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Pupottina's favorites book montage

Dimmi il tuo segreto
Io la troverò
Dove si annida il male
Il confine del silenzio
Tutto ciò che resta
Io so perché canta l'uccello in gabbia
Africa, mon amour
Fiore di fulmine
Amore, Parigi e un gelato al pistacchio
La ragione dei sensi
Sherlock Holmes e il Signore della notte
Addio è solo una parola
All'improvviso la scorsa estate
La stagione degli innocenti
Scia di morte. L'ultimo viaggio della Lusitania
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
I piaceri della notte
Nessun ritorno
Campari a colazione
Per te qualunque cosa


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L'amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande. (Woody Allen)
"Non discutere di cose di letto con tatto e discrezione. Potrei non capire di cosa parli." (L'ispettore Barnaby)

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giovedì 10 agosto 2017

Dietro i suoi occhi di Sarah Pinborough


DIETRO I SUOI OCCHI è un thriller ferocemente avvincente che affonda gli artigli della sua narrazione nella classica relazione di infedeltà "marito-moglie-amante", dove le due donne sono anche amiche tra di loro. Il cosiddetto "pensiero stupendo" viene vissuto non alla leggera, ma tormentato da una serie di sensi di colpi, da parte sia dell'appassionata amante che del marito.
"Avere una relazione è un segreto abbastanza grosso e non credo che tu sia tagliata per mantenerlo. Ed è un complimento. Tu non sei così."
Louise non riesce a dire la verità alla sua bellissima e fragile, amica Adele. Ha iniziato occasionalmente una relazione con David, prima di scoprire chi lui fosse in realtà: il suo capo. Nonostante sia consapevole di trovarsi in una situazione molto rischiosa, anche perché potrebbe perdere il suo lavoro, Louise non riesce a rinunciare al suo rapporto sentimentale, clandestino, con David, nemmeno quando si accorge che lui nasconde non pochi segreti.
Anche da Adele, Louise non riesce a stare lontana. Lei le racconta molte cose della sua vita privata, intima, con il marito David, troppo impegnato a controllarla in maniera ossessiva. Adele fa tante allusioni, lascia cadere indizi, ma le appare dolce, indifesa, bisognosa del suo aiuto per staccarsi dal marito David, uomo dal quale nessuna delle due riesce a stare a distanza.
La trama si sviluppa alternando la narrazione tra i tre co-protagonisti, che raccontano le vicende secondo il loro punto di vista per farla progredire. Soltanto al personaggio di Alice, la scrittrice SARAH PINBOROUGH concede di svelare qualcosa del misterioso passato che la unisce a suo marito David e spiega per quale motivo lui la tenga così morbosamente sotto controllo, anche economicamente.
Adele ha molti segreti. Niente delle sue azioni è disinteressato e casuale come sembra. Lei ha superato il problema del sonno, i suoi viaggi onirici le permettono di intraprendere dei veri e propri "sogni lucidi".
È un thriller psicologico che sorprende e sconvolge fino all'inaspettato colpo di scena finale.

lunedì 30 novembre 2015

Le bugie degli altri di Kimberly McCreight


Kimberly McCreight è un'ottima autrice e l'ho scoperta ultimamente, grazie al suo ultimo thriller psicologico "Le bugie degli altri", dove il tema di fondo è il senso il colpa, capace di sconvolgere l'esistenza. Ma anche le bugie sono alla base dell'intreccio che costituisce la trama di questo sconvolgente capolavoro.

Le bugie sono in ogni pagina: tutti mentono agli altri ma anche a se stessi per i più svariati motivi. I meccanismi della suspense creano attesa e intrappolano l'interesse dalla prima all'ultima pagina di questo romanzo.

Vari sono i punti di vista che raccontano la storia. Sono tutte donne di età diverse, le cui vite si intrecciano raccontando le loro esistenze fatte di bugie e delle complicazioni del quotidiano. Sono donne: madri e figlie. Generazioni che si confrontano e cercano di superare gli errori loro o i tradimenti dei loro uomini. La complessità della maternità le porta a scontrarsi con quell'universo maschile, sempre più distante o violento, misterioso o sfuggente.

