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Dimmi il tuo segreto
Io la troverò
Dove si annida il male
Il confine del silenzio
Tutto ciò che resta
Io so perché canta l'uccello in gabbia
Africa, mon amour
Fiore di fulmine
Amore, Parigi e un gelato al pistacchio
La ragione dei sensi
Sherlock Holmes e il Signore della notte
Addio è solo una parola
All'improvviso la scorsa estate
La stagione degli innocenti
Scia di morte. L'ultimo viaggio della Lusitania
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
I piaceri della notte
Nessun ritorno
Campari a colazione
Per te qualunque cosa


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L'amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande. (Woody Allen)
"Non discutere di cose di letto con tatto e discrezione. Potrei non capire di cosa parli." (L'ispettore Barnaby)

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sabato 14 ottobre 2017

Ho taciuto di Mathieu Menegaux (Bompiani)


È un memoriale, breve, ma toccante, per raccontare una verità dolorosa. Incisivo e fortemente introspettivo, in ogni sua pagina, HO TACIUTO di Mathieu Menegaux è un piccolo capolavoro, un dramma in piena regola, raccontato da una donna coraggiosa, innamorata, del marito e della vita, che decide di superare un'esperienza terribile raccontandosi una bugia fatale.
Claire Beyle è vittima del crimine più odioso che possa capitare ad una donna. Non è colpevole, ma sente di dover sostenere da sola l'insostenibile fardello, che arriva a rovinarle l'esistenza e tutto ciò che ha costruito negli anni. Il suo assordante silenzio, con chiunque la circondi e possa in un qualche modo aiutarla, non le ha impedito di commettere un crimine peggiore di quello che ha costruito per se stessa con la menzogna. 
Il grido di aiuto, che ha dentro, le impedisce di comunicare le sue paure all'uomo che ama, mettendo a rischio il loro rapporto. L’irreparabile dramma di Menegaux, che tanto ha in comune con i romanzi di Dostoevskij, costruisce l'evoluzione del tormento di una donna, fondamentalmente buona, fino a farla esplodere nella negazione di ogni cosa.
Claire è rinchiusa nel carcere femminile di Fresnes ed è ancora una vittima oppressa dal suo senso di colpa, quando finalmente decide di mettere per iscritto la sua verità.
In un crescendo di suspense, HO TACIUTO è tragedia moderna dell'incomunicabilità.

giovedì 20 ottobre 2016

Beauty coach. Quando il chirurgo ci aiuta a esaltare la nostra bellezza

 Una preziosa guida per chi vuole imparare a volersi bene e a prendersi cura del proprio corpo.
Fiorella Donati

Beauty coach 
Quando il chirurgo ci aiuta a esaltare la nostra bellezza

Piacersi è molto importante. Quando ci si piace, si acquista una maggiore sicurezza, si diventa più attraenti anche per gli altri e aumenta la gioia di vivere. Le persone non chiedono di cambiare ma, nell’ambito della propria bellezza, di raggiungere il massimo. In questo cammino, ci può aiutare il chirurgo estetico. Il chirurgo, infatti, è un coach, un allenatore, a cui, come pazienti, chiediamo cosa possiamo fare per esaltare la nostra bellezza e mantenere più a lungo la giovinezza. Esaltare, non cambiare: chi chiede di cambiare, di “rifarsi”, segnala un disagio, una non accettazione di sé, che vanno compresi ma non assecondati. 
 
Fiorella Donati è specialista in Chirurgia plastica, ricostruttiva ed estetica. Si è formata e ha lavorato presso alcuni tra i più prestigiosi centri di chirurgia plastica del mondo. Dirige la clinica milanese da lei fondata. Ha insegnato all’Università degli Studi di Milano. Partecipa a programmi televisivi di divulgazione scientifica e collabora con importanti quotidiani e riviste.  

