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Pupottina's favorites book montage

Dimmi il tuo segreto
Io la troverò
Dove si annida il male
Il confine del silenzio
Tutto ciò che resta
Io so perché canta l'uccello in gabbia
Africa, mon amour
Fiore di fulmine
Amore, Parigi e un gelato al pistacchio
La ragione dei sensi
Sherlock Holmes e il Signore della notte
Addio è solo una parola
All'improvviso la scorsa estate
La stagione degli innocenti
Scia di morte. L'ultimo viaggio della Lusitania
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
I piaceri della notte
Nessun ritorno
Campari a colazione
Per te qualunque cosa


Pupottina's favorite books »
L'amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande. (Woody Allen)
"Non discutere di cose di letto con tatto e discrezione. Potrei non capire di cosa parli." (L'ispettore Barnaby)

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sabato 24 settembre 2016

Così immobile tra le mie braccia di Mary Higgins Clark e Alafair Burke


Mary Higgins Clark e Alafair Burke, una coppia improbabile, ma che funziona. Si nota maggiormente lo stile della Higgins Clark che, anche in COSÌ IMMOBILE TRA LE MIE BRACCIA, tende a far sentire il suo personalissimo modo di narrare: forse per via degli anni di esperienza letteraria, forse per la sua età, superiore rispetto alla Burke, o forse per la sua indole, ormai consolidata, di scrittrice onnisciente che decide di raccontarci una storia con il suo personale stile. Mi è stato difficile identificare, un brano, una pagina, un capitolo con la consapevolezza che a scriverlo sia stata Alafair Burke. Si avverte poco la sua presenza, che sicuramente ci sarà, anche se difficile da rintracciare.

La trama e lo stile sono quelli che hanno portato Mary Higgins Clark al successo, ad essere un'affermata scrittrice di bestseller che hanno fatto il giro del mondo. In COSÌ IMMOBILE TRA LE MIE BRACCIA tornano i personaggi, conosciuti e amati, in LA NOTTE RITORNA: Laurie Moran, con il figlio Timmy e il padre, un vero nonno tutto-fare; il suo staff al completo; e infine l'avvocato Jack, figura fondamentale e di aiuto per le indagini, ma anche per la vita privata.

Under Suspicion, la trasmissione televisiva che indaga sui crimini rimasti irrisolti, in COSÌ IMMOBILE TRA LE MIE BRACCIA, parla del caso di Cinderella Murder: vent'anni fa, quando la bella studentessa Susan Dempsey viene trovata morta nel parco, i sospetti cadono subito sull'ambiguo fidanzato. In mancanza, però, di prove indiscutibili, il caso cade nell'oblio, finché Laurie Moran, per dar voce alle preghiere di Rosemary, madre della vittima, torna a indagare, entrando, anche questa volta, nel mirino del colpevole che non vuole essere smascherato.

Amo veramente e con tutta me stessa i mystery di Mary Higgins Clark che non mi delude mai e sa appassionarmi con i suoi romanzi alimentati dalla suspense e dalla bellezza dei suoi personaggi, delineati a tutto tondo.

venerdì 26 febbraio 2016

La vita segreta e la strana morte della signorina Milne di Andrew Nicoll


Agatha Christie ci ha insegnato molto su come scrivere un buon giallo, ma lo scrittore britannico Andrew Nicoll ha saputo far tesoro di tutti i suggerimenti e dei meccanismi narrativi alla base del successo di un romanzo.

Le aspettative su questo romanzo giallo erano tante anche per il singolare e lunghissimo titolo (La vita segreta e la strana morte della signorina Milne), che sembrava anticipare qualcosa di molto intricato e particolare. La vita segreta che, già dal titolo, veniva attribuita alla signorina Milne era intrigante, ma non quanto l'attesa e le motivazioni dietro la sua misteriosa morte.

Chi è la signorina Milne. Tanto per cominciare il suo nome completo è Jean Milne e, prima di morire era una matura zitella, che viveva da sola in una lussuosa villa con ventitré stanze (quasi tutte chiuse). Per i suoi concittadini, rappresenta un modello di rispettabilità ed integrità. Quando viene trovata brutalmente assassinata nella sua abitazione con i piedi legati e il cranio fracassato, però, l’immagine pubblica che tutti avevano di lei comincia a incrinarsi. Tutti abbiamo un segreto e c'è chi ne ha più di uno. Ogni segreto tende a rendere più interessante la nostra esistenza: figuriamoci quando si tratta di un personaggio letterario che, grazie alla fantasia dello scrittore, può avere segreti davvero scottanti e inediti.

