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La ragione dei sensi
Sherlock Holmes e il Signore della notte
Addio è solo una parola
All'improvviso la scorsa estate
La stagione degli innocenti
Scia di morte. L'ultimo viaggio della Lusitania
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
I piaceri della notte
Nessun ritorno
Campari a colazione
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mercoledì 3 giugno 2015

Il segreto degli angeli di Camilla Läckberg


Ottavo romanzo e ottavo omicidio per la coppia investigativa Erica Falck e Patrick Hedström.

Ormai sono una coppia felice anche nella vita: lei, scrittrice di successo; lui, poliziotto presso il locale commissariato; una figlia e due gemelli, tutti al di sotto dei quattro anni.

La loro routine quotidiana si mescola agli efferati omicidi che avvengono tra i fiordi.

Ancora una volta, l'ambientazione, suggestiva e privilegiata, è Fjällbacka, nell'arcipelago svedese.

In quest'indagine, IL SEGRETO DEGLI ANGELI, come in tutti i gialli di Camilla Läckberg, i misteri si sovrappongono e le storie dei personaggi si intrecciano nel presente e nel passato.

Se la coppia Erica e Patrick è in perfetta armonia, sua sorella Anna e Dan non se la passano più tanto bene e così pure i personaggi secondari protagonisti di questa intricata indagine.

Fjällbacka
Lei, Ebba, ne ha passate tante, ma è intenzionata a ricominciare daccapo e vuole farlo con suo marito, anche se è veramente difficile stargli vicina. Fanno ritorno a Valö, la splendida isola dell'infanzia di Ebba, affacciata sulle casette bianche e le rocce scoscese di Fjällbacka, nell’idillio dell’arcipelago svedese. Con suo marito, vuole impegnarsi nel progetto comune di rimettere a posto la colonia che le appartiene e che non ha più rivisto dal giorno in cui, una vigilia di Pasqua di molti anni prima, il 1974, la sua famiglia scomparve nel nulla, lasciando dietro di sé solo una tavola apparecchiata a festa e una bambina di un anno che vagava smarrita.

La scrittrice Camilla Läckberg
Nessuno fu mai in grado di stabilire cosa fosse realmente accaduto e cosa ne fosse stato di quella famiglia, apparentemente normale, come tante altre.

Anche questo è un mistero che da sempre stuzzica la curiosità di Erica Falck, la quale, ora che Patrick se ne deve occupare, è entusiasta all’idea di poter riprendere in mano la sua personale indagine su quell’oscura storia.

Ebba è in pericolo: qualcuno vuole farle capire che deve assolutamente allontanarsi da Valö.

C'è un segreto da scoprire, mescolato a violenza e rancore, e qualcuno teme che possa venir rivelato.

Patrick non la vorrebbe tra i piedi, ma Erica riesce sempre ad escogitare qualcosa per non rimanere in disparte.

Inoltre, la storia di Ebba non è legata soltanto a quell'evento, ma anche ad una sua antenata, la quale, all’inizio del secolo scorso, a Fjällbacka venne soprannominata "la fabbricante di angeli" a causa dei suoi riprovevoli crimini.

Questi sono tutti i punti di partenza da cui si dipana un interessante intreccio, seguendo la scia di sangue lasciata dagli eventi, pronta a macchiare le acque incontaminate dei fiordi.

Coppia investigativa, Erica Falck e Patrick Hedström


C'è davvero tanto in questo nuovo, sempre molto complesso, ottavo thriller della Läckberg, che mescola efferati delitti a sereni ritratti di famiglia. La Läckerg, però, ci insegna che c'è sempre qualcosa che va oltre le apparenze. Nonostante la trama avvincente, che unisce eventi di fantasia a fatti di storia svedese, i misteri sono talmente tanti che qualcuno resta in sospeso. Forse è una strategia narrativa della Läckberg che ha già delle idee per un prossimo romanzo. Nel frattempo, tiene accese su di sé tutte le aspettative del suo pubblico di lettori, desidero di metterne insieme i tasselli nella prossima indagine.

