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Pupottina's favorites book montage

Dimmi il tuo segreto
Io la troverò
Dove si annida il male
Il confine del silenzio
Tutto ciò che resta
Io so perché canta l'uccello in gabbia
Africa, mon amour
Fiore di fulmine
Amore, Parigi e un gelato al pistacchio
La ragione dei sensi
Sherlock Holmes e il Signore della notte
Addio è solo una parola
All'improvviso la scorsa estate
La stagione degli innocenti
Scia di morte. L'ultimo viaggio della Lusitania
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
I piaceri della notte
Nessun ritorno
Campari a colazione
Per te qualunque cosa


Pupottina's favorite books »
L'amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande. (Woody Allen)
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domenica 27 maggio 2012

Il cammino del penitente di Susana Fortes

Un piccolo gioiello sotto molti punti di vista con l’unica pecca di essere troppo breve. Nemmeno 300 pagine per creare un perfetto thriller che fonde antichità, religione e tanti tanti segreti, inspiegabili, irrisolti, pericolosamente eretici.
Dietro un mistero se ne cela sempre un altro, per citare Hitchcock, ma in questo libro c’è di più. Ci sono Lisbeth Salander e Michael Blomkvist, in versione galiziana. Loro indagano, ma anche la polizia indaga ed ha un bel protagonista, un commissario di polizia fuori dagli schemi, Lois Castro.
L’autrice spagnola, Susana Fortes, non è una alle prime armi. I suoi libri in Spagna hanno un enorme successo e Il cammino del penitente si colloca ai vertici.
Gli elementi di questo thriller sono: una ragazza assassinata nella cattedrale di Santiago de Compostela, un antico manoscritto scomparso nel nulla, un movente che risale al IV secolo. Ed è proprio vero che 'Dio scrive dritto sulle righe storte': una storia ingarbugliata, piena di verità nascoste, con una scena del crimine che esce fuori dagli schemi e non suggerisce piste iniziali su cui indagare. 
Gli unici, a saperne di più della polizia, sono i due giornalisti che hanno già messo gli occhi sul loro scoop. Lui è Villamil, strano e facilmente riconoscibile per la scelta delle sue stravaganti cravatte. Lei, Laura Màrquez, è una donna minuta, esile, taciturna, con le auricolari perennemente nelle orecchie, per escludersi volontariamente dagli altri e continuare a nascondere un passato violento, nonostante il suo aspetto lo smentisca.
La vittima Patricia Palmer, studentessa di archeologia, è una ragazza all’apparenza come tante, ma c’è chi in lei vede qualcosa di oscuro e da tenere nascosto. Anche lei, prima di morire, deve aver scoperto qualcosa, una qualche verità, che nessuno doveva sapere e questa scoperta, per lei, è un peccato che deve scontare con la morte, l’unica penitenza possibile.
Il cammino del penitente è un mistery perfetto che lascia senza fiato, con un ritmo incalzante, che trascina il lettore in una città dove nulla è ciò che sembra e dove il pericolo può nascondersi dietro ogni angolo, mentre questioni religiose e politiche si intrecciano e si scambiano reciproci favori.

Voi l'avete letto? Vi è piaciuto?
Vi piacciono i thriller che intrecciano religione e storia?
Avete già letto qualcosa di Susana Fortes? 

sabato 18 febbraio 2012

Millennium Uomini che odiano le donne con Daniel Craig e Rooney Mara

Questo post è in risposta a quello di Cannibal Kid. Vedi QUI.

Cari Amici Blogger,
il sogno di vedere il remake americano di Uomini che odiano le donne, anche se in ritardo, si è realizzato.
Nel frattempo, il post di Cannibal Kid mi aveva fatto solo immaginare quello che avrei visto. Dal trailer e dalle foto che si vedevano in giro non ero entusiasta della nuova Lisbeth Salander. Rooney Mara non mi convinceva né come donna né come attrice. Preferivo l'attrice svedese Noomi Rapace. E potevo sorvolare sull'assenza del tanto amato Michael Nyqvist, perché anche Daniel Crag è un bell'uomo, forse anche troppo per il personaggio da interpretare. Infatti, nelle scene d'azione non c'era il suo personaggio Mikael Blomqvist, ma la controparte femminile. Forse proprio per questo Lisbeth Salander ha saputo farsi amare dalle donne e dagli uomini.

