......

Pupottina's favorites book montage

Dimmi il tuo segreto
Io la troverò
Dove si annida il male
Il confine del silenzio
Tutto ciò che resta
Io so perché canta l'uccello in gabbia
Africa, mon amour
Fiore di fulmine
Amore, Parigi e un gelato al pistacchio
La ragione dei sensi
Sherlock Holmes e il Signore della notte
Addio è solo una parola
All'improvviso la scorsa estate
La stagione degli innocenti
Scia di morte. L'ultimo viaggio della Lusitania
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
I piaceri della notte
Nessun ritorno
Campari a colazione
Per te qualunque cosa


Pupottina's favorite books »
L'amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande. (Woody Allen)
"Non discutere di cose di letto con tatto e discrezione. Potrei non capire di cosa parli." (L'ispettore Barnaby)

Pupottina's Followers

Ebook in offerta

Visualizzazione post con etichetta Blomkvist Mikael. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Blomkvist Mikael. Mostra tutti i post

domenica 27 maggio 2012

Il cammino del penitente di Susana Fortes

Un piccolo gioiello sotto molti punti di vista con l’unica pecca di essere troppo breve. Nemmeno 300 pagine per creare un perfetto thriller che fonde antichità, religione e tanti tanti segreti, inspiegabili, irrisolti, pericolosamente eretici.
Dietro un mistero se ne cela sempre un altro, per citare Hitchcock, ma in questo libro c’è di più. Ci sono Lisbeth Salander e Michael Blomkvist, in versione galiziana. Loro indagano, ma anche la polizia indaga ed ha un bel protagonista, un commissario di polizia fuori dagli schemi, Lois Castro.
L’autrice spagnola, Susana Fortes, non è una alle prime armi. I suoi libri in Spagna hanno un enorme successo e Il cammino del penitente si colloca ai vertici.
Gli elementi di questo thriller sono: una ragazza assassinata nella cattedrale di Santiago de Compostela, un antico manoscritto scomparso nel nulla, un movente che risale al IV secolo. Ed è proprio vero che 'Dio scrive dritto sulle righe storte': una storia ingarbugliata, piena di verità nascoste, con una scena del crimine che esce fuori dagli schemi e non suggerisce piste iniziali su cui indagare. 
Gli unici, a saperne di più della polizia, sono i due giornalisti che hanno già messo gli occhi sul loro scoop. Lui è Villamil, strano e facilmente riconoscibile per la scelta delle sue stravaganti cravatte. Lei, Laura Màrquez, è una donna minuta, esile, taciturna, con le auricolari perennemente nelle orecchie, per escludersi volontariamente dagli altri e continuare a nascondere un passato violento, nonostante il suo aspetto lo smentisca.
La vittima Patricia Palmer, studentessa di archeologia, è una ragazza all’apparenza come tante, ma c’è chi in lei vede qualcosa di oscuro e da tenere nascosto. Anche lei, prima di morire, deve aver scoperto qualcosa, una qualche verità, che nessuno doveva sapere e questa scoperta, per lei, è un peccato che deve scontare con la morte, l’unica penitenza possibile.
Il cammino del penitente è un mistery perfetto che lascia senza fiato, con un ritmo incalzante, che trascina il lettore in una città dove nulla è ciò che sembra e dove il pericolo può nascondersi dietro ogni angolo, mentre questioni religiose e politiche si intrecciano e si scambiano reciproci favori.

Voi l'avete letto? Vi è piaciuto?
Vi piacciono i thriller che intrecciano religione e storia?
Avete già letto qualcosa di Susana Fortes? 

sabato 18 febbraio 2012

Millennium Uomini che odiano le donne con Daniel Craig e Rooney Mara

Questo post è in risposta a quello di Cannibal Kid. Vedi QUI.

