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Pupottina's favorites book montage

Dimmi il tuo segreto
Io la troverò
Dove si annida il male
Il confine del silenzio
Tutto ciò che resta
Io so perché canta l'uccello in gabbia
Africa, mon amour
Fiore di fulmine
Amore, Parigi e un gelato al pistacchio
La ragione dei sensi
Sherlock Holmes e il Signore della notte
Addio è solo una parola
All'improvviso la scorsa estate
La stagione degli innocenti
Scia di morte. L'ultimo viaggio della Lusitania
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
I piaceri della notte
Nessun ritorno
Campari a colazione
Per te qualunque cosa


Pupottina's favorite books »
L'amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande. (Woody Allen)
"Non discutere di cose di letto con tatto e discrezione. Potrei non capire di cosa parli." (L'ispettore Barnaby)

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mercoledì 18 giugno 2014

L'idolo d'oro di Edgar Wallace

È un romanzo che ha un doppio titolo in Italia. In alcune edizioni, come la mia, è “L’idolo d’oro”. In altre, è “Il segreto dell’idolo d’oro”. Ma è sempre Edgar Wallace a firmare questo giallo classico che, in versione origine, è intitolato “The Golden Hades” del 1929.

In questo giallo, Wilbur Smith, agente dell'FBI, è perplesso. Già due volte ha visto banconote contrassegnate con un sinistro simbolo: un Plutone d'oro. Per l’appunto, l’idolo d’oro, tanto misterioso e soprattutto pericoloso.

La prima volta quel simbolo è comparso in relazione alle indagini su una banda di gangster mascherati, la seconda volta nel corso di indagini relative a un omicidio.

Ogni volta che appare quel simbolo, insomma, c'è sotto un reato.

Così, quando le banconote con la misteriosa stampigliatura compaiono per una terza volta, Wilbur Smith non può fare a meno di avvertire un sottile brivido che gli segnala un pericolo imminente.

Qualcosa sta per succedere. Qualcuno è in pericolo. Ma chi, quando, come?

Questa, in sostanza, è la situazione iniziale che appare avvincente, ma che nello sviluppo non risulta molto convincente.

Il mistero si fa sempre più fitto.

Personaggi strani fanno il loro ingresso sulla scena.

Oltre a Wilbur Smith, c’è anche Peter Correlly, personaggio altrettanto interessante, ma non abbastanza.

Sommariamente, concludo che non è dei migliori.

Più interessanti i 3 racconti in appendice della mia edizione del 1990. 

giovedì 17 ottobre 2013

Ti domerò di Elisabetta Flumeri

Carla e Matteo sono la classica coppia improbabile, ma la loro vicenda piace, sin dall’inizio proprio per questo motivo, perché insieme sono incompatibili e male accostati. Può essere un ottimo punto di partenza per un romanzo e infatti lo è, poiché il racconto è, in breve, parte di un romanzo (“L’amore è un bacio di dama” che andrebbe sicuramente letto) della stessa scrittrice. Però, proprio perché è un racconto, sono stati disseminati troppi spunti di erotismo estremo che non rendono effettivamente romantica la nascita della loro relazione. Troppi ingredienti rendono difficile da comprenderne il senso o il percorso narrativo. Gli spunti non vengono adeguatamente sviluppati e risultano a mala pena chiariti. Si genera confusione in chi legge, però, lo stile c’è. Nonostante le situazioni risultino poco verosimili e, di conseguenza, poco convincenti, lo stile è scorrevole, fluente. Il problema è con la comprensione del contenuto. Quindi, non mi ha particolarmente colpita, anche se l’inizio è stato interessante. Di buono c’è la componente erotica e sensuale, anche se resta comunque troppo esigua e poco sviluppata.

domenica 2 settembre 2012

Dexter L'esteta di Jeff Lindsay


Un po’ deludente. Forse l’aspettativa era troppa o forse non tutte le ciambelle riescono con il buco … anche a Jeff Lindsay.

Solitamente, nel blog, non vi parlo dei libri che raggiungono un punteggio così basso nel mio indice di gradimento, ma, questa volta, farò un’eccezione solo perché si tratta di lui, di Dexter Morgan, uno dei miei personaggi letterari preferiti.

