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La ragione dei sensi
Sherlock Holmes e il Signore della notte
Addio è solo una parola
All'improvviso la scorsa estate
La stagione degli innocenti
Scia di morte. L'ultimo viaggio della Lusitania
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
I piaceri della notte
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Campari a colazione
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lunedì 28 ottobre 2013

MARINA di Carlos Ruiz Zafón

È un libro che ho tanto desiderato leggere e che ho preso tra le mani e abbandonato varie volte.


Finalmente sono arrivata alla fine drammatica di questo libro, denso di emozioni e di vite raccontate e romanzate. 
Le prime cento pagine hanno una scorrevolezza portentosa, che stimola il lettore ad andare avanti. Poi subisce un rallentamento, causa dei miei numerosi abbandoni.

Oltre ai protagonisti principali (il narratore Oscar e, colei che dà il titolo al romanzo, Marina), vari altri personaggi sono funzionali al racconto. Ad un certo punto, però, diventano davvero troppi e un po’ annoiano e un po’ fanno perdere il filo.

Il romanzo Marina inizia con Oscar, narratore adulto, che decide di raccontare una particolare settimana della sua infanzia, quando avvenne qualcosa di inquietante, ma che lo fece maturare. Lui scomparve dal collegio e nessuno seppe con chi avesse trascorso il suo tempo e cosa gli fosse effettivamente successo.

Da adulto, Oscar decide di raccontare quella settimana (i cui limiti temporali, nella narrazione, si dilatano) e svelare quelle esperienze formative che visse accanto alla sua tanto amata, amica Marina.

Lei è la colonna portante del racconto, la ragazza posta da Oscar su un piedistallo, la ragione che lo spinge ad agire nel pericolo per svelare il mistero che si nasconde nei sotterranei insanguinati di Barcellona, tra i vicoli e i palazzi antichi, nell’arte e nell’architettura. La città stessa diventa uno degli elementi più suggestivi della narrazione. L’atmosfera gotica, spettrale, misteriosa, che avvolge gli eventi, dove compaiono anche esseri deformi, folli, angustiati dal dolore e dalla malattia, è la parte più interessante del romanzo. 


Molti sono gli aforismi disseminati fra le pagine e parlano di vita e di morte, di realtà e di immaginazione.

Un romanzo profondo e da leggere.


"A volte le cose più reali succedono nell'immaginazione."

2 commenti:

Kylie ha detto...

Non riuscivi a leggerlo per l'argomento? Io di solito inciampo perché non mi prende.

Titti ha detto...

Anch'io volevo leggerlo ma ancora non l'ho letto...

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Compresi che l'ordine, a lungo andare, si ristabilisce da solo intorno alle cose (Raymond Radiguet)

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