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Pupottina's favorites book montage

Dimmi il tuo segreto
Io la troverò
Dove si annida il male
Il confine del silenzio
Tutto ciò che resta
Io so perché canta l'uccello in gabbia
Africa, mon amour
Fiore di fulmine
Amore, Parigi e un gelato al pistacchio
La ragione dei sensi
Sherlock Holmes e il Signore della notte
Addio è solo una parola
All'improvviso la scorsa estate
La stagione degli innocenti
Scia di morte. L'ultimo viaggio della Lusitania
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
I piaceri della notte
Nessun ritorno
Campari a colazione
Per te qualunque cosa


Pupottina's favorite books »
L'amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande. (Woody Allen)
"Non discutere di cose di letto con tatto e discrezione. Potrei non capire di cosa parli." (L'ispettore Barnaby)

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venerdì 19 giugno 2015

I GIALLI dell'estate: dal 19 al 28 giugno


OFFERTA
Verità sepolte
di Allen Eskens

a 4,49 euro

OFFERTA Pioggia sul viso
di Natsuo Kirino
a 4,49 euro
Uno strano luogo per moriredi Derek B. Miller
a 4,49 euro
L'ora del dio rosso 
di Richard Crompton

a 3,99 euro

La fune
 di Stefan Aus Dem Siepen
a 3,99 euro
vedi la scheda ebook

La figlia del boia
  di Oliver Potzsch
a 3,49 euro
vedi la scheda ebook

La figlia del boia e il monaco nero
di Oliver Potzsch
a 4,99 euro


venerdì 5 dicembre 2014

Novità BEAT di fine 2014



KATE MANNING - Una levatrice a New York

Miserie e splendori di una levatrice nella New York di fine Ottocento. Un bestseller internazionale. 
È il 1860 e mentre le Grandi Pianure occidentali d’America sono dimora dei bisonti nomadi, il duro acciottolato della città di New York è il domicilio senza tetto di trentacinquemila bambini. Ragazzi di strada, fortunati se riescono a vivere fino a vent’anni, la maggior parte scaricata agli ospizi per trovatelli. Tra loro si aggirano Annie, Dutch e Joe. Dodici anni, indumenti laceri, stivaletti pieni di buchi, Annie è la più grande dei tre ed è lei che conduce a casa di sua madre il Reverendo Charles Brace, dell’Associazione per l’Assistenza all’Infanzia, un tipo alto, magro, con occhi pallidi e infossati, la fronte sporgente e il naso lungo come un vegetale, incontrato per caso davanti alla bottega di un fornaio...

«L’avvincente storia di una levatrice che sfida la legge in nome dei diritti delle donne». Publishers Weekly

TRACY CHEVALIER - La dama e l'unicorno

Jean Le Viste, gentiluomo le cui insegne sono ovunque tra i campi e gli acquitrini di Saint-Germain-des-Prés a Parigi, in un giorno del 1490 affida a Nicolas des Innocents, pittore di insegne e miniaturista, il compito di ornare il salone della sua casa con arazzi immensi che raffigurino la battaglia di Nancy, con cavalli intrecciati a braccia e gambe umane, picche, spade, scudi e sangue a profusione. Alla vista, però, di Claude, la giovane e bellissima figlia del gentiluomo, e in seguito agli ordini perentori della padrona di casa, Geneviève de Nanterre, Nicolas decide di cambiare il soggetto dei suoi arazzi: non più cavalli, elmi o sangue, ma una dama e un unicorno, simboli della seduzione, della giovinezza e dell’amore. Attraverso la magia della narrazione, La dama e l'unicorno ci conduce davanti ai sogni, ai desideri e alle speranze che, alla fine del XV secolo nel nord della Francia, hanno generato una delle opere più misteriose e seducenti della storia dell'arte.
«Il romanzo della società e dei personaggi che potrebbero aver dato la luce a sei grandi arazzi… un capolavoro di cui non si conosce l’origine». La Repubblica

