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La stagione degli innocenti
Scia di morte. L'ultimo viaggio della Lusitania
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
I piaceri della notte
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L'amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande. (Woody Allen)
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lunedì 30 novembre 2015

Le bugie degli altri di Kimberly McCreight


Kimberly McCreight è un'ottima autrice e l'ho scoperta ultimamente, grazie al suo ultimo thriller psicologico "Le bugie degli altri", dove il tema di fondo è il senso il colpa, capace di sconvolgere l'esistenza. Ma anche le bugie sono alla base dell'intreccio che costituisce la trama di questo sconvolgente capolavoro.

Le bugie sono in ogni pagina: tutti mentono agli altri ma anche a se stessi per i più svariati motivi. I meccanismi della suspense creano attesa e intrappolano l'interesse dalla prima all'ultima pagina di questo romanzo.

Vari sono i punti di vista che raccontano la storia. Sono tutte donne di età diverse, le cui vite si intrecciano raccontando le loro esistenze fatte di bugie e delle complicazioni del quotidiano. Sono donne: madri e figlie. Generazioni che si confrontano e cercano di superare gli errori loro o i tradimenti dei loro uomini. La complessità della maternità le porta a scontrarsi con quell'universo maschile, sempre più distante o violento, misterioso o sfuggente.

Una delle protagoniste, Molly Anderson, ex avvocato, dopo aver sofferto la perdita di una figlia non ancora nata, si trova, come giornalista di un piccolo paesino, dove tutti si conoscono, a investigare sul ritrovamento  del cadavere di un bambino appena nato. Dopo la sua depressione, in molti sono preoccupati per lei che deve affrontare questa situazione che potrebbe riportarla nell'abisso della disperazione. Lei no. Cerca di reagire con forza e professionalità per far luce sul misterioso, sconvolgente ritrovamento.

È così che si trova a camminare nei boschi che circondano la cittadina di Ridergale, nel New Jersey, alla ricerca di tracce, di testimonianze che forse nemmeno la polizia locale ha la competenza per cercare. Anche i lettori dei suoi articoli online sono scettici riguardo alla professionalità di chi segue le indagini, le cui competenze sembrano rimbalzare tra la polizia cittadina e il servizio di vigilanza del campus universitario.

È un romanzo profondo e inquietante, che affronta ottimamente la complessità dei rapporti familiari col ritmo serrato di un thriller. I segreti che si nascondono dentro le case di un piccolo comune possono rivelarsi molto pericolosi, oltre che sconvolgenti.

giovedì 29 ottobre 2015

La gemella silenziosa di S. K. Tremayne

Non è un caso se questo romanzo ha stregato pubblico e librai, tanto da diventare un caso editoriale, venduto in 20 paesi.
LA GEMELLA SILENZIOSA è stato proclamato libro dell'anno.

Quando lo inizi a leggere, questo thriller psicologico ti cattura. Già dalle prime pagine non puoi farne a meno. Devi scoprire la verità. È un romanzo ipnotico e indimenticabile. Non è un romanzo che metti da parte, quando arrivi all'ultima pagina. È una storia dove personaggi complessi alimentano le insicurezze dei lettori e li portano a riflettere su quanto siano tortuosi e inestricabili i meandri della mente umana, assolutamente celati da un mistero inconscio e insondabile.

È una storia dove niente è quello che sembra e tutte le sicurezze che sostengono la nostra vita possono infrangersi come uno specchio troppo fragile.

La storia è avvincente, coinvolgente e psicologicamente interessante ed intensa.

Il mistero nasce dal passato, quando Sarah ha imparato ad amare il silenzio assoluto della sera che avvolge l'isola di Skye. Le piace muoversi piano nella penombra e accarezzare delicatamente i biondi capelli della sua bambina di sette anni, Kirstie, che si è appena addormentata. Mentre la osserva, Sarah ripensa a quando quelle mani si stringevano a quelle, identiche, della sorella gemella Lydia. Niente e nessuno le distingueva. Ma, un anno prima, Lydia è morta improvvisamente e ha lasciato un vuoto così grande che ha costretto Sarah e la sua famiglia a fuggire da tutto e da tutti su quell'isola dispersa nel mare di Scozia.