lunedì 17 ottobre 2016

Sei ore e ventitré minuti di Domitilla Shaula Di Pietro


È un esordio narrativo molto interessante, un romanzo che lascia il segno ed emoziona, lasciando un brivido sotto pelle che impone una doverosa riflessione. Domitilla Shaula Di Pietro, già diventata pittrice per caso, ora affronta se stessa e il suo passato, raccontando la sua esperienza, la violenza subita e mai dimenticata, quella parte del suo vissuto che ha cambiato il suo modo di percepire le emozioni, i sentimenti, il quotidiano in generale.
Nel libro SEI ORE E VENTITRÉ MITUTI, tratto dalla sua storia vera, Domitilla Shaula Di Pietro ha ovviamente cambiato i nomi e romanzato alcuni episodi per esigenze narrative, ma ha raccontato i tratti salienti di un'esperienza dolorosa che l'ha segnata profondamente. Le ferite si sono rimarginate, ma il segno delle cicatrici è ancora lì a ricordarle che è sopravvissuta e che, in parte, ne è venuta fuori.

È un romanzo toccante, intenso, scritto con la volontà di fare giustizia. O di avere la sua vendetta.

La protagonista Frida è una donna felice, soddisfatta della sua vita, moglie e mamma impegnata, ma anche gratificata dalle emozioni che la sua famiglia le dona. La violenza, subita da Frida, segna un punto di non ritorno, uno spartiacque che divide in due la sua vita, la sdoppia. Avviene il cosiddetto sliding doors nella vita di Frida, che prosegue duplicando la protagonista e raccontandola, a capitoli alterni. È così che, grazie alla tecnica dello sliding doors, il racconto si divide tra Frida 1, che ha subito lo stupro, e Frida 2, che l'ha evitato, ma ha scoperto altro.

Ho trovato molto interessante e coinvolgente la tecnica narrativa. Lo stile è avvincente, caratterizzato da una scrittura fluida ed elegante. È un ottimo romanzo e l'ho apprezzato molto per le riflessioni che apre sui tanti aspetti provocati dalla violenza sulle donne. È un romanzo che tratta un tema caldo, ahimè, attualissimo e sempre più discusso. Bisogna lottare per cancellare questa piaga sociale. Bisogna evitare che le vittime, sopravvissute alla violenza, vengano uccise dall'indifferenza e dall'ignoranza che ancora circondano tanta brutalità. Bisogna fare in modo che le leggi tutelino maggiormente le donne e riescano a punire tali atti criminali in maniera esemplare.


"A volte è necessario intervenire nelle vite degli altri, altre volte, pur non volendo, le persone si incrociano comunque, perché è scritto, o per caso, o per motivi che non sappiamo."  

    

lunedì 7 marzo 2016

HarperCollins Publishers acquisisce i diritti per la biografia della sedicenne Nujeen Mustafa, rifugiata siriana

HarperCollins Publishers acquisisce i diritti mondiali 
per la biografia della sedicenne
Nujeen Mustafa, rifugiata siriana,
scritta in collaborazione con Christina Lamb, 
co-autrice di Io sono Malala

HarperCollins Publishers ha annunciato l’acquisizione dei diritti internazionali di Nujeen's Incredible Journey, un memoir unico e potente, in grado di dare un volto all’emergenza profughi in Siria. Arabella Pike, Direttore Editoriale di William Collins (HarperCollins UK), ha acquisito il testo da David Godwin della David Godwin Associates. 

Scritto a quattro mani con l’autrice bestseller e corrispondente di guerra britannica Christina Lamb, Nujeen's Incredible Journey racconta la toccante storia di Nujeen Mustafa, adolescente siriana che ha imparato l’inglese guardando la TV e ha affrontato il pericoloso viaggio dalla Siria su una sedia a rotelle per raggiungere suo fratello in Germania. Una storia impressionante, raccontata per la prima volta dalla BBC in un commovente servizio andato in onda nel settembre 2015.

La biografia uscirà in Gran Bretagna nel settembre 2016 da William Collins, mentre negli Stati Uniti sarà curata da HarperWave. Tradotta in nove lingue - tedesco, svedese, finlandese, danese, italiano, francese, olandese, spagnolo e portoghese –  l’edizione europea verrà pubblicata dalle divisioni HarperCollins locali. 

