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Dimmi il tuo segreto
Io la troverò
Dove si annida il male
Il confine del silenzio
Tutto ciò che resta
Io so perché canta l'uccello in gabbia
Africa, mon amour
Fiore di fulmine
Amore, Parigi e un gelato al pistacchio
La ragione dei sensi
Sherlock Holmes e il Signore della notte
Addio è solo una parola
All'improvviso la scorsa estate
La stagione degli innocenti
Scia di morte. L'ultimo viaggio della Lusitania
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
I piaceri della notte
Nessun ritorno
Campari a colazione
Per te qualunque cosa


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L'amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande. (Woody Allen)
"Non discutere di cose di letto con tatto e discrezione. Potrei non capire di cosa parli." (L'ispettore Barnaby)

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lunedì 7 novembre 2016

Ti guiderò verso casa di Susan Wilson

I cani hanno un potere davvero magico. Riescono a farci sorridere anche quando tutto va a rotoli. È per accudire loro che diventiamo più forti e l'amore, che incondizionatamente ci donano, è senza limiti.

SUSAN WILSON ha scritto questo romanzo commovente, che ci aiuta a sentirci meno soli e, come dice il titolo, ci aiuta a ritrovare la strada verso casa. Sono i cuccioli che, con il loro dono unico di farci sentire amati, ci guidano verso ciò che è meglio per noi. Ci riportano a casa.

"Ti guiderò verso casa" è un romanzo che commuove, ma coccola, donandoci un autentico sorriso e ci scalda il cuore. L'emozione è in ogni pagina. Basta uno sguardo per sentire la completa lealtà di un cane.

Ambientato negli anni Quaranta, il romanzo segue la vita di Rick, promettente giocatore di baseball, il quale sposa Francesca, coronando il suo grande amore. La guerra infuria e Rick è costretto ad andare al fronte in Europa. Lascerà a casa non solo la dolce Francesca, che promette di aspettarlo, ma anche un grande amico: Pax, l'inseparabile pastore tedesco che ha trovato per caso in strada alcuni anni prima. Francesca decide di far arruolare Pax come cane sentinella.

La guerra finisce e, tornati dal fronte, niente è più come prima. Rick è rimasto semi paralizzato. Il matrimonio con Francesca rischia di naufragare. Pax si è legato molto anche a Keller, addestratore dell'Unità cinofila.

Tutti e quattro si trovano a dover ripartire da zero. La strada verso a ricostruzione è lunga, anzi lunghissima e Pax sa donare e insegnare a tutti la lealtà.

"Ti guiderò verso casa" è il romanzo che ti saluta con, sulle labbra, il dolce sorriso di un happy ending.

lunedì 16 febbraio 2015

NELLA TESTA DI UNA JIHADISTA



Una storia vera e di scottante attualità

L’autrice, giornalista francese esperta di terrorismo, si è finta su Facebook e Skype una giovane convertita all’Islam e interessata ad abbracciare la jihad: intendeva infatti comprendere i meccanismi di reclutamento dei giovani occidentali da parte dell’ISIS e scrivere un reportage.
Da quando la sua copertura è caduta, vive sotto scorta e ha cambiato nome e città.

ANNA ERELLE 
NELLA TESTA DI UNA JIHADISTA 
UN’INCHIESTA SHOCK SUI MECCANISMI DI RECLUTAMENTO
DELLO STATO ISLAMICO
Pagine: 260 - Prezzo: 14,00 €
 Anna Erelle è giornalista francese specializzata in terrorismo. Spinta dal desiderio di comprendere il fenomeno dei giovani occidentali che si arruolano nelle file dell'ISIS, si crea un falso profilo Facebook, con il nome di Mélodie, e finge di essere una ventenne francese convertita all'Islam e interessata ad abbracciare la Jihad. Su Facebook conosce Bilel, trentacinquenne francese convertito all’Islam e trasferitosi in Siria, che in seguito scoprirà essere il braccio destro del terrorista iracheno più ricercato dall'FBI, Abou Bakr al-Baghdadi. Nel giro di qualche settimana Bilel, dopo aver chattato ogni giorno con Mélodie su Skype (lei ha sempre il volto coperto dal velo), se ne innamora e le chiede di raggiungerlo in Siria per sposarlo e unirsi a lui nella lotta armata. Anna/Mélodie finge di accettare la richiesta di Bilel e parte per Amsterdam insieme a un collega fotografo. Dovrà poi andare a Istanbul e quindi in Siria. In realtà vuole arrivare ad Amsterdam per intervistare Lola, una giovane belga veramente convertita e in partenza per la Siria, poi andare al confine con la Siria per raccogliere informazioni sul luogo, e infine tornare in Francia per concludere il reportage. Ma non tutto va come previsto e Anna/Mélodie è costretta a tornare a Parigi. Cancella il suo account Facebook e getta i telefoni cellulari che aveva dato a Bilel. Eppure riceve non solo minacce sul suo account Skype ma anche una telefonata in ufficio da Bilel, segno che è comunque riuscito a rintracciarla.

Anna Erelle è uno pseudonimo. A distanza di alcuni mesi dall'ultimo contatto con Bilel, l'autrice ha dovuto cambiare casa, telefono e vive sotto scorta.

Bilel ha lanciato una fatwa contro di lei pubblicando un video su internet. Sono circolate voci sulla morte del terrorista in un'imboscata, ma non sono attendibili.

mercoledì 4 febbraio 2015

La memoria dei fiori. Il diario di Rywka Lipszyc

“Senza contorni, senza fine, e forse senza forma … sta succedendo qualcosa dentro di me, ma non capisco cosa.”



