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lunedì 5 settembre 2016

Novità in libreria: "Donne pericolose" di Compton Mackenzie

 Dai ruggenti anni Venti torna in Italia 
nella collana bittersweet 
un classico della letteratura gay.

 



martedì 21 giugno 2016

Sonzogno: La valle delle bambole

Jacqueline Susann
La valle delle bambole

A cinquant’anni dalla pubblicazione torna in Italia 
nella collana Bittersweet di Sonzogno
un classico della cultura pop

In libreria dal 30 giugno

«Il libro scandalo che cinquant’anni fa scosse l’America, 
ebbe un colossale successo, e aprì la strada 
a Sex and the City e Mad Men»
Irene Bignardi

«Gli anni Sessanta verranno ricordati 
per Andy Warhol, i Beatles e me» Jacqueline Susann

«Magnetico. Uno di quei libri che non riesci a mettere giù» Nora Ephron

«Jackie intuì che i suoi lettori erano maturi per assaporare 
il lato più crudo dell’amore…» Michael Korda, The New Yorker

Jacqueline Susann 
La valle delle bambole
Sonzogno Editori
Collana Bittersweet
Traduzione di Mariapaola Dèttore
Postfazione di Irene Bignardi

ISBN 978-88-454-2622-3
pp. 528; € 19.00
La Seconda guerra mondiale è finita da poco e - per chi è giovane e intraprendente come Anne, Neely e Jennifer - New York rappresenta il Grande Sogno. Le tre ragazze, che arrivano dalla provincia americana, approdano a Manhattan per cercare fortuna. E, a loro modo, la trovano: una recita nei musical di Broadway, un’altra lavora nella pubblicità, la terza riesce a sposare un attore-cantante famoso. Poco per volta, però, la buona sorte le abbandona. E allora, per tirare avanti, l’unica consolazione restano le “bambole” ovvero, nel gergo di quegli anni, le pasticche che servono a trovare un po’ di pace o di eccitazione. Finché anche quelle non si trasformano in uno strumento di autodistruzione… Pubblicato nel 1966, La valle delle bambole di Jacqueline Susann fu uno dei più clamorosi casi editoriali della letteratura americana, arrivando a vendere nel mondo oltre 30 milioni di copie (come Via col vento). Al grande successo contribuiva l’aura scandalosa di una prosa che metteva in scena, con linguaggio schietto, storie d’amore e di sesso, ma che, soprattutto, intercettava i cambiamenti nei costumi di massa. L’autrice era un’esordiente non più giovanissima, eppure incantava poiché riusciva a toccare, con voce autentica e senza autocensure, i temi brucianti della vita delle donne: il piacere, il lavoro, l’amore, il matrimonio. Non è dunque strano che oggi figure influenti come Gloria Steinem e Lena Dunham abbiano incoronato il libro di Jacqueline Susann come un classico della cultura pop. Un classico che oggi, a cinquant’anni di distanza, ha ancora molto da dire.

Jacqueline Susann (1918-1974) era originaria di Philadelphia. A diciott’anni si trasferì a New York, dove lavorò come attrice e, per ben quattro volte, fu premiata come la “Donna più elegante della televisione”. Ma fu il successo dei suoi tre romanzi, tutti bestseller mondiali - La valle delle bambole (1966), La macchina dell’amore (1969) e Una volta non basta (1973) -, a trasformarla nella leggenda che ancora oggi si ricorda. Sposò il produttore Irving Mansfield. Da La valle delle bambole, il suo libro più famoso, ristampato diverse volte anche in Italia, sono stati tratti un film e una serie televisiva.

mercoledì 16 settembre 2015

Novità Sonzogno: Nell Dunn e Brian Morton

Nell Dunn 
È la vita, Joy 

Bittersweet riscopre il romanzo cult della Swinging London. 
I sogni di una ragazza madre tutta rossetto fucsia, minigonna e canzoni anni ‘60. 

