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Il confine del silenzio
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Io so perché canta l'uccello in gabbia
Africa, mon amour
Fiore di fulmine
Amore, Parigi e un gelato al pistacchio
La ragione dei sensi
Sherlock Holmes e il Signore della notte
Addio è solo una parola
All'improvviso la scorsa estate
La stagione degli innocenti
Scia di morte. L'ultimo viaggio della Lusitania
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
I piaceri della notte
Nessun ritorno
Campari a colazione
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L'amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande. (Woody Allen)
"Non discutere di cose di letto con tatto e discrezione. Potrei non capire di cosa parli." (L'ispettore Barnaby)

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martedì 26 settembre 2017

La notte ha mille occhi di Cornell Woolrich


Il romanzo del 1945 di Cornell Woolrich ha un titolo davvero suggestivo: "LA NOTTE HA MILLE OCCHI". Quali sono gli occhi con cui la notte ci scruta? Perché è così misteriosa e potente da poter disorientare le passioni umane? "LA NOTTE HA MILLE OCCHI" non è un invocazione alla luna di stampo leopardiano, ma è l'inizio di un mistero che riempie di domande il lettore e lo avvolge con il millenario fascino dell'ignoto.

Il noir "LA NOTTE HA MILLE OCCHI" ha riscosso moltissimo successo quando è stato pubblicato, così tanto da essere trasformato in un film che, però, non ne uguaglia la grandezza e la molteplicità di significati dell'opera letteraria.

Chi è che tesse il nostro destino? Chi ci guarda attraverso le stelle? Perché la notte è un arco temporale denso di dubbi e ansie? Perché durante la notte tutto appare pericoloso e oscuro?

A tali domande cerca di dare risposta la squadra investigativa che decide di smascherare quella che sembra essere una sensazionale truffa ai danni di un uomo molto ricco e della sua famiglia.

Tutto inizia fortuitamente, cioè con un incontro casuale. Il ventottenne Tom Shawn, della squadra Omicidi di New York, è un solitario. Non gli piace intrattenersi in una birreria con i colleghi a fine turno. A lui piace camminare lungo il fiume e fantasticare sulla sua vita, mentre ammira le stelle, sue uniche compagne nei momenti di solitudine e riflessione. Per lui, nelle stelle non c'è niente di pericoloso, ma deve ricredersi. E con lui forse anche il lettore. Dopo aver incontrato la bella Jean Reid, Tom Shawn non guarda più alle stelle con gli stessi occhi.

La bella e giovane Jean Rein è una donna misteriosamente affascinante: una perfetta femme fatale per un perfetto noir. La sua storia è così assurda ed inverosimile che lui, da poliziotto, non può fare a meno di volerne dimostrare l'insensatezza. È così che inizia la storia tra la donna, che si voleva suicidare, perché aveva paura delle stelle, e l'uomo che le amava a tal punto da volerne dimostrare la purezza e lo splendore.


lunedì 18 settembre 2017

L'inganno di Thomas Cullinan



Sabba nel collegio per signorine.

Cosa accadrebbe se il diavolo andasse a far visita ad un'allegra brigata di belle ed innocenti fanciulle? Cosa accadrebbe se il luogo, dove queste belle fanciulle si sono isolate, le avesse cambiate a tal punto da renderle pericolose? Cosa accadrebbe se queste innocenti fanciulle fossero diventate un po' streghe? Ovviamente non streghe nel significato letterale del termine, ma in quello metaforico. L'isolamento cambia le persone. È un dato di fatto cui non si può obiettare.

Quindi, il romanzo "L'INGANNO", dello scrittore americano Thomas Cullinan, racconta l'incontro tra un potenziale diavolo e una combriccola di probabili streghe. Il romanzo pubblicato nel 1966 ha il suo punto di forza nella suspense, generata lentamente, pagina dopo pagina, un dialogo dopo l'altro. Sono soprattutto i dialoghi rievocati dai personaggi femminili di questa storia a creare la suspense. Ogni donna riferisce la storia dal suo punto di vista, così come l'ha vissuta o ha interpretato ciò che ha visto. Ogni donna ha più di un capitolo a lei dedicato in questo romanzo. Dai racconti di ogni donna emerge la sua psicologia, delineata nella sua complessità. Ogni donna, o ragazza che sia, ha i suoi difetti e i suoi pregi, ma soprattutto ognuna ha un sogno e, quasi per tutte, si tratta di una fantasia romantica, sentimentale, melodrammatica.