Lì, tra scogliere impervie e cieli immensi, la malinconia e i ripensamenti diventano una costante.

Sarah sente che lei, la bambina e suo marito Angus potranno forse ritrovare la serenità se restano lì, quasi nascosti. Eppure, mentre si avvicina un anno esatto dalla scomparsa della sua gemella, la figlia di Sarah, Kirstie è sempre più strana. Infatti la bambina diventa silenziosa, riflessiva, improvvisamente interessata a cose che prima non amava. Sempre più diversa da se stessa e più simile a Lydia, la gemella scomparsa, non più tanto silenziosa come dovrebbe essere.

Cosa cela il passato? Quali segreti nasconde? S. K. Tremayne è formidabile nel far gradualmente montare la suspense a livelli inimmaginabili. È un thriller psicologico che devasta la protagonista Sarah fino a insinuarle il tarlo dell'errore e dell'orrore. Comincia così a torturarle l'anima.


lunedì 11 maggio 2015

Piccola Dea di Rufi Thorpe

Che sentimento contorto è l'amicizia? Cosa significa veramente essere vere amiche? Quanto conosciamo la ragazza che definiamo la nostra amica del cuore?

Quanti altri interrogativi potrebbero venir fuori se analizzassimo le relazioni di amicizia fra il gentil sesso?

Rufi Thorpe esordisce proprio con un romanzo complesso, interessantissimo e molto psicologicamente sofferto su questo tema. A dispetto di tutti i luoghi comuni, il rapporto più intenso per le giovani donne non è quello con il primo amore, ma stranamente quello con l'amica del cuore.

Le protagoniste di questa storia, un vero e proprio romanzo di formazione, sono Lorie Ann, detta anche Lolola, e Mia, voce narrante. Vivono la loro infanzia in riva all'oceano della California, a Corona del Mar. trascorrono le giornate sdraiate al sole a scambiarsi segreti, mentre provano a schiarirsi i capelli con il rimedio naturale del succo di limone. Sono due ragazze diversissime tra loro, eppure sono unite come sorelle, tanto da crescere complici e spensierate. Infatti, non passa giorno senza che l'una sappia nell'intimo cosa nasconde il cuore dell'altra. O almeno così credono.

Mia avverte una vera e propria venerazione per Lori Ann. Segretamente, invidia ogni cosa della sua vita "perfetta".

La vicenda è ambientata nei festosi anni Ottanta, e all'inizio di questa loro storia, che dura per altri vent'anni, Lorie Ann e Mia si fanno una confidenza che scotta e che impone una decisione complicata: hanno sedici anni e sono rimaste incinte.

Mentre Mia è la bulla, scostante, con una famiglia sgangherata, Lorie Ann è la perfezione, quella che tutti invidiano: per la sua bellezza solare, il carattere aperto e generoso, la vita serena avvolta da una famiglia unita. Lorie Ann decide di non abortire, all'opposto dell'amica, convinta che ne uscirà premiata. Invece, anno dopo anno, Lorrie Ann scivola in tutt'altra esistenza, fatta di catastrofi, droga e perdizione morale, mentre Mia giunge a un'esistenza di successo ed è pienamente realizzata.

Entrambe si sono allontanate da Corona del Mar. Addirittura hanno cambiato stato, ma al momento del bisogno una cerca l'altra per aiutarla. O almeno così credono.

A Mia spetta il compito di documentare e interrogarsi sulle ragioni per cui la sorte ha riservato alla sua "divina" amica un percorso tanto accidentato, tormentato, infelice, al contrario del suo.

