Ex "Amore, sesso, tradimenti" Voglia di cambiare qualcosa nella vita ... Libri, film e serie tv. Quotidianità e dintorni. Online dal 2008
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L'amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande. (Woody Allen)
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venerdì 22 luglio 2016
venerdì 19 giugno 2015
I GIALLI dell'estate: dal 19 al 28 giugno
OFFERTA
Verità sepolte
di Allen Eskens
a 4,49 euro
OFFERTA Pioggia sul viso
di Natsuo Kirino
a 4,49 euro
La fune
di Stefan Aus Dem Siepen
a 3,99 euro
vedi la scheda ebook
La figlia del boia
di Oliver Potzsch
a 3,49 euro
vedi la scheda ebook
La figlia del boia e il monaco nero
di Stefan Aus Dem Siepen
a 3,99 euro
vedi la scheda ebook
La figlia del boia
di Oliver Potzsch
a 3,49 euro
vedi la scheda ebook
La figlia del boia e il monaco nero
di Oliver Potzsch
a 4,99 euro
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venerdì 5 dicembre 2014
Novità BEAT di fine 2014
KATE MANNING - Una levatrice a New York
Miserie e splendori di una levatrice nella New York di fine Ottocento. Un bestseller internazionale.
È
il 1860 e mentre le Grandi Pianure occidentali d’America sono dimora
dei bisonti nomadi, il duro acciottolato della città di New York è il
domicilio senza tetto di trentacinquemila bambini. Ragazzi di strada,
fortunati se riescono a vivere fino a vent’anni, la maggior parte
scaricata agli ospizi per trovatelli. Tra loro si aggirano Annie, Dutch e
Joe. Dodici anni, indumenti laceri, stivaletti pieni di buchi, Annie è
la più grande dei tre ed è lei che conduce a casa di sua madre il
Reverendo Charles Brace, dell’Associazione per l’Assistenza
all’Infanzia, un tipo alto, magro, con occhi pallidi e infossati, la
fronte sporgente e il naso lungo come un vegetale, incontrato per caso
davanti alla bottega di un fornaio...
«L’avvincente storia di una levatrice che sfida la legge in nome dei diritti delle donne». Publishers Weekly
TRACY CHEVALIER - La dama e l'unicorno
Jean Le Viste, gentiluomo le cui insegne sono
ovunque tra i campi e gli acquitrini di Saint-Germain-des-Prés a Parigi,
in un giorno del 1490 affida a Nicolas des Innocents, pittore di
insegne e miniaturista, il compito di ornare il salone della sua casa
con arazzi immensi che raffigurino la battaglia di Nancy, con cavalli
intrecciati a braccia e gambe umane, picche, spade, scudi e sangue a
profusione. Alla vista, però, di Claude, la giovane e bellissima figlia
del gentiluomo, e in seguito agli ordini perentori della padrona di
casa, Geneviève de Nanterre, Nicolas decide di cambiare il soggetto dei
suoi arazzi: non più cavalli, elmi o sangue, ma una dama e un unicorno,
simboli della seduzione, della giovinezza e dell’amore. Attraverso la
magia della narrazione, La dama e l'unicorno ci conduce davanti
ai sogni, ai desideri e alle speranze che, alla fine del XV secolo nel
nord della Francia, hanno generato una delle opere più misteriose e
seducenti della storia dell'arte.
PEGGY HESKETH - Parlando con le api
Albert Honig è un uomo burbero e riservato che, in un paesino della California del Sud, ha deciso di invecchiare soltanto in compagnia delle sue api. Un giorno, tuttavia, un drammatico evento lo costringe a fare i conti col suo passato: nell’abitazione nei pressi della sua, nella casa delle «Signore delle api», Albert scopre i cadaveri di Claire e Hilda Straussman, le due sorelle, legate e imbavagliate. Sigillata la casa e raccolte le impronte, il detective Grayson non tarda a capire di trovarsi di fronte a una rapina finita male. Ci sono segni di effrazione, e mancano all’appello gioielli e soldi. Tuttavia, come trovare il colpevole? Deciso a scoprirlo, il detective prega l’apicoltore di raccontargli tutto quanto sa delle due donne. Inizia così un viaggio a ritroso nella memoria dell’apicultore: dal primo incontro alle fughe nei boschi con Claire per sfuggire all’infelice signora Straussman, la madre della ragazza; dalla passione per l’apicoltura trasmessa a Claire alla nascita di un amore troppo intenso per essere confessato, fino alla partenza di Claire e a quel ritorno, tempo dopo, con un misterioso bambino.NATSUO KIRINO - Una storia crudele
Ubukata Keiko, trentacinquenne scrittrice di
successo nota con lo pseudonimo di Koumi Narumi, scompare lasciando
un’unica traccia dietro di sé: un manoscritto intitolato Una storia crudele.
