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Dimmi il tuo segreto
Io la troverò
Dove si annida il male
Il confine del silenzio
Tutto ciò che resta
Io so perché canta l'uccello in gabbia
Africa, mon amour
Fiore di fulmine
Amore, Parigi e un gelato al pistacchio
La ragione dei sensi
Sherlock Holmes e il Signore della notte
Addio è solo una parola
All'improvviso la scorsa estate
La stagione degli innocenti
Scia di morte. L'ultimo viaggio della Lusitania
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
I piaceri della notte
Nessun ritorno
Campari a colazione
Per te qualunque cosa


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L'amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande. (Woody Allen)
"Non discutere di cose di letto con tatto e discrezione. Potrei non capire di cosa parli." (L'ispettore Barnaby)

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giovedì 10 aprile 2014

Novità fantasy e fantascienza di aprile con Gargoyle

Prima di
1984 DI ORWELL,
FAHRENHEIT 451 DI BRADBURY 
IL PIANETA DELLE SCIMMIE DI BOULLE
c’è
LA RIVALSA DELLE SCIMMIE
di ALDOUS HUXLEY

FINALMENTE DI NUOVO IN LIBRERIA PER I TIPI DI 


ALDOUS HUXLEY
LA RIVALSA DELLE SCIMMIE
Gargoyle, 16.00 €, pp. 175.
Hollywood, 1948. Bob Briggs, scrittore e regista, ritrova casualmente il soggetto scartato per un film, "La rivalsa delle scimmie", scritto dallo sconosciuto William Tallis. Decide allora, insieme a un anonimo narratore, di contattare lo scrittore, ma scopre che è ormai morto; sarà la famiglia a raccontare la storia dell'uomo. Nella seconda parte del romanzo viene data la trascrizione, commentata dal narratore, del soggetto scartato: un espediente famoso, che permette a Huxley di creare una delle più potenti distopie del suo tempo. È l'anno 2108. Nuova Zelanda e Africa Equatoriale sono rimaste le sole terre popolate, a seguito di una Terza guerra mondiale che ha devastato il resto del pianeta. Le scimmie, evolutesi a un livello superiore di coscienza, governano sugli uomini ridotti in schiavitù. Ma una piccola comunità di persone, che le radiazioni hanno reso mutanti e che hanno ceduto al trionfo del Male, ha resistito tra le rovine di Los Angeles. Il lettore assiste all'evoluzione di tale comunità attraverso gli occhi di un esploratore che è stato catturato, pretesto che consente allo scrittore di descrivere un futuro fantastico ma plausibile, e che rappresenta un'amara critica ai tempi moderni. Già pubblicato in Italia con il titolo "La scimmia e l'essenza".

PRIMA PARTE - Hollywood 1948: l’io narrante senza nome (Huxley stesso?) e lo sceneggiatore e regista Bob Briggs ritrovano casualmente il manoscritto La scimmia e l’essenza, un soggetto cinematografico accantonato da tempo, a firma di William Tallis. Sollecitati dalla trama suggestiva, si mettono sulle tracce dell’ignoto scrittore scoprendone la morte e apprendendone la storia.
SECONDA PARTE - Trascrizione de La scimmia e l’essenza, commentata dall’anonimo narratore: nell’anno 2108, a seguito del III conflitto mondiale combattuto con armi nucleari, gli esseri umani sono stati sterminati a eccezione delle popolazioni dell’Africa Equatoriale e della Nuova Zelanda. Mentre gli africani percorrono la linea del Mediterraneo, i neozelandesi organizzano una spedizione esplorativa alla volta dell’America, a cominciare dalle coste della California. Tra le macerie di Los Angeles, però, il gruppo subisce una drammatica battuta d’arresto: la loro guida, il botanico Alfred Poole, viene catturata da ciò che resta della preesistente umanità, un manipolo di creature rese mutanti dall’effetto delle radiazioni. Lo scienziato riesce a sfuggire una fine raccapricciante, impegnandosi a cooperare per la ripresa delle coltivazioni di quei suoli desolati. Così, suo malgrado, si accosta a una società rivoltante, retta sulla legittimazione sistematica del sopruso, sull’assoggettamento delle donne (utili solo per procreare e svolgere lavori pesanti), sullo spregio di ogni forma di sapere (i libri vengono dati alle fiamme per preparare il pane) e sull’adorazione perpetua del Maligno. Frattanto, in altre parti d’America, le scimmie – suddivise in babbuini, oranghi e gorilla (questi ultimi con il sommo grado di saggi) – dominano i neoumani sorti dalle radiazioni. 
A dispetto dell’orrore del contesto, Alfred Poole si innamora di una giovane componente della comunità di cui è prigioniero. L’amore diventa occasione di ribellione e messa in discussione di un regime aberrante.