Il collegio femminile, in Virginia, e i suoi immediati dintorni sono l'ambientazione del romanzo. Il collegio femminile è il luogo nel quale due donne adulte, sorelle ed insegnanti, una serva e cinque allieve sono confinate a causa della guerra civile americana. In quel luogo, sperduto e quasi privo di contatti col mondo l'esterno, tra quelle donne, segreti e invidie reciproche sono destinate a scatenarsi, quando il loro isolamento viene interrotto dall'arrivo di un uomo, un soldato gravemente ferito.

Le donne lo assistono, lo curano, se ne invaghiscono. Le fanciulle lo sognano come futuro, possibile marito. Non rimarranno per sempre in quel collegio femminile. Ognuna progetta di fuggire da lì al fianco di quel giovane soldato, bello e forte, ma anche astuto e scaltro. La sua maliziosità emerge fin dalle sue prime parole. Per ognuna ha occhi teneri e sentimenti apparentemente puri. È l'unico maschio. È il gallo nel pollaio. È il diavolo che mette a repentaglio l'innocenza delle fanciulle e l'integrità morale delle insegnanti e della serva. Il gioco diventa sempre più pericoloso, poiché il suo agire fraudolento innesca imprevedibili reazioni a catena.

Le donne dovranno fare i conti con loro stesse, mentre il misterioso giovane si diverte a intessere relazioni e a far palpitare i cuori di ognuna promettendo di realizzare i loro sogni e alimentando i loro sogni e le loro speranze. L'aitante giovane sa dimostrarsi diverso con ognuna, tanto da impedire al lettore di crearne una biografia lineare o semplicemente autentica. Forse lui è semplicemente un adulatore, un uomo contento e abile nel saper approfittare di tante innocenti creature. Le sue parole persuasive, i suoi molteplici racconti personali sono reali o sono bugie? Quanto c'è di vero in ciò che racconta? Chi è veramente il giovane soldato nordista, John McBurney?

In un crescendo di suspense, le menzogne si trasformano in tragedia. La trama è avvincente e coinvolgente. Tanti sono i colpi di scena che rendono imprevedibile questo romanzo scritto nel 1966. Scoprire chi è che inganna chi è il piacere che lo scrittore concede al lettore paziente, al termine delle oltre cinquecento pagine di cui il romanzo si compone.

lunedì 24 aprile 2017

Assassinio à la carte di Brigitte Glaser

"Se ne stava lì, buona buona, sotto il tavolo di quercia. Scivolata fuori dalla tasca di una giacca, da una borsa, oppure lasciata cadere. Marrone, formato A5, imbottita, sigillata, senza indirizzo. Non c'era niente, assolutamente niente, che lasciasse presagire i guai che mi avrebbe procurato."

Povera Katharina, la protagonista di "Assassinio à la carte"! Ne passa veramente tante in questo romanzo giallo che confonde e mescola i suoi ingredienti con quelli della cucina tedesca, tra i succulenti piatti del Giglio Bianco e le colorate strade di Colonia.

Katharina è una cuoca di talento, dal posteriore abbondante, il seno prosperoso, la statura di tutto rispetto, le lentiggini e i capelli ricci, rossi e ribelli, ma la vita sentimentale ad un binario morto, dopo la fine della relazione con il suo ex fidanzato Ecki. La vita a Colonia, però, ha tanto da offrirle, tanto di positivo quanto di negativo. "Una bella città. Anche se del suo motto - "Finora è andato sempre tutto bene" - non ci si poteva fidare."

Nel vivace quartiere turco di di Mülheim, Katharina ha appena aperto il suo primo ristorante, Il Giglio Bianco. È un locale dall'arredamento particolare come la sua proprietaria: ha un lungo tavolo dove tutti i commensali mangiano assieme, incrociando brindisi, sguardi e, si spera, anche nuovi amori. Ma gli affari non vanno bene. Persino il carnevale sembra grigio a pochi giorni dall'apertura. A peggiorare la situazione accade l'imprevedibile: davanti all’ingresso del Giglio Bianco viene trovato il cadavere di un uomo mascherato da cannibale. La situazione è, dunque, destinata a peggiorare. A quanto pare, la vittima cercava di entrare nel suo locale.

