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Dimmi il tuo segreto
Io la troverò
Dove si annida il male
Il confine del silenzio
Tutto ciò che resta
Io so perché canta l'uccello in gabbia
Africa, mon amour
Fiore di fulmine
Amore, Parigi e un gelato al pistacchio
La ragione dei sensi
Sherlock Holmes e il Signore della notte
Addio è solo una parola
All'improvviso la scorsa estate
La stagione degli innocenti
Scia di morte. L'ultimo viaggio della Lusitania
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
I piaceri della notte
Nessun ritorno
Campari a colazione
Per te qualunque cosa


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L'amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande. (Woody Allen)
"Non discutere di cose di letto con tatto e discrezione. Potrei non capire di cosa parli." (L'ispettore Barnaby)

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lunedì 9 marzo 2015

Blaze di Stephen King (Richard Bachman)

Chi l’avrebbe mai detto che Stephen King, agli inizi della sua carriera, quando già si era fatto un nome con i racconti horror, abbia voluto sperimentare e tentare un’altra strada proponendo romanzi con uno pseudonimo (Richard Bachman) e, udite udite, le strade dell’editoria sono così strane che gli vennero negate alcune pubblicazioni. Nel caso del romanzo BRAZE, scritto nel 1973, non ci fu nessuna opzione tra cui scegliere poiché lo stesso Stephen King, nonostante l’entusiasmo provato durante la stesura, ne fu totalmente deluso alla fine, tanto da volerlo relegare al cosiddetto cassetto dei romanzi non presentati nemmeno. Nel 2007, però cambia qualcosa: decide di riesumare questo romanzo, di rileggerlo ed adattarlo ai nuovi tempi. L’impresa è stata davvero epica. La sua assistente non sapeva nemmeno dove cercare. Il famoso “cassetto” è metafora di un luogo dimenticato dal tempo e, nel caso di BLAZE, era uno scatolone abbandonato e polveroso.

La storia, riletta e rieditata da Stephen King, risulta libera da ogni sentimentalismo o, almeno, è questo cui lo scrittore ambisce. Ma qualcosa gli è scappato. Lo stile è asciutto e si riconosce il narratore dei romanzi maggiori. La storia ha quel suo che di interessante e avvincente, quel qualcosa che il lettore deve riuscire a scoprire senza che gli venga detto. Però, non è abbastanza da considerarlo propriamente un ottimo romanzo, ma nemmeno un’opera non degna del noto autore. Soltanto è che ha abituato il pubblico dei suoi lettori a standard più alti.

Chi è Blaze? È Clayton Blaisdell Jr., detto Blaze. È un gigante col cervello di un bambino. Era più un balordo che un deliquente, finché non ha incontrato George Rackley, un furbo “con tutte le risposte” con il quale ha formato una coppia anomala ma affiatata. Potrebbero essere due come tanti, finché non decidono di fare i soldi sequestrando il figlio di ricchi possidenti.

Blaze, come sempre, è il braccio, George la mente. C’è solo un piccolo problema: George è morto tre mesi prima. Però, Balze sente la voce che risuona sotto la sua fronte ammaccata di Blaze. La voce gli suggerisce cosa fare, dando consigli sensati. È un fantasma o il suo io intelligente?

domenica 5 gennaio 2014

DOPO di Koethi Zan

Un romanzo da più di 5 stelle



Non c’è niente di più importante della libertà. E se ci venisse tolta, come reagiremmo? Se venissimo rapite, torturate e tenute prigioniere per un tempo lunghissimo, cosa cambierebbe nella nostra coscienza? Se continuassimo a vivere di stenti, completamente nude, affamate e al buio, ci ritroveremmo forse a desiderare la morte? E se, ad un certo punto, la morte e la libertà cominciassero a coincidere nella nostra mente seviziata?

Se ci interroghiamo sul perché ci è capitata una cosa tanto tremenda, possiamo dunque arrivare alla conclusione che forse ce la siamo cercata? Perché un pazzo sadico ha scelto proprio noi? Incarniamo per lui la vittima perfetta?


