Un inizio settimana con uno spunto per riflettere ... e un'immagine simpatica del famoso cubo che tutti, con caparbietà, abbiamo provato a risolvere.
"Qualche volta è quasi impossibile capire cosa pensa una persona e fin troppo facile fraintendere i sentimenti che prova", le sussurrò, dando voce a un pensiero che le ronzava in testa da tempo.
"E a volte è difficile persino interpretare i propri, di sentimenti", concluse, rivolgendosi alla propria immagine riflessa nello specchio.
Da "Il giorno che ci incontrammo" di Lizzie Enfield.
Come si fa a capire gli altri?
Li giudichiamo più dalle azioni, dalle parole o dagli ipotetici pensieri?
E' più facile capire gli altri o noi stessi?
Se riusciamo a capire gli altri, abbiamo più probabilità di trovare il giusto regalo di Natale per loro?
Ex "Amore, sesso, tradimenti" Voglia di cambiare qualcosa nella vita ... Libri, film e serie tv. Quotidianità e dintorni. Online dal 2008
Pagine
L'amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande. (Woody Allen)
"Non discutere di cose di letto con tatto e discrezione. Potrei non capire di cosa parli." (L'ispettore Barnaby)
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lunedì 10 dicembre 2012
domenica 9 dicembre 2012
Il giorno che ci incontrammo di Lizzie Enfield
Un romanzo che mi ha sorpresa, perché lo immaginavo diverso e che
consiglio a tutti, perché merita di essere letto per riflettere sul senso della
vita. La copertina o la trama non
trasmettono l’intensità di questo libro.
La protagonista Holly ha un marito e due figli, ma tutto intorno a lei
cambia dopo un grave incidente ferroviario nel quale resta personalmente
coinvolta. Accanto a lei, nel momento del bisogno, in quei drammatici istanti
di puro terrore, c’è un uomo, uno sconosciuto, che la rassicura, dicendole che
tutto andrà bene.
Queste esperienze dolorose uniscono profondamente chi le ha condivise
ed è così che, tornata ad essere una pendolare che va al lavoro, Holly cerca
l’uomo che l’ha aiutata a sopravvivere.
Entrambi è come se provassero le stesse cose, la stessa strana
sensazione che non li fa stare bene nel mondo così com’era prima
dell’incidente. Avvertono i postumi, gli strascichi della medesima tragedia,
nella quale qualcuno è morto. Soffrono forse della sindrome del sopravvissuto,
cioè si sentono in colpa, o c’è qualcosa di più?
Iniziano a sentirsi bene soltanto stando insieme. Le loro esistenze
iniziano a intrecciarsi, più spesso del dovuto. Oltre a loro, le rispettive
famiglie, le amicizie, i colleghi e gli altri sopravvissuti continuano a vivere
le loro esistenze, sperando di farle rimanere normali.
Non riesco a esprimere la complessità di questo romanzo che parla di
esseri umani, di sentimenti, di aspettative e di ricerca della tranquillità e
della felicità.
Il giorno che ci incontrammo di Lizzie Enfield è un libro che mi è piaciuto molto e che può aiutare a spiegare molte
cose, anche delle vostre vite.
Le esperienze dolorose uniscono
o dividono le persone?
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