Katharina ha una bella gatta da pelare. "Forse con l'età si diventa stravaganti perché si portano tanti fardelli e si curano tate ferite."

Ad aiutare Katharina nella sua indagine, ci sono vari, indimenticabili personaggia: l'amica Adela, uno spassoso trio di ex poliziotti in pensione, che conoscono il quartiere turco e le sue storie come le proprie tasche, e un uomo, bello e tenebroso, Tyfun. La vita di Katharina inizia ad oscillare tra il sogno e l'incubo. Ma gli imprevisti sono tanti, dalla busta con i soldi alla misteriosa scomparsa di Scarlett, la sua ragazza delle pulizie. Anche la mafia turca mette a repentaglio il successo de Il Giglio Bianco.

La prima chef investigatrice del panorama letterario è tanto brava tra i fornelli - il romanzo ha in appendice un ottimo ricettario, corredato di consigli utilissimi - quanto a seguire le sue personalissime intuizioni da detective dilettante.  

"Credi che i sogni vadano realizzati. Ma la cosa più bella dei sogni è sognarli, non concretizzarli."

mercoledì 1 marzo 2017

IL VENTAGLIO SULLA PELLE - Una storia di donne, per tornare a vivere oltre alla paura

IL VENTAGLIO SULLA PELLE
BARBARA SARRI

UN ROMANZO DALLE TINTE NOIR DA VIVERE A PASSO DI FLAMENCO,
UNA STORIA DI DONNE CHE RACCONTA COME TORNARE A VIVERE,
DIVENTANDO PIÙ FORTI DELLA PAURA E DI OGNI VIOLENZA. 
 

lunedì 30 gennaio 2017

Il grande errore di Mary Roberts Rinehart


Mary Roberts Rinehart, scrittrice statunitense della prima metà del secolo scorso, ci ha lasciato dei capolavori del giallo classico. Ottimi romanzi che non temono uguali. Durante la sua carriera, ha riscosso un grande successo di pubblico che l’ha consacrata ad essere una delle gialliste più famose e meglio remunerate di tutti i tempi. I suoi polizieschi non hanno eguali. Inoltre, molte delle sue storie poliziesche sono state adattate per il cinema.

La protagonista di IL GRANDE ERRORE è Patricia Abbott che ha come un sesto senso sotto forma di un brivido d’inquietudine, prima di prendere servizio come segretaria presso la famiglia Wainwright.

Quell'inquietudine, forse, è dovuta alle parole che inconsciamente le tornano alla mente. In molti hanno espresso pareri contrari alla sua decisione lavorativa. Molti hanno cercato di dissuaderla dal mettere piede in quella splendida tenuta. Ma lei, la dolce Patricia, non sta nella pelle. È eccitata dall'idea di intraprendere una nuova esperienza professionale. La tenuta, dove Patricia si trasferisce, è popolata da un bizzarro campionario umano. Patricia non può immaginare che di lì a poco accadrà una tragedia. È così che Patricia diventa più attenta e perspicace. Si pone domande che avrebbe dovuto porsi prima. Alcune situazioni, strane o bizzarre, cominciano ad assumere un diverso, terribile significato.

Luoghi e piccoli episodi della sua quotidianità, perfino semplici oggetti, si apprestano a diventare elementi di cruciale importanza nella ricerca della verità che dovrà scoprire lei stessa.

IL GRANDE ERRORE è un noir dall'andamento lento, ma coinvolgente. I dettagli assumono grande importanza. Il lettore attento può ragionare e farsi delle idee. Può affiancare Patricia Abbott nella sua investigazione da dilettante. Il lettore, come Pat, può vedere come i suoi sogni, in realtà, si stiano trasformando nel peggiore incubo della sua vita. È una lettura avvincente, perfettamente costruita nella trama e nello stile classico.

giovedì 28 aprile 2016

E adesso? di A Yi

Che cosa significa "non c'è un motivo"?