Sorvolo sul già detto dall'amico blogger, nella sua precisa e puntuale recensione del film, per entrare in piccoli dettagli che, a un occhio maschile e che non ha letto il libro di Stieg Larsson, possono essere sfuggiti.
Il film è più dinamico, rispetto alla versione svedese, ed anche più fedele al libro. Infatti, c'è una scena differente in cui viene precisato meglio uno degli indizi fondamentali per risolvere l'indagine, presente nel libro grazie ad un personaggio minore, ma attribuita a Noomi Rapace nel primo film. Anche se si tratta di un personaggio minore, una semi comparsa, ha avuto il ruolo che le spettava per essere fedele al libro. Invece, è diverso il modo in cui le rompono il computer.

Inoltre, all'amico dai Pensieri Cannibali è sfuggito un attore che Pupottina ha imparato a conoscere proprio grazie ad una serie tv che lui ha consigliato. Pupottina ha seguito il suo suggerimento e non si è fatta mancare nella sua vita già affollata anche la serie tv The Killing. L'attore Joel Kinnaman, infatti, da agente di polizia in The Killing, qui era uno dei redattori della nota rivista Millennium e Pupottina ha il sentore che se verrà fatto il remake del sequel, La ragazza che gioca con il fuoco, lui sarà quello che muore nella prima mezz'ora, insieme ad altre due persone. In fondo, Kinnaman è di Stoccolma e, quindi, era di casa durante le riprese.
La lunghezza del film non mi ha affatto stancata, da amante del libro, mi è sembrato anzi che sia volato. Sono state 2 ore e 40 minuti che sono trascorse velocemente. Anche Kevin ha gradito il film. Di solito se a lui non piace dorme, nonostante abbia pagato il biglietto. ;-)

L'altra cosa che è sfuggita all'occhio maschile di Cannibal Kid è che Daniel Craig indossava delle mutande nere a vita bassa che aumentavano il suo già essere un perfetto sex simbol. Pupottina ormai ha deciso che le procurerà anche al suo Kevin. ;-)
Ahahah!!!
Ma non era sempre svestito Daniel, anzi. Aveva un look preciso ed elegante da perfetto indossatore. Non come nella versione svedese dove erano tutto vestiti da schifo, sia gli attori principali  sia i secondari ed anche le comparse. Lì quella che si vestiva meglio, sembra assurdo dirlo, ma era Lisbeth Salander. Qui, invece, è tutta un'altra cosa. Non c'è niente che stoni, né il look, né la fotografia. Bella energica la colonna sonora! Meglio definite le sequenze in cui non sembra mai che la cinepresa vada in giro a caso, ma tutto è finalizzato ad un obiettivo da precisare. 
Unica pecca è che Stoccolma si vede meno, rispetto al film svedese. Niente paesaggi mozzafiato. Tutto ciò che si vede è l'essenziale.
Anche Rooney Mara è riuscita a convincere Pupottina, nonostante le sopracciglia decolorate che rendevano più incisivo e duro il suo aspetto, ma di cui nel libro, parlando di Lisbeth, non si faceva riferimento. Forse anche poco risalto è stato dato al suo tatuaggio con il drago, quello che anche Pupottina pensava di fare ... se riuscisse a sopportare il dolore ...  ;-)


Brava e bella anche Robin Wright, nella veste di collega, amica e amante storica del personaggio Blomqvist! Stupenda la casa e l'arredamento del super cattivo di turno!
Per chi ama i libri della serie Millennium, è un peccato non vedere questo film. E' qualcosa che non si può evitare ... Non è un film inutile!
Ecco il trailer, ma sappiate che il film è molto meglio di come sembra.