Per rispondere a questa catena di domande, c’è DOPO, il thriller psicologico di Koethi Zan, che studia a fondo la condizione della vittima, “il tormento profondo dovuto alla sensazione di aver fallito”, di essersi lasciate intrappolare.


Questa condizione di prigionia e schiavitù non finisce nemmeno dopo la liberazione e ci viene spiegata dalla protagonista di questo romanzo, Sarah, una qualunque studentessa, che in un momento sereno è stata più vulnerabile delle altre, proprio lei che non era mai stata una ragazza leggera e che anzi aveva sempre pianificato tutta la sua vita attraverso lunghe liste di mai, ossia di situazioni potenzialmente pericolose in cui non doversi mai trovare. Eppure, nonostante la sua costante attenzione per stare alla larga dai pericoli, vi è incorsa lo stesso. Ma è stata fortunata, se così si può dire: dopo più di mille giorni di prigionia è riuscita a fuggire perché, un giorno, in mezzo a quel mare di sofferenza, ha deciso di usare il cervello perché ha provato “un istinto profondo votato unicamente alla fuga” ed è stato più forte di tutto il resto.

A distanza di dieci anni, le sembra di vivere tranquilla, trincerata in un lussuoso appartamento da cui non esce mai e inventa scuse con se stessa e con gli altri per apparire normale, ma sa di non esserlo: il suo equilibrio mentale è ancora notevolmente scosso dal dolore del passato.

Ma Jack Derber, l’uomo che l’ha tenuta prigioniera, potrebbe uscire dal carcere e tornare a cercarla se lei non riesce ad impedirlo. Così, come ha trovato disperatamente il coraggio una volta per fuggire dalla casa in cui era stata resa una schiava, decide di farsi forza, superando le sue ossessioni, le sue innumerevoli fobie, per fare tutto il possibile affinché lui non possa uscire di prigione e rifare tutto nuovamente. L’unico modo che ha per impedirlo è trovare il cadavere perduto della sua migliore amica, Jennifer, che, per un periodo, è stata imprigionata con lei. Se Sarah ha già vissuto una volta l’inferno, in questo romanzo, è pronta a rituffarcisi dentro e il lettore con lei. Entrambi sanno già che non sarà una passeggiata.

DOPO è un romanzo che tratta di vittimologia e scava nella mente del carnefice, attraversando antiche discipline di tortura, anche filosofiche e letterarie, e di tecniche scientifiche di dominazione e condizionamento della mente umana fino ai leggendari lavaggi del cervello.

La vicenda ricorda in parte storie realmente accadute, come quella del carnefice Gary Heidnik, ma si dipana in modo più intricato fra vicende personali, segreti e dettagli nascosti nella mente.

Un thriller psicologico, appassionante, avvincente e da cui ci si stacca a fatica proprio perché cattura la mente.