Rywka Lipszyc (si legge “Rifka Lipsciz”) cominciò a scrivere l’unico volume superstite dei suoi diari nel ghetto di Łódź, poco dopo aver compiuto 14 anni. Nel giro di 6 mesi, dall’ottobre del 1943 all’aprile del 1944, riempì più di cento pagine, poi all’improvviso smise. Un anno dopo, una dottoressa sovietica entrata ad Auschwitz-Birkenau, insieme all’Armata Rossa, trovò il diario accanto alle macerie del forno crematorio. Il percorso del diario sembra suggerirci che Rywka abbia trovato la morte nel campo di concentramento, ma non rimarrà una delle tante vittime senza nome dell’Olocausto, poiché le sue parole vivranno per sempre.

Il suo diario ha affrontato una storia particolare. La dottoressa che lo ha rinvenuto accanto ai forni crematori lo ha custodito per sessant’anni nella Siberia occidentale fino al momento della sua morte quando i suoi effetti personali passarono al figlio e alla morte di quest’ultimo alla moglie. Nel 1995 il diario giunge nelle mani di Anastasia, una discendente. Anastasia lo legge e ne intuisce lo straordinario valore. Decide di portarlo a San Francisco, dove è emigrata nel 1991. Negli anni seguenti si mette in cerca dell’istituzione più adatta cui consegnare questa straordinaria testimonianza.

Zinaida Berezovskaya, medico che trovò il diario
Nel 2008 Anastasia lo consegna al Centro per l'Olocausto del nord California e del Brooklyn College che, stabilitane l'autenticità, decide di assicurare la sopravvivenza del testo originale e due anni dopo il diario viene tradotto in inglese, corredato dagli interventi di importanti studiosi, integrato con le testimonianze di due cugine di Rywka e con il resoconto delle ricerche compiute sulla sorte dell’autrice dopo il ritrovamento del diario.

Dietro la pubblicazione di questo preziosissimo volumetto, c’è un lungo lavoro storiografico che ricostruisce le vicende storiche e biografiche della protagonista.

Il suo diario, che rimane bruscamente in sospeso, come se Rywka fosse stata interrotta mentre lo scriveva, non ci offre soltanto uno sguardo privilegiato sulla vita quotidiana nel ghetto, ma soprattutto la storia personale e la lotta di una ragazza costretta a crescere orfana di entrambi i genitori, occupandosi delle sorelle, in una situazione di totale povertà e oppressione. Per la ragazza, il diario è l’unico conforto, uno strumento di salvezza, che simboleggia agli occhi del mondo l’ineluttabilità del suo destino.

Nonostante tutto quello che le succede, Rywka non perde la fede, nemmeno negli ultimi giorni, perché è una delle poche cose che i suoi genitori, prima delle loro premature morti, hanno avuto il tempo di trasmetterle.


“Io amo il Signore. Posso confidare in Dio sempre e ovunque, ma non devo mai smettere di impegnarmi, perché le cose non succedono da sole! Ho la certezza che Lui si prenderà cura di me. Sono fortunata ad essere una ragazza ebrea a cui è stato insegnato ad amare il Signore, e per questo sono profondamente grata. Ti ringrazio Signore.”

venerdì 26 dicembre 2014

Uno strano luogo per morire di Derek B. Miller

Un libro vincitore di così tanti autorevoli premi (ECONOMIST TOP FICTION libro dell’anno, FINANCIAL TIMES best book dell’anno, GUARDIAN best crime e thriller dell’anno, KIRKUS REVIEWS best crime dell’anno) non può non suscitare interesse. Annoverato tra i migliori crime e thriller dell’anno, colpisce anche per il titolo inglese Norwegian by night che in italiano appare altrettanto forte ed interessantissimo: UNO STRANO LUOGO PER MORIRE. È il romanzo d’esordio di Derek B. Miller ed è un thriller, ma anche una commedia umana, una parabola politica, con un memorabile personaggio, Sheldon Horowitz. È americano. È ebreo. Ha ottantadue anni. È un vedovo in pensione. È un marine. Ha l’Alzheimer. Grazie a tutte queste caratteristiche, risulta un personaggio grandiosamente unico, cui ci si affeziona come ad un nonno.
 
Sheldon Horowitz è anche questo: è il nonno un po’ svampito di Rhea. Quando lei gli ha chiesto di trasferirsi in Norvegia, con lei e suo marito Lars, Sheldon le ha risposto: «Cosa ci verrei a fare?».
Ma al cuore, come alla famiglia, non si comanda ed è così che inizia l’ultima avventura di un ottuagenario che assiste ad un crimine, l’omicidio di una donna, e decide di mettere il salvo il suo figlioletto di otto anni, come non ha saputo tenere suo figlio alla larga dai mortali pericoli della guerra.

È un romanzo avvincente, interessante e che sa commuovere. La realtà, a volte, è quella della mente distorta dalla vecchiaia di Sheldon, dove i ricordi non sempre combaciano con le verità che ha raccontato o i segreti che ha voluto nascondere; altre, è quella della nipote che ha vissuto una storia diversa, crescendo con le cure amorevoli dei nonni americani.


Sheldon Horowitz è un personaggio complesso, grazie ai contrasti della sua mente che lo portano a confondere i ricordi, a distorcerli, a mescolarli con la sua realtà, di cui fanno parte anche i fantasmi del suo passato. È una storia esistenziale dentro altre storie, dove i racconti biblici si affiancano ai quelli di guerra, dove le crudeltà subite dal popolo ebraico si confondono con le atrocità delle guerre del presente, dove c’è sempre un cattivo pronto ad uccidere una madre per portarle via il figlio.

È un romanzo eccezionale, un’opera letteraria mascherata thriller, di cui si raccomanda vivamente la lettura.



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Compresi che l'ordine, a lungo andare, si ristabilisce da solo intorno alle cose (Raymond Radiguet)

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