Si scopre così che nel tranquillo paesino di Broughty Ferry, sulla costa scozzese, nulla è come sembra. È l'anno 1912 e le indagini non sono semplici come oggi.

Mentre gli interrogativi si rincorrono, aprendosi a nuove domande più che a una rassicurante soluzione, Andrew Nicoll delinea una storia intricata, ricca di personaggi i cui destini si intersecano. Tutti hanno segreti.

A indagare viene chiamato da Glasgow l’ispettore Trench, esperto in casi difficili o impossibili, affiancato dall’attento sergente Frazer, agente della polizia locale. Man mano che i due scavano nella vita della signorina Milne, i segreti della sua esistenza vengono a galla, uno dopo l'altro e sono davvero tanti. Alla fine sarà uno shock per tutti, lettore compreso, scoprire quale è la brutale realtà.

A intrigare di più il lettore c'è il fatto che questo giallo è basato su una storia vera ed è ricostruito grazie a una meticolosa ricerca negli archivi della polizia e nei giornali dell’epoca.

sabato 14 aprile 2012

Flashback di Dan Simmons

Quello che potrebbe spaventarci di più è sicuramente un futuro non tanto lontano simile a quello che ha immaginato e delineato Dan Simmons nelle pagine del suo romanzo, genere fanta-thriller, Flashback.
È un futuro sviluppato, partendo da un’attenta analisi della società contemporanea, costantemente citata, descritta, analizzata in quelli che potrebbero essere ipotetici errori che porterebbero verso la catastrofe finanziaria. Tutto sembra destinato a precipitare al punto che l’11 settembre diventerebbe un evento minore. Sembra assurdo ma l’opinione, l’idea di Dan Simmons, si evolve a tal punto, nella descrizione dei prossimi anni a venire, che ciò che propone potrebbe realizzarsi, diventando la realtà dell’imminente futuro.
Riuscite ad immaginare una moschea all’interno di Ground Zero? Riuscite ad immaginare che i gruppi degli estremisti islamici si raddoppiano e si triplicano in pochi anni? Riuscite a credere che la religione più diffusa del pianeta diventi quella islamica e che lo stato di Israele non esista più?
Il futuro, visionario e apocalittico, è dominato dalle guerre, dalla povertà, dalla caduta dell’umana civiltà ridotta alla tossicodipendenza con un nuovo farmaco, il Flashback, che ha il potere di far rivivere il passato.

Il presente è così deludente per tutti che preferiscono rifugiarsi nel dolce oblio del passato, vissuto e rivissuto, ogni volta che uno lo desidera, grazie alla droga.
Spiegato così, sembra un saggio di previsione del futuro, ma questo è solo il contesto in cui è ambientata la storia. Il personaggio principale è Nick Bottom, un ex poliziotto, ridotto alla tossicodipendenza dopo la morte dell’amata moglie. Per rivivere il forte sentimento, che provava per lei, e tutti i momenti felici della sua vita, lui sceglie di rifugiarsi nel ricordo e nel passato, così come l’85% della popolazione mondiale. Il personaggio di Nick subirà un’evoluzione, durante il romanzo. Infatti, verrà scelto per indagare su un cold case, un caso freddo, la morte di un giovane ragazzo giapponese, Keigo, figlio del ricco e potente uomo d’affari, Hiroshi Nakamura, il quale vive su una collina, in una zona protetta di Los Angeles, quella che un tempo era occupata dal Getty Center.
Non è solo un fanta-thriller quello di Dan Simmons. Questo libro racchiude più generi: il poliziesco per l’indagine e il mistero da risolvere; il noir per la crudezza di alcune immagini particolarmente violente e orrorifiche; il genere avventuroso perché non manca l’azione in questo scenario desolante e di collasso totale della società; il romance perché Nick non è un uomo insensibile, ma una persona che prova sentimenti d’amore per la moglie defunta, Dana, e per il figlio, Val, che vive con il suocero, avendone perso la patria potestà.
Partendo dall’idea di base che la fantascienza non è il mio genere, l’ho trovato un bel libro, ricco, anzi ricchissimo di spunti interessanti per riflettere su ciò che va e non va nella società, nelle singole persone, e quelle che potrebbero essere le possibili conseguenze delle azioni di oggi in un ipotetico ed imminente futuro. Spaventa un futuro così. Devo essere sincera. Si vorrebbe non doverlo vivere … ma leggendolo vi stupirà. Scommetto che anche voi non ci avete mai pensato.
Ve lo avevo segnalato QUI.
VOTO 8,5

*** AVVISO SPOILER ***
Chi non ha letto questo libro ed ha intenzione di farlo, non continui a leggere, perché nel commento di seguito, Pupottina svelerà molte parti, unicamente per stimolare un dibattito con chi lo ha già letto.