Il mondo nuovo, il romanzo più celebre di Aldous Huxley, appare per la prima volta nel 1932, e descrive una società ripiegata sull’autodistruzione all’indomani di una devastante guerra mondiale. Tale premonizione trova pieno compimento ne La rivalsa delle scimmie (Ape and Essence), pubblicato nel 1948, tre anni dopo la fine del secondo conflitto bellico, dove ricorrono i temi principali della poetica huxleiana: lo iato tra realtà soggettiva e realtà oggettiva, i pericoli provocati dal diffondersi di una tecnologia sempre più pervasiva, la paura come ineguagliabile strumento di potere e sottomissione, la crisi dei valori tradizionali in favore dell’inanità e dell’apparenza (si vedano le battute sferzanti contro il côté hollywoodiano della prima parte).
L’esito è quello di una virulenta disamina, impeccabile per la pregnanza anticipatrice che la innerva, l’eleganza argomentativa e stilistica che la caratterizza, l’indovinata e saporita ironia che la puntella. Disamina generosissima, inoltre, di richiami culturali della più vasta gamma – rimandi alla letteratura, alle arti figurative, riferimenti alla musica classica – in straordinaria armonia con la sostanza narrativa.Huxley dà la sua visione del mondo post-atomico e dei pericoli derivanti da un’eccessiva sofisticazione delle armi, conseguenza del trionfo della tecnica, e consegna, nel contempo, al lettore la sua personale riflessione e messa in discussione della politica occidentale dell’epoca in cui vive.
Il titolo originale del romanzo Ape and Essence – La scimmia e l’essenza – proviene dalla tragicommedia shakespeariana Misura per misura,e allude all’uomo, che, compiendo azioni scellerate, si sente un dio onnipotente, ma in realtà, al pari di una scimmia rabbiosa, non fa che regredire e negare la sua essenza. Quando l’uomo asseconda fini malvagi, nella fattispecie sacrifica la sua ragione al culto del progresso tecnologico, abdica alla sua umanità e agisce al pari di un primate, finendo per alienarsi in esso.
Huxley ravvisa, però, nell’amore romantico la speranza di una riconquista della propria umanità da parte dell’individuo: seppure in un contesto aberrante, la scelta di abbandonarsi al sentimento amoroso può, infatti, ricomporre l’integrità emotiva – fatta di coscienza, intelletto, moralità, spiritualità – altrimenti dissolta.
UNA MEMORABILE DISTOPIA, ESTREMA, DESOLATA E PERTURBANTE, CHE, INSPIEGABILMENTE FUORI CATALOGO DA DIVERSO TEMPO, TORNA FINALMENTE NELLE LIBRERIE ITALIANE.

Aldous Huxley (Goldaming, Regno Unito, 1894 - Hollywood, California, 1963), proveniente da un milieu dalle grandi tradizioni culturali – nipote del biologo Thomas Henry Huxley, figlio del fine biografo e intellettuale Leonard Huxley, pronipote da parte di madre del poeta Matthew Arnold –, dopo gli studi a Eton e a Oxford, comincia a pubblicare imponendosi ben presto comeuno degli scrittori e intellettuali inglesi più im­portanti della sua generazione. È autore dei romanzi Giallo Cromo (1921), Punto contro pun­­to (1928), Il mondo nuovo (1932), La rivalsa delle scimmie (1948, Gargoyle 2014) e I diavoli di Loudun (1952, Cavallo di ferro 2014). La pratica delle filosofie orientali (buddhismo e taoismo) e l’uso della mescalina gli ispirarono i saggi Le porte della percezione e Paradiso e inferno.