Voi, l'avete visto il film? Vi è piaciuto?
Quanto amate i libri di Stieg Larsson?
Come vi è sembrata Rooney Mara nei panni di Lisbeth Salander?
Preferivate Noomi Rapace?

domenica 2 ottobre 2011

La stella di Strindberg di Jan Wallentin

Cari Amici Blogger,
Pupottina ha finito di leggere il libro di Jan Wallentin, La stella di Strindberg.
L'autore è un giornalista e uno scrittore svedese che è stato paragonato a Dan Brown, quello de Il codice da Vinci. Secondo Pupottina, il paragone reggerebbe meglio con Stieg Larsson, autore della trilogia Millennium. Entrambi giornalisti. Entrambi creano personaggi di donne forti e combattive. Per Larsson, soprattutto Lisbeth Salander. Per Wallentin, Elena (con poteri paranormali ed elevate capacità di autodifesa), Eva (meglio non rivelarlo qui cosa sa fare e chi e cosa è) e Bube (nonna che ha vissuto l'Olocausto).
Il personaggio principale, Don Titelman è un uomo debole, dedito agli psicofarmaci, ma con una grande intelligenza e una notevole cultura. Questi i suoi punti di forza, da unirsi a una grande umanità e a un'infinita sete di conoscenza che lo porterà a voler risolvere la vicenda nel modo migliore. In questo libro, niente è come sembra e nessuno è chi dice di essere.
Il finale è stato un po' troppo "fantastico" e forzato. E' comunque una lettura rilassante e senza pretese che perde un po' di mordente nel finale, nelle ultime 80 pagine circa.
VOTO 6,5

Chi ha intenzione di leggere il libro, è bene che si fermi qui.
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Chi lo ha letto, può continuare a leggere e commentarlo con me.

Di seguito la trama come da copertina del libro.
Le distese dell'Artico alla fine dell'Ottocento. Tre esploratori svedesi scompaiono dopo un avventuroso viaggio in pallone. Sono in pochi a sapere che a bordo di quel pallone Nils Strindberg aveva con sé una stella e una croce di origine sconosciuta. Ma nessuno sa dove sono finite. Più di cento anni dopo, immergendosi in una vecchia galleria mineraria di una remota regione della Svezia, un sommozzatore scopre un corpo che la miniera custodisce da lunghi anni, con il suo segreto: una croce ansata che rappresenta il simbolo egizio della vita. Potrebbe trattarsi dello stesso oggetto gelosamente conservato da Strindberg? Ma dove si nasconde la stella? Don Titelman, uno storico eccentrico esperto di miti e simboli religiosi, viene coinvolto e trascinato suo malgrado nella ricerca dell'altra metà della chiave: braccato da una misteriosa e potente Fondazione segreta, Titelman fugge attraverso l'Europa inseguendo l'antico mistero che lo porterà a ripercorrere le tracce di Strindberg tra i ghiacci del Polo e a scoprire il vero scopo della sua spedizione.

Voi, l'avete letto? Che cosa ne pensate?
Cosa vi è piaciuto e cosa no?

martedì 9 agosto 2011

Un'estate con ... lui


Cari Amici Blogger,

come sapete, perché ve lo ha già detto, Pupottina ha trascorso la sua estate in ottima compagnia. Uno degli uomini che le ha fatto compagnia, oltre al suo Kevin, è stato Dexter Morgan (o Michael C. Hall) nei tre libri di Jeff Lindsay. Pupottina ha acquistato i tre libri prima di controllare Amazon, dove vengono venduti ad un prezzo inferiore. Pazienza! La prossima volta, che farà un ordine online, sarà più scrupolosa!