Londra, anni Sessanta. Joy, detta Fiorellino, porta una finta coda di cavallo bionda, ha gambe magre su scarpe di camoscio dai tacchi alti, il corpo esile, i seni grossi. Non esce di casa senza le sue ciglia finte e i riccioli alla Cleopatra sistemati dietro le orecchie. A vederla passeggiare per strada guardando le vetrine, scherzando con le amiche, facendo battute sugli uomini, non si direbbe che la sua è una vita di stenti, costellata di guai. Si è sposata presto, Joy, con un rapinatore, attratta dall'avventura e dai soldi facili. Invece i soldi un giorno ci sono e quello dopo no. E quando suo marito finisce in prigione lei, rimasta incinta del piccolo Jonny, è costretta a crescerlo da sola. Eppure Joy non si arrende, anche perché a ventidue anni è ancora troppo giovane per rinunciare all'amore. Allora arriva Dave, di nuovo un poco di buono, così più affettuoso e divertente del marito da farla sentire una regina anche quando se ne stanno soli tra quattro mura a fumare, suonare la chitarra o ascoltare le hit preferite alla radio. D'altra parte, poco importa che sia Dave il vero amore: quando le cose si mettono male anche per lui, povero cristo, ancora una volta Joy non intende rassegnarsi. E ora, più di prima, dovrà imparare ad arrangiarsi da sola, tra lavoretti precari, storie di una notte, sogni a occhi aperti, scelte difficili, ma anche la forza e la testardaggine di imparare.

«Un romanzo crudo, schietto, selvaggio, adorabile» 
Morning Telegraph

martedì 1 settembre 2015

Sonzogno\ Collana Bittersweet diretta da Irene Bignardi\ In libreria dal 10 settembre "È la vita, Joy" di Nell Dunn

Nell Dunn
È la vita, Joy

Bittersweet riscopre il romanzo cult della Swinging London.
I sogni di una ragazza madre tutta rossetto fucsia, 
minigonna e canzoni anni ‘60

«Un romanzo crudo, schietto, selvaggio, adorabile»
Morning Telegraph

Un personaggio femminile che ancora oggi 
commuove per la sua tormentata modernità

Esce il 10 settembre per Sonzogno nella collana Bittersweet diretta da Irene Bignardi (€15.00, pp. 128; postfazione di Mariarosa Mancuso; traduzione di Marinella Magrì) È la vita, Joy di Nell Dunn. Pubblicato in Inghilterra nel 1967, il libro all’epoca fece molto clamore. Da questo romanzo, nello stesso anno, Ken Loach ha tratto il film Poor Cow con Carol White e Terence Stamp.

La scheda
Londra, anni Sessanta. Joy, detta Fiorellino, porta una finta coda di cavallo bionda, ha gambe magre su scarpe di camoscio dai tacchi alti, il corpo esile, i seni grossi. Non esce di casa senza le sue ciglia finte e i riccioli alla Cleopatra sistemati dietro le orecchie. 
A vederla passeggiare per strada guardando le vetrine, scherzando con le amiche, facendo battute sugli uomini, non si direbbe che la sua è una vita di stenti, costellata di guai. Si è sposata presto, Joy, con un rapinatore, attratta dall’avventura e dai soldi facili. Invece i soldi un giorno ci sono e quello dopo no. E quando suo marito finisce in prigione lei, rimasta incinta del piccolo Jonny, è costretta a crescerlo da sola. 
Eppure Joy non si arrende, anche perché a ventidue anni è ancora troppo giovane per rinunciare all’amore. Allora arriva Dave, di nuovo un poco di buono, così più affettuoso e divertente del marito da farla sentire una regina anche quando se ne stanno soli tra quattro mura a fumare, suonare la chitarra o ascoltare le hit preferite alla radio. D’altra parte, poco importa che sia Dave il vero amore: quando le cose si mettono male anche per lui, povero cristo, ancora una volta Joy non intende rassegnarsi. E ora, più di prima, dovrà imparare ad arrangiarsi da sola, tra lavoretti precari, storie di una notte, sogni a occhi aperti, scelte difficili, ma anche la forza e la testardaggine di imparare.

L’autrice
Nell Dunn (Londra 1936) divenne celebre con i racconti di Up the Junction (1963) e questo romanzo (1967), entrambi adattati per il grande schermo.

Dalla postfazione di Mariarosa Mancuso: «Con grande bravura, per nulla esibita, Nell Dunn ha un tono per le lettere e uno per i monologhi. Con sapienza e senza retorica affronta le molte scene d’amor materno, Joy e Jonny sono complici, dormono appiccicati, giocano sdraiati sulla moquette, «come aveva visto fare nelle pubblicità». Non capita mai che la scrittrice rubi spazio alla protagonista.»

giovedì 23 luglio 2015

SONZOGNO: novità dell'autunno

Le novità dell’autunno
 
È la vita, Joy di Nell Dunn
(collana Bittersweet)

Data di uscita prevista: 10 settembre

Bittersweet riscopre il romanzo cult della Swinging London: i sogni di una ragazza madre tutta rossetto fucsia, minigonna e canzoni anni ’60.