Da La rivalsa delle scimmie:

Hanno insozzato i fiumi, sterminato gli animali selvaggi, distrutto le foreste, annaffiato il terreno con l’acqua di mare, arso un oceano di petrolio, dissipato minerali la cui formazione aveva richiesto tutta un’era geologica. Un’orgia di imbecillità criminale. E l’hanno chiamato progresso. […] Io dico che una tale invenzione era troppo acuta per essere il frutto di una mente umana qualunque, troppo diabolicamente ironica! Deve esserci stato un aiuto da fuori, perché ciò fosse possibile: deve esserci stata la diabolica grazia del Maligno, che non è mai negata a chi sia preparato a cooperarvi. E chi non lo è?

Hanno detto:

Un libro profetico, modernissimo, destinato a influenzare in maniera determinante le successive produzioni di Science Fiction. […] Un diamante della letteratura del Novecento, incomprensibilmente trascurato e ingiustamente sottovalutato persino dalla maggior parte dei cultori dell’opera di Huxley.
Gianfranco Franchi, Lankelot

Arguto, brutale, meditato, singolare... una ributtante prospettiva di un futuro possibile.
Anthony Burgess

Aldous Huxley si rivela lo scrittore più acutamente profetico del XX secolo.
J. G. Ballard

La rivalsa delle scimmie si colloca appieno nella letteratura post-Hiroshima e costituisce l’inevitabile seguito de Il mondo nuovo.
Alfred Kazin

La nitida e inesorabile disillusione di questo romanzo colpisce e travolge il lettore.
Time

L’estrema attualità di questo libro, scritto a cavallo delle due guerre mondiali, è davvero sbalorditiva.
Europa Oggi

Come una cartina di tornasole, Huxley ha colto con precisione il colore dei suoi tempi.
The Observer

Dopo IL RICHIAMO DELLE SPADE e
NON PRIMA CHE SIANO IMPICCATI,
arriva in libreria
L’ULTIMA RAGIONE DEI RE
l’episodio conclusivo de “LA PRIMA LEGGE”,
l’incendiaria trilogia di JOE ABERCROMBIE,
la voce più possente tra le nuove leve del fantasy contemporaneo

JOE ABERCROMBIE
L'ULTIMA RAGIONE DEI RE
Gargoyle Extra, 19.90 euro, pp. 811
La fine è vicina. La battaglia infuria, il Re degli Uomini del Nord non accenna a cedere, e c'è solo un uomo che può fermarlo. Il suo più vecchio amico, che è anche il suo più vecchio nemico. Per Novedita il Sanguinario è ora di tornare a casa. Con troppi capi e troppo poco tempo, il Superiore Glokta sta combattendo un altro tipo di guerra. Una lotta segreta in cui nessuno è al sicuro e il tradimento è sempre in agguato. Anche se i giorni della spada sono ormai lontani, almeno il ricatto, le minacce e la tortura non passano mai di moda. Jezal dan Luthar ha deciso che combattere per la gloria è troppo doloroso, così volta le spalle alla vita da soldato per dedicarsi a un'esistenza più tranquilla. Ma la gloria ha la cattiva abitudine di coglierti alle spalle quando meno te lo aspetti. Mentre il Re dell'Unione è sul letto di morte, i contadini si ribellano e i nobili si accapigliano per rubargli la corona. Eppure nessuno crede che l'Unione stia per essere colpita al cuore. Solo il Primo Mago ha un piano per salvare il mondo, ma ci sono dei rischi. Dopotutto, non c'è rischio peggiore della violazione della Prima Legge...