Una delle protagoniste, Molly Anderson, ex avvocato, dopo aver sofferto la perdita di una figlia non ancora nata, si trova, come giornalista di un piccolo paesino, dove tutti si conoscono, a investigare sul ritrovamento  del cadavere di un bambino appena nato. Dopo la sua depressione, in molti sono preoccupati per lei che deve affrontare questa situazione che potrebbe riportarla nell'abisso della disperazione. Lei no. Cerca di reagire con forza e professionalità per far luce sul misterioso, sconvolgente ritrovamento.

È così che si trova a camminare nei boschi che circondano la cittadina di Ridergale, nel New Jersey, alla ricerca di tracce, di testimonianze che forse nemmeno la polizia locale ha la competenza per cercare. Anche i lettori dei suoi articoli online sono scettici riguardo alla professionalità di chi segue le indagini, le cui competenze sembrano rimbalzare tra la polizia cittadina e il servizio di vigilanza del campus universitario.

È un romanzo profondo e inquietante, che affronta ottimamente la complessità dei rapporti familiari col ritmo serrato di un thriller. I segreti che si nascondono dentro le case di un piccolo comune possono rivelarsi molto pericolosi, oltre che sconvolgenti.

giovedì 8 ottobre 2015

L'amica pericolosa di Paula Daly


"L'unica certezza è che dalla sua bocca escono solo bugie."

Fidarsi è bene. Non fidarsi è meglio. Non è un libro di proverbi, ma un thriller psicologico che, ancora una volta, ci porta a riflettere su chi abbiamo intorno.

L'AMICA PERICOLOSA è il secondo romanzo di PAULA DALY, dopo DA QUANDOSEI SCOMPARSA. Ancora una volta, l'ambientazione è quella dove vive la scrittrice: è la Cumbria, la contea del Regno Unito che ospita il Lake District National Park, un luogo splendidamente malinconico e suggestivo che parla all'anima e, forse un po', la prepara alle terribili e impreviste prove da affrontare.

Anche qui la protagonista è una donna dalla vita perfetta, che deve sopportare il peso degli eventi, scivolando tra lucidità e lampi di follia, vivendo un'esperienza che ha dell'incredibile, ma che parte dalle basi della quotidianità e da indiscutibili certezze.

Un mondo perfetto si può sgretolare in pochi giorni?

Sì, la storia della protagonista Natty ne è l'esempio. È la storia che nessuna donna vorrebbe trovarsi a vivere.

Nessuna può lasciare l'amica del cuore con il marito sperando di farla franca, soprattutto se la persona fidata è una tipa molto pericolosa. È una delle paure inconsce di ogni donna. È la normale insicurezza umana che affonda le proprie radici dentro le perfidie della femminilità. Anche se giuriamo a noi stesse che non ci capiterà mai e che noi conosciamo bene chi ci circonda, non siamo completamente propense a mettere la mano sul fuoco, quando si tratta delle nostre amiche. Le conosciamo davvero? Sono davvero oneste con noi quando ci parlano della loro vita o quando si insinuano nella nostra?

Questo nuovo thriller della Daly lo si divora proprio perché sa far leva sulle insicurezze femminili ed è per questo motivo che è tanto interessante e coinvolgente. È soprattutto la trama che ti prende, ma anche lo stile narrativo, la suspense e i personaggi fanno la loro parte. Tutto procede alla perfezione, passando dalle certezze indiscutibili della protagonista al crollo totale, attraverso una serie di colpi di scena che non si risparmiano fino all'improvviso e spiazzante finale, vera ciliegina sulla torta.