Londra, anni Sessanta. Joy, detta Fiorellino, porta una finta coda di cavallo bionda, ha gambe magre su scarpe di camoscio dai tacchi alti, il corpo esile, i seni grossi. Non esce di casa senza le sue ciglia finte e i riccioli alla Cleopatra sistemati dietro le orecchie. A vederla passeggiare per strada guardando le vetrine, scherzando con le amiche, facendo battute sugli uomini, non si direbbe che la sua è una vita di stenti, costellata di guai. Si è sposata presto, Joy, con un rapinatore, attratta dall'avventura e dai soldi facili. Invece i soldi un giorno ci sono e quello dopo no. E quando suo marito finisce in prigione lei, rimasta incinta del piccolo Jonny, è costretta a crescerlo da sola. Eppure Joy non si arrende, anche perché a ventidue anni è ancora troppo giovane per rinunciare all'amore. Allora arriva Dave, di nuovo un poco di buono, così più affettuoso e divertente del marito da farla sentire una regina anche quando se ne stanno soli tra quattro mura a fumare, suonare la chitarra o ascoltare le hit preferite alla radio. D'altra parte, poco importa che sia Dave il vero amore: quando le cose si mettono male anche per lui, povero cristo, ancora una volta Joy non intende rassegnarsi. E ora, più di prima, dovrà imparare ad arrangiarsi da sola, tra lavoretti precari, storie di una notte, sogni a occhi aperti, scelte difficili, ma anche la forza e la testardaggine di imparare.

Florence Gordon di Brian Morton

Data di uscita prevista: 17 settembre

Una commedia newyorchese, dolce e amara, in tipico stile Woody Allen

Florence Gordon ha settantacinque anni e vive a Manhattan, ma non è certo una vecchia signora. È una femminista ebrea divorziata, una scrittrice scorbutica, un’attivista testarda e orgogliosa. Detesta la maggior parte delle cose che la gente trova piacevoli e ama mettere gli altri in difficoltà. Anche la famiglia è per lei un fastidio più che una rete di affetti. Florence sta lavorando alla sua settima fatica, un libro di memorie, e desidera solo restarsene a casa tranquilla, quando un importante articolo del New York Times la definisce “patrimonio nazionale”. Di colpo viene catapultata sotto le luci della ribalta e la sua vita prende un’accelerazione definitiva, obbligando Florence a uscire da quel filo spinato che aveva costruito attorno a sé. La situazione precipita appena i suoi “cari”, dalla lontana Seattle, si trasferiscono a New York: il figlio Daniel (che ha scelto di snobbare le orme letterarie dei genitori per diventare poliziotto), la nuora Janine (psicologa, pronta ad avere una storia con il suo capo) e la nipote Emily (che sta cercando di capire cosa fare di una problematica storia d’amore). Florence si sente sotto assedio e sarà costretta ad avere molti più contatti con il prossimo di quanti ne vorrebbe. Ma Florence è soprattutto una donna ironica e brillante e quindi, giorno dopo giorno, tra i quattro si intreccerà una commedia irresistibile e di raro divertimento, all’insegna di una crudele sincerità ma anche di una sorprendente complicità emotiva. L’anziana signora, i cui corrosivi commenti sono una sorta di “versione di Barney” al femminile, non risparmia niente e nessuno. E forse proprio per questo i personaggi che la circondano (e i lettori di questo libro) finiranno per affezionarsi a lei e a non poter più fare a meno della sua voce. 

Sette riti di bellezza giapponese. Il metodo per una pelle perfetta e capelli di seta di Elodie-Joy Jaubert

Data di uscita prevista: 1 ottobre

Arriva dal Giappone un nuovo metodo semplice e naturale per essere subito belle

Le donne giapponesi di solito dimostrano dieci anni in meno della loro età effettiva. Come fanno ad avere una pelle così radiosa? Certamente la genetica gioca un ruolo importante. Ma è davvero l’unica cosa che distingue noi occidentali dai freschi fiori del Sol Levante? Elodie-Joy Jaubert, grazie alla sua passione per il Giappone, è andata a scoprire il segreto di quei visi di porcellana, dall’aspetto sano e pieno e dalla carnagione liscia e soda come il mochi, il cremoso dolce di riso la cui consistenza richiama una pelle levigata e in salute. Le giapponesi, infatti, hanno elaborato un sistema di cure tradizionali, che si trasmette di generazione in generazione. Si tratta di un rituale quotidiano di trattamenti chiamato layering, un termine inglese che significa a strati, e consiste in un minuzioso ordine di gesti di bellezza e di cure specifiche, dalla pulizia alla tonificazione, dall’idratazione alla protezione e al nutrimento, da ripetere mattino e sera. Non vi preoccupate: non si tratta di trascorrere ore davanti allo specchio né di spendere in prodotti molto costosi. Questo metodo è adatto a tutti e a tutti i portafogli, e l’autrice ha scelto di presentarlo in sette facili tappe, con illustrazioni pratiche, consigliando prodotti naturali, biologici ed etici, molti dei quali potrete già trovarli nelle vostre cucine. Poiché, come dicono le giapponesi, bellezza significa soprattutto «essere in armonia con gli elementi».
 
