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mercoledì 20 agosto 2014

I pericoli di Sherlock Holmes di Loren D. Estleman

Spesso ci chiediamo se è veramente possibile mettersi nei panni di qualcun altro. Leggendo I PERICOLI DI SHERLOCK HOLMES, si ha questa sensazione. È come se LOREN D. ESTLEMAN ci fosse riuscito nella missione impossibile di sentirsi un po’ Sir Arthur Conan Doyle. Impossibile non chiedersi come abbia fatto.

Nel genio di Estleman c’è un po’ dell’arte creativa e narrativa di Conan Doyle.

Da appassionato lettore di racconti e romanzi di Sherlock Holmes, è riuscito a ricreare tra le sue pagine quella che è l’essenza del celebre personaggio di Conan Doyle. È come se i racconti, contenuti in I PERICOLI DI SHERLOCK HOLMES, li avesse scritti il famosissimo scrittore di Edimburgo.

Questi racconti sono così perfetti da essere degni di Arthur Conan Doyle. Anzi, leggendoli, si ha come la sensazione di ritrovarsi a leggere proprio una sua opera, ritrovata misteriosamente, dopo anni di anonimato. È una raccolta straordinaria, eccezionale. Come sentenzierebbe Conan Doyle, forse, quando parlano di Estleman, “dicono che il genio consiste in un’illimitata capacità di avere cura dei dettagli” e lui ci è davvero riuscito. “Nulla è insignificante per una mente superiore”.

La sua raccolta è così perfettamente simile alle opere originali che è stata approvata anche dall’associazione culturale del patrimonio di Arthur Conan Doyle.

Ben fatto, Estleman!

martedì 29 luglio 2014

I PERICOLI DI SHERLOCK HOLMES

Dopo Sherlock Holmes contro Dracula e Lo strano caso del Dr Jekyll e Mr Holmes torna finalmente LOREN D. ESTLEMAN, il Maestro della Riscrittura sherlockiana con...

I PERICOLI DI SHERLOCK HOLMES
La prima raccolta di racconti sul Grande Detective scritta da un singolo autore a essere pubblicata, dopo Il taccuino di Sherlock Holmes di Sir Arthur Conan Doyle (1927)
(EAN 978-88-98172-34-4, titolo originale The perils of Sherlock Holmes 2012,16 €, pp. 205. Traduzione di Serena Maccotta)
Testo approvato dall’associazione del patrimonio letterario di Arthur Conan Doyle
Di solito, quando uno scrittore spiega il suo interesse per Sherlock Holmes, comincia parlando di com’è stato il primo incontro con lui. Io non potrei farlo, poiché non riesco a ricordare un momento della mia vita in cui in qualche modo non lo conoscessi già. Nel ricco assortimento di immortali personaggi della letteratura, me ne vengono in mente solo quattro che siano riusciti a guadagnarsi una definizione nel dizionario. “Creare un Frankenstein”, essere definiti “un vero Jekyll e Hyde”, o chiamare qualcuno “Sherlock” non richiedono una spiegazione dettagliata, nemmeno tra i non madrelingua inglese. (Per quanto riguarda Jekyll e Hyde, però, si presenta il dilemma se poterli considerare due personaggi o uno solo).
Sherlock Holmes è un’icona del tutto indipendente, un’icona che supera ogni limite: classi sociali, generazioni, confini geografici.