Ho letto questo giallo con l'obiettivo di immergermi nel suo universo creativo al fine di seguire al meglio la serie tv "Omicidi tra i fiordi", ispirata ai suoi romanzi e prossimamente in onda su Laeffe, a partire dal 9 giugno 2015.

venerdì 17 gennaio 2014

BRAMA di Arne Dahl

Un nuovo filone di thriller che va a indagare questioni scottanti e di rilevanza e importanza internazionale. 
 
BRAMA di ARNE DAHL è decisamente un thriller poliziesco innovativo e che va a guardare e scrutare temi caldi, che superano i confini dello Stato d’origine per allargarsi in ogni dove la criminalità organizzata riesca a spingersi, ossia a perdita d’occhio nella globalità del Pianeta.

La serie investigativa parla di personaggi interessanti che fanno parte di una nuova unità di polizia segreta, un gruppo, una squadra, variegata nelle conoscenze e competenze proprio perché deve saper indagare dove gli altri non possono, scovare il marcio ovunque si trovi.

Nel romanzo si parla della nuova, segretissima unità operativa OpCop dell’Europol, un gruppo scelto di polizia europea che si trova ora ad affrontare la sua prima tortuosa ed intricata indagine.


Insieme all’ispettore Arto Söderstedt, c’è tutta la sua squadra e due crimini apparentemente non collegati, come un uomo asiatico investito da un’auto e una donna ritrovata cadavere in un parco, si rivelano esserlo in modo incontrovertibile.

Un unico filo conduttore si estende dall’Asia all’America, passando per l’Europa, coinvolgendo gruppi malavitosi di ogni Paese. E' una faccenda per l'unità investigativa OpCop, chiamata in causa da messaggi nascosti sulle vittime. L’unità OpCop, infatti, è nata proprio per sconfiggere la criminalità internazionale.

BRAMA è un romanzo che si dipana in un crescendo di azione, coinvolgendo le tecnologie e le modalità investigative più avanzate. È un romanzo per riflettere su come la criminalità non abbia confini.




 

mercoledì 4 dicembre 2013

Dal 15 gennaio, BRAMA di Arne Dahl - Il crimine non ha nazionalità

Una nuova serie che ha fatto definitivamente entrare 
Arne Dahl nella cerchia dei più quotati 
autori di crime al mondo

Arne Dahl

Brama

DAL 15 GENNAIO IN LIBRERIA


Una nuova serie che ha fatto definitivamente entrare Arne Dahl nella cerchia dei più quotati autori di crime al mondo.

Tradotto in oltre 25 lingue, con 500.000 copie vendute del solo primo episodio nei paesi scandinavi e in Germania.

Attuale, ironica, ingegnosa, penetrante: questa serie è lo specchio del nostro tempo.

Il crimine non ha nazionalità.
I tentacoli del male non conoscono frontiere e si estendono ovunque.
Una nuova unità operativa top-secret dell’Europol con sede all’Aia.
La chiamano Op Cop.
Un gruppo con connessioni in tutta Europa guidato dallo svedese Paul Hjelm.
Il suo obiettivo è sconfiggere la criminalità internazionale.

Le ultime parole che un giovane cinese sussurra nell’orecchio dell’ispettore Arto Södersedt prima di morire sono quasi incomprensibili. Ma decisive. Poco dopo, in un parco di Londra viene ritrovato il cadavere di una donna. Sul corpo porta un messaggio diretto all’unità operativa dell’Europol. Da Stoccolma all’Inghilterra, qual è il nesso tra i due delitti? Una cosa risulterà presto evidente a tutti gli investigatori coinvolti: l’estensione del crimine su cui indagano è tale da lasciare anche i più esperti tra loro senza fiato. Avidità, corruzione e brama di potere sono sempre gli stessi. Ma ora si estendono su una scena molto più vasta.