Un grande Dan Simmons! Un uomo con una mente grandiosa, una fervida immaginazione visionaria e distopica!
Un romanzo che racchiude un sacco di generi ed una copertina che non lasciano sperare niente di buono per il prossimo futuro.
I capitoli sono interminabili e a volte si è costretti a lasciarne uno a metà, mentre è bello concedersi il tempo di leggerne uno per intero. Ma, nonostante questo fastidio, vedrete che quel capitolo lasciato in sospeso, con tutto ciò che vi veniva raccontato, tornerà a frullarvi, anche inconsciamente, nella testa, lasciando una leggera inquietudine e la tacita domanda: “Potrebbe davvero accadere?”
Le vicende dei personaggi di questo fanta-thriller riescono ad entrarvi dentro e vi fanno riflettere sui rapporti umani e su come sia difficile sopravvivere ad un dolore, ad un lutto. L’indagine che Nick accetta di seguire e risolvere (unico motivo per cui verrebbe pagato) si mescolerà con la sua vita. Da subito inizia ad avere dei sospetti. Gli è stato affiancato un giapponese, Sato, del servizio di sicurezza del ricco governatore giapponese e i rapporti non sono propriamente rose e fiori, anche perché lo scopo di Nick, in questa indagine, essendo un tossicodipendente, è quella di farsi gratuitamente di Flashback per poter rivivere i suoi ricordi felici. Infatti, alterna una visione del passato della scena del crimine a quelle della sua vita familiare. Il dolore, nel ricordo, mantiene la sua intensità e più soffre e più ne resta attanagliato. La perdita della moglie l’ha ridotto alla dipendenza da Flashback con la conseguente perdita del lavoro e di ogni diritto su suo figlio, Val, il quale ormai è cresciuto con il nonno, il padre di Dana, che da sempre prova odio per Nick e la sua condizione. Val, crescendo in questo ambiente familiare, scandito dall’odio e dalla povertà, oltre agli effetti che ha su di lui il degrado della civiltà, non ha potuto evitare di farsi coinvolgere da un gruppo di teppisti in una “flash gang”.
L’indagine e l’analisi dei rapporti familiari fra Keigo e Hiroshi Nakamura portano Nick a ripensare al suo modo di vivere lontano dal suo di figlio. Questo pensiero, la malinconia e l’ansia di recuperare il rapporto con un figlio che non ha mai avuto modo di conoscere veramente gli faranno desiderare di cambiare e, infatti, gradualmente iniziano a riavvicinarsi, seppure il nonno non approvi. Le scoperte relative alla morte di Keigo, che iniziano a far luce sul caso, gli fanno desiderare di tornare a vivere veramente e di farlo anche per l’amore che prova verso il figlio. Scopre soprattutto che essere vivi significa provare dolore. Non lo si può evitare. Ma permette anche di crearne nuovi di ricordi felici. Infatti, concedetemi una citazione, “essere vivi significa avere la forza di affrontare il dolore e la perdita e trovare qualcosa di reale per superarlo e andare avanti”.

Voi l’avete letto? Vi è piaciuto?
Vi piacciono i generi distopico e fanta-thriller?
Vi piacerebbe poter rivivere esattamente i ricordi più belli, a comando ed ogni volta che lo desiderate?
Se la vita va male, è giusto rifugiarsi nel passato e non dare modo all'esistenza di tornare ad essere lieta e felice?

domenica 27 novembre 2011

La donna in gabbia di Jussi Adler-Olsen


Pupottina partecipa all'iniziativa di Marsilio Editore: Blogger, a voi la parola!