Se all'inizio il tema dominante è la questione della maternità, voluta, desiderata o abortita, successivamente si rinforza quello che riguarda i complessi ed a volte malati rapporti di amicizia o presunta tale.

PICCOLA DEA è stato definito dalla critica un debutto stellare e tale lo giudico anche io. Il romanzo di Rufi Thorpe mostra, con uno stile vivido, malinconico e graffiante, la profondità perversa dell'amicizia, la natura ambigua della maternità, dell'amore e della lealtà verso chi fa parte della nostra esistenza. 

mercoledì 29 aprile 2015

Tre amiche e tanti guai di Jane Costello



Mai un titolo poteva essere più veritiero. Questo romanzo si giudica già dalla copertina. Infatti, promette una storia davvero piena di brio e scintille: esattamente quelle che tre amiche possono fare stando insieme.

Le tre protagoniste sono: Imogen, Meredith e Nicola. Sono specializzate in vacanze low-budget, voli in quarta classe e assalti all’alba per conquistarsi un posto a bordo piscina. L'amicizia le lega e la vita sorride loro, nonostante non abbiano mai fatto una vera e propria vacanza da sogno. 
Ma le sorprese sono dietro l'angolo. 
Quando una delle tre vince una vacanza a cinque stelle in uno degli hotel più alla moda di Barcellona, non perdono tempo e programmano una specie di ultima vacanza all’insegna del divertimento e del lusso più sfrenato, prima che Meredith, la più festaiola del gruppo, sforni il suo bambino.
Ma nonostante la location perfetta, la spiaggia, la cultura di cui la città straripa e un aitante fustaccio di nome Harry, le cose sembrano mettersi al peggio.

Come le sorprese, anche i guai, quelli del titolo, sono dietro l'angolo.

Imogen non riesce a staccarsi da quel maledetto telefono, per risolvere a distanza un problema di lavoro, durante la sua prima vacanza da secoli. Le gaffe con il bollente Harry si susseguono e ogni passeggiata sulle Ramblas si trasforma in un inseguimento degno di un film d’azione. Ma non tutto il male viene per nuocere. In alcune occasioni, la fortuna può sorridere alle TRE AMICHE E TANTI GUAI.
Il romanzo di JANE COSTELLO è un perfetto romantic commedy, che dona sorrisi a volontà.

martedì 9 settembre 2014

L'attesa di Samantha Hayes

Samantha Hayes ha scritto un romanzo con l’intenzione di scandagliare la psiche della donna che si sente pronta al concepimento e lo fa con estrema modernità. In L’ATTESA, la Hayes parla di due diverse tipologie di donne: quelle che già aspettano e quelle che pianificano una gravidanza. La narrazione procede con la lentezza propria dell’attesa, ma con l’unica strategia di approfondire l’aspetto psicologico delle vicende che vedono come protagoniste principali due donne, Claudia e Zoe. La maggior parte dei personaggi, in questo romanzo, sono donne, alle prese con le varie fasi dell’attesa: dal giocare a fare la mamma all’esserlo effettivamente.

Claudia è una donna realizzata su tutti i fronti e adesso sta per completare la lista degli obiettivi femminili, coronando la sua felicità con l’imminente maternità. Visto che il marito è in procinto di partire, per un lungo viaggio di lavoro, e il termine della gravidanza è prossimo, per la tranquillità di entrambi, Claudia e James, decidono di comune accordo di prendere a servizio una tata che si occupi dei gemelli e della piccola in arrivo. Viene scelta Zoe Harper che, all’inizio, sembra essere davvero la persona giusta, finché Claudia non comincia a notare piccoli dettagli della sua tata che la fanno impensierire. Comincia a sentirsi osservata e ad avere paura.

Quando poi, nel quartiere residenziale dove vivono, arriva l’eco degli efferati delitti in città rivolti a donne in stato interessante, la situazione si tinge di una luce diversa e l’ottica nella quale leggere la concatenazione degli eventi desta interrogativi, non semplici da decifrare, se non si prova quel disperato desiderio di maternità che può portare all’ossessione.