"Ora capisco, capisco tutto. Non voglio rimanere intrappolato nell'illusione che mi voglia bene."

E adesso? Un titolo semplice e intrigante per una storia noir che racconta una vicenda che affonda le radici nella quotidianità di ognuno di noi, a volte tanto banale da scivolare in qualche gesto di assurda follia. È opera di uno scrittore cinese che non conoscevo ancora, A Yi. Il suo romanzo breve mi è piaciuto molto. L'ho trovato intelligente e coinvolgente, lucido e dettagliato nella narrazione dei gesti e delle motivazioni, irrazionali, che spingono il protagonista a pianificare un omicidio, apparentemente compiuto senza un vero perché, ma in realtà denso di troppe frustrazioni ed insoddisfazioni. Quello che poteva essere un suicidio per depressione diventa un efferato delitto con la conseguente fuga, però, senza troppa voglia di farla franca.

"Mi sarebbe piaciuto essere qualcuno di eccezionale. Ma qualsiasi cosa finisce come acqua nel deserto: evapora."

Lo sconvolgente protagonista, un normalissimo ragazzo della provincia cinese, insoddisfatto della propria esistenza senza lavoro, decide di diventare eccezionale per qualcosa che lo faccia ricordare, che gli permetta di uscire dall'anonimato facendo del male alla più innocente delle creature che conosce, una ragazza, dolce e perbene, che ha mal riposto in lui la sua fiducia.

"Lei è un'esca. La natura mi guarda profetica e stupefatta mentre cado in trappola, un passo dopo l'altro."

Il suo è un progetto totalmente folle, grottesco.

"Dovevo fare del male a lei, che era una così brava ragazza. Non ero tanto io a volerlo, quanto lei a imporlo".

Tanto interessante, quanto sconvolgente. Un romanzo adatto per riflettere sulla mancanza di empatia e sull'anaffettività che domina il presente. 

venerdì 25 marzo 2016

Novità Metropoli D'Asia: E ADESSO?

A YI "E adesso?"
In libreria e in ebook dal 31 marzo 2016
 
Un brutale omicidio privo di movente
Un ragazzo in fuga e una verità agghiacciante

METROPOLI D'ASIA
pp 122– euro 12,50
In libreria e in ebook dal 31 marzo 2016
Un giorno qualunque in una provincia della Cina. Mentre conduce la sua vita normale, un adolescente sta progettando il brutale assassinio della sua unica amica. La attira in una trappola, la strangola, infila il cadavere in una lavatrice e fugge dalla città, dando il via a una caccia all’uomo piena di imprevisti. E adesso?è un romanzo elettrizzante e raffinato su un omicidio privo di movente che ricorda l’assurdo di Kafka, il nichilismo di Camus e la corruzione morale di Dostoevskij. È un’analisi scioccante della disperazione che intrappola gli abitanti poveri delle campagne e allo stesso tempo un’incursione condotta con grande abilità tecnica nel campo dell’horror e della suspense. Con uno straordinario controllo dello stile, A Yi svela l’antefatto psicologico che ci consente di dare un senso alla drammatica violenza della storia e fornisce degli scorci agghiaccianti e rivelatori su un Paese che vive un radicale cambiamento dal punto di vista sociale, politico ed economico.

«Nella fuga la vita acquista pienezza. Voi eravate il gatto, io il topo. I topi sono svelti, tenaci, agili, non hanno grasso superfluo, hanno la bellezza essenziale della matematica, volevo una vita come la loro, intensa e frenetica, volevo essere sotto pressione».