Arabella Pike ha affermato: “La storia di Nujeen arriva dritta al cuore. Negatole l’accesso all’istruzione a causa della sua disabilità, ha imparato la lingua inglese da autodidatta, attraverso la televisione. Allo stesso modo ha appreso nozioni di storia, scienze e letteratura; sogna di incontrare la Regina e di diventare un’astronauta. Questa ragazza di soli sedici anni, affetta da una grave forma di paralisi cerebrale, è scappata da un Paese devastato dalla guerra e ha seguito la rotta dei migranti verso l’Europa, affrontando  un viaggio pericoloso e disagevole con la speranza di un futuro migliore. Come accaduto per Malala Yousafszai, Nujeen ha dovuto lasciare la sua terra d’origine e rinunciare al suo diritto all’istruzione. Il suo incredibile romanzo, scritto insieme alla pluripremiata giornalista Christina Lamb, darà nuova voce alla crisi  dei profughi e ci aiuterà a capire che il mondo deve cambiare.”
 

martedì 29 settembre 2015

Sonzogno Bittersweet\In libreria dall'8 ottobre "La casa di Parigi" di Elizabeth Bowen

Elizabeth Bowen
La casa di Parigi

«Leggendo, ho avuto la sensazione 
che il tuo mondo si imponesse sul mio.
È quel che accade quando un romanzo 
ti prende per mano» Virginia Woolf all’autrice

Esce giovedì 8 ottobre per Sonzogno nella collana Bittersweet diretta da Irene Bignardi (pp. 288, € 16.00; postfazione di Leonetta Bentivoglio; traduzione di Alessandra di Luzio) La casa di Parigi di Elizabeth Bowen. 

La casa di Parigi  
di Elizabeth Bowen
Sonzogno Editori
Collana Bittersweet diretta da Irene Bignardi
ISBN 9788845426018 - € 16.00; pp. 288
Siamo a Parigi, in inverno, la Grande guerra è finita da poco, aleggia sulla città un’atmosfera cupa e vischiosa. Alla Gare du Nord scende Henrietta, undici anni, con in mano la sua scimmietta di pezza. Viene a prenderla la signorina Fisher, un’amica di famiglia che la ospiterà per una intera giornata in un elegante appartamento, in attesa di farla ripartire per il Sud della Francia. In quella casa borghese, dal confortevole odore di pulito, Henrietta si imbatte in una gradita sorpresa: c’è un suo coetaneo, il fragile Leopold, avviato verso un futuro incerto. Tra i due bambini, estremamente sensibili e inquieti, dopo l’iniziale diffidenza, si accende la curiosità: di ciascuno nei confronti dell’altro, e di entrambi verso il misterioso mondo degli adulti. I due fanciulli, grazie agli indizi disseminati attorno a loro, rivivono, tra immaginazione e realtà, le tormentate storie d’amore dei grandi, in particolare quella scandalosa tra la madre di Leopold e il suo padre naturale. Acclamato come un classico al momento della pubblicazione (1935), La casa di Parigi, oltre a mettere in scena una rovente passione sentimentale, è un acuto studio psicologico e un esercizio di finezza letteraria sulla prima irruzione del dolore, sulla scoperta del sesso e sulla perdita dell’innocenza.  

Elizabeth Bowen (1899-1973), nata a Dublino, è una delle più grandi autrici irlandesi. Trascorse gran parte della sua vita a Londra, dove entrò a far parte del circolo Bloomsbury divenendo amica di Virginia Woolf. Autrice di numerosi romanzi di successo, La casa di Parigi è considerato il suo capolavoro. Per la prima volta in Italia, Sonzogno lo pubblica in versione integrale.

«Le ragazze sono attratte dagli eccessi, quali che siano. Senza esserne consapevoli, tendono alla sofferenza, e per soffrire devono esagerare: sono contente quando qualcuno va a toccare le loro corde più profonde. Dal momento che amano l’arte più della vita, hanno bisogno di uomini che facciano da attori. Solo un attore riesce a commuoverle, con il suo sorriso rivelatore, inusuale, avulso dalla quotidianità da cui tanto rifuggono. Le ragazze amano godersi l’amore come fosse un’alternanza di dubbi e sorprese. E hanno ragione»

mercoledì 23 settembre 2015

Reykjavík Café di Sólveig Jónsdóttir

Il romanzo dell'esordiente islandese Sólveig Jónsdóttir, intitolato Reykjavík Café, è una commedia romantica, ma non nel senso classico del termine.
La protagonista è una donna di trent'anni, età nella quale si comincia a fare sul serio e ad assaporare il bello della vita. Peccato, però, che per la protagonista non sia esattamente così. In realtà, non lo è quasi mai per nessuno. Manca sempre qualcosa.