Nell'estate del 2009, Pupottina viveva l'identità di Lisbeth Salander, eroina dei libri di Stieg Larsson.
Di seguito le impressioni sui tre libri ed altro ancora:
Uomini che odiano le donne
La ragazza che giocava con il fuoco
La regina dei castelli di carta

Avendo sviluppato una forte dipendenza dal personaggio, Pupottina acquistò anche Guida alla Trilogia Millennium di Guillaume Lebeau.
Molti post sono seguiti ... come Larsson e la Trilogia Millennium.
Poi, Pupottina ha approfondito il giallo svedese con:
La principessa di ghiaccio di Camilla Lackberg
Scarpe italiane di Henning Mankell



In questo periodo, Pupottina legge La stella di Strindberg di Jan Wallentin, nel quale ha trovato che il personaggio di Elena è molto simile a quello di Lisbeth (requisiti comuni: possesso di una moto, violenza su di lei, all'occorrenza capacità di difesa personale, doti speciali), ma ancora è alle prime 100 pagine ... vi farà sapere ...
Buon proseguimento e buona lettura, qualunque sia il vostro libro delle vacanze ;-)

A proposito, quale libro state leggendo ultimamente? Cosa vi sembra?
Lo consigliereste alla vostra amica blogger Pupottina?

domenica 22 agosto 2010

Amsterdam. La rete uccide - Den Tex

Cari Amici Blogger,
Pupottina l'ha divorato in 4 giorni questo libro. Quando l'ha iniziato non è più riuscita a frenarsi, a staccarsi: una riga dopo l'altra si è susseguita nella sua mente da lettrice compulsiva. O_O
Pupottina non aveva mai letto niente di Charles den Tex, scrittore, pubblicitario, consulente della comunicazione e del management, vincitore di numerosi premi in Olanda. Il suo romanzo giallo è ricco d'azione e Pupottina l'ha letto e se l'è immaginato come un film d'azione, in cui i colpi di scena si susseguono una pagina dopo l'altra.
Ecco la trama.

Chi non ha letto questo libro ed ha intenzione di farlo, non continui a leggere, perché nel commento di seguito, Pupottina svelerà molte parti del libro, unicamente per stimolare un dibattito con chi lo ha già letto per sapere se anche agli altri ha fatto questo effetto.

Il personaggio principale, Michael Bellicher, è un blogger, un consulente di successo, finché tutto gli crolla addosso. All'origine del suo periodo no, c'è la famiglia. Effettivamente, un fratello che cambia sesso, può sconvolgere l'equilibrio e portare ad avere problemi di identità e nel rapportarsi con gli altri. Poi tutta una serie di circostanze lo portano ad assistere ad un omicidio, ad esserne incolpato e perseguitato: un po' come accadde a Lisbeth Salander in La ragazza che giocava con il fuoco ... Eheheheh ... si torna sempre là ;-)
Forse nelle ultime 50 pagine qualcosa nella soluzione di tutto è stata un po' troppo semplicistica. l'arrivo di un pullman dei parenti non può essere così terribile per un uomo che sembra gestire le redini del mondo, però, forse dipende dalla cultura. I dialoghi sono perfetti nonostante tutto.
Ci sono inseguimenti, situazioni assurde, combattimenti e battute argute. Michael, oltre ad essere professionale e profondamente confuso e sfortunato, non cessa mai di essere simpatico ed alcune sue reazioni o battute sono davvero divertenti. Leggere il libro è come vedere un film. Pupottina, se dovesse esserne tratto un film, nel ruolo di Michael ci vedrebbe bene Shia LaBeouf ... tirato a lucido per interpretare il giovane consulente ... non chiedetele perché ... eheheheh
Tutto è a lieto fine, anche se l'amicizia e l'amore a volte non sono proprio come sembrano, soprattutto per l'amore. L'interesse resta sempre una malattia che corrode ciò che di meglio la vita ci può offrire. In un certo senso, diventiamo tutti facilmente corrompibili. Tutti tranne Gijs, l'amico di Michael, che incarna l'amico perfetto che tutti vorremmo avere, colui che può risolvere con un colpo di telefono i nostri problemi e colui per cui ci faremmo in quattro per aiutarlo e così accade anche nel libro.
VOTO 9

Voi, l'avete letto?

domenica 27 giugno 2010

La principessa di ghiaccio - Lackberg

Qualcuno l'ha definita l'erede di Stieg Larsson (vedi trilogia millennium).
Secondo Pupottina, non si è sbagliato di molto. Il modo di scrivere e di delineare i personaggi è molto simile.
A questo punto, Pupottina ha un interrogativo: gli svedesi scrivono tutti così?
Pur essendo un bel libro, manca qualcosa: forse Lisbeth Salander!
Se ai libri della trilogia millennium, Pupottina assegna come VOTI: 9,5 - 10 - 9,5.
Con Camilla Lackerg e La principessa di ghiaccio non siamo molto al di sotto. Infatti, il VOTO è 9.
Chi non ha letto questo libro ed ha intenzione di farlo, non continui a leggere, perché nel commento di seguito, Pupottina svelerà molte parti del libro, unicamente per stimolare un dibattito con chi lo ha già letto.