Un thriller trascinante, esplosivo, e spaventosamente realistico

«Questo è molto più di semplice intrattenimento. Arne Dahl getta lo sguardo al futuro dell’Europa e ci presenta un imponente sistema di sicurezza che non conosce più frontiere» Der Tagesspiel

«Dahl affronta i grandi temi globali, e lo fa come nessun altro sa fare» Die Zeit

Arne Dahl, tra i cinque candidati all’European Crime Fiction Star Award per il suo diffuso riconoscimento internazionale, è lo pseudonimo di Jan Arnald (1963).
Editor, scrittore, critico letterario, a Stoccolma collabora con l’Accademia di Svezia e cura una rubrica sul «Dagens Nyheter».
Autore di romanzi e racconti, ha raggiunto le classifiche internazionali con la serie del Gruppo A, di cui Marsilio ha pubblicato quattro episodi.

lunedì 19 agosto 2013

Messaggi affidati alle bottiglie

Tempo fa ho ascoltato una notizia triste che voglio condividere con voi. Una ragazza ha scritto un messaggio per sua madre e lo ha affidato ad una bottiglia. A distanza di 10 anni, la bottiglia è stata ritrovata e, viste che erano inserite le generalità della destinataria, è stata consegnata alla madre della ragazza. Quando è stata scritta, mai è poi mai, la ragazza avrebbe immaginato la sua sorte. Il suo messaggio trasmetteva tutto l'amore che provava per la donna che l'aveva messa al mondo.
La madre non sapeva niente di quel messaggio scritto dalla figlia e che riportava anche la data di stesura. Quel messaggio ha aiutato la donna a ritornare a vivere, superando il dolore che sua figlia fosse morta due anni prima in un incidente stradale. La madre ha voluto condividere la sua esperienza con il mondo intero per trasmettere un messaggio d'amore, così come la figlia aveva affidato, quasi per gioco, il suo ad una bottiglia abbandonata nel mare.
Di messaggi nelle bottiglie è piena la letteratura e la cinematografia. Voglio lasciare da parte quelli già noti e parlarvi di un libro che ho letto in anteprima una settimana fa.
Ecco un brano. Non iniziale, ma che sento di voler condividere con voi perché trasmette in generale il senso di quello che è il mio post.

"A quel punto si produsse un cambiamento spettacolare. A provocarlo furono le parole "messaggio in una bottiglia". Come se quelle parole si fossero sigillate dentro di lui, nel fondo della sua coscienza. Forse in tutti quegli anni non aveva fatto altro che aspettare che qualcuno le pronunciasse. Forse era una parola d'ordine, la chiave di tutti gli enigmi che si agitavano dentro di lui." Jussi Adler-Olsen da "Il messaggio nella bottiglia"

Verrà pubblicato a partire dal 18 settembre 2013.

Leggi QUI  e QUI per saperne di più.
Leggi QUI per sapere la mia opinione in anteprima.

lunedì 12 agosto 2013

Il messaggio nella bottiglia di Jussi Adler-Olsen (Recensione in anteprima)

RECENSIONE 
IN ANTEPRIMA

IL ROMANZO VERRA' PUBBLICATO IL 18 SETTEMBRE 2013 E DI TUTTE LE NOVITA', RELATIVE AL ROMANZO, AI PRECEDENTI E ALLO SCRITTORE, LE TROVATE qui