Hervör, Karen, Silja e Mía, ad esempio, sono tutte alle prese con situazioni sentimentali caotiche e insoddisfacenti. Le quattro giovani donne non si conoscono né sembrano avere molti punti in comune, ma ad unirle, oltre ai disastri amorosi, sono le pause obbligate al Reykjavík Café dove, nel buio gennaio islandese, ognuna di loro va a cercare un po' di calore e dove le loro storie finiscono per intrecciarsi.

È un po' come a Sex & the City, ma senza Carrie. Le protagoniste sono simpatiche e le loro vicende coinvolgenti. I lettori si scalderanno il cuore con questa storia che parla di amori e passioni nel freddo Nord e che assicura anche una buona dose umorismo e divertimento.

mercoledì 16 settembre 2015

Novità Sonzogno: Nell Dunn e Brian Morton

Nell Dunn 
È la vita, Joy 

Bittersweet riscopre il romanzo cult della Swinging London. 
I sogni di una ragazza madre tutta rossetto fucsia, minigonna e canzoni anni ‘60. 

Londra, anni Sessanta. Joy, detta Fiorellino, porta una finta coda di cavallo bionda, ha gambe magre su scarpe di camoscio dai tacchi alti, il corpo esile, i seni grossi. Non esce di casa senza le sue ciglia finte e i riccioli alla Cleopatra sistemati dietro le orecchie. A vederla passeggiare per strada guardando le vetrine, scherzando con le amiche, facendo battute sugli uomini, non si direbbe che la sua è una vita di stenti, costellata di guai. Si è sposata presto, Joy, con un rapinatore, attratta dall'avventura e dai soldi facili. Invece i soldi un giorno ci sono e quello dopo no. E quando suo marito finisce in prigione lei, rimasta incinta del piccolo Jonny, è costretta a crescerlo da sola. Eppure Joy non si arrende, anche perché a ventidue anni è ancora troppo giovane per rinunciare all'amore. Allora arriva Dave, di nuovo un poco di buono, così più affettuoso e divertente del marito da farla sentire una regina anche quando se ne stanno soli tra quattro mura a fumare, suonare la chitarra o ascoltare le hit preferite alla radio. D'altra parte, poco importa che sia Dave il vero amore: quando le cose si mettono male anche per lui, povero cristo, ancora una volta Joy non intende rassegnarsi. E ora, più di prima, dovrà imparare ad arrangiarsi da sola, tra lavoretti precari, storie di una notte, sogni a occhi aperti, scelte difficili, ma anche la forza e la testardaggine di imparare.

«Un romanzo crudo, schietto, selvaggio, adorabile» 
Morning Telegraph

martedì 8 settembre 2015

Sonzogno\In libreria il 17 settembre "Florence Gordon" di Brian Morton, una spassosa commedia newyorchese con protagonista una femminista settantacinquenne dell’Upper West Side

Brian Morton
Florence Gordon

«Florence è un’esuberante settantenne, un’icona del femminismo, un’insopportabile rompipalle, che fa il possibile per respingere gli slanci d’affetto dei suoi familiari. Un libro arguto, spassoso e pieno di compassione, popolato da personaggi formidabili. Da non perdere» PEOPLE

«Una combinazione di intelligenza e profonda umanità» 
Alice Sebold (autrice di Amabili resti)

«Lo so, è un luogo comune dire che un libro fa ridere e piangere. 
Ma in questo caso è la pura verità» Emily Gould
  
Esce il 17 settembre per Sonzogno (pp. 320; € 17.50; traduzione di Maura Parolini e Matteo Curtoni) Florence Gordon di Brian Morton, una commedia newyorchese, dolce e amara, in tipico stile Woody Allen.