Cari Amici Blogger,
il sogno di vedere il remake americano di Uomini che odiano le donne, anche se in ritardo, si è realizzato.
Nel frattempo, il post di Cannibal Kid mi aveva fatto solo immaginare quello che avrei visto. Dal trailer e dalle foto che si vedevano in giro non ero entusiasta della nuova Lisbeth Salander. Rooney Mara non mi convinceva né come donna né come attrice. Preferivo l'attrice svedese Noomi Rapace. E potevo sorvolare sull'assenza del tanto amato Michael Nyqvist, perché anche Daniel Crag è un bell'uomo, forse anche troppo per il personaggio da interpretare. Infatti, nelle scene d'azione non c'era il suo personaggio Mikael Blomqvist, ma la controparte femminile. Forse proprio per questo Lisbeth Salander ha saputo farsi amare dalle donne e dagli uomini.

Sorvolo sul già detto dall'amico blogger, nella sua precisa e puntuale recensione del film, per entrare in piccoli dettagli che, a un occhio maschile e che non ha letto il libro di Stieg Larsson, possono essere sfuggiti.
Il film è più dinamico, rispetto alla versione svedese, ed anche più fedele al libro. Infatti, c'è una scena differente in cui viene precisato meglio uno degli indizi fondamentali per risolvere l'indagine, presente nel libro grazie ad un personaggio minore, ma attribuita a Noomi Rapace nel primo film. Anche se si tratta di un personaggio minore, una semi comparsa, ha avuto il ruolo che le spettava per essere fedele al libro. Invece, è diverso il modo in cui le rompono il computer.

Inoltre, all'amico dai Pensieri Cannibali è sfuggito un attore che Pupottina ha imparato a conoscere proprio grazie ad una serie tv che lui ha consigliato. Pupottina ha seguito il suo suggerimento e non si è fatta mancare nella sua vita già affollata anche la serie tv The Killing. L'attore Joel Kinnaman, infatti, da agente di polizia in The Killing, qui era uno dei redattori della nota rivista Millennium e Pupottina ha il sentore che se verrà fatto il remake del sequel, La ragazza che gioca con il fuoco, lui sarà quello che muore nella prima mezz'ora, insieme ad altre due persone. In fondo, Kinnaman è di Stoccolma e, quindi, era di casa durante le riprese.
La lunghezza del film non mi ha affatto stancata, da amante del libro, mi è sembrato anzi che sia volato. Sono state 2 ore e 40 minuti che sono trascorse velocemente. Anche Kevin ha gradito il film. Di solito se a lui non piace dorme, nonostante abbia pagato il biglietto. ;-)

L'altra cosa che è sfuggita all'occhio maschile di Cannibal Kid è che Daniel Craig indossava delle mutande nere a vita bassa che aumentavano il suo già essere un perfetto sex simbol. Pupottina ormai ha deciso che le procurerà anche al suo Kevin. ;-)
Ahahah!!!
Ma non era sempre svestito Daniel, anzi. Aveva un look preciso ed elegante da perfetto indossatore. Non come nella versione svedese dove erano tutto vestiti da schifo, sia gli attori principali  sia i secondari ed anche le comparse. Lì quella che si vestiva meglio, sembra assurdo dirlo, ma era Lisbeth Salander. Qui, invece, è tutta un'altra cosa. Non c'è niente che stoni, né il look, né la fotografia. Bella energica la colonna sonora! Meglio definite le sequenze in cui non sembra mai che la cinepresa vada in giro a caso, ma tutto è finalizzato ad un obiettivo da precisare. 
Unica pecca è che Stoccolma si vede meno, rispetto al film svedese. Niente paesaggi mozzafiato. Tutto ciò che si vede è l'essenziale.
Anche Rooney Mara è riuscita a convincere Pupottina, nonostante le sopracciglia decolorate che rendevano più incisivo e duro il suo aspetto, ma di cui nel libro, parlando di Lisbeth, non si faceva riferimento. Forse anche poco risalto è stato dato al suo tatuaggio con il drago, quello che anche Pupottina pensava di fare ... se riuscisse a sopportare il dolore ...  ;-)


Brava e bella anche Robin Wright, nella veste di collega, amica e amante storica del personaggio Blomqvist! Stupenda la casa e l'arredamento del super cattivo di turno!
Per chi ama i libri della serie Millennium, è un peccato non vedere questo film. E' qualcosa che non si può evitare ... Non è un film inutile!
Ecco il trailer, ma sappiate che il film è molto meglio di come sembra.