LA MIA RECENSIONE 
Ancora una volta, si resta intrappolati nella storia e nello stile inconfondibile di Jussi Adler-Olsen che non smentisce la sua destrezza narrativa, nemmeno nel terzo romanzo thriller della serie Sezione Q, dove il detective Carl Mørk indaga sui cold case, insieme alla sua squadra formata da Assad e Rose.
Il messaggio nella bottiglia è un thriller paragonabile a una vera e propria bomba di adrenalina, partendo dalla situazione angosciosa di partenza: un ragazzino, sconosciuto e spaventato a morte, scrive con il proprio sangue un messaggio, lo mette in una bottiglia, la sigilla con il catrame e ne affida il contenuto al mare e a degli ignoti destinatari nella speranza che gli siano d’aiuto. Una serie di eventi, a distanza di molti anni, fanno giungere il messaggio nella bottiglia sulla scrivania di Carl Mørk, che il pubblico dei lettori ha già imparato a conoscere e ad apprezzare. Scettico come sempre, Carl Mørk fatica sempre un po’ a farsi coinvolgere da un caso, ma a spronarlo e ad indirizzarlo nella giusta direzione per decifrare quel misterioso ed agghiacciante messaggio, consumato dal tempo, sono sempre il suo collaboratore, Assad, intuitivo, imprevedibile e simpaticissimo, e la sua, strana e dark, segretaria Rose.
Non c’è niente di facile. L’indagine è complessa, sempre avvincente, esplosiva e non subisce rallentamenti. Il colpevole è misterioso e lucido nel suo modo d’agire e di programmare le sue atrocità. A suo modo, anche l’omicida ha un suo fascino, un mistero che lo avvolge, e sembra essere così bravo e metodico, da non lasciare indizi o tracce per poterlo identificare. Così bravo che di lui non si conoscono nemmeno i crimini.
Jussi Adler-Olsen è stato bravo, sino ad ora, dopo La donna in gabbia e Battuta di caccia, a scrivere thriller in serie, uno diverso dall’altro e ognuno a suo modo speciale. Stupendi nel loro modo di attrarre i lettori più esigenti del genere, nel modo di raccontare le vicende, intricate e all’apparenza insolubili, alternando efferatezza di azioni a umorismo di battute. Assad è la nota di simpatia sempre onnipresente nell’indagine, ma è anche lo snodo nelle situazioni più complicate. Pur essendo così simpatico, Adler-Olsen ce lo tiene, ancora in parte, avvolto nel mistero, ma lo ha reso una spalla indispensabile per Carl Mørk.
Questo romanzo è anche pieno di donne interessanti. Ritroviamo la stramba segretaria Rose, che abbiamo conosciuto nel secondo romanzo della serie, e altre tre donne che si rivelano eccezionali, nonostante le avversità, e i loro nomi sono Mia, Isabel e Rakel, figure femminili che riescono a rimanere memorabili.
Jussi Adler-Olsen ha sapientemente scritto anche il terzo romanzo della serie Sezione Q, destreggiandosi fra atti criminali, violenza, amori indecifrabili e approfonditi ritratti psicologici. Ancora una volta, ha saputo fare centro. Il messaggio nella bottiglia è un thriller fantastico da non lasciarsi sfuggire. 
VOTO 10+ 
.
I thriller della serie
 
Primo romanzo della serie SEZIONE Q
Secondo romanzo della serie SEZIONE Q

Se non avete ancora iniziato questa serie, 
dovete farci un pensierino.

venerdì 2 agosto 2013

Il messaggio nella bottiglia

Jussi Adler-Olsen
IL MESSAGGIO NELLA BOTTIGLIA
 


Edizione d’Anteprima
In libreria dal 18 settembre 2013!

Una serie da cinque anni ai vertici delle classifiche internazionali
Più di dieci milioni di copie vendute nel mondo

«Lo scrittore danese ritorna con l’attesissimo nuovo caso della trascinante serie su Carl Mørck e la sua Sezione Q» the new york times

Dopo aver galleggiato sulle acque del mare per chissà quanto tempo, una bottiglia che racchiude un vecchio messaggio finisce sulla scrivania dell’ispettore Carl Mørck. Un grido di aiuto scritto con il sangue: due fratelli imprigionati chiedono di essere liberati. Chi sono i due ragazzi, e perché nessuno ne ha denunciato la scomparsa? Potrebbero essere ancora vivi? Carl Mørck e il suo assistente siriano Assad dovranno usare tutte le risorse disponibili per svelare la spaventosa verità che le onde del mare hanno trascinato alla deriva troppo a lungo.

«Jussi Adler-Olsen è il futuro del crime» der spiegel

«La serie della sezione Q di Carl Mørck è diversa e ne diventerete dipendenti»  the times


Jussi Adler-Olsen (Copenaghen, 1950) è l’autore danese più venduto nel mondo. Dopo aver studiato. medicina, sociologia, scienze politiche e comunicazione, ha svolto i lavori più vari: redattore di riviste e fumetti, coordinatore del movimento per la pace danese, caporedattore di settimanali e trasmissioni televisive. Ora è scrittore a tempo pieno e i suoi libri hanno conseguito importanti riconoscimenti internazionali. Con Marsilio ha pubblicato i primi due romanzi della fortunatissima serie della Sezione Q, La donna in gabbia – da cui è stato tratto un film prodotto dalla casa di produzione Zentropa di Lars Von Trier, il cui lancio internazionale è previsto per ottobre 2013 - e Battuta di caccia.

domenica 23 giugno 2013

L'invisibile di Puntus Ljunghill

Un bel giallo alla svedese maniera, con un inizio strepitoso e il profilarsi di un’indagine che non riesce ad approdare a molto, fino all’inaspettato e fulminante finale. È sicuramente un romanzo ben scritto e la strategia narrativa punta proprio sul sorprendente finale.  

