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mercoledì 11 aprile 2012
domenica 30 ottobre 2011
Perché leggere Il ritratto che urla
Ecco, Cari Amici Blogger, il titolo che avrei voluto dare alla recensione su Il mio libro.
Il libro "Il ritratto che urla" è di Edi Guselli e a Pupottina è piaciuto moltissimo. Lo trovate QUI. Anche se è strano non trovarlo in libreria, dove non tutto è allo stesso livello.
VOTO 9
Il libro di Edi Guselli veniva presentato come un genere giallo-noir,
per molti aspetti, simile ai film di Dario Argento ed, in effetti, lo è, ma
rapportabile solo a quelli più riusciti, ai grandi capolavori del regista
italiano. Leggendolo, infatti, sembra di veder scorrere le sequenze di un suo
film, ma la storia è comunque originale, pur contenendo tutti gli ingredienti
del genere giallo classico, ma non rimandando a niente di già conosciuto.
La storia è molto intricata, con una trentina di personaggi che vengono
progressivamente decimati da un efferato serial killer, il quale sembra agire
per pura follia, ma che, come tutti, ha un movente ben preciso, unito ad una
forte dose di sadismo, che rende raccapriccianti le sue gesta.
A svolgere le indagini è il classico ispettore dai metodi poco
ortodossi, al di sopra delle regole, che vive e lotta affinché giustizia sia
fatta. Vuole a tutti i costi fermare il serial killer, ma è vulnerabile, perché
la sua vita lo ha reso tale, portandolo a chiudersi dietro una corazza.
Tuttavia, il personaggio affronterà progressivamente un’evoluzione, che lo porterà ad aprirsi verso gli altri, mentre il serial killer non
lo perderà d’occhio, studiando le sue mosse.
In questo giallo, ogni cosa è come dovrebbe essere e non manca niente.
Anche le descrizioni sono funzionali e non appesantiscono o rallentano
l’azione: il tutto è distribuito e dosato alla perfezione.
Il libro è davvero ben scritto, con uno stile scorrevole che cattura da
subito, e la trama non è per niente banale o scontata. Il finale è sorprendente.
Pupottina è entusiasta di “Il
ritratto che urla” e lo consiglia a chi ama il genere o a chi ha voglia di
provare un brivido tutto italiano.
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