Voi, l'avete visto il film? Vi è piaciuto?
Quanto amate i libri di Stieg Larsson?
Come vi è sembrata Rooney Mara nei panni di Lisbeth Salander?
Preferivate Noomi Rapace?

domenica 20 settembre 2009

La regina dei castelli di carta di Stieg Larsson

Pupottina è sempre più entusiasta e soddisfatta dell'acquisto fatto. Forse dovrebbe fare un post unico per la trilogia. Eheheheheh! Ci penserà. ;-)
Si rende conto, però, di una cosa: sarà difficile trovare un altro libro, un altro poliziesco, allo stesso livello dei libri di Larsson. E sapere che purtroppo non ne potrà scrivere più altri (in quanto morto a 50 anni di infarto, mentre era in redazione: esattamente come morirà uno dei suoi personaggi, Morander, che vivono per il lavoro, pur avendo un male incurabile) è una fitta cuore. Scusate il gioco di parole! Per molto, molto tempo, mi vedrò costretta a sospendere questo mio hobby di leggere polizieschi ed altro, poiché niente è in grado di equiparare questi polizieschi.
Dopo Uomini che odiano le donne e La ragazza che giocava con il fuoco, eccomi qui a parlarvi di questo poliziesco che assume caratteri internazionali e presenta donne che hanno una tale forza e coraggio che ogni altra vorrebbe essere uguale.
Però, c'è altro da dire, per avvertire chi vuole entrare nel mondo presentato da questo libro: considerando le oltre 800 pagine, preparatevi ad avere una tendinite o a fare sollevamento pesi. O_O
Stavolta, nonostante Lisbeth Salander sia immobilizzata in un letto d'ospedale, la fantasia di Stieg Larsson riesce a creare una nuova avventura che è il seguito delle precedenti e riprende esattamente da dove l'avevamo lasciata nel secondo volume, ma ad essere coinvolti nella storia e nelle indagini ci sono tanti nuovi personaggi e molte più donne, oltre a quelli già conosciuti.
Può essere utile, anche qui, prendere nota dei personaggi, prima di trovarne così tanti da non ricordarne con esattezza le funzioni, l'essere pro o contro.
Non lo so se vi ho trasmesso la passione che i libri di Larsson mi hanno trasmesso a tal punto da arrivare a dire: "Kevin, voglio essere come Lisbeth Salander!"
Ma come mi è saltato in mente? Lei è un metro e cinquanta con il corpo di una bambina, le tette rifatte, un caratteraccio da sociopatica e nel complesso deve essere bruttarella forte, nonostante a lei ci si affezioni perché complessivamente è una persona speciale. Alcuni in lei vedono addirittura una lesbica satanista, psicopatica, schizofrenica e paranoica, ma lei è sempre quella che riesce a leggerti dentro e può arrivare fino a tatuarti addosso "Io sono una sadico porco, un verme ed uno stupratore", cioè un bastardo.
VOTO 9+

Chi ha intenzione di leggere il libro, è bene che si fermi qui.

-------------------------------------------------------
Chi lo ha letto, può continuare a leggere e commentarlo con me.

