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Dimmi il tuo segreto
Io la troverò
Dove si annida il male
Il confine del silenzio
Tutto ciò che resta
Io so perché canta l'uccello in gabbia
Africa, mon amour
Fiore di fulmine
Amore, Parigi e un gelato al pistacchio
La ragione dei sensi
Sherlock Holmes e il Signore della notte
Addio è solo una parola
All'improvviso la scorsa estate
La stagione degli innocenti
Scia di morte. L'ultimo viaggio della Lusitania
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
I piaceri della notte
Nessun ritorno
Campari a colazione
Per te qualunque cosa


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L'amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande. (Woody Allen)
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sabato 4 marzo 2017

Il Logista di Federica Fantozzi


 IL LOGISTA . Chi è? È prima di tutto il titolo del romanzo di Federica Fantozzi.

Insieme alla copertina accattivante, a incuriosirmi tanto da portarmi a leggere questo libro è stato soprattutto il titolo. Mi chiedevo chi fosse IL LOGISTA e l'ho letto per scoprirlo.

Una delle definizioni di logista, contenuta nel libro, è singolarmente accattivante: "immagina una babysitter  per adulti con esigenze speciali". Ma il logista è molto di più: è il personaggio forse più interessante del romanzo, dopo la fantastica protagonista, Amalia Pinter, giornalista di "Il Vero Investigatore", piccolo immaginario quotidiano romano.

IL LOGISTA è "un professionista che gestisce il tuo soggiorno all'estero. Prende in carico la trasferta in anticipo e fa in modo che vada liscia dal benvenuto all'arrivederci"; è "logistica applicata a servizi anziché prodotti. Pianificazione, organizzazione, gestione. In una parola: uno stratega".

Il genere thriller rientra perfettamente nella sfera delle mie letture preferite, pertanto è riuscito a conquistarmi da subito. Il principale merito della scrittrice romana è quello di aver ideato una protagonista che piace tantissimo a lettori e lettrici; agisce esattamente come vorrebbero che facesse; indaga e segue le piste che risultano più accattivanti; batte il chiodo, finché è caldo; giunge alla soluzione di un mistero che solo lei inizialmente vede.

Lo stile è magistralmente orchestrato. La trama si riallaccia all'attualità in maniera sorprendente, rendendo questo romanzo, un giallo-thriller investigativo, particolarmente originale ed avvincente.

  

martedì 12 gennaio 2016

I libri Neri Pozza per il giorno della Memoria

RALF ROTHMANN - Morire in primavera

Euro 16,00 - 208 pagine
 Febbraio 1945. La Seconda guerra mondiale è agli sgoccioli. Più di cinque milioni di soldati, un milione di civili e quasi sei milioni di ebrei hanno già perso la vita. Ma Hitler non si arrende e chiede il sacrificio più terribile, quello dei più giovani.
Walter Urban e Friedrich «Fiete» Caroli, sono tra gli ultimi soldati reclutati a forza dalle SS. Hanno appena 17 anni e lavoravano come mungitori in una grande fattoria. Walter è fortunato. Durante l’addestramento di poche settimane riesce a prendere la patente e viene affidato alla squadra di autisti che ha il compito di rifornire le unità della Waffen-SS. Fiete invece viene spedito in prima linea. Pacifista nell’animo e profondamente disgustato dalla guerra, farà comunque il suo dovere. Ma di fronte ai soldati feriti, alle bombe che piovono dal cielo e alle granate lanciate dallo stesso esercito tedesco alle spalle dei propri commilitoni, per spronarli ad attaccare il nemico, Fiete crolla. Deve andarsene, a qualunque costo. Catturato mentre sta fuggendo, Fiete viene condannato a morte in quanto disertore. E Walter, ancora incredulo, si ritrova a dover eseguire il più terribile degli ordini: puntare l’arma contro il suo migliore amico…

«Morire in primavera è un romanzo grandioso, più forte di qualsiasi esperienza letteraria. Ed è anche molto più di un romanzo pacifista. Il miglior libro che ho letto quest’anno». Sebastian Hammelehle, Der Spiegel