martedì 12 febbraio 2013

L'enigma dell'ultimo apostolo di Scott Mariani

Cosa accadrebbe se James Bond incontrasse Jason Bourne? E se nella storia, oltre allo spionaggio, ci fossero anche un po’ di riferimenti storici?
Me lo sono chiesta e ho trovato la risposta. Si chiama Scott Mariani ed è il creatore di Benedict Hope (già il nome potrebbe solleticare l’immaginazione) o meglio della serie di libri, bestseller, che hanno Ben Hope, un ex maggiore dell’esercito, come protagonista. Un uomo dal passato che emerge a frammenti, schivo e riservato, ma abile in qualsiasi cosa.
In L’enigma dell’ultimo apostolo, il protagonista Ben Hope ha deciso di tornare ad essere un semplice studente di teologia, riprendendo gli studi da dove, anni prima, li aveva lasciati. Ben Hope è un 38enne, in forma ed attraente, che vive vari conflitti interiori, dovuti a svariate cause (in primis la perdita prematura della moglie, morta assassinata). La sua situazione di dolore lo porta ad avvicinarsi a Dio e a cercare con lui un dialogo finalizzato a trovare le risposte che cerca.
È un personaggio complesso e multi sfaccettato che conquista il lettore per le sue capacità fisiche, tattiche, ed ovviamente perché, dietro la corazza, ha anche un cervello e lo sa usare all’occorrenza.
Quando Zoë Bradbury, 26enne archeologa biblica di fama internazionale, entra nel mondo degli scomparsi, il padre pensa subito a Ben Hope per rintracciarla. Quella che sembra un semplice allontanamento volontario nasconde segreti che mettono in discussione l’intera storia della cristianità. Ben non può certo rifiutarsi e viene così coinvolto in una frenetica corsa contro il tempo non solo per salvare la vita di Zoë, ma anche per sventare una cospirazione di fondamentalisti religiosi, il cui obiettivo è mettere il mondo intero sotto ricatto. Dalle isole greche agli Stati Uniti, dall’Inghilterra a Gerusalemme, la caccia si sviluppa su più fronti e Ben Hope è l’uomo d’azione che vive sul filo del rasoio, cercando di risolvere ogni soluzione che necessiti il suo intervento.
Gli ingredienti di questo thriller sono: l’eroe, complesso, misterioso, carismatico; la trama elaborata, ricca di colpi di scena; e infine le vere teorie bibliche da cui la fantasia di Scott Mariani ha tratto ispirazione per romanzare questa riuscitissima avventura.
Dopo Dan Brown, il maestro del thriller esoterico sembra proprio Scott Mariani, il quale, per creare il suo eroe, ha dovuto inventare anche dei malvagi di pari livello.

domenica 28 ottobre 2012

L'amico immaginario di Matthew Dicks

Si leggono libri che sembrano uno uguale all’altro, finché non arriva quello che fa la differenza.
È una storia originalissima, quella che ho letto. L’autore è Matthew Dicks, il quale, con L’amico immaginario, ha inventato una storia straordinaria, commovente e che trasmette un messaggio di speranza, di unione e di forza. 
Mi ha incantata la fantasia che è alla base di questo romanzo. Davvero bravo Matthew Dicks nell’inventare non solo personaggi verosimili, ma anche quelli immaginari, e nel raccontare le loro vite quotidiane. Ogni personaggio, anche immaginario, ha una perfetta caratterizzazione. Alcuni sono più elementari di altri, ma è perché ovviamente i personaggi immaginari sono legati da un forte vincolo ai loro piccoli creatori, i bambini che hanno una visione limitata del mondo.
Nelle prime pagine, per me, è stato come tornare indietro nel tempo e ho ricordato che anche io, come un po’ tutti, abbiamo avuto un amico immaginario, ma crescendo lo abbiamo dimenticato. Dicks ha voluto ricordare il suo e farlo diventare un personaggio, un angelo, un compagno di giochi e all’occorrenza anche un eroe. L’amico immaginario è anche un romanzo psicologico che fa riflettere sul nostro primo modo di rapportarci con il mondo esterno, fuori dalla parte interiore, fatta di fantasie e sogni.
La prima componente originale di questo romanzo è sicuramente la voce che racconta la storia, affidata proprio al personaggio immaginario, Budo. Inoltre, originali e avvincenti sono anche le vicende narrate, quando qualcosa di terribile accade al piccolo e indifeso Max per colpa di una delle maestre. Una storia che risulta attuale, possibile più che semplicemente immaginaria.
Ve lo consiglio. È un libro che bisogna assolutamente leggere.
Mi sento di celebrare questo scrittore che, come primo lavoro, è un maestro ed ha saputo raccontare con arte il mondo poetico e fantasioso dei bambini.

Per approfondire, guarda QUI.

Riuscite a ricordarlo il vostro amico immaginario dell'infanzia?
Ne avete avuto uno?

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Compresi che l'ordine, a lungo andare, si ristabilisce da solo intorno alle cose (Raymond Radiguet)

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