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domenica 3 agosto 2014

Ma ho vissuto troppo poco di James Hadley Chase

A colpirmi è stato soprattutto il titolo, “MA HO VISSUTO TROPPO POCO” che lascia il senso di qualcosa che resta in sospeso, che non si può concludere o che, peggio ancora, si conclude con troppa velocità, lasciando l’amaro in bocca.

Se questo romanzo noir, di poco più di un centinaio di pagine, è uno dei meno conosciuti di JAMES HADLEY CHASE, non vedo l’ora di leggere anche gli altri. Mi è piaciuto tantissimo. L’ho trovato un piccolo capolavoro del giallo classico, dove il punto forte è la suspense e ce n’è davvero tanta.

Il protagonista è Harry Ricks, un fotografo squattrinato, il classico tipo tranquillo che, non si sa come, riesce a ficcarsi nei guai. Anche per lui, il guaio peggiore capita, come per la maggior parte degli esseri viventi, con l’arrivo dell’amore. Non sempre l’amore porta gioia e felicità. Per Ricks, l’amore porta un’escalation  di aggressioni e morti. Dunque, il classico bravo ragazzo incontra sulla sua strada una donna bellissima e pericolosamente misteriosa che porta soltanto guai. Lui, però, non riesce a vedere l’evidenza, dei crimini che la circondano, e l’ambiguità, che si cela dietro tanta bellezza, e si ritrova a fare i conti con le terribili conseguenze di quell’appuntamento fatale che il destino a predisposto per lui.

Perde letteralmente la testa per lei e nessuno riesce a fargli aprire gli occhi. L’unica cosa che può fare e amarla oltre ogni limite, lasciandosi imprigionare in una spirale di pericoli.

Il lettore resta coinvolto dalla complessità e l’ambiguità dei personaggi, soprattutto quelli che da subito appaiono come negativi. Ci si chiede che cosa si nasconda dietro tutto quel mistero. Lei, Clair, bella da mozzare il fiato, è davvero pericolosa come la si descrive o è soltanto una vittime di personaggi che la manovrano?

Come dice il titolo, dal tono pessimistico, come molti altri titoli di Hadley Chase e in perfetta sintonia con la sua importante produzione narrativa, caratterizzata da un ritmo incalzante e da uno stile incisivo, qualcuno o più di qualcuno non riuscirà a raggiungere tutti i suoi bramati obiettivi e il bello sta proprio nel seguire l’evolversi degli eventi in una catena fatta di cause e conseguenze.



Ad accomunare il primo romanzo con il racconto, più moderno, di MARZIA MUSNECI, incluso in appendice, è la professione di entrambi i protagonisti, Harry Ricks e Zeno Malerba.
Anche nel racconto “ZENO MALERBA, FOTOGRAFO”, ci sono di mezzo crimini e omicidi, ma anche personaggi che, nonostante la brevità della forma narrativa, riescono a lasciare una traccia importante di sé, risultando particolarmente complessi, sfaccettati e interessanti. 

     

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