Ed è così che del quarto episodio della serie di libri di Dexter, in Dexter L’esteta, qualcosa non è come nei precedenti. Già nel terzo c’era stato un piccolo calo. Qualcosa si era perso nella narrazione. Dexter aveva perso il suo Passeggero Oscuro che, in verità, è l’elemento che lo rende più interessante. È la sua assenza di coscienza. Almeno così lui ne parla.
In questo quarto romanzo, invece, manca l’azione o meglio risulta rallentata, bloccata dalle troppe riflessioni del personaggio. Alcune parti risultano un po’ noiose e non tutte le scene d’azione, di cui si compone il romanzo, risultano davvero credibili. Anche il cattivo, Brandon Weiss, contro cui Dexter combatte, in questa avventura, a volte appare troppo irreale, confuso. In poche parole, un folle che non sa cosa vuole … o forse è tutto quel ragionare di arte e di creazioni artistiche multimediali che non vengono ben spiegate.

Il Dexter Morgan, cui siamo abituati nel telefilm, non combacia con quello dei romanzi che ha una vita differente ed anche gli altri personaggi di contorno hanno avuto una diversa evoluzione. Alcuni sono già morti da un pezzo. Altri hanno dei segreti da nascondere.
Le tre stelline sono solo per Jeff Lindsay che risulta comunque simpatico nel suo modo di parlare del suo alter ego affascinante e misterioso, Dexter.

*** AVVISO SPOILER ***
È tutto diverso, ma qualcosa di uguale c’è. Ci sono alcuni ricordi di Dexter con Harry, suo padre adottivo. Alcuni episodi del telefilm, però, si ritrovano raccontate come vicende trasversali per spiegare il personaggio e renderlo più introspettivo nel suo modo di ricordare e di ragionare.
In questo romanzo, Dexter riflette molto su se stesso, sulla sua vita, su chi gli sta intorno e il lettore scopre quello che il personaggio non ammette, ossia che è affezionato alla sua famiglia, che non è vero che non prova reali sentimenti ed anzi appare più umano di tante persone che, nella vita reale, si reputano tali.
Nel suo troppo ragionare, nel suo decidere di non agire, per mantenere quel suo tanto desiderato “basso profilo”, a volte esita nel prendere una decisione, aspetta anche per rispondere, in altre è così evasivo da sembrare un po’ tonto. Questo suo modo di agire non lo rende propriamente l’eroe positivo che combatte il male con il suo male interiore, cui la serie ci ha abituati. Esitando troppo, perde il momento giusto per agire ed, alla fine a risolvere tutto è un altro. Questa volta è inaspettatamente una mamma troppo protettiva ed apprensiva verso i suoi figli. Anziché risolvere i problemi, sembra che, in questa sua avventura, Dexter ne causi un bel po’, anche a sua sorella.

Ecco i tre libri precedenti:

Resta comunque interessantissima l’evoluzione di alcuni eventi.
Per chi ama Dexter, è una lettura che doverosamente non si deve perdere. 

Voi, quale Dexter preferite?
Quello della serie televisiva o quello dei romanzi?

domenica 4 dicembre 2011

Promessi Vampiri. The Dark Side

Questo libro Pupottina l’ha visto in una vetrina e subito ha avuto voglia di acquistarlo e così ha fatto. Era convinta di iniziare una nuova saga, come aveva fatto con Twilight. Ha iniziato a leggerlo e si è accorta che stava iniziando dal secondo volume della storia d'amore, perché di solito i due non stanno insieme, ma si conoscono e si innamorano. Invece qui, si sposavano già. Incredibile, ma vero!
Però, non si è arresa. Pupottina voleva una storia romantica, non banale e a tratti dark, fantasy e paranormal e così è stato.
Il libro è Promessi Vampiri. The Dark Side di Beth Fantaskey, un romanzo young adult. 
E' il secondo volume della serie paranormal romance di Giunti Y. Il primo è Promessi Vampiri, che Pupottina non ha letto.
Già il titolo è simpatico perché ricorda Manzoni. E vi assicuro che la coppia è davvero ben assortita. Si scambiano anche frasi ironiche, non solo romantiche. E lo stile narrativo è fluido e semplice.  
VOTO 6

Titolo Promessi Vampiri. The dark side.
Autore Beth Fantaskey
Pagine 624
Prezzo € 16,50

Chi non ha letto questo libro ed ha intenzione di farlo, non continui a leggere, perché nel commento di seguito, Pupottina svelerà molte parti, unicamente per stimolare un dibattito con chi lo ha già letto. 