È la scioccante confessione del rapimento subito da bambina. A dieci
anni, infatti, Keiko fu rapita nel quartiere a luci rosse in cui s’era
maldestramente avventurata, e restò nelle mani di Kenji, il rapitore,
per un anno intero stabilendo con lui un rapporto agghiacciante,
ambivalente, la cui natura le è rimasta sempre oscura. Quando fu
ritrovata, non rivelò niente di ciò che era accaduto, né alla polizia né
agli psichiatri che avrebbero voluto aiutarla. Soltanto Miyasaka, un
misterioso detective con un braccio solo, non si stancò d’indagare,
forse innamorato della verità o forse di Keiko, oppure curioso di venire
a capo di una vicenda dai dettagli morbosi. Opera in cui ne va della
sottile linea che separa i fantasmi della scrittura da quelli della
realtà, Una storia crudele è uno dei maggiori successi di Natsuo Kirino,
«l’unica vera voce innovativa della letteratura giapponese degli ultimi
venti anni» (Daisuke Hashimoto).
JAVIER GUTIÉRREZ - Un bravo ragazzo
È un pomeriggio d’inverno in una via centrale del
quartiere di Fuencarral a Madrid quando Rubén Polo incontra casualmente
Blanca, amica dei tempi dell’università. Dieci
anni sono passati dall’ultima volta che Polo e Blanca si sono visti, da
quella notte in cui un episodio di incredibile violenza e brutalità ha
improvvisamente sciolto la rock band di cui entrambi facevano parte,
assieme agli inseparabili Nacho e Chino. Una notte che ha il suono
sinistro di un farmaco, il roipnol, la droga dello stupro. E le
attraenti fattezze di Blanca, che tutti chiamavano allora Chicana, corpo
tonico, elastico, i capelli nerissimi e la pelle scura, quasi
rossiccia. E di Gabi, la bellissima e biondissima Gabi dagli occhi
chiari, che a quei tempi usciva con un idiota fascista ma che ora, dopo
essersi ritrovati, ama e vive con Polo in un palazzo borghese con vista
su plaza de Olavide. Storia cruda e di rara intensità, Un bravo ragazzo
trascina il lettore nelle profondità dell’animo umano, là dove il
desiderio e l’eccesso scivolano inesorabilmente nelle oscure regioni del
male.
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lunedì 3 novembre 2014
domenica 17 giugno 2012
Una storia crudele di Natsuo Kirino
Una narrazione profondamente psicologica, morbosa, malata, ossessiva e
avvolta da svariati misteri. Natsuo Kirino, in Una storia crudele, con il suo
personalissimo stile, struttura vicende e individui attraverso i loro
racconti, narrati direttamente o riferiti nelle impressioni altrui, in un
cerchio che si avvolge intorno ai personaggi, alle sfortunate coincidenze e
alla realtà di come si sono svolti davvero i fatti.
Confermo, ancora una volta, il mio apprezzamento per lo stile della
Kirino che presenta un lato perverso del Giappone.
Nella narrazione non mancano parti caratterizzate dalla finzione,
propria del romanzo, e menzogne, attribuite alla sofferenza di una mente
traumatizzata. La brevità del romanzo non permettono di approfondire la
perversione e la disperazione, elementi caratteristici dominanti dei personaggi
della Kirino, che forse sceglie di proposito di omettere il massimo della
morbosità nel suo racconto per farlo solo percepire in tutto il suo orrore.
Così come la protagonista ha bisogno dell’immaginazione per crearsi una realtà
parallela, in cui vivere e isolarsi, allo stesso modo il lettore deve usarla per
riempire i vuoti lasciati di proposito nel racconto per ricomporre i pezzi di
un mistero fatto di paura e sevizie che raccontare esplicitamente renderebbe banale.
Keiko ha solo 10 anni, quando l’operaio venticinquenne Kenji la rapisce
e la costringe a vivere per un anno con lui, mostrandole il lato aberrante
degli esseri umani. Ma per raccontare questa storia, rendendola originale,
Natsuo Kirino escogita l’espediente di “Una
storia crudele”, il manoscritto autobiografico di quella brutale
esperienza, lasciato al marito dalla stessa Keiko che ormai ha cambiato nome,
ha 35 anni ed è una scrittrice famosa, un caso letterario in Giappone, con il
romanzo d’esordio “Come il fango”.