"Tu hai smesso di cercare di piacermi tantissimo tempo fa."
 

venerdì 18 settembre 2015

Io non ti conosco di S.J. Watson





Non mi sfuggirà più nessuno libro di S.J. Watson, tra l'altro autore anche di "Before I Go To Sleep"(Non ti addormentare), diventato un film interpretato da Nicole Kidman, Colin Firth e Mark Strong.
IO NON TI CONOSCO è un serratissimo thriller psicologico, dove i colpi di scena non finiscono mai.
Inizia lentamente, ma in progressione crea uno stato d'ansia, che a momenti si placa ed in altri esplode con violenza. Sembra che tutto sia legato alla casualità nella vita di Julia Plummer, mentre è strettamente concatenato al resto. Non ho trovato indizi, lasciati al caso, o situazioni, che sono rimaste senza soluzione. Tutta la narrazione, dai sottilissimi risvolti psicologici, è stata sapientemente studiata e mescolata con sesso, social network e tecnologia.
Non ci sono punti morti, scene noiose o inutili, ma meccanismi della suspense, gestiti alla perfezione.

Julia Plummer è stata travolta dalle situazioni esattamente come avrei fatto io. Non è solo la narrazione in prima persona ad acuire il coinvolgimento del lettore, in questa torbida relazione di sesso e morte, ma è principalmente la storia a creare un legame indissolubile che resta invariato dalla prima all'ultima delle oltre quattrocento pagine totali. Anzi, non si chiude nemmeno alla fine. Il finale è davvero sconvolgente e ad effetto. Il cervello del lettore, in tensione per comprendere la psicologia dei personaggi, giunto a fine romanzo, rimette in discussione tutto e continua ad elaborare probabili evoluzioni. È come se fosse chiamato a decidere i destini dei personaggi o se ne facesse parte.

Se amate i romanzi ricchi di suspense, con trame macchinose ed enigmi della mente umana insolubili e rimasti fino ad ora insondati, IO NON TI CONOSCO è il libro che fa per voi.
In questo thriller psicologico, niente è come sembra e nessun personaggio conosce realmente fino in fondo gli altri con cui entra in contatto. C'è sempre una maschera dietro ognuno di loro. C'è sempre un fine che aggroviglia i misteriosi meccanismi della mente umana.

lunedì 16 febbraio 2015

Le mille luci del mattino di Clara Sánchez

“La vita è una sorpresa dietro l’altra.” E lo è anche la lettura di LE MILLE LUCI DEL MATTINO.

Dedicarsi alla lettura di un romanzo di Clara Sánchez è sempre un’ottima decisione, poiché mescola le vite dei suoi personaggi, narrando storie straordinariamente fantasiose, intricate e complesse. La cura, che la Sánchez ha messo nella caratterizzazione dei personaggi in LE MILLE LUCI DEL MATTINO, l’ha portata a raggiungere un livello superiore, poiché non è soltanto la storia ad essere inimmaginabile, ma lo sono anche gli stessi personaggi, imprevedibili in ogni azione che decidono di compiere, animati da quel fervore esistenziale che la vita dona unicamente agli esseri umani.

È bandita la presenza dei segreti in ogni loro forma. Durante la narrazione, le certezze vengono messe in dubbio e trovano sfogo nelle domande che la protagonista e voce narrante, Emma, non può fare a meno di porsi. Lei deve sapere se ha avuto delle colpe nella morte del suo capo, il signor Sebastián Trenas. Deve sapere se le sue azioni lo hanno messo in pericolo; se qualcosa di misterioso e segreto si cela tra i volti indaffarati a produrre, non si sa cosa, in una importantissima azienda di Madrid, dove la luce si riflette sulle immense pareti a specchio del palazzo denominato la Torre di Vetro. Il palazzo sovrasta la città e ingloba un grandissimo numero di impiegati, dando luce alle loro vite, ma anche tramando nell’oscurità contro di loro. “È meraviglioso poter smettere di odiare” si trovano a poter dire gli ex impiegati.


In questo nuovo romanzo, la Sánchez svela la realtà complessa delle grandi multinazionali, mega aziende nelle quali gli individui smettono di essere tali, ma vengono assorbiti dal sistema economico-produttivo. Niente è come sembra nel romanzo, come nell’azienda, dove le storie dei protagonisti si intrecciano tra bugie, segreti, amori clandestini e adozioni difficili. La forza di Emma può sfidare l’oscurità del sistema, all’interno della multinazionale, instaurato dai tanti individui della grande famiglia che la gestisce. Tra complicità e misteri, i segreti emergeranno come la più basilare delle verità: c’è sempre qualcosa di segreto che vuole essere svelato.