Florence Gordon ha settantacinque anni e vive a Manhattan. Femminista ebrea divorziata, scrittrice scorbutica, attivista testarda e orgogliosa, detesta la maggior parte delle cose che la gente trova piacevoli e ama mettere gli altri in difficoltà. Mentre è alle prese con la sua settima fatica, un libro di memorie, un articolo del «New York Times» la definisce “patrimonio nazionale”, catapultandola sotto le luci della ribalta e obbligandola a superare quel fi lo spinato che aveva eretto intorno a sé. La situazione precipita quando i suoi “cari” si trasferiscono da Seattle a New York: il figlio Daniel (che ha snobbato le orme letterarie dei genitori per diventare poliziotto), la nuora Janine (psicologa, pronta ad avere una relazione con il suo capo) e la nipote Emily (che sta cercando di capire cosa fare di una problematica storia d’amore). Tra i quattro, giorno dopo giorno, si intreccia una commedia irresistibile, all’insegna di una crudele sincerità ma anche di una sorprendente complicità emotiva. L’anziana signora, i cui corrosivi commenti sono una sorta di “versione di Barney” al femminile, non risparmia niente e nessuno. E forse proprio per questo i personaggi che la circondano (e i lettori di questo libro) finiranno per affezionarsi a lei e non poter più fare a meno della sua voce.

«Florence Gordon stava cercando di scrivere un memoir 
ma due fattori giocavano contro di lei: era vecchia ed era un’intellettuale.
E chi mai al mondo, si domandava a volte, avrebbe voluto leggere 
un libro che parlava di una vecchia intellettuale?»

Brian Morton (1955) insegna alla New York University. È autore di cinque romanzi molto apprezzati dal pubblico e dalla critica americana (il suo Starting Out in the Evening, del 1998, è stato finalista al PEN/Faulkner Award). Florence Gordon è il suo primo libro tradotto in Italia.
 

martedì 1 settembre 2015

Sonzogno\ Collana Bittersweet diretta da Irene Bignardi\ In libreria dal 10 settembre "È la vita, Joy" di Nell Dunn

Nell Dunn
È la vita, Joy

Bittersweet riscopre il romanzo cult della Swinging London.
I sogni di una ragazza madre tutta rossetto fucsia, 
minigonna e canzoni anni ‘60

«Un romanzo crudo, schietto, selvaggio, adorabile»
Morning Telegraph

Un personaggio femminile che ancora oggi 
commuove per la sua tormentata modernità

Esce il 10 settembre per Sonzogno nella collana Bittersweet diretta da Irene Bignardi (€15.00, pp. 128; postfazione di Mariarosa Mancuso; traduzione di Marinella Magrì) È la vita, Joy di Nell Dunn. Pubblicato in Inghilterra nel 1967, il libro all’epoca fece molto clamore. Da questo romanzo, nello stesso anno, Ken Loach ha tratto il film Poor Cow con Carol White e Terence Stamp.

La scheda
Londra, anni Sessanta. Joy, detta Fiorellino, porta una finta coda di cavallo bionda, ha gambe magre su scarpe di camoscio dai tacchi alti, il corpo esile, i seni grossi. Non esce di casa senza le sue ciglia finte e i riccioli alla Cleopatra sistemati dietro le orecchie. 
A vederla passeggiare per strada guardando le vetrine, scherzando con le amiche, facendo battute sugli uomini, non si direbbe che la sua è una vita di stenti, costellata di guai. Si è sposata presto, Joy, con un rapinatore, attratta dall’avventura e dai soldi facili. Invece i soldi un giorno ci sono e quello dopo no. E quando suo marito finisce in prigione lei, rimasta incinta del piccolo Jonny, è costretta a crescerlo da sola. 
Eppure Joy non si arrende, anche perché a ventidue anni è ancora troppo giovane per rinunciare all’amore. Allora arriva Dave, di nuovo un poco di buono, così più affettuoso e divertente del marito da farla sentire una regina anche quando se ne stanno soli tra quattro mura a fumare, suonare la chitarra o ascoltare le hit preferite alla radio. D’altra parte, poco importa che sia Dave il vero amore: quando le cose si mettono male anche per lui, povero cristo, ancora una volta Joy non intende rassegnarsi. E ora, più di prima, dovrà imparare ad arrangiarsi da sola, tra lavoretti precari, storie di una notte, sogni a occhi aperti, scelte difficili, ma anche la forza e la testardaggine di imparare.

