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Pupottina's favorites book montage

Dimmi il tuo segreto
Io la troverò
Dove si annida il male
Il confine del silenzio
Tutto ciò che resta
Io so perché canta l'uccello in gabbia
Africa, mon amour
Fiore di fulmine
Amore, Parigi e un gelato al pistacchio
La ragione dei sensi
Sherlock Holmes e il Signore della notte
Addio è solo una parola
All'improvviso la scorsa estate
La stagione degli innocenti
Scia di morte. L'ultimo viaggio della Lusitania
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
I piaceri della notte
Nessun ritorno
Campari a colazione
Per te qualunque cosa


Pupottina's favorite books »
L'amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande. (Woody Allen)
"Non discutere di cose di letto con tatto e discrezione. Potrei non capire di cosa parli." (L'ispettore Barnaby)

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lunedì 17 ottobre 2016

Sei ore e ventitré minuti di Domitilla Shaula Di Pietro


È un esordio narrativo molto interessante, un romanzo che lascia il segno ed emoziona, lasciando un brivido sotto pelle che impone una doverosa riflessione. Domitilla Shaula Di Pietro, già diventata pittrice per caso, ora affronta se stessa e il suo passato, raccontando la sua esperienza, la violenza subita e mai dimenticata, quella parte del suo vissuto che ha cambiato il suo modo di percepire le emozioni, i sentimenti, il quotidiano in generale.
Nel libro SEI ORE E VENTITRÉ MITUTI, tratto dalla sua storia vera, Domitilla Shaula Di Pietro ha ovviamente cambiato i nomi e romanzato alcuni episodi per esigenze narrative, ma ha raccontato i tratti salienti di un'esperienza dolorosa che l'ha segnata profondamente. Le ferite si sono rimarginate, ma il segno delle cicatrici è ancora lì a ricordarle che è sopravvissuta e che, in parte, ne è venuta fuori.

È un romanzo toccante, intenso, scritto con la volontà di fare giustizia. O di avere la sua vendetta.

La protagonista Frida è una donna felice, soddisfatta della sua vita, moglie e mamma impegnata, ma anche gratificata dalle emozioni che la sua famiglia le dona. La violenza, subita da Frida, segna un punto di non ritorno, uno spartiacque che divide in due la sua vita, la sdoppia. Avviene il cosiddetto sliding doors nella vita di Frida, che prosegue duplicando la protagonista e raccontandola, a capitoli alterni. È così che, grazie alla tecnica dello sliding doors, il racconto si divide tra Frida 1, che ha subito lo stupro, e Frida 2, che l'ha evitato, ma ha scoperto altro.

Ho trovato molto interessante e coinvolgente la tecnica narrativa. Lo stile è avvincente, caratterizzato da una scrittura fluida ed elegante. È un ottimo romanzo e l'ho apprezzato molto per le riflessioni che apre sui tanti aspetti provocati dalla violenza sulle donne. È un romanzo che tratta un tema caldo, ahimè, attualissimo e sempre più discusso. Bisogna lottare per cancellare questa piaga sociale. Bisogna evitare che le vittime, sopravvissute alla violenza, vengano uccise dall'indifferenza e dall'ignoranza che ancora circondano tanta brutalità. Bisogna fare in modo che le leggi tutelino maggiormente le donne e riescano a punire tali atti criminali in maniera esemplare.


"A volte è necessario intervenire nelle vite degli altri, altre volte, pur non volendo, le persone si incrociano comunque, perché è scritto, o per caso, o per motivi che non sappiamo."  

    

venerdì 26 febbraio 2016

La vita segreta e la strana morte della signorina Milne di Andrew Nicoll


Agatha Christie ci ha insegnato molto su come scrivere un buon giallo, ma lo scrittore britannico Andrew Nicoll ha saputo far tesoro di tutti i suggerimenti e dei meccanismi narrativi alla base del successo di un romanzo.

Le aspettative su questo romanzo giallo erano tante anche per il singolare e lunghissimo titolo (La vita segreta e la strana morte della signorina Milne), che sembrava anticipare qualcosa di molto intricato e particolare. La vita segreta che, già dal titolo, veniva attribuita alla signorina Milne era intrigante, ma non quanto l'attesa e le motivazioni dietro la sua misteriosa morte.

