra ... perché, lo sappiano tutte, gli uomini sono molto più vanitosi di noi.
Il Kevin di Pupottina è il tipo che non passa mai inosservato. Pupottina ne è ben consapevole e ormai è rassegnata a doverlo far ammirare alle altre. Anche QUI, tanti anni fa ve ne parlava, anzi se ne lamentava, perché gelosa, ma erano altri tempi.
Adesso andiamo ad oggi. Parliamo del gelato di Kevin che è alla base di una situazione che si è creata, durante la loro settimana di vacanza. Pupottina e Kevin erano intenzionati a mangiare un gelato. Lei, Pupottina, sceglie un tavolino e si siede. Lui, Kevin, da uomo, va a fare l'ordinazione dei gelati, ma dietro il bancone non c'era nessuno a servirlo. Kevin si ferma ad aspettare, finché non compare il banconista che lo guarda, lo studia, lo valuta e, secondo lui, lo identifica e per chiedergli cosa vuole, avendolo stimato per uno straniero, attacca a parlargli in inglese.
Eheheheheh! Pupottina non ci poteva credere: il suo Kevin era stato scambiato per un americano in vacanza.

Pupottina deve essere fiera della somiglianza di suo marito con Kevin Costner?
Non è buffo che venga scambiato per un americano?
Pupottina può esserne contenta? ;-)

martedì 12 aprile 2011

n. 1084 - Schermaglie d'amore di R. Pilcher

Cari Amici Blogger,
Pupottina ha letto per voi questo racconto di Rosmunde Pilcher, contenuto in Fiori nella pioggia.
Dal titolo, Schermaglie d'amore, potete intuire l'argomento del racconto e il tema culminante in un liero fine con i fiocchi, o forse dovrei dire una sorpresa?
Cosa accade se trascuriamo la persona amata?
Può succedere che lei ci ami di più?

Per saperlo, o almeno per farcene un'idea, forse sarebbe il caso di leggere questo racconto della Pilcher.

Chi non ha letto questo racconto ed ha intenzione di farlo, non continui a leggere, perché nel commento di seguito, Pupottina svelerà molte parti, unicamente per stimolare un dibattito con chi lo ha già letto.
Ad amarsi, in questo racconto, sono Julian e Amanda. Lui ha troppi impegni, non solo di lavoro, ma anche con gli amici, cui non riesce a rinunciare. A lui sembra un sacrificio, un obbligo eccessivo. Non comprende quanto un matrimonio possa cambiare la vita. E' sposato da poco e anche i suoi amici non ci tengono a rinunciare alla sua presenza. Ecco perché, anche vedendo che la moglie non protesta più di tanto, si lascia coinvolgere in ogni attività o divertimento gli capiti, tralasciando quella che è la vita della sua nuova casa.
Qualcuno lo avverte, Zia Nora, e definisce il matrimonio nel più dolce dei modi: "Un matrimonio e come un neonato. Ha bisogno di essere curato e coccolato [...] ed essere avvolto nella sicurezza".
Ma le sue pillole di saggezza, che non andrebbero mai dimenticati non cessano qui. Ce ne è un'altra che merita di essere citata: "Se si lamenta non hai troppo da preoccuparti. Sarà quando lei smetterà di lamentarsi che ti troverai nei guai."
A volte abbiamo bisogno delle parole sagge di qualcuno che può aprirci gli occhi ... Se, però, l'avvertimento ci porta a osservare troppo, individuare i cambiamenti nelle abitudini, analizzare le presenze nuove che ruotano intorno al/alla nostro/a partner e ad interpretare tutto in modo sbagliato, può scoppiare in un'insana gelosia. E' questo che accade a Julian, geloso di Guy, poco interessato a stare con gli amici e che nel cervello vede scorrere solo le scene di un ipotetico tradimento della moglie. Ma a volte tutto può essere più semplice e meno oscuro e falso di quanto lo immaginiamo ...


Voi, l'avete letto?
Cosa accade se trascuriamo la persona amata?
Può succedere che lei ci ami di più?

Vi siete mai trovati in una situazione simile?

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Compresi che l'ordine, a lungo andare, si ristabilisce da solo intorno alle cose (Raymond Radiguet)

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