L’autrice
Nell Dunn (Londra 1936) divenne celebre con i racconti di Up the Junction (1963) e questo romanzo (1967), entrambi adattati per il grande schermo.

Dalla postfazione di Mariarosa Mancuso: «Con grande bravura, per nulla esibita, Nell Dunn ha un tono per le lettere e uno per i monologhi. Con sapienza e senza retorica affronta le molte scene d’amor materno, Joy e Jonny sono complici, dormono appiccicati, giocano sdraiati sulla moquette, «come aveva visto fare nelle pubblicità». Non capita mai che la scrittrice rubi spazio alla protagonista.»

mercoledì 27 maggio 2015

La ragione dei sensi di Grazia Scanavini

A distanza di cinque anni, in una nuova edizione, torna il romanzo erotico che ha restituito all'erotismo e alla sensualità la giusta consistenza, senza esagerazioni e volgarità. Il romanzo di GRAZIA SCANAVINI ha raggiunto il successo nel 2011 con il premio Fiuggi per il Miglior romanzo erotico italiano.

La nuova edizione ha una copertina invitante, ma non è all'involucro esterno delle pagine che bisogna soffermarsi, ma al suo interno, dove il contenuto svela una riflessione profonda che riguarda le motivazioni all'origine degli impulsi sessuali di una donna.

La protagonista, Anna, è una donna che ha già tutto, ma scopre che potrebbe avere ancora di più ...

Anna ha un marito fantastico ed un bellissimo e dolcissimo bambino.

Una sera, però, per caso, Anna inizia a parlare in chat con uno sconosciuto. Il tema della conversazione è la vita erotica. Lui si chiama Stefano ed entra nella vita di Anna, portando un'ondata impetuosa di desiderio. Inizia così tra i due un rapporto erotico fatto di email e sms, quasi una relazione platonica ed epistolare, se non fosse obsoleto definirla così. È un rapporto passionale sublimato dalla fantasia e dall'immaginazione che si alimenta di parole infuocate e fantasie esternate appena sulle labbra.

La sensualità diventa per Anna "LA RAGIONE DEI SENSI", nominata nel titolo, quel metodo efficace che le consente di vivere appassionatamente la propria femminilità scegliendo fra desideri e pensieri.

È un romanzo profondamente diverso dai soliti libri erotici.



"Vivere seguendo le proprie sensazioni è l'opportunità di entrare in empatia con gli altri per ciò che si sente."


giovedì 14 maggio 2015

Per te qualunque cosa di Paige Harbison


Appassionante e con quel tanto di magia romantica che basta a renderlo un ottimo romance.
PAIGE HARBISON, nel suo PER TE QUALUNQUE COSA, racconta la storia romantica, ma anche l'imprevedibile evoluzione di un'amicizia tra ragazze che cambi quando di mezzo c'è il fidanzato di una delle due. È una storia tra il genere young adult e new adult, che non tralascia colpi di scena e scene molto, ma molto coinvolgenti. 
È molto brava Paige Harbison nello svelare le complesse dinamiche che regolano i rapporti tra amiche, molto diverse. Natalie e Brooke sono amiche da sempre, e contano di rimanerlo a tempo indeterminato, cioè per sempre, senza revoche o probabili cambiamenti di marcia. 


Sono due ragazze profondamente diverse, pur essendo inseparabili. Natalie è tranquilla e studiosa, contenta di stare in casa a guardare vecchi film, mentre Brooke, al contrario, è l'anima di ogni festa, la ragazza più popolare della scuola, quella che ognuna vorrebbe essere.

Però, qualcosa cambia all'improvviso e le carte in gioco vengono rimescolate perversamente dal destino. Chi potrebbe mettersi in mezzo? Chi vorrebbe allontanare le due inseparabili ed affiatate amiche? Basta un niente per fare in modo che tutto cambi, forse per sempre.