Jessica, l’eroina del libro, è americana, una neo sposa, una neo vampira, ed anche una neo principessa che deve cercare di darsi da fare per essere degna di diventare la futura regina della nazione vampirica. Sembra banale, come storia, ma non lo è. Lei è una perfetta adolescente con tutti i suoi problemi, i suoi dubbi, i suoi timori. Sì, è una perfetta adolescente ed è proprio questo il guaio, visto che, invece, deve essere all’altezza del ruolo che dovrà ricoprire. E non è certo cosa da poco! Anche perché, come in ogni buona narrazione, c’è sempre chi o qualcosa che rende tutto più difficile. In questo caso, a movimentare e complicare la situazione, oltre al cambio di stile di vita, abitudini, alimentazione, ecc. ci sono anche gli incubi. E come darle torto? Chi di noi non avrebbe paura a vivere in uno spettrale castello, stile Dracula, avvolti quasi costantemente dalle fitte nebbie dei Carpazi. 
In realtà, però, Jessica si rende conto che i suoi non sono semplici incubi, ma sogni premonitori, poiché qualcuno sta minacciando la tregua tra i Dragomir e i Vladescu, impedendo l’ascesa al trono della giovane coppia di vampiri.
Quindi, oltre allo scenario terrificante e agli incubi, ci sono anche intrighi e complotti di potere a complicarle la vita, non rendendola degna del suo ruolo, e per far allontanare lei e Lucius dal regno.
Jessica non è sola perché al suo fianco ha l’amatissimo Lucius, ma i complotti coinvolgono anche lui e non pochi sono i colpi di scena, poiché i nemici non vogliono che la coppia salga al trono.
Lucius, infatti, viene tolto di scena, allontanato, cioè  finisce in prigione, e Jessica, ormai diventata la principessa Anastasia, chiama in aiuto la sua amica americana, Mindy, e un cugino di Lucius, Raniero, l’unico vampiro abbronzato della storia.
Sembra davvero una bella fiaba, con principi e principesse ed anche gli immancabili antagonisti. Tutto è perfetto nella narrazione, ma ai protagonisti e al lettore, sembra davvero tangibile e probabile il fatto che non ci possa essere una soluzione positiva alla vicenda e che tutto vada perso. In alcuni punti, si ha davvero la sensazione che Jessica e Lucius non potranno più essere felici. Addirittura sono arrivata ad ipotizzare che sarebbe stata la prima storia romance senza un lieto fine, ma per fortuna mi sbagliavo. Fino alla fine, mi ha tenuta con il fiato sospeso. Non riuscivo a staccarmi da questo libro.
Mi è piaciuto molto e non oso immaginare quanto mi sarebbe piaciuto il primo che, molte recensioni, dicono ancora più bello ed entusiasmante.
Voi, l'avete letto?
Che cosa ne pensate?
Volete vivere una favola paranormal romance accanto a Jessica/Anastasia?

domenica 2 ottobre 2011

La stella di Strindberg di Jan Wallentin

Cari Amici Blogger,
Pupottina ha finito di leggere il libro di Jan Wallentin, La stella di Strindberg.
L'autore è un giornalista e uno scrittore svedese che è stato paragonato a Dan Brown, quello de Il codice da Vinci. Secondo Pupottina, il paragone reggerebbe meglio con Stieg Larsson, autore della trilogia Millennium. Entrambi giornalisti. Entrambi creano personaggi di donne forti e combattive. Per Larsson, soprattutto Lisbeth Salander. Per Wallentin, Elena (con poteri paranormali ed elevate capacità di autodifesa), Eva (meglio non rivelarlo qui cosa sa fare e chi e cosa è) e Bube (nonna che ha vissuto l'Olocausto).
Il personaggio principale, Don Titelman è un uomo debole, dedito agli psicofarmaci, ma con una grande intelligenza e una notevole cultura. Questi i suoi punti di forza, da unirsi a una grande umanità e a un'infinita sete di conoscenza che lo porterà a voler risolvere la vicenda nel modo migliore. In questo libro, niente è come sembra e nessuno è chi dice di essere.
Il finale è stato un po' troppo "fantastico" e forzato. E' comunque una lettura rilassante e senza pretese che perde un po' di mordente nel finale, nelle ultime 80 pagine circa.
VOTO 6,5

Chi ha intenzione di leggere il libro, è bene che si fermi qui.
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Chi lo ha letto, può continuare a leggere e commentarlo con me.