ERICH MARIA REMARQUE - La notte di Lisbona
Euro 15,00 - Pagine 272
 È il 1942 a Lisbona. Un uomo osserva attentamente una nave ancorata nel Tago, poco distante dalla banchina. Al vivo bagliore delle lampadine scoperte, sull’imbarcazione si sbrigano le operazioni di carico. Si stivano carichi di carne, pesce, conserve, pane e legumi. Come tutti i piroscafi che, in quei tumultuosi giorni del 1942, lasciano l’Europa per l’America, la nave sembra un’arca ai tempi del diluvio. Un’arca incaricata di porre in salvo una gran folla di disperati, di profughi inseguiti dalle acque fetide del nazismo che hanno inondato da un pezzo  Germania e Austria, e già sommerso Amsterdam, Bruxelles, Copenaghen, Oslo e Parigi. Anche l’uomo che la contempla è un profugo, senza alcuna speranza, però, di raggiungere New York, la terra promessa. Da mesi i posti sulla nave sono  esauriti e, oltre al permesso di entrata in America, all’uomo mancano anche i trecento dollari del viaggio. Sarebbe certamente destinato a perdersi e dissanguarsi nel groviglio dei rifiutati visti d’entrata e d’uscita, degli irraggiungibili permessi di lavoro e di soggiorno, dei campi d’internamento, della burocrazia e della solitudine, se la sorte non venisse in suo aiuto.
Apparso per la prima volta nel 1962, La notte di Lisbona è un commovente romanzo d’amore e, insieme, una struggente testimonianza del disincanto dei vinti e dell’esodo come unica soluzione dinanzi alle mostruosità della tirannia.
 
«Commuovere il lettore con la forza delle parole, e destarne insieme cuore e mente, è il dono straordinario di Remarque». The New York Times

SHLOMO PINES 
Le metamorfosi della libertà. Tra Atene e Gerusalemme
Euro 25,00 - 464 pagine
 Uno dei grandi studiosi dell’ebraismo del Novecento, accostabile per importanza soltanto a pensatori del calibro di Jonas, Scholem, Lewy, Strauss e Taubes, è stato certamente Shlomo Pines, il celebre curatore e traduttore dell’edizione inglese della Guida dei perplessi di Maimonide.
Pines ha lasciato un’infinità di scritti, impressionanti per eruzione e varietà di temi, che spaziano dal mondo greco-romano alla mistica ebraica e araba, a Nietzsche e al pensiero contemporaneo. I Collected Works in cinque volumi pubblicati tra il 1979 ed il 1997 raccolgono la quasi totalità delle sue opere in inglese e in francese. E mostrano l’originale linea di ricerca dello studioso, dagli anni di formazione parigini fino a quelli dell’insegnamento nell’università di Gerusalemme. Per Pines non esiste un solo ebraismo poiché, nel corso della sua storia, l’ebraismo ha sempre costituito una realtà plurale, capace di definirsi ogni volta in relazione al contesto con cui entrava in contatto. Analogamente, non esiste nemmeno una filosofia specificamente ebraica, ma un sistema di testi e di problemi ereditati dal mondo greco-arabo con cui gli ebrei, a un certo punto della storia e per ragioni diverse, si trovarono ad avere a che fare. La stessa critica viene da lui mossa a più riprese all’idea di «cultura ebraica», troppo generica e imprecisa per poter davvero dar ragione della complessità che intende rappresentare. Questo volume presenta per la prima volta in Italia un’organica raccolta dei suoi scritti e traccia a grandi linee il percorso di quello che è stato al tempo stesso un grande studioso e un grande sapiente.
 