Ecco ricominciamo il percorso con chi sa perfettamente di cosa parlo, in quanto si è lasciato coinvolgere da questi libri.
Lisbeth Salander, come abbiamo visto alla fine del secondo tomo (vista la consistenza del numero di pagine), è stata ferita mortalmente. Anzi per un momento abbiamo anche pensato che ormai sarebbe rimasta sotterrata dietro la casa di suo padre, ma invece, non si è arresa ed è stata anche fortunata riuscendo a venire fuori dalla buca in cui era stata sepolta. La sua fortuna aumenta, perché l'uomo che lei ama, Mikael, riesce a trovarla in tempo per avvertire i soccorsi che tempestivamente la portano dove rimmarrà per quasi 800 pagine. Ma il mondo per una come lei non è mai così limitato, poiché le bastano un cellulare ed il suo palmare per riuscire ad aiutare gli altri. Alla fine è sempre lei che mette i risultati delle ricerche sulle labbra degli altri. Però, Larsson, nelle scene d'azione, ha inventato nuovi personaggi, sempre donne, sempre super donne, diverse da Lisbeth, come la sensuale e spregiudicata Erika, la muscolosa e gelosa Monica, la dolce ed agguerrita Susanne, la professionale ed empatica Annika e l'intelligente ed intuitiva Sonya. Ce ne sono anche altre con parti minori, ma comunque utili all'evoluzione delle vicende. Sono tutte donne che portano avanti l'evoluzione della storia, mentre Mikael Blomkvist cerca di trarre le conclusioni dei criptici messaggi di Lisbeth. Questi personaggi la dicono lunga su come Larsson apprezzava le donne e su quali fossero i suoi gusti femminili (illimitati). ;-)
Ancora una volta Lisbeth e Mikael si inseguono, di pagina in pagina, senza mai incontrarsi veramente. Soltanto a pagina 807 si incontreranno, ma Lisbeth avrà altro da fare prima. Affinché il cerchio, che ha come centro lei, possa chiudersi, deve trovare eliminare tutti i cattivi che dal secondo sono arrivati al secondo libro, ma alla fine non si trasforma in un'assassina. Sceglie sempre la legge e riacquista dignità agli occhi dell'opinione pubblica.
Anche in questo libro, sono intricate le vicende amorose fra i vari personaggi. Mikael è l'uomo con la pancetta che fa impazzire le donne, è l'intellettuale coraggioso e perspicace che ha bisogno della più brava hacker che conosce. La rispetta, ne è affascinato e si ostina a difenderla a tutti i costi, ma in fondo non sa esattamente nemmeno lui cosa vuole. Passa da una relazione all'altra ed alla fine confessa alla sua amante ventennale di essersi innamorato di Monica e di volere con lei una storia seria.
Lisbeth, invece, dopo essere fuggita da Mikael, nel secondo tomo, perché è certa di amarlo, pensa e ripensa a lui, ma anche a Myriam Woo, la sua compagna lesbica, ma poi confessa anche a lei di non amarla e va sino a Parigi per dirglielo. Nel frattempo seduce uomini d'affari e ci prova anche con il suo avvocato, che però è donna e quindi denota di avere i gusti molto ampliati, rispetto alla maggior parte del genere umano.
Poi, inaspettatamente, il fidanzatissimo Mikael si presenta da lei e fa proposte ammiccanti di amicizia che si posso facilmente fraintendere e lei, pur ammettendo a se stessa di non provare più niente per lui, lo lascia entrare. Qualcosa nel suo carattere da sociopatica è cambiato o forse lo ama, ma non vuole ammetterlo, oppure semplicemente, quando arriva sera, ha voglia di fare sesso e chiunque le capiti a tiro e rientri nei suoi gusti è il benvenuto, uomo o donna che sia.



Voi, che cosa ne pensate?

LinkWithin

Blog Widget by LinkWithin
Compresi che l'ordine, a lungo andare, si ristabilisce da solo intorno alle cose (Raymond Radiguet)

AVVISO

E' severamente vietata la copia e la riproduzione dei contenutidi questo spazio senza esplicita autorizzazione dell'autore come disposto dalla legge 22 aprile 1941 n. 633.

Cerca su Liquida

Liquida