Di seguito la trama come da copertina del libro.
Le distese dell'Artico alla fine dell'Ottocento. Tre esploratori svedesi scompaiono dopo un avventuroso viaggio in pallone. Sono in pochi a sapere che a bordo di quel pallone Nils Strindberg aveva con sé una stella e una croce di origine sconosciuta. Ma nessuno sa dove sono finite. Più di cento anni dopo, immergendosi in una vecchia galleria mineraria di una remota regione della Svezia, un sommozzatore scopre un corpo che la miniera custodisce da lunghi anni, con il suo segreto: una croce ansata che rappresenta il simbolo egizio della vita. Potrebbe trattarsi dello stesso oggetto gelosamente conservato da Strindberg? Ma dove si nasconde la stella? Don Titelman, uno storico eccentrico esperto di miti e simboli religiosi, viene coinvolto e trascinato suo malgrado nella ricerca dell'altra metà della chiave: braccato da una misteriosa e potente Fondazione segreta, Titelman fugge attraverso l'Europa inseguendo l'antico mistero che lo porterà a ripercorrere le tracce di Strindberg tra i ghiacci del Polo e a scoprire il vero scopo della sua spedizione.

Voi, l'avete letto? Che cosa ne pensate?
Cosa vi è piaciuto e cosa no?

lunedì 13 giugno 2011

Le amiche del venerdì sera di Kate Jakobs

Cari Amici Blogger,
ammetto che, per il libro di Kate Jacobs, il mio entusiamo è diminuito con la terza ed ultima tappa di lettura. Non mi è piaciuto il finale. Sì. Pupottina l'avrebbe preferito più banale, una fine delle varie vicende in cui tutto fosse andato bene per tutti i personaggi buoni e male soltanto per i veramente cattivi. Pupottina avrebbe voluto un finale da favola che non c'è stato, poiché, nei capitoli della terza tappa di lettura, è iniziata la tragedia.
Georgia meritava di essere finalmente felice: la sua famiglia si stava ricomponendo. Invece, è morta.
Tutti hanno realizzato quello che volevano ... tranne lei.
Troppo triste come finale ...
Lo immaginavo più leggero e così avrei preferito che fosse anche il finale.
Non riesco a immaginare come potrebbe essere il secondo libro ... anche se sono andata a leggere la trama.
Se mi permettete, come al solito, di dare un VOTO a questo libro, darei 6, avendolo ultimato. Se il libro si fosse fermato alla seconda tappa di lettura del GdL, sarebbe stato: VOTO 7. Forse anche di più se non si fosse aggiunta la delusione per il finale.
Commento alla prima tappa QUI.
Commento alla seconda tappa QUI.


Adesso Pupottina aspetta di vedere il film, nel quale vede benissimo come attrice Julia Roberts, anche se ancora non ci sono notizie certe in nessun sito ufficiale.

domenica 2 maggio 2010

Ritratto di un assassino - Cornwell

Come mai Pupottina ha letto questo libro?
Lo ha letto perché Gino, l'Amico del Cuore di suo marito Kevin, glielo ha regalato e dopo di che non ha mai smesso di chiederle: "Pupottina, lo hai letto?"
Adesso Pupottina potrà rispondere affermativamente alle sue scoccianti domande.
Anche il libro non l'ha gran che gratificata nell'arco della lettura.
Non si può dire che non sia interessante! Però, in molti sappiamo che, interessante fa rima con pesante. Ed infatti così è stato.
Forse, negli ultimi mesi, Pupottina ha letto troppi saggi ed ora non ne può più.
Come è stato detto, da molti commentatori su Ibs, il voler vedere nell'eccentrico ed insensibile pittore londinese del XIX secolo, Walter Sickert, il probabile Jack lo Squartatore è un po' forzata come tesi, anche se Patricia Cornwell con la sua equipe di storici, ricercatori, scienziati ed amici ha fatto proprio un bel lavoro. La ricostruzione della Cornwell mi ha convinta e leggendo molte pagine mi ha anche davvero emozionata. Pupottina si è chiesta come mai nessuno ci avesse pensato prima di lei.
Chi ha intenzione di leggere il libro, è bene che si fermi qui.---------------------------------------------------
Chi lo ha letto, può continuare a leggere e commentarlo con me.