Keiko adulta è scomparsa, senza lasciare nessuna traccia, se non la
verità che molti anni prima tutti cercavano di farle raccontare, cioè cosa è
davvero accaduto in quell’anno di prigionia tra lei e il suo aguzzino. I misteri
non sono solo quelli racchiusi nella mente di Keiko, poiché tutti i personaggi
presentati hanno segreti che non raccontano e che il lettore vuole poter
chiarire fra le pagine del romanzo. Il pedofilo, il vicino di stanza, i
genitori della bambina, il detective che indaga, la psicologa che offre il suo
sostegno, le amiche: ognuno agisce seguendo le sue motivazioni che sembrano
avere come denominatore comune l’attenzione verso Keiko.
Anche se è cresciuta e la sua vita sembra essere stata rivoluzionata,
Keiko non ha ancora superato i traumi psicologici di quell’esperienza ed, anzi,
li ha raccontati in tutte le sue fasi, nell’evoluzione affrontata dalla mente,
vittima di feroci e drammatici ricordi di sevizie e molestie sessuali,
rendendola una “creatura sessuale” oltre che un vero e proprio giocattolo,
definizione che la offende ma che sa essere reale.
Un racconto nel racconto, un romanzo accostato ad un altro, come la
realtà accanto alla finzione. Un meccanismo tortuoso, ma ben sviluppato e che
ne rende interessante e ricca di suspense la lettura.
Voi, l'avete letto? Vi è piaciuto?
Apprezzate lo stile di Natsuo Kirino?
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domenica 19 febbraio 2012
Grotesque di Natsuo Kirino
Quello di cui vi parlo oggi è un libro che solo i coraggiosi affrontano,
viste e considerate le 838 pagine di romanzo, più le seguenti con un glossario
di approfondimento.
Peccato per chi non intraprende questa lettura, perché non stanca, non ha
parti noiose, ma parla di vita, di sentimenti, di passioni anche negative che
corrodono l’animo umano. È una lettura che fa riflettere su se stetti, sulle
gelosie che si provano verso gli altri, sulla possessività imposta
dall’attrazione, sull’invidia verso ciò che non abbiamo e che vediamo negli
altri, sulle perversioni dell’animo umano che a volte distorce i sentimenti e
le azioni.
Se non lo leggete questo libro, perdete qualcosa. L’ho letto nell’arco di
diversi giorni e ho riacutizzato la mia tendinite al polso, ma sono contenta di
averlo letto. L’avevo scelto soprattutto perché ero stata attratta dalla bella
copertina la cui immagine di un nudo artistico trasmette già che sarà un libro
che tratterà sia di donne che di uomini e tratterà tematiche profondamente psicologiche
partendo proprio dal corpo e dalla sua fisicità.
Il secondo motivo per cui l’ho scelto è la scrittrice, Natsuo Kirino, che
è tra le migliori scrittrici giapponesi contemporanee ed ha già all’attivo
diversi romanzi ben accolti dalla critica. Anche questo, Grotesque, del 2008,
già pubblicato in Italia negli anni precedenti ed adesso ripubblicato in
edizione economica con la Beat Edizioni, è una lettura lunga, ma piacevolissima
nello stile, appassionante nei contenuti, che intrappolano il lettore nel voler
sapere tutto di questi esseri umani, così ben delineati nelle loro miserie e nei
loro conflitti esistenziali. Sono le storie per cui alla fine dici la mia
esistenza è sicuramente migliore, ma che ti aiutano anche a comprendere meglio
gli altri.
Il terzo motivo che mi ha attirata alla lettura di questo libro,
ovviamente, è la trama.
Due prostitute di Tokio, Yuriko e Kazue - la prima, figlia di madre
giapponese e di padre svizzero, dotata di una bellezza quasi sovrannaturale, le
seconda, invece, forte di una caparbia determinazione - sono assassinate in
modo feroce, e la loro morte lascia una serie di domande senza risposta. Chi
erano queste due brave ragazze che si sono trasformate in donne
"grottesche", mostri di perversione ed eccessi, di irriducibile
quanto tragica volontà di indipendenza? Quali eventi hanno condotto la loro
vita verso un esito così tremendo, dove si annida l'enigma di una perdizione
che nulla sembra poter arrestare?Al loro tragico destino si unisce quello di un
contadino cinese immigrato in Giappone, cresciuto con la famiglia in condizioni
di estrema povertà, che viene accusato degli omicidi. Ammetterà di aver
commesso il primo, di aver ucciso la bellissima Yuriko, ma non è stato
l'artefice del secondo, seppure le due violenze siano così simili, e le
coincidenze così schiaccianti.
