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Pupottina's favorites book montage

Dimmi il tuo segreto
Io la troverò
Dove si annida il male
Il confine del silenzio
Tutto ciò che resta
Io so perché canta l'uccello in gabbia
Africa, mon amour
Fiore di fulmine
Amore, Parigi e un gelato al pistacchio
La ragione dei sensi
Sherlock Holmes e il Signore della notte
Addio è solo una parola
All'improvviso la scorsa estate
La stagione degli innocenti
Scia di morte. L'ultimo viaggio della Lusitania
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
I piaceri della notte
Nessun ritorno
Campari a colazione
Per te qualunque cosa


Pupottina's favorite books »
L'amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande. (Woody Allen)
"Non discutere di cose di letto con tatto e discrezione. Potrei non capire di cosa parli." (L'ispettore Barnaby)

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lunedì 27 ottobre 2014

Tappa #6 - Due chiacchiere con Chelsea Cameron


Intervista a Chelsea Cameron

Chelsea, piacere di conoscerti. Partiamo dal principio: come è nata la tua passione per la scrittura e quali sono gli scrittori che ti hanno ispirato di più?
Ho sempre amato i libri dal momento in cui ho capito che cosa fossero. I miei genitori mi hanno sempre letto delle storie e sin da bambina trascorro molto del mio tempo libero in compagnia dei libri. Non sono mai stata una grande fan della scrittura, invece, finché non ho iniziato il liceo. Poi mi sono laureata in giornalismo
dato che sembrava più rispettabile che essere un maggiore inglese (senza offesa verso tutti i maggiori inglesi!) e ho presto capito che avrei preferito scrivere di personaggi nati dalla mia fantasia piuttosto che di persone reali. Ho iniziato a scrivere il mio primo romanzo al college (ma questo rimarrà inedito!) e da lì non mi sono più fermata. Come per tutti gli scrittori, ho i miei punti di riferimento, ve ne cito solo alcuni: J.K. Rowling, Stephenie Meyer, Scott Westerfeld, Neil Gaiman, Robin McKinley, Roald Dahl, Jacqueline Carey, Karina Halle, Tahereh Mafi, Jane Austen e Charlotte e Emily Bronte. 


• Il 14 ottobre è stato pubblicato qui in Italia Il mio sbaglio preferito; secondo te perché il genere New Adult sta ottenendo così tanto successo?

Penso che sia così popolare perché, per anni, nessuno ha scritto romanzi con protagonisti di età compresa tra i 18 e i 25 anni. Molti romanzi erano dedicati ad una fascia di età inferiore oppure raccontavano esperienze troppo mature per la fascia Young Adult. Credo che gli autori Indie siano stati tra i primi ad esplorare questo momento della vita di ognuno. È una fase molto delicata. Hai ancora tutta l'angoscia e il dramma dalla giovinezza, ma la responsabilità e le conseguenze di un adulto.

• Torniamo a Il mio sbaglio preferito, in parte è basato sulla tua esperienza personale? Pensi di poterti rispecchiare in Taylor?

Ho disegnato questo romanzo sulla base della mia esperienza al college. Mi è piaciuto quel periodo, soprattutto vivere con i miei amici, così vicini. Puoi sempre correre lungo il corridoio e vederli,organizzare pigiama party sempre in una stanza diversa. Per quanto riguarda Taylor…sì, un po'. Siamo entrambe bionde, ma lei è decisamente più coraggiosa di me. Odio il confronto e non ho mai dato un pugno a nessuno in vita mia! Abbiamo un modo di affrontare la rabbia totalmente diverso, ecco perché amo la scrittura, è il mio modo di sfogarmi.

• La storia di Taylor e Hunter è una guerra continua: credete davvero che l'amore e l'odio siano due facce della stessa medaglia?

Davvero. Chi ti fa più arrabbiata di chiunque altro? È sempre le persone che ami. Non si può avere il bene senza il male. Il mondo è un atto di equilibrio e non si può fare a meno di uno dei due aspetti. 



• "Il mio sbaglio preferito" è il primo romanzo di una serie e il secondo episodio uscirà in Italia nel 2015, sempre edito da Harlequin Mondadori. Vuoi dare una piccola anteprima ai nostri lettori?

Mi piacerebbe! Ecco un piccolo assaggio tratto da My Sweetest Escape:

"Devi spingere con i fianchi" disse una voce, distraendomi dall’assalto al distributore.

"Cosa?" Un ragazzo con una felpa sformata e jeans altrettanto sformati e larghi e strappati mi fissava come se fossi una strana creatura. La sua pelle scura e i capelli corti contrastavo con gli occhi verdi, i più intensi che avessi mai visto. A differenza dei miei, di un blu velato, i suoi scintillavano illuminati da riflessi dorati.
Risaltavano ancora più su volto scuro, soprattutto in quel momento, mentre erano fissi su di me.
Alzò lo sguardo dalla macchinetta. "Devi spingere con i fianchi. Qui." disse guardandosi intorno, per assicurarsi che nessuno stesse guardando. Mi fece un cenno come per dire di farmi da parte.

"Il segreto è spingere con tutto il corpo, non solo con le spalle".

Era solo una mia impressione o avevo colto una chiara allusione? Lo guardai a bocca aperta e lui scoppiò a ridere.
No, non mi sbagliavo. La sua era una di quelle risate contagiose, a cui non si poteva proprio resistere. Ecco, forse era per quello che riuscivo a trattenere a fatica il sorriso che stava per esplodere sul mio viso.

"Al tre." disse avvicinandosi al distributore, mettendo le mani accanto alle mie. Da vicino, i suoi occhi erano ancora più luminosi. Sembravano quasi incandescenti.

"Uno. Due. Tre." disse mentre entrambi iniziavamo spingere. Mi accorsi che si era spostata di parecchio, molto di più rispetto al mio esile tentativo.
Finalmente riuscii a sentire il tonfo delle Skittles sul metallo, chiaro segnale della nostra vittoria. Il ragazzo si chinò verso il distributore, raccogliendo la mia borsa.

"Missione compiuta". Disse ammiccando. 

"Grazie," risposi. Presi la borsa, cercando di non sfiorare la sua mano. Stavo per andarmene quando lo sentii  borbottare, come se volesse dire qualcosa. Rimasi lì, in attesa.

"Dovrei andare" sbottai alla fine per rompere quel silenzio imbarazzante.

"Oh, mi dispiace. Certo, certo." disse scuotendo la testa, come se avesse dimenticato qualcosa e gli fosse tornato alla mente all’improvviso. Sorrise e infilò le mani in tasca.

"Bene. Beh, ciao." Feci un piccolo cenno e mi voltai. Che strano.

"Non dimenticare. Spingi con tutto il corpo la prossima volta, Rossa." disse, facendomi voltare di nuovo.

Sorrideva di nuovo. Rossa? Questa non l’avevo mai sentita. Perlomeno non mi aveva chiamato Carota.

"Lo terrò a mente. Grazie. "



Ancora un’ultima cosa ... sei mai stata in Italia? Pensi che un giorno verrai a trovare i tuoi fan italiani?

Non sono mai stata in Italia, ma è sulla mia lista di luoghi da  visitare! Tra il cibo, l'architettura e tutto ciò che ha da offrire, chi non vorrebbe visitare il vostro Paese? Forza fate in fretta! Non appena qualcuno vorrà organizzare una bella firma copie in Italia, verrò sicuramente!


1 commento:

stefania mognato ha detto...

bellissima intervista non c'è che dire

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Compresi che l'ordine, a lungo andare, si ristabilisce da solo intorno alle cose (Raymond Radiguet)

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