È un romanzo costantemente in bilico tra la verità e la menzogna.

Il thriller psicologico della Hayes, entrando approfonditamente nella psiche dei suoi personaggi femminili, coinvolge il lettore e lo attrae mentre dipana la serie, spiazzante e sconcertante, di eventi, che lo compongono, posizionando strategicamente, svariati e imprevedibili, colpi di scena che lo rendono un romanzo riuscitissimo ed interessante. Una lettura da non lasciarsi sfuggire.




giovedì 24 ottobre 2013

Tutto quello che facciamo per amore di Sara J. Henry

Tutto quello che facciamo per amore è un romanzo che mi ha spiazzata, perché l’ho immaginato diverso. 
Normalmente, guardando la copertina e leggendo la trama, si creano le prime aspettative riguardo al romanzo che si ha davanti. 
Di solito, si simpatizza con un personaggio e si prova empatia verso di lui, quando agisce nel modo in cui ci aspettiamo che agisca, cioè nel modo più razionale. 
Ma cosa avviene quando ci sorprende? 
Siamo pronti ad accettarlo e a fidarci delle sue scelte?
Mi è accaduto qualcosa di simile quando ho iniziato a leggere la storia di Tracy Chance, che si è rivelata a metà strada tra il dramma e il mistery.

Il primo impatto con la vicenda narrata è potente e inizia con una decisione presa senza pensare, semplicemente con un tuffo. Tracy è una quarantenne pratica e indipendente, una donna che si trova a dover lottare con il suo istinto materno, dopo aver salvato da morte certa un bambino di sei anni, Paul Dumond. Stranamente, si accorge che nessuno cerca quel bambino e nessuno sa che è stato vittima di un rapimento svariati mesi prima e che ora qualcuno ha anche cercato di disfarsi di lui, buttandolo da un traghetto. Se non ci fosse stata lei, sarebbe annegato.

A Paul ci si affeziona facilmente. Non è il classico bambino viziato, ma un esserino indifeso e bisognoso d’affetto. Tracy è troppo sola per non subire il contraccolpo che la convivenza con Paul e l’alone di mistero, che lo avvolge, provocano in lei.

Tracy non è una detective, ma non può rinunciare a capire perché nessuno si stia dando da fare per cercare il bambino che lei ha salvato. Anche dopo averlo tenuto per pochi minuti tra le braccia, Tracy continua a compiere scelte apparentemente irrazionali, ma che hanno senso soltanto se le si analizza attraverso l’innato senso di protezione che la contraddistingue.


La copertina originale
Il titolo originale del romanzo di Sara J. Henry è “Learning to swim” (Imparando a nuotare) ed è proprio come se Tracy scoprisse il suo lato più femminile e materno, vivendo accanto a Paul, curandosi di lui e delle sue esigenze di bambino indifeso, e soprattutto cercando di svelare la sua misteriosa vicenda.

Le azioni irrazionali della protagonista, dopo aver sconcertato il lettore, lo coinvolgono nei ragionamenti alla base di ognuna di loro, non mancando di sorprenderlo.

C’è un giallo da risolvere: non ci può essere il nulla dietro Paul. Un tassello dopo l’altro, Tracy inizia a investigare e a portare a galla una verità sconcertante. Anche il finale non manca di sorprendere e spiazzare.


È una lettura fortemente psicologica e realistica sulla natura umana e sull’istinto materno. È una storia scritta bene, con uno stile narrativo avvincente, che consiglio a tutti coloro che amano i gialli con vicende familiari misteriose. 


“Avevo riunito un padre e un figlio e avevo perso un bambino che non era mai stato mio. Avevo riempito un vuoto nella sua vita e ne avevo scavato uno nella mia.”




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Compresi che l'ordine, a lungo andare, si ristabilisce da solo intorno alle cose (Raymond Radiguet)

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