PEGGY HESKETH - Parlando con le api

Albert Honig è un uomo burbero e riservato che, in un paesino della California del Sud, ha deciso di invecchiare soltanto in compagnia delle sue api. Un giorno, tuttavia, un drammatico evento lo costringe a fare i conti col suo passato: nell’abitazione nei pressi della sua, nella casa delle «Signore delle api», Albert scopre i cadaveri di Claire e Hilda Straussman, le due sorelle, legate e imbavagliate. Sigillata la casa e raccolte le impronte, il detective Grayson non tarda a capire di trovarsi di fronte a una rapina finita male. Ci sono segni di effrazione, e mancano all’appello gioielli e soldi. Tuttavia, come trovare il colpevole? Deciso a scoprirlo, il detective prega l’apicoltore di raccontargli tutto quanto sa delle due donne. Inizia così un viaggio a ritroso nella memoria dell’apicultore: dal primo incontro alle fughe nei boschi con Claire per sfuggire all’infelice signora Straussman, la madre della ragazza; dalla passione per l’apicoltura trasmessa a Claire alla nascita di un amore troppo intenso per essere confessato, fino alla partenza di Claire e a quel ritorno, tempo dopo, con un misterioso bambino.
«Un classico americano… un romanzo eccezionale per chiunque ami le storie profonde e indimenticabili». Elizabeth George, The New York Times

NATSUO KIRINO - Una storia crudele

Ubukata Keiko, trentacinquenne scrittrice di successo nota con lo pseudonimo di Koumi Narumi, scompare lasciando un’unica traccia dietro di sé: un manoscritto intitolato Una storia crudele. È la scioccante confessione del rapimento subito da bambina. A dieci anni, infatti, Keiko fu rapita nel quartiere a luci rosse in cui s’era maldestramente avventurata, e restò nelle mani di Kenji, il rapitore, per un anno intero stabilendo con lui un rapporto agghiacciante, ambivalente, la cui natura le è rimasta sempre oscura. Quando fu ritrovata, non rivelò niente di ciò che era accaduto, né alla polizia né agli psichiatri che avrebbero voluto aiutarla. Soltanto Miyasaka, un misterioso detective con un braccio solo, non si stancò d’indagare, forse innamorato della verità o forse di Keiko, oppure curioso di venire a capo di una vicenda dai dettagli morbosi. Opera in cui ne va della sottile linea che separa i fantasmi della scrittura da quelli della realtà, Una storia crudele è uno dei maggiori successi di Natsuo Kirino, «l’unica vera voce innovativa della letteratura giapponese degli ultimi venti anni» (Daisuke Hashimoto).
«Natsuo Kirino si conferma tra quegli scrittori giapponesi d’élite che stanno trasformando il romanzo giapponese contemporaneo». The Washington Post

JAVIER GUTIÉRREZ - Un bravo ragazzo

È un pomeriggio d’inverno in una via centrale del quartiere di Fuencarral a Madrid quando Rubén Polo incontra casualmente Blanca, amica dei tempi dell’università. Dieci anni sono passati dall’ultima volta che Polo e Blanca si sono visti, da quella notte in cui un episodio di incredibile violenza e brutalità ha improvvisamente sciolto la rock band di cui entrambi facevano parte, assieme agli inseparabili Nacho e Chino. Una notte che ha il suono sinistro di un farmaco, il roipnol, la droga dello stupro. E le attraenti fattezze di Blanca, che tutti chiamavano allora Chicana, corpo tonico, elastico, i capelli nerissimi e la pelle scura, quasi rossiccia. E di Gabi, la bellissima e biondissima Gabi dagli occhi chiari, che a quei tempi usciva con un idiota fascista ma che ora, dopo essersi ritrovati, ama e vive con Polo in un palazzo borghese con vista su plaza de Olavide. Storia cruda e di rara intensità, Un bravo ragazzo trascina il lettore nelle profondità dell’animo umano, là dove il desiderio e l’eccesso scivolano inesorabilmente nelle oscure regioni del male.
«Un’inquietante discesa nelle profondità della colpa e del desiderio». Andrea G. Bermejo, El País