La casa di Parigi di Elizabeth Bowen
(collana Bittersweet)

Data di uscita prevista: 8 ottobre

Un gioiello della letteratura femminile inglese che indaga sulla scoperta del sesso, sull’identità e sulla perdita dell’innocenza

Siamo a Parigi, in inverno, la Grande guerra è finita da poco, aleggia sulla città un’atmosfera cupa e vischiosa. Alla Gare du Nord scende Henrietta, undici anni, con in mano la sua scimmietta di pezza. Viene a prenderla la signorina Fisher, un’amica di famiglia che la ospiterà per una intera giornata in un elegante appartamento, in attesa di farla ripartire per il Sud della Francia. In quella casa borghese, dal confortevole odore di pulito, Henrietta si imbatte in una gradita sorpresa: c’è un suo coetaneo, il fragile Leopold, avviato verso un futuro incerto. Tra i due bambini, estremamente sensibili e inquieti, dopo l’iniziale diffidenza, si accende la curiosità: di ciascuno nei confronti dell’altro, e di entrambi verso il misterioso mondo degli adulti. I due fanciulli, grazie agli indizi disseminati attorno a loro, rivivono, tra immaginazione e realtà, le tormentate storie d’amore dei grandi, in particolare quella scandalosa tra la madre di Leopold e il suo padre naturale. Acclamato come un classico al momento della pubblicazione (1935), La casa di Parigi, oltre a mettere in scena una rovente passione sentimentale, è un acuto studio psicologico e un esercizio di finezza letteraria sulla prima irruzione del dolore, sulla scoperta del sesso e sulla perdita dell’innocenza.  
 
Miss Jerusalem di Sarit Yishai-Levi

Data di uscita prevista: 15 ottobre
NB: TESTI E COPERTINA NON DEFINITIVI

La saga familiare ambientata a Gerusalemme tra antiche tradizioni e amori contrastati che ha dominato la classifica dei bestseller in Israele

Sullo sfondo di una storia secolare, il ritratto di una famiglia ebraica, proprietaria sin dall'Ottocento di un delicatessen nel cuore di Gerusalemme. Negli anni Settanta, è la giovane e ribelle Gabriela a raccontare vicissitudini, segreti e menzogne degli Ermoza, e soprattutto a far rivivere la leggenda della madre, la bellissima Luna, contesa da tutti gli uomini della città ma costretta a sposare un uomo che non la ama. Da generazioni, infatti, sulla famiglia grava una maledizione che costringe le donne a una vita sentimentale infelice. Ma Gabriela è determinata a spezzare questa catena e a riscattare i cuori di tutte le donne della sua stirpe, conquistando per sé il vero amore.
 
Il mito vegetariano. Cibo, giustizia e sostenibilità di Lierre Keith

Data di uscita prevista: 29 ottobre
NB: TESTI E COPERTINA NON DEFINITIVI

Un pamphlet coraggioso e appassionatamente polemico che rovescia molti luoghi comuni sulla nostra alimentazione

Il successo della dieta vegetariana si basa sulla convinzione che non solo sia salutare, ma anche ecologicamente sostenibile e animalista. L'autrice, dopo vent'anni di alimentazione vegana, è giunta a tutt'altra conclusione: l'agricoltura è un continuo assalto all'integrità del pianeta. Con le coltivazioni, gli uomini hanno devastato praterie e foreste, provocato l'estinzione di innumerevoli specie, alterato il clima e impoverito il terreno, che è il fondamento stesso della vita. Se gli uomini vogliono davvero salvare la Terra, l'alimentazione deve tornare a essere un atto naturale, corrispondente alle caratteristiche delle diverse comunità umane e non venire imposta da considerazioni ideologiche.
 

martedì 26 maggio 2015

Sonzogno - Bittersweet\Torna in libreria il 4 giugno "Tanto gentile e tanto onesta" di Gaia Servadio

Gaia Servadio
Tanto gentile e tanto onesta

Bittersweet riscopre il brillante debutto della gran dama che è stata 
per mezzo secolo al centro della vita culturale e mondana d’Europa.

