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Pupottina's favorites book montage

Dimmi il tuo segreto
Io la troverò
Dove si annida il male
Il confine del silenzio
Tutto ciò che resta
Io so perché canta l'uccello in gabbia
Africa, mon amour
Fiore di fulmine
Amore, Parigi e un gelato al pistacchio
La ragione dei sensi
Sherlock Holmes e il Signore della notte
Addio è solo una parola
All'improvviso la scorsa estate
La stagione degli innocenti
Scia di morte. L'ultimo viaggio della Lusitania
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
I piaceri della notte
Nessun ritorno
Campari a colazione
Per te qualunque cosa


Pupottina's favorite books »
L'amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande. (Woody Allen)
"Non discutere di cose di letto con tatto e discrezione. Potrei non capire di cosa parli." (L'ispettore Barnaby)

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sabato 14 ottobre 2017

Ho taciuto di Mathieu Menegaux (Bompiani)


È un memoriale, breve, ma toccante, per raccontare una verità dolorosa. Incisivo e fortemente introspettivo, in ogni sua pagina, HO TACIUTO di Mathieu Menegaux è un piccolo capolavoro, un dramma in piena regola, raccontato da una donna coraggiosa, innamorata, del marito e della vita, che decide di superare un'esperienza terribile raccontandosi una bugia fatale.
Claire Beyle è vittima del crimine più odioso che possa capitare ad una donna. Non è colpevole, ma sente di dover sostenere da sola l'insostenibile fardello, che arriva a rovinarle l'esistenza e tutto ciò che ha costruito negli anni. Il suo assordante silenzio, con chiunque la circondi e possa in un qualche modo aiutarla, non le ha impedito di commettere un crimine peggiore di quello che ha costruito per se stessa con la menzogna. 
Il grido di aiuto, che ha dentro, le impedisce di comunicare le sue paure all'uomo che ama, mettendo a rischio il loro rapporto. L’irreparabile dramma di Menegaux, che tanto ha in comune con i romanzi di Dostoevskij, costruisce l'evoluzione del tormento di una donna, fondamentalmente buona, fino a farla esplodere nella negazione di ogni cosa.
Claire è rinchiusa nel carcere femminile di Fresnes ed è ancora una vittima oppressa dal suo senso di colpa, quando finalmente decide di mettere per iscritto la sua verità.
In un crescendo di suspense, HO TACIUTO è tragedia moderna dell'incomunicabilità.

martedì 18 agosto 2015

Piccoli esperimenti di felicità di Hendrik Groen



La “Hendrik Groen mania” è contagiosa e divamperà anche in Italia, così come è accaduto in Olanda. Già dall'interessantissimo e accattivante titolo, PICCOLI ESPERIMENTI DI FELICITÀ intrappola nella sua rete di serenità, quotidianità e curiosità della durata di un anno, perché tanto dura il diario che porterà alla fatidica decisione.  

Hendrik Groen ha 84 anni e un quarto e vive ad Amsterdam, nella casa di riposo "Lieto Tramonto", ma ogni sei settimane circa, ha un appuntamento fisso o "quasi": va a trovare la moglie, malata di sindrome maniaco depressiva, ricoverata in un istituto specializzato.

È un uomo intelligente e in forma, per la sua età: di più rispetto ai suoi amici, ma meno di quanto vorrebbe. Hendrik, però, è anche uno che non si piange mai addosso. La vita declina lentamente, ma lui non si arrende, almeno non subito. È un attento osservatore di tutto ciò che accade sia nel suo piccolo universo sociale sia nello scenario politico internazionale. È uno che riflette molto e vuole dire la sua su ogni cosa, ma a volte tiene a freno la lingua per educazione e cortesia. Per fortuna, non è quello che accade nel suo diario, dove Hendrik Groen non ha peli sulla lingua. Parla di tutto: dei suoi piccoli dolori privati, come la morte a quattro anni della figlia, e intimi, come i suoi problemi di "sgocciolamento"; parla dei suoi amici alla casa di riposo; dei suoi ricordi; della vita degli ultraottantenni in generale; dei problemi della sanità pubblica; della politica internazionale; del nostro Berlusconi; ecc.