domenica 17 giugno 2012

Una storia crudele di Natsuo Kirino

Una narrazione profondamente psicologica, morbosa, malata, ossessiva e avvolta da svariati misteri. Natsuo Kirino, in Una storia crudele, con il suo personalissimo stile, struttura vicende e individui attraverso i loro racconti, narrati direttamente o riferiti nelle impressioni altrui, in un cerchio che si avvolge intorno ai personaggi, alle sfortunate coincidenze e alla realtà di come si sono svolti davvero i fatti.
Nella narrazione non mancano parti caratterizzate dalla finzione, propria del romanzo, e menzogne, attribuite alla sofferenza di una mente traumatizzata. La brevità del romanzo non permettono di approfondire la perversione e la disperazione, elementi caratteristici dominanti dei personaggi della Kirino, che forse sceglie di proposito di omettere il massimo della morbosità nel suo racconto per farlo solo percepire in tutto il suo orrore. Così come la protagonista ha bisogno dell’immaginazione per crearsi una realtà parallela, in cui vivere e isolarsi, allo stesso modo il lettore deve usarla per riempire i vuoti lasciati di proposito nel racconto per ricomporre i pezzi di un mistero fatto di paura e sevizie che raccontare esplicitamente renderebbe banale.
Confermo, ancora una volta, il mio apprezzamento per lo stile della Kirino che presenta un lato perverso del Giappone.
Keiko ha solo 10 anni, quando l’operaio venticinquenne Kenji la rapisce e la costringe a vivere per un anno con lui, mostrandole il lato aberrante degli esseri umani. Ma per raccontare questa storia, rendendola originale, Natsuo Kirino escogita l’espediente di “Una storia crudele”, il manoscritto autobiografico di quella brutale esperienza, lasciato al marito dalla stessa Keiko che ormai ha cambiato nome, ha 35 anni ed è una scrittrice famosa, un caso letterario in Giappone, con il romanzo d’esordio “Come il fango”.
Keiko adulta è scomparsa, senza lasciare nessuna traccia, se non la verità che molti anni prima tutti cercavano di farle raccontare, cioè cosa è davvero accaduto in quell’anno di prigionia tra lei e il suo aguzzino. I misteri non sono solo quelli racchiusi nella mente di Keiko, poiché tutti i personaggi presentati hanno segreti che non raccontano e che il lettore vuole poter chiarire fra le pagine del romanzo. Il pedofilo, il vicino di stanza, i genitori della bambina, il detective che indaga, la psicologa che offre il suo sostegno, le amiche: ognuno agisce seguendo le sue motivazioni che sembrano avere come denominatore comune l’attenzione verso Keiko.
Anche se è cresciuta e la sua vita sembra essere stata rivoluzionata, Keiko non ha ancora superato i traumi psicologici di quell’esperienza ed, anzi, li ha raccontati in tutte le sue fasi, nell’evoluzione affrontata dalla mente, vittima di feroci e drammatici ricordi di sevizie e molestie sessuali, rendendola una “creatura sessuale” oltre che un vero e proprio giocattolo, definizione che la offende ma che sa essere reale.
Un racconto nel racconto, un romanzo accostato ad un altro, come la realtà accanto alla finzione. Un meccanismo tortuoso, ma ben sviluppato e che ne rende interessante e ricca di suspense la lettura.

Di Natsuo Kirino ho già letto un altro libro che mi è piaciuto QUI.