ERIK LARSON - Il giardino delle bestie
Euro 18,00 - 560 pagine 
Questo libro narra della storia vera di William E. Dodd e di sua figlia Martha, un padre e una giovane donna americani improvvisamente trapiantati dalla loro accogliente casa di Chicago nel cuore della Berlino nazista del 1934. Rispettabile professore di storia all’università di Chicago, nel 1933 Dodd è nominato da Roosvelt ambasciatore a Berlino. Da fervente democratico jeffersoniano qual è, è tutto fuorché il candidato modello per un simile incarico. Non è ricco, non è politicamente influente e non appartiene nemmeno alla cerchia degli amici di Roosvelt.  Tuttavia, per Roosvelt è un ambasciatore perfetto per un paese che, tra la crisi economica dilagante e un altro rovinoso anno di siccità, rappresenta per l’America soltanto una seccatura: la seccatura di un miliardo e duecentomila dollari, debito che Berlino ha contratto con gli Stati Uniti, e che Hitler si mostra sempre meno propenso a voler saldare. ...

«Dodd, l’ambasciatore americano che criticò Hitler in pubblico». Sergio Romano, Corriere della Sera
 
HERBERT GRIMM - Il soldato Schlump
Euro 17,00 - 256 pagine
Emil Schulz, soprannominato scherzosamente a scuola Schlump, è un giovane idealista entusiasta della vita che, appena sedicenne, si arruola volontario allo scoppio della Prima guerra mondiale. La sola idea di poter indossare una magnifica uniforme, e marciare impettito sotto lo sguardo ammirato delle ragazze, è per lui qualcosa di irresistibile. Schlump mastica un po’ di francese e viene, perciò, spedito dalle autorità militari in una guarnigione in Francia, dove trascorre i suoi giorni in un perfetto idillio campestre. Dopo alcuni mesi, tuttavia, viene trasferito in trincea, dove si imbatte per la prima volta nell’insensata ferocia e brutalità della guerra: vede i compagni morire dopo strazianti agonie, sperimenta stenti e privazioni inimmaginabili e resta gravemente ferito. È il periodo più buio e più tragico della sua giovane vita, che tuttavia non è in grado di scalfire la sua fiducia nell’umanità e la sua voglia di vivere. Dopo un lunga degenza in ospedale, riesce a ottenere il trasferimento in un lazzaretto del suo paese natale. ...

«Una scoperta letteraria che non ha prezzo» Neue Osnabrücker Zeitung
 
PHILIPPE HAYAT - Momo a Les Halles
Euro 18,00 - 416 pagine
Una scatola di biscotti con dentro centoquarantatré franchi, l’abito buono indossato per festeggiare il diploma di terza media, un paio di oggetti di scarso valore gettati alla rinfusa in una borsa: ecco tutto il patrimonio che Maurice, detto Momo, e Marie Moscowitz, rispettivamente quattordici e undici anni, riescono a portarsi via il giorno d’agosto del 1941 in cui scappano come ladri dalla loro casa di rue des Érables a Parigi, accompagnati dal direttore di papà Moscowitz, Monsieur Surreau, il presidente degli stabilimenti Surreau, piombato in piena notte nell’appartamento per condurli in salvo. Nel 1941, in Francia, basta avere in tasca una carta d’identità barrata con la parola EBREO, sputata come un insulto, per essere deportati. Dopo un controllo ai documenti, papà Moscowitz è stato arrestato mentre passeggiava per le strade della capitale. Della madre dei ragazzi, invece, come di tante «israelite» che, come dice Monsieur Surreau, «lasciano i figli davanti alla porta dell’orfanotrofio e se ne vanno come ladre», non si sa nulla. ...