Una folle notte, infatti, accade qualcosa che Natalie non riesce proprio a ricordare, ma che Aidan, il ragazzo di Brooke, invece, non riesce a dimenticare.

Ed è così che l'amicizia tra le due ragazze, tanto amiche, si trovano imprevedibilmente a una svolta, mettendo in discussione quello che pensavano di sapere l'una dell'altra e facendo loro scoprire che cosa significhi davvero la vera amicizia.

La trama è quella perfetta di una storia sia d'amicizia sia d'amore. È difficile trovare la propria strada quando si perdono i propri punti di riferimento: l'amicizia e l'amore.

Paige Harbinson ci racconta proprio questo. Bisogna farsi forza e seguire la nostra strada e i nostri desideri, anche quando chi amiamo cerca di ferirci.

È un romanzo scritto bene, con uno stile coinvolgente, e con tante argomentazioni valide da condividere.


lunedì 11 maggio 2015

Piccola Dea di Rufi Thorpe

Che sentimento contorto è l'amicizia? Cosa significa veramente essere vere amiche? Quanto conosciamo la ragazza che definiamo la nostra amica del cuore?

Quanti altri interrogativi potrebbero venir fuori se analizzassimo le relazioni di amicizia fra il gentil sesso?

Rufi Thorpe esordisce proprio con un romanzo complesso, interessantissimo e molto psicologicamente sofferto su questo tema. A dispetto di tutti i luoghi comuni, il rapporto più intenso per le giovani donne non è quello con il primo amore, ma stranamente quello con l'amica del cuore.

Le protagoniste di questa storia, un vero e proprio romanzo di formazione, sono Lorie Ann, detta anche Lolola, e Mia, voce narrante. Vivono la loro infanzia in riva all'oceano della California, a Corona del Mar. trascorrono le giornate sdraiate al sole a scambiarsi segreti, mentre provano a schiarirsi i capelli con il rimedio naturale del succo di limone. Sono due ragazze diversissime tra loro, eppure sono unite come sorelle, tanto da crescere complici e spensierate. Infatti, non passa giorno senza che l'una sappia nell'intimo cosa nasconde il cuore dell'altra. O almeno così credono.

Mia avverte una vera e propria venerazione per Lori Ann. Segretamente, invidia ogni cosa della sua vita "perfetta".

La vicenda è ambientata nei festosi anni Ottanta, e all'inizio di questa loro storia, che dura per altri vent'anni, Lorie Ann e Mia si fanno una confidenza che scotta e che impone una decisione complicata: hanno sedici anni e sono rimaste incinte.

Mentre Mia è la bulla, scostante, con una famiglia sgangherata, Lorie Ann è la perfezione, quella che tutti invidiano: per la sua bellezza solare, il carattere aperto e generoso, la vita serena avvolta da una famiglia unita. Lorie Ann decide di non abortire, all'opposto dell'amica, convinta che ne uscirà premiata. Invece, anno dopo anno, Lorrie Ann scivola in tutt'altra esistenza, fatta di catastrofi, droga e perdizione morale, mentre Mia giunge a un'esistenza di successo ed è pienamente realizzata.

Entrambe si sono allontanate da Corona del Mar. Addirittura hanno cambiato stato, ma al momento del bisogno una cerca l'altra per aiutarla. O almeno così credono.

A Mia spetta il compito di documentare e interrogarsi sulle ragioni per cui la sorte ha riservato alla sua "divina" amica un percorso tanto accidentato, tormentato, infelice, al contrario del suo.

Se all'inizio il tema dominante è la questione della maternità, voluta, desiderata o abortita, successivamente si rinforza quello che riguarda i complessi ed a volte malati rapporti di amicizia o presunta tale.

PICCOLA DEA è stato definito dalla critica un debutto stellare e tale lo giudico anche io. Il romanzo di Rufi Thorpe mostra, con uno stile vivido, malinconico e graffiante, la profondità perversa dell'amicizia, la natura ambigua della maternità, dell'amore e della lealtà verso chi fa parte della nostra esistenza. 

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Compresi che l'ordine, a lungo andare, si ristabilisce da solo intorno alle cose (Raymond Radiguet)

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