NON MI IMPORTA DI MORIRE. MA MI RIFIUTO DI ESSERE BATTUTO

Cresce il numero di coloro che considerano la trilogia di Joe Abercrombie “La Prima Legge” tra i capolavori del fantasy contemporaneo. Lo scrittore inglese ha mostrato un inarrivabile talento nel rivisitare totalmente i codici del genere stimolando curiosità inattese anche nei non appassionati, che non mancano di trovarvi chiavi interpretative e suggestioni inscrivibili nell’universale più che nella nicchia fantasy. “La Prima Legge” è infatti, sopra e prima di tutto, una sfolgorante e freschissima indagine sulla condizione umana: la solennità dell’epos eroico – il binomio lotta per il potere/mestiere delle armi – fa pendant con il senso d’ineluttabilità propria delle saghe fantastiche, che sempre poggiano sui grandi interrogativi dell’umanità (chi siamo? Qual è il fine del nostro essere al mondo?), ma Abercrombie maneggia la materia in maniera completamente diversa da come avvenuto finora: per oltre duemilla pagine discredita la Morale tradizionale tessendo un grandioso tributo all’ambivalenza dell’animo umano attraverso una caratterizzazione superba dei personaggi, tutti sull’orlo di un personale precipizio che non esitano a travalicare con una buona dose di indolenza; tutti, senza distinzione, fallibili e doppi.

L’autore castiga le aspettative più romantiche dei lettori prediligendo brutali coups de théâtree rivelazioni inattese e conferisce alla sua pagina una temperatura emotiva sempre alta dove abbondano passione rovente, vendette, tradimenti fratricidi. Sullo sfondo, le scene d’azione – battaglie, duelli, scontri – risultano memorabili per asciuttezza ed essenzialità.
Con la sua trilogia, Joe Abercrombie ha mirato altissimo sin dall’inizio, puntando a conquistare un posto di tutto rispetto nel pantheon della letteratura fantastica (J. R. R. Tolkien, C. S. Lewis, G. R. R. Martin, solo per citare gli imprescindibili). Per farlo occorreva offrire qualcosa di mai letto prima quanto a genere, offrire una prospettiva del tutto nuova. Nella direzione di un ripensamento radicale del fantasy, l’autore de Le Cronache del ghiaccio e del fuoco aveva già fatto la sua parte, ma l’operazione di Abercrombie è ancora più sistematica: se Martin ha gettato le basi, Abercrombie quelle basi le depura, le perfeziona e le rinsalda per costruire un impianto letterario altro da quanto conosciuto finora. Sta qui la grandezza della trilogia “la Prima Legge”, che non poteva trovare conclusione migliore ne L’ultima Ragione dei Re, dove tutto ciò che era restato aperto negli episodi precedenti trova completa e armoniosa risoluzione.

Da L’ultima Ragione dei Re:
«A te piace giocare al brav’uomo, non è così? Sai cos’è peggio di un uomo cattivo? Un uomo cattivo che si crede un eroe. Uno del genere potrebbe fare di tutto e trovare sempre una giustificazione alle sue azioni. C’è già stato un bastardo senza scrupoli che si è proclamato Re del Nord, e mi dannerò prima di vederne un altro peggiore di quello prima».

Joe Abercrombie nasce a Lancaster (UK) nel 1974. È il 2002 quando, studente di Psicologia all’Università di Manchester, pensa di scrivere una trilogia fantasy e inizia la stesura del primo episodio. Trasferitosi a Londra, lavora come montatore freelance e produttore di format televisivi di vario tipo e termina di scrivere quello che diventerà Il Richiamo delle spade(2006, Gargoyle 2013). Dopo aver incassato lo scetticismo di alcuni degli agenti letterari più influenti d’Inghilterra, Gollancz acquista i diritti del romanzo e vincola l’autore a pubblicare la futura trilogia per un giro d’affari a sette zeri. Con Il Richiamo delle Spade, nel 2008, Abercrombie è finalista al prestigioso John Campbell Award come miglior nuovo scrittore fantasy. Seguono Non prima che siano impiccati eL'’ultima Ragione dei Re (2007, 2008, Gargoyle 2013 e marzo 2014). La “La Prima Legge”viene tradotta in diversi Paesi. Confermano il successo i romanzi successivi di AbercrombieIl sapore della vendetta(2009, Gargoyle aprile 2014) – candidato al David Gemmell Legend Award per il 2010 –, The Heroes(2011, Gargoyle 2012), Red Country (2012), di prossima pubblicazione per Gargoyle. È in via di ultimazione il romanzo Half a King, la cui uscita è prevista nel luglio 2014.
http://www.joeabercrombie.com/