Da “Nei panni di Holmes”.
Sherlock Holmes incontra il famoso esploratore Richard Francis Burton e lo aiuta a recuperare una pergamena rubata contenente i segreti delle piramidi; in un gelido fine Dicembre, il Nostro viene interpellato da un avido banchiere il cui sonno notturno è funestato da tre spettri; un tizio chiede l’assistenza del geniale investigatore poiché vittima di una macchinazione orchestrata da Fu Manchu, il principale trafficante di oppio cinese attivo a Londra; Holmes e Watson viaggiano nel West americano imbattendosi nello sceriffo Wyatt Earp e nel pistolero Doc Holliday, quest’ultimo in attesa di essere impiccato per un omicidio che non è sicuro di aver commesso, in quanto troppo ubriaco per ricordarlo; Holmes è alle prese con il complotto sinistro di un assassinio progettato per far precipitare l’Europa degli inizi del XIX secolo in guerra; un Watson, membro del gruppo di medici dell’ospedale San Porfirio di Battersea, all’avanguardia quanto al trattamento delle malattie mentali, trascina Sherlock Holmes nel caso di un paziente convinto di essere il diavolo; dietro alla collocazione circolare dei grossi megaliti di Stonehenge si cela una grande verità sulla civiltà umana che Holmes è chiamato a decodificare
Dalla penna di uno dei decani dell’apocrifìa sul Grande Detective, sette racconti in cui ritrovare appieno l’ingegnosità che ci si aspetta da un’autentica avventura sherlockiana, oltre che un’inconfondibile atmosfera vittoriana.
Al solito a Estleman non manca il gusto per il pastiche, ed ecco dunque il Nostro e il suo sodale John H. Watson (detentore, come di consueto, della prospettiva narrativa) confrontarsi con personaggi realmente esistiti (Wyatt Earp e Doc Holliday, Sir Richard Francis Burton) e no (le figure letterarie Fu Manchu, creata dallo scrittore Sax Rohmer, e il memorabile Ebenezer Scrooge dickensiano) in un potpourri frizzante suspense, humour e, talvolta, soprannaturale in omaggio al Doyle spiritista.
Ad arricchire la raccolta, una commedia breve che prende in giro con affetto sommo la figura dell’insostituibile Watson e tre saggi. Quello di apertura – d’incisiva classe – in cui l’autore sviscera i motivi che lo hanno portato a inventare nuovi casi sherlockiani; uno scritto sulla rappresentazione del dottor Watson nel cinema; e una dissertazione secondo cui l’Ombra, ossia quel lato oscuro che ciascun uomo porta dentro di sé, potrebbe avere le sembianze di Sherlock Holmes, personaggio che resta quanto mai complesso e sfaccettato.
Chiude un elenco di letture consigliate che ha il rischio di rendere un lettore casuale delle avventure di Sherlock Holmes in un vero e proprio fanatico.
Loren D. Estleman: nato nel 1952 ad Ann Arbor (Michigan), laureato in Letteratura inglese e Giornalismo e ha pubblicato più di 70 libri e centinaia di racconti e articoli, e può vantare traduzioni in 27 lingue. Considerato una vera e propria autorità nella western-fiction e nella detective-story, ha collezionato 17 vittorie e decine di nomination nei più importanti premi “di genere”, compreso il National Book Award e il Mystery Writers of America Edgar Allan Poe Award. Ha collaborato con The New York Times e il Washington Post. Profondo conoscitore del Canone holmesiano (tutte le opere di Arthur Conan Doyle con Sherlock Holmes protagonista), e membro della Società holmesiana “Gli Irregolari di Baker Street”, Estleman ha scritto gli apocrifi Sherlock Holmes contro Dracula (1978, Gargoyle 2008) e Lo strano caso del Dr Jekyll e Mr Holmes (1979, Gargoyle 2009), contrapponendo il più grande investigatore della fiction a quelli che definisce “i più famosi super-cattivi della letteratura vittoriana”: Dracula e Mr Hyde. 

Hanno detto:
Una raccolta eccezionale. New York Review of Books
 
Una lettura entusiasmante e divertente. Se vi piacciono le avventure di Conan Doyle, qui ce n’è a sufficienza per stimolare, pagina dopo pagina, il vostro personale ragionamento deduttivo. BookPleasures.com
 
I lettori che apprezzano la rappresentazione classica del Grande Detective godranno di questa raccolta. La stringatezza delle storie e dei saggi rema a favore e della tensione narrativa nonché dell'abilità d'intreccio e degli argomenti. Si viene trasportati in un altro tempo e in un altro spazio, in quello che si rivela un omaggio riuscitissimo al mito di Sherlock Holmes. Pop Culture Guy Blog
 
La partigianeria di Estleman verso Watson è talmente ben espressa da risultare inoppugnabile.
BestofSherlock.com

È come se tra Estleman e Doyle ci fosse un ideale cordone ombelicale che permette alle storie di Sherlock Holmes e Mr Watson di rinnovarsi da un secolo all’altro. Sara Prian - La Voce di Venezia 

mercoledì 5 dicembre 2012

Ora in libreria ... idee regalo

THE GEMINI VIRUS - WIL MARA
Gargoyle Extra, 14.90 €, pp. 304
Uno dei più convincenti romanzi apocalittici degli ultimi tempi.
E se la fine del mondo, attesa per il prossimo 21 dicembre 2012, fosse causata da un virus letale?
“Non poteva fare a meno di pensare all’infezione come a un’entità vivente, che respirava e si muoveva avidamente da una città all’altra […] L’infezione era una creatura e il suo progetto era quello di diffondersi in lungo e in largo con lo scopo di uccidere quante più persone possibile.”
Negli Stati Uniti del Presidente Barack Obama, si diffonde improvvisamente un batterio letale. Quella che inizialmente sembrava essere una banale influenza si rivela invece un’infezione mortale
capace di espandersi a macchia d’olio e in poche ore, con effetti devastanti: strade e parchi vuoti, scuole, case, uffici abbandonati, basi militari in quarantena, corpi lasciati a marcire e a disfarsi in ogni angolo. Questo è l’effetto del Gemini Virus; isteria di massa, atroci sofferenze, morte. Inevitabile.
Protagonisti del romanzo sono Michael Beck e Cara Porter, due epidemiologi di professione a cui è stato affidato il compito di rintracciare e debellare il virus, e i coniugi Jensen, che faranno di tutto per proteggere la propria famiglia e sfuggire al contagio mortale. Ed è proprio la scelta della doppia prospettiva a rendere il romanzo ancora più avvincente; se il lettore può immedesimarsi in Dennis Jensen, provare i suoi stessi timori e i suoi stessi dubbi, contemporaneamente non può non sentirsi coinvolto nelle conversazioni e nelle riflessioni, di carattere scientifico, tra i due virologi.
Il romanzo di Mara, insomma, è incredibilmente realistico, non solo per la precisione con cui sa trattare gli argomenti tecnici, ma anche per i suoi risvolti sociali, economici e politici. Le preoccupazioni del Presidente Obama, i sospetti che all’inizio ricadono sull’Iran guidato dal successore di Ahmadinejad, l’allarmismo diffuso dalla stampa nella popolazione e, ancora, la messa in moto della macchina della diplomazia mondiale, tutto questo riporta alla mente il clima di terrorismo e di continua e alta tensione che ha caratterizzato e caratterizza i rapporti internazionali dell’ultimo decennio.