«Un grande romanzo popolare». Au Femenin
 
MANUEL CHAVES NOGALES - Agonia della Francia
Euro 16, 52 - 192 pagine 
Nel 1937 Manuel Chaves Nogales approda a Montrouge, un sobborgo operaio alle porte di Parigi. Fugge da un Paese, la Spagna, dove è un tipo «perfettamente fucilabile» dai due contendenti in guerra: dai comunisti guidati da Mosca, e dai fascisti foraggiati da Roma e Berlino.È, come lui stesso ama definirsi, un «cittadino di una repubblica parlamentare e democratica» che, andata velocemente in malora, non concede altra scelta che l’esilio a un giornalista e scrittore figlio della piccola borghesia liberale sevigliana. A Montrouge, la République  gli procura un appartamento popolare d’antico decoro dove sistemarsi con moglie e figli. Reportero  di fama, autore di una brillante biografia di Juan Belmonte - il grande matador, il torero bohémien che frequentava artisti e leggeva Maupassant - Chaves si ritrova a Parigi «insieme agli scarti dell’umanità che la mostruosa macchina degli Stati totalitari va producendo».  Un demi-monde di esclusi, reprobi, sconfitti: pope russi, ebrei tedeschi, rivoluzionari italiani.
 
«La agonía è… un libro scritto a caldo. Uno di quei resoconti svelti che nell’urgenza, nella tremenda accelerazione del tempo, del Secolo, trovano insieme ispirazione e lucidità… Dimostra che, senza il minimo bisogno di attacchi dal cielo, un’antica Nazione può tranquillamente farsi fuori da sé».
dall’Introduzione di Marco Cicala
 
MONIKA HELD - La notte più buia
Euro 17,00 - 272 pagine
È il 5 giugno 1964, un torrido venerdì d’estate, quando Lena incontra per la prima volta Heiner Rosseck all’interno del tribunale di Francoforte. Terminate le ultime traduzioni e lasciato il suo angusto ufficio senza finestre, stava per guadagnare l’uscita, con il pensiero rivolto già a come svagarsi ? una nuotata all’aperto, un film al cinema, un bicchiere di vino, magari ?, quando lo ha scorto: un uomo alto e smagrito sul punto di scivolare a terra lungo una parete. Il tempo di sorreggerlo e di chiedergli «Sta bene?» che ha appreso la sua drammatica storia. Heiner Rosseck da Vienna, giunto nelle fredde aule del tribunale di Francoforte per testimoniare al processo contro i crimini nazisti di Auschwitz in cui è stato prigioniero. Rosseck, il sopravvissuto, appena sottoposto a un estenuante interrogatorio sul ruolo, le responsabilità e le azioni di due imputati, Kehr e Kaduk, i peggiori aguzzini del campo di prigionia.
 
GIORGIO AGAMBEN
Angeli. Ebraismo, Cristianesimo, Islam
Euro 22,00 - 934 pagine
  Teologi e filosofi, poeti e pittori non hanno mai cessato di interrogarsi sulla natura degli angeli. La loro immagine insieme splendida ed estenuata, pensierosa e feroce è penetrata così profondamente, oltre che nelle preghiere e nelle liturgie quotidiane dell'occidente, nella filosofia, nella letteratura, nella pittura, nella scultura, ma anche nei sogni a occhi aperti, nelle sottoculture e nel Kitsch, che una comprensione anche semplicemente coerente dell'argomento sembra impossibile. In che modo comunicano fra loro e con gli uomini di cui si prendono cura? Hanno un vero corpo o una specie di manichino che ogni volta assumono e lasciano cadere? Qual è il loro sesso? Sono capaci di sentimenti, possono ridere o piangere? Ma, soprattutto, qual è la loro funzione nel governo divino del mondo?
Divisa in tre sezioni corrispondenti alle tre grandi religioni del Libro - Ebraismo, Cristianesimo, Islam - questa antologia riunisce per la prima volta in una accurata presentazione critica i testi più significativi mai scritti sugli angeli, da Origene a Tommaso d'Aquino, dalla Bibbia a Maimonide, da Avicenna al sufismo. Ne esce un'immagine completamente nuova, in cui le delicate creature alate che ci sorridono dai quadri di Giovanni Bellini mostrano improvvisamente i tratti terribili della milizia divina e quelli loschi di una sterminata burocrazia celeste, che tiene nelle sue mani non solo le fila dei rapporti fra il divino e l'umano, ma anche la stessa posta in gioco della politica occidentale. 
 
