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Pupottina's favorites book montage

Dimmi il tuo segreto
Io la troverò
Dove si annida il male
Il confine del silenzio
Tutto ciò che resta
Io so perché canta l'uccello in gabbia
Africa, mon amour
Fiore di fulmine
Amore, Parigi e un gelato al pistacchio
La ragione dei sensi
Sherlock Holmes e il Signore della notte
Addio è solo una parola
All'improvviso la scorsa estate
La stagione degli innocenti
Scia di morte. L'ultimo viaggio della Lusitania
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
I piaceri della notte
Nessun ritorno
Campari a colazione
Per te qualunque cosa


Pupottina's favorite books »
L'amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande. (Woody Allen)
"Non discutere di cose di letto con tatto e discrezione. Potrei non capire di cosa parli." (L'ispettore Barnaby)

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Fino al 30 aprile

domenica 6 dicembre 2009

Scarpe italiane di Henning Mankell

Dopo aver parlato tanto della trilogia Millennium e dopo una serie di passi citati in vari post e relativi a questo libro di Mankell, ecco che arriva la mia recensione che, però, vi avverto, non sarà molto positiva, forse soltanto perché ho scelto il periodo sbagliato per leggerlo. Secondo me, ogni libro cambia e piace o non piace in base al periodo o allo stato d'animo con cui lo si legge. Mankell è un grande scrittore di gialli e questo lo possiamo definire un giallo sentimentale ed esistenziale. Il meccanismo con cui si snoda la storia segue la stessa tecnica del giallo, sviluppando lentamente gli eventi e passando dalla descrizione di un'abitudine alla spiegazione del perché il protagonista, l'anziano chirurgo in pensione Fredrik Melin. Come nelle indagini dell'altro suo personaggio il commissario di polizia svedese Kurt Wallander, anche qui in questo giallo sentimentale la storia va svelata attraverso fasi progressive in cui viene svelata la vicenda che ha non poche sorprese, imprevisti o morti annunciate, vicende di contorno egualmente drammatiche e strazianti. E' comunque un libro che parla soprattutto d'amore e riflette e fa riflettere sui complicati meccanismi che l'amore scatena nelle persone e le porta a soffrire, a volte, per un'esistenza intera.

Chi ha intenzione di leggere il libro, è bene che si fermi qui.---------------------------------------------------
Chi lo ha letto, può continuare a leggere e commentarlo con me.


Non poteva mancare questo libro in un blog che studia l'amore e tutti i suoi effetti, le complicazioni, le sofferenze e il tormento, ma anche i momenti felici.
In questo drammatico memoriale sull'amore, Fredrik scoprirà molte cose che la vita aveva avuto in serbo per lui senza che lui ne sapesse niente e questo perché era fuggito da ciò che lo rendeva felice o da ciò che l'aveva turbato ed aveva scelto l'isolamento volontario per dodici anni.
L'amore, la malattia senza cura, la morte certa e il suicidio sono tutti elementi di questo libro, esattamente come l'amore, che attraversa la vita di ognuno dei personaggi alla ricerca di una felicità che non si ricostruisce mai definitivamente.
Preferisco i libri a lieto fine, ma non nego che anche questo mi sia piaciuto e mi abbia insegnato e trasmesso qualcosa di importante (più di altri che ho letto in passato): bisogna non fuggire e vivere la felicità, finché ci è concessa, anche se, credo, bisognerebbe riconoscerla nella miriade di eventi che ci coinvolge ogni giorno e di cui non sempre rintracciamo gli indizi.

Voi, che cosa ne pensate?
Lo leggereste? Vi ho incuriositi o no?

5 commenti:

Silvia ha detto...

Buona domenica Pupottina! :D

leone ha detto...

Ciao,Pup.Molto d'accordo con te che la lettura di un libro si debba accordare allo stato d'animo...aggiungerei anche, al momento del giorno,al clima e alla stagione dell'anno...ci sono libri solo estivi e altri solo invernali...e quelli( grandi classici,Bibbia ecc) per tutte le stagioni.Non leggerò questa nuova investigazione di Wallander (a proposito,c'è ancora sua figlia?),sto leggendo, tra i "noir",l'ultimo di Ludlum( ma non mi prende molto anche se è ben "confezionato")e soprettutto tutte le poesie di Rilke,un genio capace di scrivere centinaia di poesie, toccando ogni genere di argomento e,tutte in rima,musicalissime,da toglierti la voglia di scrivere un verso.Bello questo tuo post,un bacio prenatalizio.Ciao!

Alfa ha detto...

Penso anch'io che un libro vada letto al momento giusto.
Buona domenica!

Titti ha detto...

e'vero, l'impressione del libro dipende molto dalla situazione in cui si trova... e i libri che abbiamo letto ci ricordano tutto, il periodo, lo stato d'animo, l'atomosfera precisamente...

sassicaia molotov ha detto...

Mi verrebbe da dire che sono i libri a leggere noi, ma in effetti leggere "Diario di una ninfomane" di Valerie Tasso durante una settimana di ritiro spirituale potrebbe avere effetti controproducenti. Il tema della fuga dalla felicità però è interessante, sarebbe il caso di stabilire se avviene per paura poi di dover vedere finire il momento o il periodo o se è proprio la felicità a far paura. Per conto mio il problema non si porrebbe, mi piacerebbe venire ucciso dagli agi.

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