Voi, l'avete letto? Vi è piaciuto?
Apprezzate lo stile di Natsuo Kirino?

domenica 19 febbraio 2012

Grotesque di Natsuo Kirino


Quello di cui vi parlo oggi è un libro che solo i coraggiosi affrontano, viste e considerate le 838 pagine di romanzo, più le seguenti con un glossario di approfondimento.
Peccato per chi non intraprende questa lettura, perché non stanca, non ha parti noiose, ma parla di vita, di sentimenti, di passioni anche negative che corrodono l’animo umano. È una lettura che fa riflettere su se stetti, sulle gelosie che si provano verso gli altri, sulla possessività imposta dall’attrazione, sull’invidia verso ciò che non abbiamo e che vediamo negli altri, sulle perversioni dell’animo umano che a volte distorce i sentimenti e le azioni.
Se non lo leggete questo libro, perdete qualcosa. L’ho letto nell’arco di diversi giorni e ho riacutizzato la mia tendinite al polso, ma sono contenta di averlo letto. L’avevo scelto soprattutto perché ero stata attratta dalla bella copertina la cui immagine di un nudo artistico trasmette già che sarà un libro che tratterà sia di donne che di uomini e tratterà tematiche profondamente psicologiche partendo proprio dal corpo e dalla sua fisicità.
Il secondo motivo per cui l’ho scelto è la scrittrice, Natsuo Kirino, che è tra le migliori scrittrici giapponesi contemporanee ed ha già all’attivo diversi romanzi ben accolti dalla critica. Anche questo, Grotesque, del 2008, già pubblicato in Italia negli anni precedenti ed adesso ripubblicato in edizione economica con la Beat Edizioni, è una lettura lunga, ma piacevolissima nello stile, appassionante nei contenuti, che intrappolano il lettore nel voler sapere tutto di questi esseri umani, così ben delineati nelle loro miserie e nei loro conflitti esistenziali. Sono le storie per cui alla fine dici la mia esistenza è sicuramente migliore, ma che ti aiutano anche a comprendere meglio gli altri.
Il terzo motivo che mi ha attirata alla lettura di questo libro, ovviamente, è la trama.
Due prostitute di Tokio, Yuriko e Kazue - la prima, figlia di madre giapponese e di padre svizzero, dotata di una bellezza quasi sovrannaturale, le seconda, invece, forte di una caparbia determinazione - sono assassinate in modo feroce, e la loro morte lascia una serie di domande senza risposta. Chi erano queste due brave ragazze che si sono trasformate in donne "grottesche", mostri di perversione ed eccessi, di irriducibile quanto tragica volontà di indipendenza? Quali eventi hanno condotto la loro vita verso un esito così tremendo, dove si annida l'enigma di una perdizione che nulla sembra poter arrestare?Al loro tragico destino si unisce quello di un contadino cinese immigrato in Giappone, cresciuto con la famiglia in condizioni di estrema povertà, che viene accusato degli omicidi. Ammetterà di aver commesso il primo, di aver ucciso la bellissima Yuriko, ma non è stato l'artefice del secondo, seppure le due violenze siano così simili, e le coincidenze così schiaccianti.
E’ una lettura per adulti ed il tema profondo, al di là delle singole storie che si intrecciano fra di loro, è la condizione della donna che decide di rendersi indipendente sfruttando il proprio corpo per dominare il mondo degli uomini, cioè dandosi alla prostituzione, fino a rimanerne vittima. È un’accusa che la donna fa alla società che l’ha indotta a diventare un mostro di perversione ed eccessi.
VOTO 9,5

Chi non ha letto questo libro ed ha intenzione di farlo, non continui a leggere, perché nel commento di seguito, Pupottina svelerà molte parti, unicamente per stimolare un dibattito con chi lo ha già letto.