Pontus Ljunghill in L’Invisibile ha scelto di narrare la storia su due piani temporali diversi, quello dell’omicidio e dell’indagine e quello, a distanza di anni, quando il detective, ormai pensionato, si trova a ricordare quella particolare vicenda criminale per assecondare il lavoro di un giornalista che si occupa di crime story del passato. Una sorta di cold case con un leggendario detective che non riesce ad abbandonare un caso irrisolto. 

Un’indagine, ambientata negli anni Venti e che, di conseguenza, non possiede la complessità scientifica delle squadre di CSI e delle mirabolanti riprese audio-video, ma si basa di quel lavoro poliziesco classico, costituito da interrogatori, indizi, alibi e testimoni.
Misterioso e, per suo stesso volere, “invisibile”, l’assassino agisce sotto gli occhi di probabili testimoni che non notano la sua presenza. È un bel personaggio, una mente criminale descritta a tutto tondo e che appare da subito interessante agli occhi del lettore.
Un romanzo d’esordio riuscito. 
Una detective story classica in un’ambientazione d’epoca molto suggestiva. 
Una lettura piacevole.

venerdì 20 luglio 2012

Battuta di caccia di Jussi Adler-Olsen

Mai un titolo è stato più appropriato per un libro. Battuta di caccia, il secondo romanzo della serie dedicata alla Sezione Q di Jussi Adler-Olsen (pubblicato con Marsilio GialloSvezia), è un thriller che infiamma di curiosità la mente e fa entrare il lettore nella crudele ottica del cacciatore, non solo di animali, ma anche di vite umane, il killer perfetto, senza coscienza e rimorsi, presentando dei protagonisti che vivono esistenze tanto vuote da aver bisogno di brividi insani.
Il primo libro della serie, La donna in gabbia, era già stato una scoperta (VediQUI). Il secondo non è solo una conferma, ma la nascita di una nuova passione, quella per i libri del danese Jussi Adler-Olsen che, nello scrivere storie thriller, non è solo bravo come lo svedese Stieg Larsson (cui viene paragonato), ma lo ha anche superato. Mentre Larsson, dopo il caso del primo romanzo, ha focalizzato i seguenti due libri soprattutto sulle vicende personali e intime dell’ineguagliabile protagonista Lisbeth Salander, Adler-Olsen, dopo lo strepitoso successo del caso che vedeva come vittima Merete Lynggaard, La donna in gabbia, riesce a immaginare un’altra storia altrettanto efferata e follemente brutale che riesce a volte anche a commuovere, esattamente come era accaduto per il primo romanzo.
Le quasi 500 pagine di Battuta di caccia si leggono che è un piacere forse anche perché affiancano parti ad alta tensione ad altre in cui l’ormai inconfondibile comicità di Adler-Olsen lascia nel lettore un senso di conforto. Nonostante le sue storie narrino vicende caratterizzate dall’orrore, vedendo fino a che punto un uomo può arrivare ad infliggere dolore ad un altro essere umano, Adler-Olsen riesce grazie al suo personale stile narrativo a rivelare di volta in volta al lettore quel tanto che è indispensabile ad accendere la curiosità senza anticipare quello che accadrà dopo, tenendo vivo l’interesse e conducendo il lettore in una caccia al cattivo che l’ha fatta franca nel passato. Sì, perché vi ricordo che la Sezione Q è quella che indaga i casi freddi o “cold case”.
Il senso cui il libro, romanzando una storia gialla ambientata a Copenaghen aspira, è farci conoscere ciò che passa in una mente folle, sadica, sanguinaria.
Tutto inizia con un prologo con una scena di caccia. Qualcuno scappa in un bosco sperando che “loro” riescano a perdere le sue tracce, ma è terribilmente difficile quando si hanno le mani legate. I brevi capitoli successivi delineano altri personaggi che vivono esistenze contrastanti, chi nel lusso e chi nella povertà. Ma qualcosa, nel passato, accomuna le loro vite.
Premere il grilletto dava loro una soddisfazione che poteva durare molti giorni. Guadagnavano milioni, ma quello che li faceva sentire vivi era uccidere.
Ecco la trama ufficiale: Sono passati vent'anni da quando i corpi martoriati di due ragazzi, fratello e sorella, sono stati ritrovati nella loro casa di vacanza, nel nord della Danimarca. Le indagini della polizia conducono a un gruppo di studenti ospiti di un collegio molto esclusivo nelle vicinanze. Ma le prove a loro carico non sono sufficienti, e il caso viene archiviato. L'incartamento finisce sulla scrivania di Carl Mørck, e il capo della Sezione Q per i "casi di speciale interesse" ben presto si rende conto che tra quelle pagine c'è qualcosa di molto, molto sbagliato. Con l'aiuto di Assad, suo misterioso assistente siriano, Mørck comincia un'indagine attraverso le gerarchie della società, dal più disperato dei barboni della stazione fino agli uomini ai vertici del potere. La caccia è cominciata.  
VOTO 10+