La svolta nella vita di Hendrik avviene quando decide di non essere solo quello che gli altri credono che lui sia, ossia un uomo affidabile e gentile, ma decide di dare voce al suo se stesso sconosciuto, per l'esattezza quello che avrebbe voluto dire no, ma ha detto sì, e si è ritrovato in una situazione diversa da quella che avrebbe desiderato.

Ha deciso di tenere il suo diario per un anno, al termine del quale renderlo pubblico. Pian piano ha anche scoperto che questo suo progetto di scrivere un po' ogni giorno lo fa sentire sereno e rilassato: è davvero terapeutico, come dicono. Nel diario, lui non nasconde niente di quello che accade nell'ospizio dove vive.

Gradualmente ci si affeziona a Hendrik, ai suoi amici (Ever, Edward, Grietje, Eefjee e Graeme) e ai suoi tanti conoscenti che ruotano nel suo universo esistenziale. Gradualmente, si entra nel vivo del club VEMAMIMO, ovvero vecchi-ma-mica-morti, il cui significato è espressione dell'ottica goliardica con la quale gli anziani del gruppo vivono quel che resta loro da vivere, senza rinunciare a niente, ma provando a realizzare i loro desideri o ciò che può allietare le loro esistenze, poiché "finché ci sono progetti c'è vita". Lo stesso Hendrik scopre, anche per se stesso, che avere belle prospettive è importante per mantenere la voglia di vivere.

Lo stile scivola dal semiserio al comico, ma anche dal romanticamente nostalgico al commovente. Hendrik è l’anziano che si vorrebbe abbracciare. Con la sua delicata ironia, il signor Groen porta il lettore del suo diario a riflettere su temi delicati e attuali come la qualità della vita degli anziani nelle case di riposo, i costi della pubblica assistenza e la scelta personale dell'eutanasia. È un libro che fa sorridere, riflettere e rattristare, ma fa tutto parte della vita ed il segreto sta proprio nel riuscire ad accettare tutto quello che ci capita, lottando con caparbietà per cambiarlo.

Hendrik Groen è lo pseudonimo dietro il quale si cela un misterioso scrittore che ha trovato il modo di conquistare un vasto target di lettori parlando loro della vita con le sue piccole e grandi difficoltà.

"Così si fa: continua a vivere e fai quello che ti piace."

mercoledì 22 luglio 2015

Come diventare una ragazza di Caitlin Moran

 Entrare nel mondo degli adulti non è cosa da poco. Non è affatto semplice. Se a complicare la situazione interviene il sesso, allora siamo in un romanzo "senza censure" di Caitlin Moran. Dopo il suo esordio con "Ci vogliono le palle per essere una donna" che è diventato un bestseller, la Moran ci riprova con COME DIVENTARE UNA RAGAZZA e, analizzando la situazione delle vendite nelle classifiche UK, sembra vicina a bissare il successo del primo romanzo. COME DIVENTARE UNA RAGAZZA diventerà anche un film, adattandone opportunamente la trama.

È un romanzo con tematiche per adulti, senza peli sulla lingua su qualunque argomento, dalla politica alla società degli anni Novanta, ma in particolare parla di sesso e di musica, mescolando insieme i due mondi.

La protagonista è Johanna Morrigan, una ragazza di 14 anni, che vive in una famiglia povera e borderline: un padre strampalato, eterno aspirante star del rock; una madre paziente e remissiva, con crisi depressive post-partum; un fratello maggiore, pronto a criticare e fare dispetti, e un fratellino, Lupin, dagli occhi grandi “come due pianeti blu che ruotano nella galassia del suo cranio”, terribilmente dolce, tenero e in cerca d'affetto. A peggiorare la situazione, ci sono gli ormoni adolescenziali e il suo essere trasparente agli occhi degli altri, pur essendo irrimediabilmente e procacemente grassa.