Entriamo nel dettaglio!
La love story fra Erica e Patrick, che si delinea in questo poliziesco, lo fa sembrare un po' un Harmony. Non è proprio un complimento, ma a volte noi donne esageriamo nel delineare gli uomini che vorremmo accanto. Almeno è quello che ha fatto la Lackberg, tracciando, tassello dopo tassello, la personalità di un uomo troppo perfetto per essere vero.
Sebbene all'inizio le indagini siano portate avanti da Erica, alla fine, la situazione si ribalta, ed è lui, Patrick, a risolvere il caso e lo fa con grande umiltà, lasciando che il merito vada al suo capo, un personaggio odioso e caricaturale.
La storia è intricata e ogni omicidio ha il suo colpevole.
La narrazione è molto avvincente. Anche questo libro ti intrappola e non riesci a smettere di leggerlo perché vuoi vedere come va a finire. Il lettore, come i personaggi, vuole giustizia. Le possibilità si insinuano come dubbi nella mente di chi legge, che vuole avere la conferma di quanto ipotizza e, nello stesso tempo, vuole trovare quel qualosa in più che lo faccia meravigliare.

Voi l'avete letto?
Che cosa ne pensate?

mercoledì 2 giugno 2010

La regina dei castelli di carta - Film


Cari Amici Blogger,
Pupottina e Kevin sono andati al cinema lo scorso weekend ed hanno visto La regina dei castelli di carta, film svedese della serie Millennium, tratto dal libro omonimo di Stieg Larsson.
Rispetto al secondo film, tratto dal secondo libro, La ragazza che giocava con il fuoco, che era troppo lento rispetto all'andamento incalzante del film, il terzo ed ultimo episodio della serie non delude affatto le aspettative. Par chi ha letto il libro, questo film è davvero fantastico e fa rivivere il libro, quasi pagina per pagina, anche se mancano alcune vicende, ovviamente tagliate per rispettare l'andamento cinematografico. E' un bellissimo film!!!

VOTO 8,5, quasi 9


L'attrice, che interpreta Lisbeth Salander (Noomi Rapace), ha interpretato al meglio il suo ruolo. Non riuscirei ad immaginarmela diversa o più adatta.
Anche Michael Blomkvist (Michael Nyqvist) è perfetto nel ruolo.
Per una come Pupottina, che ha adorato la serie poliziesca Millennium, libri e film, le risulta difficile, immaginare come potrebbe essere l'adattamento americano ...


Perché gli americani devono per forza rifare tutto?

