
A narrare le vicende che iniziano con le percezioni di una ghost story, prima di trasformarsi in serrata
persecuzione, sono focalizzate su due personaggi: la madre Lara e la figlia
sedicenne Bella. Dominante è il punto di vista di Lara, avvolta nei tanti dubbi
e negli impegni stressanti della famiglia.
Al loro arrivo la grande casa di campagna, nella quale alloggeranno per
tutta l'estate, da l'idea di essere un edificio abbandonato, dai contorni
scrostati e deformati dalla calura e dalla mancata ristrutturazione. Lara si
mette subito all'opera per renderla abitabile, avendo il figlio più piccolo che
soffre di svariate allergie. Polvere e muffe dominano nelle varie
claustrofobiche stanze, ma a rendere la casa più inquietante sono la comparsa
di strani oggetti o lo spostamento o sparizione di altri. Inoltre, c'è un cane
che ronza sempre intorno a loro e la reazione della gente del posto quando
scopre in quale casa vivono.
Il paese, poco distante dalla casa, appare una sorta di città fantasma,
diroccata e fatiscente, con pochi strani individui che la abitano e che
entrando in contatto con i componenti della famiglia ne stravolgono le vite.
Non è questa l'America che i Wayland avevano sognato. Ma attraverso le
strade deserte di Trout Island, battute dalla polvere e schiacciate dall'afa,
passa l'ultima possibilità di riscatto per Marcus e Lara. Il loro rapporto in
crisi ha una grande prova da superare.
È un thriller psicologico che analizza le relazioni bilaterali tra i
vari componenti della famiglia. I problemi non sono solo tra Lara e Marcus. Ognuno
nasconde un segreto inconfessabile. Alla fine del romanzo, non tutto viene
risolto magicamente, come nella maggior parte dei thriller. Resta qualcosa di insoluto
e di inconfessabile, forse proprio perché è questo che comporta il pesante
"ricatto del silenzio".