Johanna è intelligente e deve fare i conti con il mondo e con gli insegnamenti sbagliati o insufficienti che i suoi dei genitori le hanno inculcato per affrontare la vita. Quando inizia il romanzo è il 1990. Johanna vive affrontando una delusione dopo l'altra, finché non decide di mettere da parte la rassegnazione e rimboccarsi le maniche. Decide di cambiare tutto, darsi uno pseudonimo, e trasformarsi in Dolly Wilde, una giornalista scaltra e audace. Lascia il sobborgo di Wolverhampton e intraprende una nuova vita, fatta di avventura, sesso, letture erotiche e musica. Dolly Wilde diventa, in breve tempo, famosa, un’autentica eroina gotica, con la parlantina sciolta, senza alcuna inibizione, alla conquista del piacere, degli uomini e di Londra.

Dolly può salvare la famiglia sempre più in affanno economico, anche un po' a causa sua. Un po' come Jo in "Piccole donne", o come le sorelle Brontë (senza pensare minimamente di morire giovane), Johanna-Dolly si arma di penna e inizia a scrivere, poiché scrivere è qualcosa che anche i poveri possono fare.

Ma cosa succede quando Johanna realizza che Dolly, il personaggio che lei stessa ha costruito pezzo per pezzo, ha un enorme difetto? Cosa le manca per diventare una ragazza? Questo è il romanzo che ogni adolescente potrebbe scrivere parlando di se stessa e delle insoddisfazioni che prova, ma solo Caitlin Moran ci è riuscita a farlo con il suo stile irriverente e esplosivamente immorale.

È una lettura avvincente, divertente, avventurosa, appassionante come la vita, ma per questo a tratti anche un po' dolorosa, fino alla piena consapevolezza delle difficoltà da affrontare per entrare nel mondo degli adulti.

martedì 21 luglio 2015

Roma città morta di Luca Marengo e Giacomo Bevilacqua



Tutto ha inizio con un virus di origine sconosciuta, rapido e violento nel generare un'epidemia che si abbatte sugli uomini. La parola "zombie" diventa familiare anche a Roma. Per fortuna, non è la realtà, ma soltanto la creatività riportata nel diario, scritto a quattro mani, da Luca Marengo e Giacomo "Keison" Bevilacqua. Il primo è più serioso e impegnato nella sua missione di scrivere il reportage dell'apocalisse zombie che ha colpito il mondo intero, Italia compresa. Il secondo, Bevilacqua, più ironico e scanzonato.

Il primo scrive il suo diario dell'apocalisse in forma tradizionale, trattando con arguzia narrativa l'evoluzione degli eventi; il secondo, raccontando le stesse esperienze, ma graficamente, attraverso originalissime sequenze di vignette.

Se siamo abituati agli zombie di Romero, ci piacerà seguire le vicende dei nostri reporter, scrittore e fumettista, durante il loro viaggio esplorativo della capitale che, barricata nelle sue antiche mura non perde il suo fascino architettonico e l'importanza storica. In qualche mondo, Roma è riuscita a sopravvivere sia al virus che all'orda di morti viventi. Gli abitanti si sono riorganizzati e tirano avanti come possono.

Marengo e Keison vanno a conoscere i sopravvissuti e documentano ciò che vedono all'interno delle mura, ma più si addentrano nel cuore della città, più scoprono che le cose, lì dentro come all'esterno, non sono affatto come sembrano. Qualcosa della vecchia civiltà, all'interno delle mura, si rifiuta di marcire.