domenica 4 ottobre 2009

Guida alla Trilogia Millennium

Per chi, come me, ha subito il fascino dei romanzi di Stieg Larsson, consiglio questo libro di Guillaume Lebeau.
E' scritto come un viaggio on the road alla scoperta di Stoccolma e dei luoghi dove sono ambientati i romanzi ed i film della serie Millennium.
Non voglio dilungarmi molto. Almeno per una volta.
Il libro è particolare. L'ottica con cui vengono analizzati i luoghi è quella di un francese, autore di thriller e sceneggiatore cinematografico appassionato di letteratura nordica.
Giorno per giorno, quasi come se fosse una sorta di diario di bordo, Lebeau vive a Stoccolma, si muove da un luogo reale all'altro, incontra persone, che hanno conosciuto Larsson, e le intervista. In ogni pagina, confronta le situazioni reali con quelle letterarie del poliziesco che, pur essendo una trilogia, sviluppa una storia che potrebbe essere univocamente. Sfiora i luoghi ed ha quasi miraggi con i personaggi dei libri che anche lui ha amato. E' un modo per condividere la stessa passione con i milioni di lettori.
E poi, anche lui come la totalità dei lettori, si interroga sull'esistenza di un quarto manoscritto ed alla fine ne abozza un ipotetico inizio ...
Interessante. Mi sarebbe piaciuto poter leggere un altro libro di Larsson e forse potrebbe accadere davvero. Molti smentiscono, ma le parole di Larsson ed i suoi progetti sono ancora chiusi nell'hard disk di un computer, da dove, un giorno o l'altro, potrebbe venir fuori il quarto libro della serie, breve, ma con i personaggi che noi lettori abbiamo amato.
Io sono sempre dell'idea che Lisbeth e Mikael potrebbero stare davvero insieme ... anche se si profetizza una psicopatica con tendenze lesbiche anche nel futuro ... mmmh
Il libro ha anche un indice dei personaggi, principali e minori, tutti schedati e con una breve biografia. C'è anche un indice dei luoghi da visitare, l'agenzia che organizza i Tour Millennium e le ricette che sono state consumate dai personaggi dei libri.
Uffa!!! Quando Pupottina è stata a Stoccolma non è riuscita a fare niente di tutto questo. Ecco perché andrà daccapo a Stoccolma, preparando per bene tutto l'itinerario e prenotando tempestivamente il Tour.

domenica 20 settembre 2009

La regina dei castelli di carta di Stieg Larsson

Pupottina è sempre più entusiasta e soddisfatta dell'acquisto fatto. Forse dovrebbe fare un post unico per la trilogia. Eheheheheh! Ci penserà. ;-)
Si rende conto, però, di una cosa: sarà difficile trovare un altro libro, un altro poliziesco, allo stesso livello dei libri di Larsson. E sapere che purtroppo non ne potrà scrivere più altri (in quanto morto a 50 anni di infarto, mentre era in redazione: esattamente come morirà uno dei suoi personaggi, Morander, che vivono per il lavoro, pur avendo un male incurabile) è una fitta cuore. Scusate il gioco di parole! Per molto, molto tempo, mi vedrò costretta a sospendere questo mio hobby di leggere polizieschi ed altro, poiché niente è in grado di equiparare questi polizieschi.
Dopo Uomini che odiano le donne e La ragazza che giocava con il fuoco, eccomi qui a parlarvi di questo poliziesco che assume caratteri internazionali e presenta donne che hanno una tale forza e coraggio che ogni altra vorrebbe essere uguale.
Però, c'è altro da dire, per avvertire chi vuole entrare nel mondo presentato da questo libro: considerando le oltre 800 pagine, preparatevi ad avere una tendinite o a fare sollevamento pesi. O_O
Stavolta, nonostante Lisbeth Salander sia immobilizzata in un letto d'ospedale, la fantasia di Stieg Larsson riesce a creare una nuova avventura che è il seguito delle precedenti e riprende esattamente da dove l'avevamo lasciata nel secondo volume, ma ad essere coinvolti nella storia e nelle indagini ci sono tanti nuovi personaggi e molte più donne, oltre a quelli già conosciuti.
Può essere utile, anche qui, prendere nota dei personaggi, prima di trovarne così tanti da non ricordarne con esattezza le funzioni, l'essere pro o contro.
Non lo so se vi ho trasmesso la passione che i libri di Larsson mi hanno trasmesso a tal punto da arrivare a dire: "Kevin, voglio essere come Lisbeth Salander!"
Ma come mi è saltato in mente? Lei è un metro e cinquanta con il corpo di una bambina, le tette rifatte, un caratteraccio da sociopatica e nel complesso deve essere bruttarella forte, nonostante a lei ci si affezioni perché complessivamente è una persona speciale. Alcuni in lei vedono addirittura una lesbica satanista, psicopatica, schizofrenica e paranoica, ma lei è sempre quella che riesce a leggerti dentro e può arrivare fino a tatuarti addosso "Io sono una sadico porco, un verme ed uno stupratore", cioè un bastardo.
VOTO 9+

Chi ha intenzione di leggere il libro, è bene che si fermi qui.