E’ una
lettura per adulti ed il tema profondo, al di là delle singole storie che si
intrecciano fra di loro, è la condizione della donna che decide di rendersi
indipendente sfruttando il proprio corpo per dominare il mondo degli uomini,
cioè dandosi alla prostituzione, fino a rimanerne vittima. È un’accusa che la
donna fa alla società che l’ha indotta a diventare un mostro di
perversione ed eccessi.
VOTO 9,5
Chi non ha letto
questo libro ed ha intenzione di farlo, non
continui a leggere, perché nel commento di seguito, Pupottina svelerà molte parti,
unicamente per stimolare un dibattito con chi lo ha già letto.
E’ un libro non soltanto femminile. Non dispiacerà anche agli uomini che tentano
di comprenderne l’universo. È un libro non di facile lettura a livello
interiore. Dal punto di vista stilistico è ben organizzato, scorrevole,
semplice ed allo stesso tempo dettagliato, riguardo agli aspetti culturali
nipponici, interessante e avvincente, nonostante la mole di pagine. La
scrittrice, con un sapiente incastro di punti di vista e intreccio fra i
personaggi principali, narra le loro storie, la loro trasformazione interiore e
le loro vicende anche più volte per darne l’esatto punto di vista. Ciò avviene
perche un diario personale principale si allarga incorporando altri diari di
altri personaggi che vengono letti e dati da leggere al lettore per
comprenderne meglio le umane miserie e l’evoluzione delle loro vite.
A narrare la
storia principale è un io narrante femminile, sorella della prima vittima di
cui, badate bene, non verrà mai fatto espressamente il nome. Lei non decide
banalmente di indagare perché la sorella è stata uccisa, poiché per tutta la
vita l’ha odiata ed ha cercato di sfuggirle, sentendosi la prima vittima della
bellezza di sua sorella, Yuriko. Il diario di Yuriko, ad altissimo contenuto
erotico, è la parte che intrappola ancora di più nella storia, poiché Yuriko,
al contrario di quello che provoca nell’animo della sorella, riesce a farsi
amare dal lettore, per le sue idee riguardo agli uomini che crede fermamente di
comprendere meglio degli altri, ma che continua ad avere dei limiti anche per
se stessa, riguardo le sue passioni e la sua interiorità che soffoca ed annega
nel sesso e nell’ossessione di continuare ad averne.
La seconda
vittima, Katzue, è compagna di scuola della narratrice e ne incorpora le
emozioni negative nei confronti della bellissima Yuriko. È anche un personaggio
molto ambizioso che intende primeggiare nel mondo lavorativo degli uomini ed,
in parte, ci riesce pur non sentendosi ancora abbastanza e per questo
intraprende la via della prostituzione, che sarà la sua doppia vita lavorativa,
il cui degrado morale la assorbirà e consumerà nella folle e grottesca
ostinazione a sentirsi bella come la giovane Yuriko.
Il terzo
punto di vista non è un vero e proprio diario, ma un memoriale, fatto dal
contadino cinese accusato dei due omicidi, Zhang. Anche per lui si ripercorre
tutta la vita nei punti salienti fino all’incontro prima con l’una e poi con
l’altra donna. La sua nevrosi esistenziale comincia, comunque, da prima di
incontrarle. I problemi e le difficoltà che ha patito, subito e fatto subire
l’hanno profondamente trasformato sotto l’apparente maschera di normalità umana
che indossa in società.
Tutti sono
personaggi che agiscono indossando una sorta di maschera che trasfigura la loro
realtà personale, ma molto di loro lo si apprende dal modo di comportarsi e di
riflettere sul loro modo di raccontarsi anche mentendo. I fatti narrati più
volte, a seconda del punto di vista di chi narra, assumono una connotazione
diversa in base alla psiche di chi parla, al suo modo di recepire gli eventi,
di viverli in prima persona o di trasfigurarli in base alla sua mente, più o
meno malata di infelicità. Anche le menzogne vengono fuori dalla lettura e sta
al lettore decidere a chi dare credito e a chi no.
I fatti
narrati iniziano a due anni dalla morte della prima vittima e ad uno dalla
morte della seconda, nel periodo in cui si inizia il processo dell’unico
imputato, ossia quando l’io narrante ha 40 anni, ma le vicende e i diari
raccontano la loro vita dall’infanzia o dal momento in cui hanno deciso di
raccontarla. Molti sono i colpi di scena che non risparmiano il lettore
attento. L’ultimo colpo di scena arriva addirittura a 6 righi dalla fine giusto
per lasciarti per senso di imprevisto, inatteso, un brivido che ti fa dire che
quelle 838 pagine non ti sono bastate. Il finale, l’evoluzione delle vicende e
soprattutto il modo in cui ci si arriva, sta a voi scoprirlo. La piacevolezza
di questo libro impegnativo, ma non drammatico, più che altro psicologico e che
narra il dramma umano lo rendono un’ottima lettura. Una nota di merito va anche
alla scrittrice che ha saputo fondere così bene gli ingredienti della trama con
la narrazione.