Mentre le poche certezze vacillano e gli interrogativi si moltiplicano, i due protagonisti cominciano a chiedersi chi sia stato realmente a trasformare Roma in una città morta, dove le attività del mondo reale sono "chiuse per ferie", come accade durante il periodo estivo.

Si può dire "Chiuso per zombie" parlando di Roma?

Forse sì, se siamo in un periodo post apocalittico e la città è affollata da zombie e sopravvissuti, al posto dei tradizionali ed invadenti turisti. Ma forse, per quanto riguarda disciplina e grado di civiltà, sono ineducati entrambi. Certo è che senza Marengo e Bevilacqua nessun lettore, amante del genere zombie e di Roma, avrebbe mai potuto immaginarla così insolitamente popolata. Ovviamente, la loro dettagliata visione della capitale può essere letta e analizzata tra le righe e le vignette ironiche, in un'ottica sociale e politica molto interessante ed attuale.

ROMA CITTÀ MORTA, a metà strada tra un diario e una guida turistica post apocalittica, tra la prosa e il fumetto, è un ottimo libro da leggere. 


lunedì 2 dicembre 2013

Un Altro Mondo di Jo Walton

I luoghi della mia infanzia erano collegati da sentieri magici, che non venivano percorsi dagli adulti.



Jo Walton è una pluripremiata scrittrice di fantasy che riesce a mescolare vari generi per creare, grazie alla sua fervida immaginazione, un mondo magico, molto diverso da quello cui siamo abituati e che proprio per questo ci colpisce e ci resta più impresso. Non ci sono esagerazioni o effetti spettacolari, combattimenti con spade o bacchette magiche, nel suo romanzo, ma c’è semplicemente la progressiva immersione in quello che è l’altro mondo in cui vive la protagonista, l’adolescente Morwenna Phelps.

Attraverso la forma narrativa del diario, la quindicenne, attratta dalla magia e con l’hobby per la lettura dei celebri, classici romanzi fantasy e di fantascienza, ci porta nel suo UN ALTRO MONDO, popolato da spiriti, fate ed elfi e nel quale non mancano anche numerosi personaggi letterari, che lei elegge come suoi tutori morali, pronti ad indicarle la giusta direzione nelle esperienze della quotidianità. La sua normale vita di adolescente è costantemente messa a confronto con il mondo letterario che lei conosce nelle sue tante ore di solitudine e lettura.


Regolarmente, Morwenna, nel suo diario, oltre a raccontarci le sue esperienze personali, ci tiene anche aggiornati delle sue letture, tante, tantissime. È un’autentica divoratrice di libri, attenta e perspicace. Nei libri cerca la soluzione alle questioni della sua vita.

La storia personale, che Morwenna racconta nel suo diario, è complessa e dolorosa. È un’adolescente gallese, costretta a frequentare un austero collegio in Inghilterra, dopo essere fuggita di casa a causa del suo rapporto, non facile, con la madre che ha addirittura causato la morte di sua sorella, la sua gemella, Morganna. La madre è letteralmente una strega, crudele e assetata di potere. Quando le due gemelle hanno cercato di fermarla, una delle due, la metà più forte, è morta ed ora Morwenna si limita a sopravvivere, risentendo della sua assenza, pur non dimenticandola e sentendola una parte di sé.

In Inghilterra ci sono il padre, che non ha mai conosciuto, e tre zie.

Nell’anno di vita, che viene raccontato nel diario, Morwenna cresce emotivamente, sviluppando la sua personalità anche in assenza della gemella, la quale non è totalmente scomparsa, ma è andata a popolare quello che l’altro mondo, popolato dagli spiriti.


La Walton ci propone un interessantissimo romanzo di formazione, dove la normale crescita personale di un’adolescente, dal passato e dal presente doloroso, si intreccia con aspetti magici, incantati, prodigiosi, ma è anche aperto ad esperienze paranormali. 

 

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Compresi che l'ordine, a lungo andare, si ristabilisce da solo intorno alle cose (Raymond Radiguet)

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