Hanno detto de L’ultima ragione dei Re: 
La trilogia iniziata con Il Richiamo delle spade Non prima che siano impiccati, giunge alla sua travolgente, grandiosa, sardonica conclusione con L’ultima Ragione dei Re. Abercrombie si conferma un nuovo e fresco talento del fantasy, che presenta una visione cupa della vita con arguzia e gusto. I lettori si sentiranno in lutto alla fine di questa saga così vivida.
Publishers Weekly

L’ultima Ragione dei Re termina la trilogia “La Prima Legge” con smalto mordace. A dispetto dell’apparente aura medioevale delle corti e delle tribù, il romanzo è potenza industriale allo stato puro, un fantasy politicamente scorretto adatto ai nostri tempi.

L’ultima Ragione dei Re è esattamente quello che deve essere la conclusione di una trilogia: tutti i segreti vengono rivelati, i misteri chiariti e l’autore evita di tirare tiri mancini ulteriori... Superbe le battute finali.
The Wertzone

L’ultima Ragione dei Re ha tutto ciò che si può chiedere a un grande fantasy: personaggi magistrali, battaglie imponenti intrighi politici e sorprese a bizzeffe. Un libro che, di volta in volta, scuote, appassiona, fa ridere e soprattutto intrattiene splendidamente.
Speculative Horizons

La fine di questa avvincente trilogia, al pari dei precedenti episodi, vale ogni secondo della vostra attenzione. Se non avete avuto ancora il piacere di immergervi nel mondo di Joe Abercrombie, vi esorto a farlo ora, non ve ne pentirete.
Rob Grant, Sci-Fi London

L’ultima Ragione dei Re è il miglior fantasy pubblicato fino al 2008... Abercrombie porta la trilogia a una conclusione travolgente, riempiendo il romanzo di incredibili battaglie, cupo umorismo e mai banali colpi di scena.
Blood of Muse

L’ultima Ragione dei Re appaga completamente il lettore risolvendo – in un modo che lascia senza fiato – tutti i nodi e le questioni rimaste in sospeso nei due precedenti episodi.
Felicia Day

Se i primi due capitoli de “La Prima Legge” sono serviti a costruire la tensione, neL’ultima Ragione dei Re osserviamo la deflagrazione, con pagine dense di azione, di combattimento, di sangue e insulti. Il lettore viene incalzato, obbligato a correre attraverso scene che lo faranno ridere, arrabbiare, amare e odiare. Ogni personaggio raggiunge l’apice della crescita. Le scene di azione sono accurate, rese in maniera cinematografica, con un realismo e una crudezza tipici dello splatter più puro.
Sergio Vivaldi - Portal of Dreams

George R. R. Martin su Joe Abercrombie:
[...] un Dumas che dialoga con Michael John Moorcock. [...] Battaglie formidabili e viscerali, azione brutale, ritmo impetuoso, Abercrombie accumula tradimenti e ribaltamenti prospettici, e la narrazione si dipana in maniera vertiginosa, spingendo il lettore a chiedersi come andrà a finire.

IL 30 APRILE ARRIVA IN LIBRERIAIL SAPORE DELLA VENDETTA,
L’ATTESISSIMO STAND-ALONE DI JOE ABERCROMBIE. 
QUANDO IL FANTASY DIVENTA ESALTANTE

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