“È risaputo che nel mondo reale non si può avere tutto.”


venerdì 13 febbraio 2015

Un amore sbagliato di Giulia Alberico

«Succede, non puoi fissartici. Si vive come si può. Ma davvero credi che si possa far quadrare tutto? Oh, sì, certo! Le rose dovrebbero fiorire a maggio, le madri amare i figli, l’amore durare per sempre... Ma la vita è più mutevole e capricciosa, non ci sta a regole fisse.»
Quando una donna si accorge che un amore è quello sbagliato? Quando dovrebbe chiudere una storia? Come funzionano i meccanismi alla base dell’amore? Ce lo spiega Giulia Alberico nel suo romanzo UN AMORE SBAGLIATO, raccontandoci le vicende sentimentali della sua protagonista, Lea, maestra elementare quarantenne, divisa tra il marito Stefano e un nuovo complicatissimo amore, Marco. “Non era amore, era una specie di febbre, un sommovimento, un magma che si era svegliato nelle profondità di lei e, da un minuto all’altro, poteva erompere in un fiume di fuoco, lava incandescente.”

Una relazione clandestina, adulterina, vissuta con i suoi ritmi irregolari e fuori controllo, provoca sempre emozioni contrastanti difficili da definire. Il rapporto con il marito cambia. Da sempre Stefano era stato troppo orientato verso la carriera e col tempo aveva iniziato a trascurarla. “Lei è sotto la spinta perenne di una sottrazione, la vita le ha sottratto qualcosa che non è chiaro, mai, cosa sia. Lea non manifesta in modi consueti questo suo tormento, voglio dire che non è gelosa, possessiva, diffidente, ma vive in allarme, il mondo le sta sempre apparecchiando una fregatura. È pesante avere a che fare con un’anima così programmata, è faticoso. Io, lo ammetto, non me la sentivo più negli ultimi anni di essere il riparo, la coperta di Linus.”

Lea risentiva di questo rapporto impari che viveva con Stefano, ma anche con Marco qualcosa non andava. “Di lui lo irritava, cominciò a capirlo nei mesi, esattamente quello che all’inizio l’aveva catturata.”

All’inizio, la relazione con Marco era la ventata d’aria fresca che ci voleva, il cambio di rotta giustificato e necessario. Marco l’aveva conquistata poco per volta, con le parole, le attenzioni e i modi gentili e, quando era totalmente coinvolta, le aveva rivelato la sua sconcertate verità, che però Lea era riuscita a razionalizzare e tollerare. Come Lea stava con Stefano, anche Marco aveva una relazione stabile che alternava ai loro incontri. Il problema era che lui divideva la sua vita con Carlo e aveva deciso di parlargli di lei. In amore, però, è già difficile un rapporto a due; a tre la situazione si complica, ma nella vita di Lea la realtà superava l’immaginazione e la loro geometria sentimentale diventava complessa e oltre il tridimensionale. “In uno spazio inerme come era il suo cuore le parole fermentano e impazziscono.”

Com’è facile intuire, la situazione non è tradizionale, ma modernamente allargata e mutevole. Le coppie iniziarono a frequentarsi. Vennero aboliti i segreti. Le vicende, però, potrebbero degenerare. «Mi hai svuotata, mi sento pesta, come un pugile suonato. Amarti è una fatica bestiale! Getto la spugna, ci rinuncio.»

Quella di Lea è un’anomala e rocambolesca avventura sentimentale. L’amore, però, ha limiti ben definiti che è proibito oltrepassare. “L’ho sopraffatto col mio innamoramento. Avrei dovuto essere più leggera, più lieve. Invece, gli ho rovesciato addosso un mio bisogno così monumentale di amare ed essere ricambiata. L’ho spaventato.”