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Chi lo ha letto, può continuare a leggere e commentarlo con me.

Ecco ricominciamo il percorso con chi sa perfettamente di cosa parlo, in quanto si è lasciato coinvolgere da questi libri.
Lisbeth Salander, come abbiamo visto alla fine del secondo tomo (vista la consistenza del numero di pagine), è stata ferita mortalmente. Anzi per un momento abbiamo anche pensato che ormai sarebbe rimasta sotterrata dietro la casa di suo padre, ma invece, non si è arresa ed è stata anche fortunata riuscendo a venire fuori dalla buca in cui era stata sepolta. La sua fortuna aumenta, perché l'uomo che lei ama, Mikael, riesce a trovarla in tempo per avvertire i soccorsi che tempestivamente la portano dove rimmarrà per quasi 800 pagine. Ma il mondo per una come lei non è mai così limitato, poiché le bastano un cellulare ed il suo palmare per riuscire ad aiutare gli altri. Alla fine è sempre lei che mette i risultati delle ricerche sulle labbra degli altri. Però, Larsson, nelle scene d'azione, ha inventato nuovi personaggi, sempre donne, sempre super donne, diverse da Lisbeth, come la sensuale e spregiudicata Erika, la muscolosa e gelosa Monica, la dolce ed agguerrita Susanne, la professionale ed empatica Annika e l'intelligente ed intuitiva Sonya. Ce ne sono anche altre con parti minori, ma comunque utili all'evoluzione delle vicende. Sono tutte donne che portano avanti l'evoluzione della storia, mentre Mikael Blomkvist cerca di trarre le conclusioni dei criptici messaggi di Lisbeth. Questi personaggi la dicono lunga su come Larsson apprezzava le donne e su quali fossero i suoi gusti femminili (illimitati). ;-)
Ancora una volta Lisbeth e Mikael si inseguono, di pagina in pagina, senza mai incontrarsi veramente. Soltanto a pagina 807 si incontreranno, ma Lisbeth avrà altro da fare prima. Affinché il cerchio, che ha come centro lei, possa chiudersi, deve trovare eliminare tutti i cattivi che dal secondo sono arrivati al secondo libro, ma alla fine non si trasforma in un'assassina. Sceglie sempre la legge e riacquista dignità agli occhi dell'opinione pubblica.
Anche in questo libro, sono intricate le vicende amorose fra i vari personaggi. Mikael è l'uomo con la pancetta che fa impazzire le donne, è l'intellettuale coraggioso e perspicace che ha bisogno della più brava hacker che conosce. La rispetta, ne è affascinato e si ostina a difenderla a tutti i costi, ma in fondo non sa esattamente nemmeno lui cosa vuole. Passa da una relazione all'altra ed alla fine confessa alla sua amante ventennale di essersi innamorato di Monica e di volere con lei una storia seria.
Lisbeth, invece, dopo essere fuggita da Mikael, nel secondo tomo, perché è certa di amarlo, pensa e ripensa a lui, ma anche a Myriam Woo, la sua compagna lesbica, ma poi confessa anche a lei di non amarla e va sino a Parigi per dirglielo. Nel frattempo seduce uomini d'affari e ci prova anche con il suo avvocato, che però è donna e quindi denota di avere i gusti molto ampliati, rispetto alla maggior parte del genere umano.
Poi, inaspettatamente, il fidanzatissimo Mikael si presenta da lei e fa proposte ammiccanti di amicizia che si posso facilmente fraintendere e lei, pur ammettendo a se stessa di non provare più niente per lui, lo lascia entrare. Qualcosa nel suo carattere da sociopatica è cambiato o forse lo ama, ma non vuole ammetterlo, oppure semplicemente, quando arriva sera, ha voglia di fare sesso e chiunque le capiti a tiro e rientri nei suoi gusti è il benvenuto, uomo o donna che sia.



Voi, che cosa ne pensate?

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Compresi che l'ordine, a lungo andare, si ristabilisce da solo intorno alle cose (Raymond Radiguet)

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