Chi è la signorina Milne. Tanto per cominciare il suo nome completo è Jean Milne e, prima di morire era una matura zitella, che viveva da sola in una lussuosa villa con ventitré stanze (quasi tutte chiuse). Per i suoi concittadini, rappresenta un modello di rispettabilità ed integrità. Quando viene trovata brutalmente assassinata nella sua abitazione con i piedi legati e il cranio fracassato, però, l’immagine pubblica che tutti avevano di lei comincia a incrinarsi. Tutti abbiamo un segreto e c'è chi ne ha più di uno. Ogni segreto tende a rendere più interessante la nostra esistenza: figuriamoci quando si tratta di un personaggio letterario che, grazie alla fantasia dello scrittore, può avere segreti davvero scottanti e inediti.

Si scopre così che nel tranquillo paesino di Broughty Ferry, sulla costa scozzese, nulla è come sembra. È l'anno 1912 e le indagini non sono semplici come oggi.

Mentre gli interrogativi si rincorrono, aprendosi a nuove domande più che a una rassicurante soluzione, Andrew Nicoll delinea una storia intricata, ricca di personaggi i cui destini si intersecano. Tutti hanno segreti.

A indagare viene chiamato da Glasgow l’ispettore Trench, esperto in casi difficili o impossibili, affiancato dall’attento sergente Frazer, agente della polizia locale. Man mano che i due scavano nella vita della signorina Milne, i segreti della sua esistenza vengono a galla, uno dopo l'altro e sono davvero tanti. Alla fine sarà uno shock per tutti, lettore compreso, scoprire quale è la brutale realtà.

A intrigare di più il lettore c'è il fatto che questo giallo è basato su una storia vera ed è ricostruito grazie a una meticolosa ricerca negli archivi della polizia e nei giornali dell’epoca.

martedì 18 agosto 2015

Novità RIZZOLI di Settembre: il primo ROMANZO CIVILE di GIULIO CAVALLI


MIO PADRE 
IN UNA SCATOLA DI SCARPE
di Giulio Cavalli
-Rizzoli-
288 pagine, euro 19

Uscita 17 Settembre 2015

«Se mi avessero chiesto un romanzo civile, 
ecco, io, avrei scritto questo libro qui.»
Giulio Cavalli

Serve coraggio per vivere e amare senza chinare la testa, 
senza smettere di lottare.

Ispirato alla vera storia della famiglia Landa, 
il romanzo girerà l’Italia in un reading teatrale.

Michele Landa non è un eroe, e neppure un criminale. Tutto ciò che desidera è coltivare il suo orto e godersi la famiglia; vuole guardarsi allo specchio e vederci dentro una persona pulita. Ma a Mondragone serve coraggio anche per vivere tranquilli: chi non cerca guai è costretto a confrontarsi ogni giorno con gli spari e le minacce dei Torre e con l’omertà dei compaesani. Michele conosce la posta in gioco, ha perso il lavoro e molti amici, ma è convinto, nonostante tutto, che in quel deserto si possa costruire qualcosa di bello e provare a essere felici. Al suo fianco c’è Rosalba, “la silenziosa”: dopo quarant’anni si amano come il primo giorno, sono diventati genitori e nonni, sognano una casa grande e un albero di mele. Ma si può immaginare una vita diversa, in una terra paralizzata dalla paura? Con una scrittura avvolgente e il piglio di un autentico cantastorie, Giulio Cavalli racconta un’Italia dimenticata e indifesa, ricordandoci che non serve fare rumore per diventare eroi delle piccole cose.
GIULIO CAVALLI (Milano, 1977) scrittore e autore teatrale, dal 2007 vive sotto scorta a causa del suo impegno contro le mafie. Collabora con varie testate giornalistiche e ha pubblicato diversi libri d’inchiesta, tra i quali ricordiamo Nomi, cognomi e infami (2010) e L'innocenza di Giulio (2012). È stato membro dell’Osservatorio sulla legalità e consigliere regionale in Lombardia.

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Compresi che l'ordine, a lungo andare, si ristabilisce da solo intorno alle cose (Raymond Radiguet)

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