L’ultima
cosa da spiegare è il titolo “Grotesque” che sta a indicare le donne intorno ai
quarant’anni, che, pur non avendo più la bellezza della gioventù e non
riuscendo quasi più a trovare clienti a causa del loro aspetto deteriorato,
continuano a prostituirsi per sopravvivere, per abitudine o per vizio.
E 10 euro
per 838 pagine così ben scritte, che ti fanno riflettere e ti appassionano,
sono ben spese.
Sicuramente
molti l’avranno letto, visto che il libro è del 2003, ma è arrivato in Italia
nel 2008 ed adesso è stato riedito nel 2012. E’ un libro che piace molto alle
donne e che anche gli uomini sanno amare. È un giallo psicologico scritto con
cura, ma che tratta soprattutto di argomenti, riflessioni, tematiche e scene di
vita adatti per un pubblico adulto.
L’avete
letto? Vi è piaciuto?
Cosa vi ha
fatto riflettere di più sulla condizione della donna che non è solo limitata
alla cultura giapponese, ma anche al mondo lavorativo occidentale?
Cosa porta
una donna a scegliere consapevolmente quale è il futuro lavorativo che vuole
intraprendere?
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venerdì 17 febbraio 2012
Vi fidate della Fisiognomica? Com'è il vostro volto? Si può davvero prevedere l'avvenire di un idividuo dal suo volto? Se ne possono carpire i segreti?
E' una scienza che compara l'aspetto esteriore con il comportamento delle persone.
Questa settimana a farmi compagnia c'è stato un libro di Natsuo Kirino in cui si parlava proprio di questo argomento. Pupottina ne ha preso spunto ed ha pensato di farci un post, dove vi parla di lei, ma vuole anche sapere di voi.
^__^
"In vista del processo lessi un libro di fisiognomica. Vi state chiedendo come mai? Semplice: avevo intenzione di analizzare nei minimi particolari i lineamenti di Zhang.
Un viso tondo denota per esempio un carattere molto carnale, ovvero una persona che si accontenta facilmente e non ama soffermarsi sui dettagli, ma che d'altro canto è spesso irresoluta e perde subito interesse nelle cose.
Un viso spigoloso può invece essere indice di una persona calcolatrice, spesso dotata di un fisico robusto, che odia perdere ed è testarda al punto da avere difficoltà a relazionarsi con gli altri.
Quelli che infine hanno un viso triangolare sono di solito molto sensibili, fisicamente fragili, emotivi e in possesso di tendenze artistiche.
Ogni tipo di volto viene suddiviso in tre sezioni orizzontali - superiore, centrale e inferiore - e può essere opportunamente studiato. Pare addirittura che, interpretando a dovere i tratti somatici di una persona, sia possibile prevedere il suo avvenire. Io, per esempio, corrispondo grossomodo al tipo ..." Natsuo Kirino
Siamo intorno a pagina 500 del libro di oltre 800 pagine e non vogliamo sapere, in questo momento, della protagonista, ma di noi.
Pupottina vi svela che il suo volto è tondo.
Kevin ce l'ha, non so bene definirlo e catalogarlo, fra lo spigoloso e il triangolare ... lui dice ovale, ma non c'è come categoria.
Kj ce l'ha tondo, ma è ancora troppo piccolo per dire come sarà ;-)
Siamo sicuri che Meg ce l'ha triangolare, ma nella fisiognomica non sono inclusi i felini ... ahahah!!!
Poi ci è venuto il dubbio che il manuale consultato dalla protagonista del libro sia solo giapponese, ma ne dubitiamo, poiché si parla di genere umano.
Vi ho comunque evitato un noioso manuale e vi ho proposto le semplici spiegazioni di Natsuo Kirino, tratte dal suo romanzo.
Adesso tocca a voi rispondere ... Svelateci qualcosa di voi! Le domande sono quelle del titolo del post.
Vi fidate della Fisiognomica?
Com'è il vostro volto?
Si può davvero prevedere l'avvenire di un idividuo dal suo volto?
Se ne possono carpire i segreti?
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Compresi che l'ordine, a lungo andare, si ristabilisce da solo intorno alle cose (Raymond Radiguet)
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