«Affascinante repertorio che attraversa fedi, epoche, universi umani». Elena Loewenthal, la Stampa
 

martedì 14 luglio 2015

La Torre di Ruin di Simon Toyne



Misticismo e avventura si mescolano ancora un volta in un thriller religioso, il nuovo romanzo di Simon Toyne. Il pericolo è imminente: qualcuno vuole scatenare l'apocalisse.
L'’FBI deve indagare su un caso molto particolare: la NASA ha perso il controllo del telescopio Hubble, che ora punta verso la terra. Su tutti i pannelli di controllo si legge un unico messaggio: «L’umanità non deve cercare oltre.» 

Tutto ha inizio nel centro spaziale di Goddard. Poco dopo cominciano a prodursi inquietanti fenomeni naturali e in tutto il mondo la gente prova l’impulso di cercare rifugio tra le mura di casa. La risposta all’enigma si trova a molti chilometri di distanza, in un luogo mitico in pieno deserto, dove Liv Anderson, la donna che incarna un’antica profezia, affronterà la rivelazione finale, custodita per millenni dai monaci della Cittadella di Ruin, per fermare l’apocalisse.

In cammino verso Ruin, oltre a Liv, giornalista, c'è anche Gabriel, ex militare. La loro è una missione. Loro sono a conoscenza di una qualche verità segreta. Nella lotta contro il tempo, per scongiurare l'apocalisse, c'è anche l'agente dell'FBI Shepherd, un giovane super esperto in astronomia e religione, ma anche in tecniche militari. Anche Shepherd, però, ha un segreto. È un personaggio altrettanto misterioso ed interessante.

Lo stile di Simon Toyne è superlativo nel creare la suspense e nel catturare l'interesse dei lettori, mantenendolo per tutta la durata del romanzo che supera le quattrocento pagine. I personaggi sono ben caratterizzati e il lettore è portato a patteggiare con loro e a rimanere stupito dai tanti colpi di scena che li coinvolgono. È un ottimo thriller mistico per rivedere le proprie concezioni religiose.    


giovedì 18 giugno 2015

Virgin di James Patterson

Niente appassiona di più dell'eterna lotta tra il Bene e il Male, soprattutto quando di mezzo ci sono il Vaticano e i preti. Ne era ben consapevole anche James Patterson, quando, nel lontano 1980, decise di scrivere un thriller per dare la sua interpretazione al tema della Natività, dell'attesa del Messia. Patterson si è chiesto sicuramente come avrebbero reagito la comunità cristiana e il mondo intero, ma anche cosa avrebbe comportato questo evento d'incredibile portata storica.

Il tema trattato da quel lontano 1980 è ancora attualissimo. Il romanzo, in questa nuova riedizione, è stato riadattato da Patterson, con l'aiuto e la consulenza della collega Maxine Paetro, per ristrutturare ed attualizzare la trama di questa storia. Infatti, sono proprio l'interesse, per il tema, e l'attualità, di questa storia, a farne un ottimo bestseller, di alto livello come siamo abituati a pretendere leggendo James Patterson. Lo stile narrativo è sempre il suo: avvincente, dalla prima all'ultima pagina.