E’ un libro non soltanto femminile. Non dispiacerà anche agli uomini che tentano di comprenderne l’universo. È un libro non di facile lettura a livello interiore. Dal punto di vista stilistico è ben organizzato, scorrevole, semplice ed allo stesso tempo dettagliato, riguardo agli aspetti culturali nipponici, interessante e avvincente, nonostante la mole di pagine. La scrittrice, con un sapiente incastro di punti di vista e intreccio fra i personaggi principali, narra le loro storie, la loro trasformazione interiore e le loro vicende anche più volte per darne l’esatto punto di vista. Ciò avviene perche un diario personale principale si allarga incorporando altri diari di altri personaggi che vengono letti e dati da leggere al lettore per comprenderne meglio le umane miserie e l’evoluzione delle loro vite.
A narrare la storia principale è un io narrante femminile, sorella della prima vittima di cui, badate bene, non verrà mai fatto espressamente il nome. Lei non decide banalmente di indagare perché la sorella è stata uccisa, poiché per tutta la vita l’ha odiata ed ha cercato di sfuggirle, sentendosi la prima vittima della bellezza di sua sorella, Yuriko. Il diario di Yuriko, ad altissimo contenuto erotico, è la parte che intrappola ancora di più nella storia, poiché Yuriko, al contrario di quello che provoca nell’animo della sorella, riesce a farsi amare dal lettore, per le sue idee riguardo agli uomini che crede fermamente di comprendere meglio degli altri, ma che continua ad avere dei limiti anche per se stessa, riguardo le sue passioni e la sua interiorità che soffoca ed annega nel sesso e nell’ossessione di continuare ad averne.
La seconda vittima, Katzue, è compagna di scuola della narratrice e ne incorpora le emozioni negative nei confronti della bellissima Yuriko. È anche un personaggio molto ambizioso che intende primeggiare nel mondo lavorativo degli uomini ed, in parte, ci riesce pur non sentendosi ancora abbastanza e per questo intraprende la via della prostituzione, che sarà la sua doppia vita lavorativa, il cui degrado morale la assorbirà e consumerà nella folle e grottesca ostinazione a sentirsi bella come la giovane Yuriko.
Il terzo punto di vista non è un vero e proprio diario, ma un memoriale, fatto dal contadino cinese accusato dei due omicidi, Zhang. Anche per lui si ripercorre tutta la vita nei punti salienti fino all’incontro prima con l’una e poi con l’altra donna. La sua nevrosi esistenziale comincia, comunque, da prima di incontrarle. I problemi e le difficoltà che ha patito, subito e fatto subire l’hanno profondamente trasformato sotto l’apparente maschera di normalità umana che indossa in società.
Tutti sono personaggi che agiscono indossando una sorta di maschera che trasfigura la loro realtà personale, ma molto di loro lo si apprende dal modo di comportarsi e di riflettere sul loro modo di raccontarsi anche mentendo. I fatti narrati più volte, a seconda del punto di vista di chi narra, assumono una connotazione diversa in base alla psiche di chi parla, al suo modo di recepire gli eventi, di viverli in prima persona o di trasfigurarli in base alla sua mente, più o meno malata di infelicità. Anche le menzogne vengono fuori dalla lettura e sta al lettore decidere a chi dare credito e a chi no.
I fatti narrati iniziano a due anni dalla morte della prima vittima e ad uno dalla morte della seconda, nel periodo in cui si inizia il processo dell’unico imputato, ossia quando l’io narrante ha 40 anni, ma le vicende e i diari raccontano la loro vita dall’infanzia o dal momento in cui hanno deciso di raccontarla. Molti sono i colpi di scena che non risparmiano il lettore attento. L’ultimo colpo di scena arriva addirittura a 6 righi dalla fine giusto per lasciarti per senso di imprevisto, inatteso, un brivido che ti fa dire che quelle 838 pagine non ti sono bastate. Il finale, l’evoluzione delle vicende e soprattutto il modo in cui ci si arriva, sta a voi scoprirlo. La piacevolezza di questo libro impegnativo, ma non drammatico, più che altro psicologico e che narra il dramma umano lo rendono un’ottima lettura. Una nota di merito va anche alla scrittrice che ha saputo fondere così bene gli ingredienti della trama con la narrazione.
L’ultima cosa da spiegare è il titolo “Grotesque” che sta a indicare le donne intorno ai quarant’anni, che, pur non avendo più la bellezza della gioventù e non riuscendo quasi più a trovare clienti a causa del loro aspetto deteriorato, continuano a prostituirsi per sopravvivere, per abitudine o per vizio.
E 10 euro per 838 pagine così ben scritte, che ti fanno riflettere e ti appassionano, sono ben spese.
Sicuramente molti l’avranno letto, visto che il libro è del 2003, ma è arrivato in Italia nel 2008 ed adesso è stato riedito nel 2012. E’ un libro che piace molto alle donne e che anche gli uomini sanno amare. È un giallo psicologico scritto con cura, ma che tratta soprattutto di argomenti, riflessioni, tematiche e scene di vita adatti per un pubblico adulto.