Chi non ha letto questo libro ed ha intenzione di farlo, non continui a leggere, perché nel commento di seguito, Pupottina svelerà molte parti, unicamente per stimolare un dibattito con chi lo ha già letto.

Nel romanzo, cacciatori sono un po’ tutti i personaggi a loro modo: il detective Carl Mørk, quando segue una pista; Assad, il suo fedele e misterioso aiutante, quando, come un segugio, cerca un sospettato; Rose, la sua nuova e impertinente collaboratrice, quando va a caccia di notizie che riguardano il passato; Mona Ibsen, psicologa della polizia, mentre cerca di recuperare il sommerso nella coscienza di Carl Mørk; Hardy Henningsen mentre è a caccia di motivi e stimoli che gli diano la forza di vivere; e soprattutto il o i cattivi di turno, quando programmano una battuta di caccia in cui la vittima ancora non sa di essere tale. Da un omicidio del passato, man mano che l’indagine procede, le cose si fanno sempre più interessanti e le scoperte sempre più agghiaccianti, terribili. Non c’è una sola storia di sangue da scoprire ma svariati atti criminali. Una storia così la poteva scrivere ottimamente solo Jussi Adler-Olsen che ci sta abituando ad uno livello alto con i suoi superbi thriller. Come ogni gruppo, anche quello dei cresciuti ragazzi del collegio di un tempo ha un’infinità di segreti da nascondere, nel passato come nel presente, e la narrazione procede con colpi di scena ben dosati e nel punto giusto dell’intreccio. L’orrore si percepisce senza morbosità e la follia comune è l’elemento dominante di un gruppo che ha perso col tempo la sua unità. La battuta di caccia si trasforma, di pagina in pagina, in un’esperienza dove i cattivi sono in lotta fra loro, mentre la squadra dei buoni, quella del team di Mørk, cerca di capire e fermare i possibili eventi a catena. Ma, quando il pericolo è troppo vicino, può capitare di ritrovarsi in trappola. Il finale non vi deluderà, ma, anzi, renderà ancora più adrenaliniche pure le ultime pagine, dove l’imprevisto e il cambio di rotta sono sempre possibili. Nemmeno l’epilogo riuscirà a saziarvi. Di un autore così non ci si appaga. Si vorrebbe che i libri potessero essere davvero tutti così e non si può far altro che aspettare con impazienza una nuova indagine di Carl Mørk adesso che sembra stia per cambiare qualcosa.


Voi, l'avete letto? Vi è piaciuto?


Tenete d'occhio i romanzi della Serie SEZIONE Q !!!

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Compresi che l'ordine, a lungo andare, si ristabilisce da solo intorno alle cose (Raymond Radiguet)

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