In "Ritratto di un assassino. Jack lo Squartatore. Caso chiuso", Patricia Cornwell ha sviluppato con lodevole passione la sua tesi, scendendo nei particolari.
Dicendo che la Cornwell è arrivata a guardare dentro le mutande di Sickert non vado molto lontano dalla realtà. Eheheheh! Partendo dalla sua infanzia, ha analizzato tutti gli aspetti del suo carattere e della sua personalità e non solo. Ha parlato delle sue vittime, delle vite squallide e misere che conducevano, della sua arte, dei suoi quadri. Dipingendolo a tratti anche come un pedofilo, a tratti come un impotente, ha svelato i probabili aspetti segreti di una personalità contorta e bisognosa di emergere ... come di uccidere ... così ha ipotizzato.
Le testimonianze su cui poggia la sia tesi sono rappresentate dalla ricca bibliografia, fatta di lettere e diari, abitudine che si va sempre più perdendo ... o forse no? Probabilmente si è semplicemente trasformato lo strumento su cui si scrive.
Questo libro è una biografia di varie vite ed anche uno scorcio di vita di fine Ottocento. Interessante è anche il modo in cui venivano effettuate le indagini che, ovviamente è molto diverso da oggi ...
Non voglio svelarvi tutto il libro, ma non voglio nemmeno scoraggiarvi dal leggerlo. Vi ho avvertiti che è un po' pesante ... però c'è sicuramente di peggio ...



Voi, l'avete letto?
Se sì, cosa ne pensate?
Se no, lo leggereste?
Quanto vi ha affascinati la figura di Jack lo Squartatore?
E Walter Siekert? Cosa pensate della sua arte?

domenica 6 dicembre 2009

Scarpe italiane di Henning Mankell

Dopo aver parlato tanto della trilogia Millennium e dopo una serie di passi citati in vari post e relativi a questo libro di Mankell, ecco che arriva la mia recensione che, però, vi avverto, non sarà molto positiva, forse soltanto perché ho scelto il periodo sbagliato per leggerlo. Secondo me, ogni libro cambia e piace o non piace in base al periodo o allo stato d'animo con cui lo si legge. Mankell è un grande scrittore di gialli e questo lo possiamo definire un giallo sentimentale ed esistenziale. Il meccanismo con cui si snoda la storia segue la stessa tecnica del giallo, sviluppando lentamente gli eventi e passando dalla descrizione di un'abitudine alla spiegazione del perché il protagonista, l'anziano chirurgo in pensione Fredrik Melin. Come nelle indagini dell'altro suo personaggio il commissario di polizia svedese Kurt Wallander, anche qui in questo giallo sentimentale la storia va svelata attraverso fasi progressive in cui viene svelata la vicenda che ha non poche sorprese, imprevisti o morti annunciate, vicende di contorno egualmente drammatiche e strazianti. E' comunque un libro che parla soprattutto d'amore e riflette e fa riflettere sui complicati meccanismi che l'amore scatena nelle persone e le porta a soffrire, a volte, per un'esistenza intera.

Chi ha intenzione di leggere il libro, è bene che si fermi qui.---------------------------------------------------
Chi lo ha letto, può continuare a leggere e commentarlo con me.


Non poteva mancare questo libro in un blog che studia l'amore e tutti i suoi effetti, le complicazioni, le sofferenze e il tormento, ma anche i momenti felici.
In questo drammatico memoriale sull'amore, Fredrik scoprirà molte cose che la vita aveva avuto in serbo per lui senza che lui ne sapesse niente e questo perché era fuggito da ciò che lo rendeva felice o da ciò che l'aveva turbato ed aveva scelto l'isolamento volontario per dodici anni.
L'amore, la malattia senza cura, la morte certa e il suicidio sono tutti elementi di questo libro, esattamente come l'amore, che attraversa la vita di ognuno dei personaggi alla ricerca di una felicità che non si ricostruisce mai definitivamente.
Preferisco i libri a lieto fine, ma non nego che anche questo mi sia piaciuto e mi abbia insegnato e trasmesso qualcosa di importante (più di altri che ho letto in passato): bisogna non fuggire e vivere la felicità, finché ci è concessa, anche se, credo, bisognerebbe riconoscerla nella miriade di eventi che ci coinvolge ogni giorno e di cui non sempre rintracciamo gli indizi.

Voi, che cosa ne pensate?
Lo leggereste? Vi ho incuriositi o no?

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Compresi che l'ordine, a lungo andare, si ristabilisce da solo intorno alle cose (Raymond Radiguet)

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