Appare evidente sin dall'inizio che la vicenda avrà risvolti molto particolari e, leggendo un romanzo di Patterson, si è consapevoli di dover attendere colpi di scena a catena.
Il romanzo giunge ad investigare sulle rivelazioni di Fatima, in Portogallo, del 1917. I tre pastorelli hanno dato voce alle rivelazioni della donna, vestita di bianco, scesa da una nuvola. Tra i tanti messaggi, è rilevante, ai fini di questo libro, quello sull'avvento di un nuovo Messia. La parte inquietante del messaggio segreto sta nel fatto che lo si sarebbe dovuto riconoscere. Infatti, sembra proprio che due vergini daranno contemporaneamente alla luce due bambini. Il primo sarà il Salvatore, l’altro, il figlio dell'angelo caduto, la reincarnazione del Male.
Mentre l’intero pianeta è devastato da epidemie, carestie e siccità, al Vaticano giunge una notizia singolare: due adolescenti, prossime al parto, si dichiarano entrambe vergini. La prima a Boston, l’altra in un villaggio irlandese. Memore della Profezia di Fatima il papa affida a padre Nicholas Rosetti, la massima autorità in materia di miracoli, il compito di indagare sulla misteriosa vicenda, e, in punto di morte, gli rivela un inconfessabile segreto.
Per partecipare alle indagini, l’arcidiocesi di Boston, invece, decide di affiancare al religioso Anne Fitzgerald, una ex suora che lavora come investigatrice privata. In uno scenario apocalittico, gravato dallo scatenarsi di paure incontrollate, i due si lanciano in una corsa contro il tempo per scoprire la verità, ma Anne e padre Rosetti ancor non sanno quali demoni si troveranno personalmente ad affrontare.
È un soft thriller dai retroscena apocalittici molto interessanti, scritto con uno stile magistralmente avvincente. Un'ottima lettura d'intrattenimento, ricca di suspense, scritta dal miglior autore del genere.



lunedì 16 febbraio 2015

NELLA TESTA DI UNA JIHADISTA



Una storia vera e di scottante attualità

L’autrice, giornalista francese esperta di terrorismo, si è finta su Facebook e Skype una giovane convertita all’Islam e interessata ad abbracciare la jihad: intendeva infatti comprendere i meccanismi di reclutamento dei giovani occidentali da parte dell’ISIS e scrivere un reportage.
Da quando la sua copertura è caduta, vive sotto scorta e ha cambiato nome e città.

ANNA ERELLE 
NELLA TESTA DI UNA JIHADISTA 
UN’INCHIESTA SHOCK SUI MECCANISMI DI RECLUTAMENTO
DELLO STATO ISLAMICO
Pagine: 260 - Prezzo: 14,00 €
 Anna Erelle è giornalista francese specializzata in terrorismo. Spinta dal desiderio di comprendere il fenomeno dei giovani occidentali che si arruolano nelle file dell'ISIS, si crea un falso profilo Facebook, con il nome di Mélodie, e finge di essere una ventenne francese convertita all'Islam e interessata ad abbracciare la Jihad. Su Facebook conosce Bilel, trentacinquenne francese convertito all’Islam e trasferitosi in Siria, che in seguito scoprirà essere il braccio destro del terrorista iracheno più ricercato dall'FBI, Abou Bakr al-Baghdadi. Nel giro di qualche settimana Bilel, dopo aver chattato ogni giorno con Mélodie su Skype (lei ha sempre il volto coperto dal velo), se ne innamora e le chiede di raggiungerlo in Siria per sposarlo e unirsi a lui nella lotta armata. Anna/Mélodie finge di accettare la richiesta di Bilel e parte per Amsterdam insieme a un collega fotografo. Dovrà poi andare a Istanbul e quindi in Siria. In realtà vuole arrivare ad Amsterdam per intervistare Lola, una giovane belga veramente convertita e in partenza per la Siria, poi andare al confine con la Siria per raccogliere informazioni sul luogo, e infine tornare in Francia per concludere il reportage. Ma non tutto va come previsto e Anna/Mélodie è costretta a tornare a Parigi. Cancella il suo account Facebook e getta i telefoni cellulari che aveva dato a Bilel. Eppure riceve non solo minacce sul suo account Skype ma anche una telefonata in ufficio da Bilel, segno che è comunque riuscito a rintracciarla.

Anna Erelle è uno pseudonimo. A distanza di alcuni mesi dall'ultimo contatto con Bilel, l'autrice ha dovuto cambiare casa, telefono e vive sotto scorta.

Bilel ha lanciato una fatwa contro di lei pubblicando un video su internet. Sono circolate voci sulla morte del terrorista in un'imboscata, ma non sono attendibili.

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Compresi che l'ordine, a lungo andare, si ristabilisce da solo intorno alle cose (Raymond Radiguet)

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