A YI (vero nome Ai Guozhu) è nato nel 1976a Ruichang, nella provincia dello Jiangxi. Ha lavorato come poliziotto, giornalista sportivo e redattore prima di dedicarsi alla scrittura, a trentadue anni. Dopo un breve periodo nel consiglio di redazione di Chutzpah/TianNan, una nuova rivista letteraria che pubblica scritti di autori giovani e innovativi (tra cui lo stesso A Yi), ora lavora per la casa editrice Xiron come direttore della collana di narrativa “IronGourd”. La sua prima opera, la raccolta di racconti Grey Stories, esce nel 2008. Segue nel 2010The BirdSaw Me, un’altra raccolta in cui l’autore sviluppa il suo stile insolito e la sua tutt’altro che romantica visione del mondo e che viene accolta con grande favore da pubblico e critica. Nel 2012 esce in Cina E adesso?, il suo primo romanzo, già pubblicato nel Regno Unito presso la casa editrice Oneworld, dove è in corso di traduzione anche il suo ultimo lavoro, Domattina svegliami alle nove (di cui Metropoli d’Asia ha acquisito i diritti).
“Con questo romanzo A Yi dimostra di essere una delle voci più importanti emerse negli ultimi anni nella Repubblica Popolare Cinese” International Express. 
 
 “Un’opera sorprendente che si legge tutta d’un fiato; un viaggio spaventoso nella mente di uno psicopatico” Irish Time.

L’Autore sarà in Italia dal 1 al 4 aprile 2016 per partecipare a:

INCROCI DI CIVILTA’  (Venezia) - venerdì 1 aprile 2016 ore 9.30 
Auditorium S. Margherita Ca’ Foscari

BOOK PRIDE (Milano) - domenica 3 aprile 2016 ore 16.00
La Cina mutante - Sala Flatlandia 

UNIVERSITA' BICOCCA (Milano) - lunedì 4 aprile 2016 ore 18.00
La Cina noir di A Yi - Edificio U6, Aula Martini
http://www.unimib.it/open/eventi/La-Cina-noir-di-A-Yi/2806266652040791486
 

domenica 27 dicembre 2015

L'uomo che dovevo uccidere di Stefano Mannucci

Stefano Mannucci è l'autore di un interessante noir dal titolo "L'uomo che dovevo uccidere".

Il protagonista della storia è un personaggio ricco di sfumature, un killer su commissione, non per scelta, ma per necessità. Il suo nome è Jack Settano, reduce di guerra, bravissimo nell'uccidere persone. Non può sapere che il suo futuro è pronto ad intraprendere una nuova direzione semplicemente entrando in una stanza d’albergo. Un uomo avvezzo ad uccidere non può improvvisamente iniziare a salvare le persone, ma invece accade e tutto cambia.

"L'uomo che dovevo uccidere" è un romanzo breve, un noir ben congeniato, dallo stile fluido e dalla narrazione coinvolgente. È una lettura consigliata.

mercoledì 9 dicembre 2015

SCRITTORI SOCIALMENTE UTILI

SCRITTORI SOCIALMENTE UTILI
mercoledì 16 dicembre
presso la libreria
Il Trittico - via S. Vittore 3,
dalle 10.00 alle 17.30

 
Giovanni Di Giamberardino
e
Costanza Durante
 
presentano
"Giallo banana"
un divertente giallo con protagonista un principe investigatore.
 
Gli scrittori vestono i panni di un commesso di libreria per scontare
le proprie colpe: quale idea migliore per dimostrargli quanto sia duro il lavoro di libraio quando si è investiti da decine di nuovi titoli e di nuovi autori al giorno? Quale punizione peggiore di quella di chiedere a uno scrittore di
non promuovere, non parlare e neanche menzionare il proprio libro?
Eppure, Costanza Durante e Giovanni Di Giamberardino presteranno servizio come commessi librai
dimostrandosi Scrittori Socialmente Utili.

I clienti della libreria Il Trittico di via S. Vittore potranno rivolgersi ai neo commessi per suggerimenti sugli acquisti e consigli di lettura con l'unica condizione che gli autori di "Giallo banana" non potranno consigliare il proprio libro.
 