Tutto in un “amen”!!! Esattamente come direbbe il detective Carl Mørk, eroe, poco convenzionale del libro La donna in gabbia dello scrittore danese Jussi Adler-Olsen. 
Sì, è proprio così, in un “amen”, che si legge questo libro, tutto d’un fiato, perché non è semplice staccarsi da una storia tanto avvincente, ben scritta e che coinvolge la vita di una bellissima e giovane donna in carriera, misteriosa e sfuggente. Pupottina ci ha messo solo tre giorni a leggerlo e ne è valsa la pena. Era da tanto che non leggeva un libro che la prendesse a tal punto. Forse dovrebbe dire dai tempi di Stieg Larsson, il cui genere è molto simile e a tratti migliore, poiché non c’è nemmeno mezza pagina che non va. Tutto è finalizzato ad uno scopo, comprendere la vita dei personaggi e giungere alla soluzione, seguendo un’indagine tortuosa che non suggerisce un finale felice. E’ un thriller psicologico ad alta tensione, una “crime story”, con una sottile vena comica che ne rende piacevole la lettura.
Ma vediamo insieme più approfonditamente di cosa parla. 
VOTO 10

Chi non ha letto questo libro ed ha intenzione di farlo, non continui a leggere, perché nel commento di seguito, Pupottina svelerà molte parti, unicamente per stimolare un dibattito con chi lo ha già letto.

Ci sono:
-la vittima, una bellissima parlamentare danese, Merete Lynggaard, che si volatilizza da un traghetto, mentre è in viaggio con il fratello handicappato;
-un detective, Carl Mørk, bravo nel suo lavoro, ma odiato dai colleghi a causa del carattere burbero e poco socievole, ma profondamente umano e variegato (infatti, di lui, scopriremo che, lontano da tutti, ha una vena fannullona che vorrebbe mantenere fino alla pensione, mentre si diletta nella soluzione di sudoku;
- e infine un, religioso e misterioso, assistente siriano, Assad, che dovrebbe fare soltanto le pulizie e non affiancare Mørk nelle indagini, ma non sa stare al suo posto, essendo curioso, intuitivo e con un’idea troppo classica di come dovrebbe essere il lavoro di un poliziotto.
A Mørk, che rientra a lavoro, dopo essere stato ferito in una sparatoria, viene dato l’incarico che nessuno vorrebbe, quello di gestire la Sezione Q, in un ufficio stipato nel seminterrato, dimenticato da tutti. Il suo compito, più una manovra politica che altro, è cercare di risolvere i casi irrisolti del passato, quelli che noi siamo abituati a chiamare “cold case”. Gli incartamenti dei casi irrisolti, fra cui scegliere, sono tanti e lui non ne conosce nessuno, poiché pensa solo a far passare il tempo, finché il suo assistente non gli fa venire la curiosità di sapere che fine ha fatto Merete Lynggaard. Cinque anni prima, di lei, i media avevano detto di tutto: poteva essere un omicidio, un suicidio, un incidente, una lite finita male o un rapimento. Ma nessuno aveva guardato nella giusta direzione. Nessuno aveva davvero voluto trovare la bellissima Merete, viva o morta che fosse.
La trama sviluppa l’intreccio narrativo alternando la storia personale di Carl e delle sue indagini con il dramma e le atrocità vissute dalla giovane donna, Merete. Anche il filo temporale alterna il tempo delle indagini con quello degli ultimi giorni di Merete, cinque anni prima. Il ritmo delle due storie procede parallelamente e questo meccanismo invoglia il lettore a non smettere. Dopo un po’ bisogna rendersi conto se in trappola è la vittima o il lettore, che non riesce a non farsi coinvolgere nelle vicende, per quanto terrificanti e sadiche essere giungano ad essere.
I personaggi principali sono stupendamente delineati. Anche i secondari vivono di vita propria e sono ben caratterizzati: alcuni più simpatici di altri, esattamente come accade nella vita.
Il finale, Pupottina non se lo aspettava così, sorprendentemente commovente. Era così coinvolta, così dentro la storia che non riusciva a non gioire e sentirsi soddisfatta dei traguardi raggiunti dai personaggi. Non è solo un thriller che diletta durante il tempo della lettura. È un libro che riesce a lasciare dentro qualcosa: adrenalina ed emozioni in una corsa contro il tempo, ma anche speranza e fiducia nel genere umano, ricostruendo dai dettagli l’importanza di qualunque vita.

Voi, l’avete letto?
Quanto vi è piaciuto?

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Compresi che l'ordine, a lungo andare, si ristabilisce da solo intorno alle cose (Raymond Radiguet)

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