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L'amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande. (Woody Allen)
"Non discutere di cose di letto con tatto e discrezione. Potrei non capire di cosa parli." (L'ispettore Barnaby)
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martedì 7 marzo 2017
lunedì 17 ottobre 2016
Sei ore e ventitré minuti di Domitilla Shaula Di Pietro

È un esordio narrativo molto interessante, un romanzo che lascia il segno ed emoziona, lasciando un brivido sotto pelle che impone una doverosa riflessione. Domitilla Shaula Di Pietro, già diventata pittrice per caso, ora affronta se stessa e il suo passato, raccontando la sua esperienza, la violenza subita e mai dimenticata, quella parte del suo vissuto che ha cambiato il suo modo di percepire le emozioni, i sentimenti, il quotidiano in generale.
Nel libro SEI ORE E VENTITRÉ MITUTI, tratto dalla sua storia vera, Domitilla
Shaula Di Pietro ha ovviamente cambiato i nomi e romanzato alcuni episodi per
esigenze narrative, ma ha raccontato i tratti salienti di un'esperienza
dolorosa che l'ha segnata profondamente. Le ferite si sono rimarginate, ma il
segno delle cicatrici è ancora lì a ricordarle che è sopravvissuta e che, in
parte, ne è venuta fuori.
È un romanzo toccante, intenso, scritto con la volontà di fare giustizia.
O di avere la sua vendetta.
La protagonista Frida è una donna felice, soddisfatta della sua vita,
moglie e mamma impegnata, ma anche gratificata dalle emozioni che la sua
famiglia le dona. La violenza, subita da Frida, segna un punto di non ritorno,
uno spartiacque che divide in due la sua vita, la sdoppia. Avviene il
cosiddetto sliding doors nella vita
di Frida, che prosegue duplicando la protagonista e raccontandola, a capitoli
alterni. È così che, grazie alla tecnica dello sliding doors, il racconto si divide tra Frida 1, che ha subito lo
stupro, e Frida 2, che l'ha evitato, ma ha scoperto altro.
Ho trovato molto interessante e coinvolgente la tecnica narrativa. Lo stile
è avvincente, caratterizzato da una scrittura fluida ed elegante. È un ottimo romanzo
e l'ho apprezzato molto per le riflessioni che apre sui tanti aspetti provocati
dalla violenza sulle donne. È un romanzo che tratta un tema caldo, ahimè,
attualissimo e sempre più discusso. Bisogna lottare per cancellare questa piaga
sociale. Bisogna evitare che le vittime, sopravvissute alla violenza, vengano
uccise dall'indifferenza e dall'ignoranza che ancora circondano tanta
brutalità. Bisogna fare in modo che le leggi tutelino maggiormente le donne e
riescano a punire tali atti criminali in maniera esemplare.
"A volte è necessario
intervenire nelle vite degli altri, altre volte, pur non volendo, le persone si
incrociano comunque, perché è scritto, o per caso, o per motivi che non
sappiamo."
venerdì 26 febbraio 2016
La vita segreta e la strana morte della signorina Milne di Andrew Nicoll
Agatha Christie ci ha insegnato molto su come scrivere un buon giallo,
ma lo scrittore britannico Andrew Nicoll ha saputo far tesoro di tutti i
suggerimenti e dei meccanismi narrativi alla base del successo di un romanzo.
Le aspettative su questo romanzo giallo erano tante anche per il
singolare e lunghissimo titolo (La vita segreta e la strana morte della
signorina Milne), che sembrava anticipare qualcosa di molto intricato e particolare.
La vita segreta che, già dal titolo, veniva attribuita alla signorina Milne era
intrigante, ma non quanto l'attesa e le motivazioni dietro la sua misteriosa
morte.
Chi è la signorina Milne. Tanto per cominciare il suo nome completo è
Jean Milne e, prima di morire era una matura zitella, che viveva da sola in una
lussuosa villa con ventitré stanze (quasi tutte chiuse). Per i suoi
concittadini, rappresenta un modello di rispettabilità ed integrità. Quando
viene trovata brutalmente assassinata nella sua abitazione con i piedi legati e
il cranio fracassato, però, l’immagine pubblica che tutti avevano di lei
comincia a incrinarsi. Tutti abbiamo un segreto e c'è chi ne ha più di uno. Ogni
segreto tende a rendere più interessante la nostra esistenza: figuriamoci
quando si tratta di un personaggio letterario che, grazie alla fantasia dello
scrittore, può avere segreti davvero scottanti e inediti.
Mentre gli interrogativi si rincorrono, aprendosi a nuove domande più
che a una rassicurante soluzione, Andrew Nicoll delinea una storia intricata,
ricca di personaggi i cui destini si intersecano. Tutti hanno segreti.
A indagare viene chiamato da Glasgow l’ispettore Trench, esperto in
casi difficili o impossibili, affiancato dall’attento sergente Frazer, agente
della polizia locale. Man mano che i due scavano nella vita della signorina
Milne, i segreti della sua esistenza vengono a galla, uno dopo l'altro e sono
davvero tanti. Alla fine sarà uno shock per tutti, lettore compreso, scoprire
quale è la brutale realtà.
A intrigare di più il lettore c'è il fatto che questo giallo è basato
su una storia vera ed è ricostruito grazie a una meticolosa ricerca negli
archivi della polizia e nei giornali dell’epoca.
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martedì 18 agosto 2015
Novità RIZZOLI di Settembre: il primo ROMANZO CIVILE di GIULIO CAVALLI
MIO PADRE
IN UNA SCATOLA DI SCARPE
di Giulio Cavalli
-Rizzoli-
288 pagine, euro 19
Uscita 17 Settembre 2015
«Se mi avessero chiesto un romanzo civile,
ecco, io, avrei scritto questo libro qui.»
Giulio Cavalli
Serve coraggio per vivere e amare senza chinare la testa,
senza smettere di lottare.
Ispirato alla vera storia della famiglia Landa,
il romanzo girerà l’Italia in un reading teatrale.
GIULIO CAVALLI (Milano, 1977) scrittore e autore teatrale, dal 2007 vive sotto scorta a causa del suo impegno contro le mafie. Collabora con varie testate giornalistiche e ha pubblicato diversi libri d’inchiesta, tra i quali ricordiamo Nomi, cognomi e infami (2010) e L'innocenza di Giulio (2012). È stato membro dell’Osservatorio sulla legalità e consigliere regionale in Lombardia.
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