Lea proverà sulla sua pelle l’imprevedibilità dei sentimenti e imboccherà le misteriose strade del destino verso un amore tutt’altro che sbagliato. La scrittura di Giulia Alberico è ironica ed elegante ed ha saputo trattare, con squisitezza e originalità, temi delicati. Lo stile narrativo, fresco e discreto, ha reso le vicende particolarmente interessanti fino al loro, nient’affatto scontato, epilogo.




lunedì 2 febbraio 2015

La fedeltà di Diane Brasseur

È un libro che forse i monogami potrebbero non capire. Ma è così interessante calarsi nei panni di un adultero che sicuramente perderebbero qualcosa se non lo leggessero.
Cosa sono monogamia e poligamia se non ci si sforza di comprenderle? Che differenze salienti ci sono? E cosa porta le persona a scegliere l’una o l’altra opzione?
Con uno stile originalissimo, la scrittrice franco-svizzera DIANE BRASSEUR narra con un breve e sensuale monologo i perché di un uomo che ha scelto di dividere la sua vita tra l’amatissima moglie e l’irresistibilmente giovane amante.

“Ho cinquantaquattro anni e, da un anno, tradisco mia moglie con un’altra donna, più giovane di me, una giovane donna che ha ventitré anni meno di me.
Vorrei che avessero torto, quelli che penseranno: E allora? Sono cose che capitano dopo diciannove anni di matrimonio. Quelli che simpatizzeranno con me perché ci sono già passati, quelli che azzarderanno una spiegazione sociologica.
Vorrei impedirgli di fare il calcolo: Quanti anni avrai, quando lei ne compirà trentasette?
Vorrei che avessero torto, quelli che ci guardano un po’ troppo a lungo per strada, al parco, al ristorante.”

Quella che ha scelto di vivere l’io narrante è una vita sempre attiva e trepidante, ma anche una vita fatta di cose uniche moltiplicate per due che infine risultano appena mezza, poiché niente di ciò che fa può essere vissuto in modo totalizzante. Il perché vero e proprio della sua doppia vita ce lo spiega con il desiderio che esprime nell’incipit di questo interessantissimo monologo  e lo fa in un modo tanto diretto e semplice che, travolti dalla narrazione, troppo facilmente si dimentica: “Non voglio invecchiare.”

Ma c’è molto di più che in sintesi ci viene rivelato, una pagina dopo l’altra, dall’anonimo uomo fedifrago la cui moglie resta per tutto il romanzo “mia moglie” e la cui giovane amante viene immortalata con un nome sonoro, insolito e facilmente memorizzabile, Alix. 
In questo monologo intitolato appunto LA FEDELTÀ, DIANA BRASSEUR ci parla di quelle che possono essere le fasi dell’amore e i vincoli e gli obblighi che l’amore ci impone con una prepotenza tale che per l’individuo è impossibile sottrarsi. Il protagonista potrebbe essere scoperto dalla moglie o potrebbe decidere di porre fine alla sua relazione. Oppure potrebbe essere lasciato dalla sua giovane amante per qualcuno che le offre delle certezze ed un futuro. Ma molte altre sono le possibilità che in una storia di tradimento si affacciano sulla scena.

Lui è un uomo, tutto sommato, onesto o almeno così si illude di essere poiché non fa promesse. 
Lui è semplicemente uno che prende ciò che gli viene offerto, non limitando le sue possibilità. Questo dato di fatto è scontato e lampante. È lui a tradire le donne che ama, ma è anche lui che tradisce se stesso perché rende sì la sua vita avventurosa, ma anche inquieta, falsa e piena di sotterfugi, scuse, frasi dette per metà o dette due volte. L’adulterio, per lui, è fonte di ricchezza e povertà al tempo stesso.

DIANA BRASSEUR è stata così brava nel descriverci quest’uomo, calandosi nei suoi panni e nella sua mente, che alla fine di questa storia lo si comprende perfettamente in tutte le sue scelte. Al lettore, forse, resta solo il dubbio per la vita che ha scelto in attesa di quella possibilità che la faccia cambiare …
“Normalmente fantasticare significa assumersi il rischio di essere delusi.”

http://youtu.be/BKiXi7hGOoY


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Compresi che l'ordine, a lungo andare, si ristabilisce da solo intorno alle cose (Raymond Radiguet)

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