mercoledì 21 ottobre 2015

Acque di morte di Mo Hayder


Ottimo, agghiacciante romanzo che non risparmia, durante la narrazione, dettagli truculenti e descrizioni a livello scientifico. È come stare in prima persona sulla scena del crimine. Ottimo il giallo poliziesco di MO HAYDER, che vede in azione, senza mai collaborare veramente, il detective Jack Caffery e la poliziotta, specializzata in immersioni subacquee, Frea Marley.
"Forse parla qualcuno che è stato scelto dalla morte."
Entrambi i protagonisti, di cui osserviamo le vite, private e lavorative, a capitoli alterni, hanno abilità diverse, ma un fiuto speciale nello svolgere le indagini.
Ognuno ha il proprio metodo, ma il fine è la giustizia: così come la intendono loro. Ognuno a suo modo, che forse può essere lo stesso. Si osservano a distanza. Si studiano, così che il lettore non riesce a prevedere cosa accadrà, ma è costantemente attento ai possibili sviluppi.
Jack Caffery ha un rapporto particolare con i criminali, per via del suo doloroso passato. Nelle indagini è un segugio che fiuta la pista e la segue, procedendo a intuito.
"Mi sto avvicinando, amico. Ti sento. Non sono lontano."
Frea Marley, invece, si trova coinvolta in una strana e complicata situazione.
Nel frattempo, troppe morti cominciano a susseguirsi in rapida sequenza. Che siano tutte davvero de semplici suicidi? E allora come mai ai cadaveri mancano piccoli frammenti di pelle?

Il Male è dovunque, anche dentro coloro che cercano ogni giorno di combatterlo.
Troppi segreti, troppe ombre dividono i protagonisti.
La loro scelta di difendere la legge si rivela ogni giorno più difficile. Infatti il lavoro li mette costantemente alla prova, perché quando hai incontrato il Male, lui cammina con te. E non lascia spazio a nessuno.

Con questo thriller, MO HAYDER, proprio come Frea, la sua protagonista, sfida gli abissi, anche se però si addentra in quelli della mente, quelli dove abita il Male, che è pronto a sconvolgere e terrorizzare una tranquilla cittadina affacciata sul mare. 

giovedì 23 aprile 2015

Il ragazzo in soffitta di Pupi Avati



Avevo grandi aspettative per questo romanzo, da quando ho saputo che il famoso regista, produttore e sceneggiatore cinematografico, Pupi Avati, aveva intenzione di scriverlo. Ho atteso pazientemente.

Quando ho appreso il titolo, IL RAGAZZO IN SOFFITTA, ho iniziato ad immaginare quale poteva essere la trama e un po', chissà perché, ho ricordato quel suo film cult  "La casa dalle finestre che ridono" e ho atteso qualche vicenda in quello stile horror e noir. Leggendolo, però, ho trovato molto di più: un romanzo che è semplice e complesso nello stesso tempo, con tanto da trasmettere per far riflettere sulla società contemporanea e sulle umane fragilità. Ci sono valori e ambiti positivi (come amicizia e amore, bellezza e musica), ma anche tutto il contrario (ambizione, follia, dolore, ossessione, deformità sia fisica che dell'anima, morte). Le mie aspettative non sono state affatto deluse, ma letteralmente ribaltate dalle continue sorprese e cambi di rotta nella narrazione che questo romanzo riesce a orchestrare, appassionando e sconvolgendo chi ne intraprende la lettura.

Il romanzo narra due storie, in anni e città italiane diverse, Bologna e Trieste, destinate a confluire in un presente che è quello mediatico di oggi, dove si è costantemente alla ricerca di un mostro da sbattere in prima pagina, cui addossare il brutto e il male.

Al centro di tutto, la storia della nascita di una grande amicizia tra due ragazzi completamente diversi, Dedo e Giulio, che affrontano eventi più grandi di loro, risalenti ad un lontano ed indicibile segreto del passato, fatto di depravazione e morte. Facendo riaffiorare, nel presente, un male celato nell'oscurità dell'oblio, la luminosa e spensierata situazione di partenza viene irrimediabilmente modificata in peggio. Tutto diventa tetro, pericoloso, malato. I due amici sono inevitabilmente destinati a rimanerne travolti.

Il romanzo, un noir che procede con un climax crescente di suspense, risulta vincente grazie all'alternanza delle vicende e alla mescolanza tra eventi indicibili e storie di banale quotidianità, narrate con uno stile fluido, scorrevole e attuale.

È un capolavoro destinato a fare scuola, con personaggi che ti restano dentro. L'ambientazione ristretta della soffitta, buia, stretta e invivibile, è una metafora perfetta della condizione esistenziale dei personaggi più riusciti. 

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Compresi che l'ordine, a lungo andare, si ristabilisce da solo intorno alle cose (Raymond Radiguet)

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