L’avete letto? Vi è piaciuto?
Cosa vi ha fatto riflettere di più sulla condizione della donna che non è solo limitata alla cultura giapponese, ma anche al mondo lavorativo occidentale?
Cosa porta una donna a scegliere consapevolmente quale è il futuro lavorativo che vuole intraprendere?

venerdì 17 febbraio 2012

Vi fidate della Fisiognomica? Com'è il vostro volto? Si può davvero prevedere l'avvenire di un idividuo dal suo volto? Se ne possono carpire i segreti?

E' una scienza che compara l'aspetto esteriore con il comportamento delle persone.
Questa settimana a farmi compagnia c'è stato un libro di Natsuo Kirino in cui si parlava proprio di questo argomento. Pupottina ne ha preso spunto ed ha pensato di farci un post, dove vi parla di lei, ma vuole anche sapere di voi.

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"In vista del processo lessi un libro di fisiognomica. Vi state chiedendo come mai? Semplice: avevo intenzione di analizzare nei minimi particolari i lineamenti di Zhang.
Un viso tondo denota per esempio un carattere molto carnale, ovvero una persona che si accontenta facilmente e non ama soffermarsi sui dettagli, ma che d'altro canto è spesso irresoluta e perde subito interesse nelle cose. 
Un viso spigoloso può invece essere indice di una persona calcolatrice, spesso dotata di un fisico robusto, che odia perdere ed è testarda al punto da avere difficoltà a relazionarsi con gli altri. 
Quelli che infine hanno un viso triangolare sono di solito molto sensibili, fisicamente fragili, emotivi e in possesso di tendenze artistiche. 
Ogni tipo di volto viene suddiviso in tre sezioni orizzontali - superiore, centrale e inferiore - e può essere opportunamente studiato. Pare addirittura che, interpretando a dovere i tratti somatici di una persona, sia possibile prevedere il suo avvenire. Io, per esempio, corrispondo grossomodo al tipo ..." Natsuo Kirino
Siamo intorno a pagina 500 del libro di oltre 800 pagine e non vogliamo sapere, in questo momento, della protagonista, ma di noi.

Pupottina vi svela che il suo volto è tondo.
Kevin ce l'ha, non so bene definirlo e catalogarlo, fra lo spigoloso e il triangolare ... lui dice ovale, ma non c'è come categoria.
Kj ce l'ha tondo, ma è ancora troppo piccolo per dire come sarà ;-)
Siamo sicuri che Meg ce l'ha triangolare, ma nella fisiognomica non sono inclusi i felini ... ahahah!!!
Poi ci è venuto il dubbio che il manuale consultato dalla protagonista del libro sia solo giapponese, ma ne dubitiamo, poiché si parla di genere umano.  
Vi ho comunque evitato un noioso manuale e vi ho proposto le semplici spiegazioni di Natsuo Kirino, tratte dal suo romanzo.

Adesso tocca a voi rispondere ... Svelateci qualcosa di voi! Le domande sono quelle del titolo del post.

Vi fidate della Fisiognomica? 
Com'è il vostro volto? 
Si può davvero prevedere l'avvenire di un idividuo dal suo volto? 
Se ne possono carpire i segreti?

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Compresi che l'ordine, a lungo andare, si ristabilisce da solo intorno alle cose (Raymond Radiguet)

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