THE HEROES
JOE ABERCROMBIE

Gargoyle Extra, 17.90 , pp. 720
Dall’autore di The First Law, la più raffinata trilogia epic-fantasy degli ultimi tempi, con oltre di 300.000 copie vendute e che Gargoyle comincerà a pubblicare nella primavera del 2013, arriva per la prima volta in Italia, dopo essere stato a lungo atteso dai lettori.
Raccontano che Dow il Nero abbia ucciso più uomini che l’inverno, e si sia fatto strada perconquistare il trono del Nord su un cumulo di teschi. Raccontano che il Re dell’Alleanza non se ne sia rimasto a guardare sorridendo mentre l’altro avanzava con furia crescente. Gli ordini sono stati dati e gli eserciti dei due opposti schieramenti sono alle prese con le terre fangose del Nord. È verso una collina dimenticata da tutti, conosciuta come Gli Eroi, che stanno convergendo migliaia di soldati. Con loro hanno un sacco di metallo affilato…Tre sanguinosi giorni di battaglia decideranno il destino del Nord. Intrighi, debolezze, ostilità e meschine gelosie piagheranno gli eserciti nemici – da una parte l’irreggimentata Alleanza, e dall’altra gli astuti guerrieri del Nord – sfiancandoli ogni giorno di più, ed è improbabile che, alla fine, saranno i cuori più nobili e le armi più potenti a prevalere.
In The Heroes la brutale e realistica cronistoria di un’imponente battaglia lunga tre giorni incontra
l’epic-fantasy.
Per maggiori informazioni: http://www.joeabercrombie.com/

L’INVERNO DELLA PAURA
DAN SIMMONS

GARGOYLE POCKET, € 9.90, pp. 361
Fino a quando il passato può condizionare la nostra vita?
Quanto è labile il confine tra dolore e follia?
Quarantuno anni dopo che ero morto, nel corso di un inverno molto rigido, il mio amico Dale tornò alla fattoria dove ero stato assassinato. Non sono uno spettro, e non so niente dell’aldilà.
Quando ero vivo, non credevo nei fantasmi, nel Paradiso, in Dio o nel fatto che lo spirito possa sopravvivere alla morte per andare incontro alla resurrezione o alla reincarnazione e continuo tuttora a non crederci. Se dovessi descrivere il mio stato d’animo esistenziale attuale, direi che sono una ciste di memoria.
Lo scrittore Dale Stewart torna dopo più di quarant’anni nella natia Elm Haven, cittadina rurale dell’Illinois. L’uomo, oppresso da recenti vicissitudini che lo hanno spinto a tentare il suicidio, ha deciso di trasferirsi a vivere per un periodo nella fatiscente fattoria dei McBride, dove l’amico fraterno Duane, morto in circostanze inquietanti a soli undici anni, viveva col padre. È come se
Dale volesse trarre da quella dimora familiare la linfa necessaria per riprendere la stesura di un romanzo che racconta della memorabile estate del 1960. L’uomo è convinto che concentrarsi sul passato gli permetterà di non soccombere alla devastazione del presente, non immaginando quanto tale aspettativa risulterà errata. Verrà infatti catapultato in un vortice di circostanze sconvolgenti, fra mastodontici cani feroci, minacciosi skinhead, messaggi criptici sul computer...
Un’antica entità maligna è tornata a manifestarsi in tutto il suo orrore.
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LA SPLENDIDA ANTOLOGIA NATALIZIA 
DI APOCRIFI SHERLOCKIANI


UN NATALE IN HOLMES
ANNE PERRY, LOREN D.ESTLEMAN E ALTRI

Gargoyle Pocket, € 9.90, pp. 321

DA OLTRE UN SECOLO, LE INDAGINI DI SHERLOCK HOLMES INCANTANO MILIONI DI LETTORI APPASSIONATI, PER QUESTO CONTINUANO INCESSANTI
Il mancato omicidio di un anziano e facoltoso Colonnello per mezzo di un’enorme e pesantissima campana le cui corde si sono improvvisamente allentate, il furto di uno splendido smeraldo accuratamente riposto nella credenza del salotto di un’accogliente magione, la fastidiosa apparizione di tre spettri ai danni di un ambizioso banchiere, l’indagine attorno all’assassinio di un vecchio Conte italiano, questi e altri ancora i casi che Sherlock Holmes è chiamato a risolvere, assieme al fido Watson, nei giorni di Natale.

Quale vi interessa di più?

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Compresi che l'ordine, a lungo andare, si ristabilisce da solo intorno alle cose (Raymond Radiguet)

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