«Una commedia tutta da ridere che mette in scena 
in modo brillante le convenzioni e i moralismi del ventesimo secolo» 
The New York Times

Un’irresistibile sequenza di invenzioni comiche, 
nonché il primo esempio italiano di romanzo postmoderno

«Un’eroina candida, impaziente, vorace, 
che osserva furtiva la nudità insospettabile del mondo» 
Mary McCarthy

Esce il 4 giugno per Sonzogno (pp. 368; € 18.00) Tanto e gentile e tanto onesta di Gaia Servadio. Rifiutato da dodici editori e infine pubblicato da Feltrinelli nel 1967, Tanto gentile e tanto onesta diventò un bestseller mondiale tradotto in sedici lingue. Sonzogno lo ripropone nella collana Bittersweet diretta da Irene Bignardi.

Gaia Servadio
Tanto gentile e tanto onesta
Sonzogno Editori
Collana Bittersweet
ISBN 978-88-454-2600-1
pp. 368; libro € 18.00 - ebook €9.99
A tredici anni Melinda viene affidata alle cure di un famoso psicoanalista inglese, il professor Hochtensteil, il quale, prima di litigare con il maestro, era stato il migliore allievo di Freud. La ragazzina è finita sul lettino per aver amoreggiato col fratello e, soprattutto, per aver sedotto il padre, Abramo Publishing, importante editore inglese. Non contenta, Melinda affinerà le proprie arti venusiane, oltre che nel salotto letterario di casa sua, tra cene raffi nate e ospiti eleganti, proprio sul lettino terapeutico giacché persino il dottore non saprà più chi sta analizzando chi. Incoraggiata da simile debutto, la bella e raffinata Melinda si immerge nella “swinging London”, dove perfeziona la propria educazione sentimentale. Poi, con un invidiabile bagaglio di esperienza, comincia a sposarsi e divorziare a ripetizione, diventa duchessa, fa carriera politica, viene assoldata come spia, organizza la più grande rapina al treno del secolo, attraversa il globo terracqueo, fonda la prima banca del seme (esclusivamente di premi Nobel) e finisce in Urss, dove accetta di imbarcarsi su un’astronave come prima donna a essere lanciata sulla luna. Tornerà? Rifiutato da dodici editori e infine accettato da Feltrinelli nel 1967 e tradotto in sedici lingue, Tanto gentile e tanto onesta diventò subito un bestseller mondiale. Il percorso folle e spregiudicato di questa eroina tra i miti, i tic, i tabù e le rivoluzioni degli anni Sessanta, non tardò ad affermarsi come uno dei romanzi più divertenti del Novecento.


Gaia Servadio (Padova 1938) è giornalista, scrittrice, poeta. 
Dal 1956 vive a Londra.



 

lunedì 16 febbraio 2015

Sonzogno\Bittersweet - Torna in libreria nella collana diretta da Irene Bignardi "Questo indomito cuore", romanzo del premio Nobel per la letteratura Pearl S. Buck

Pearl S. Buck
Questo indomito cuore

La riscoperta del capolavoro letterario 
e protofemminista degli anni Trenta

«Chi è sempre stato libero non può capire il potere, 
terribile e affascinante, della speranza»

Torna in libreria una rarità letteraria 
che ha commosso generazioni di lettrici 
e che è diventata simbolo ante-litteram 
delle istanze femministe.

Pearl S. Buck, premio Nobel per la letteratura nel 1938, 
ha creato, dando vita al conflitto interiore di Susan, 
un’eroina dei tempi moderni.

Dopo La garçonne e La Matriarca 
continuano le riscoperte e i recuperi letterari di Bittersweet,
la collana Sonzogno diretta da Irene Bignardi.

Esce il 26 febbraio Questo indomito cuore di Pearl S. Buck 
(€ 16.00, pp. 336 , traduzione di Laura Lepetit).

Questo indomito cuore
Pearl S. Buck
Sonzogno Editori - pp. 336 - € 16
ISBN: 978-88-454-2594-3
In una piccola e tranquilla città americana, negli anni Trenta, la vita procede senza sbalzi. Le ragazze vanno al circolo a divertirsi, poi si sposano. Le donne sposate stanno a casa a curare i bambini, a cucinare, a tenere in ordine. I mariti lavorano e mantengono la famiglia. Poi c’è Susan Gaylord, giovane, bella, che si distingue dalle altre: non si sa bene perché, tutti dicono che lei è diversa. In effetti ha qualcosa in più: con le sue mani sa impastare una torta deliziosa, sa cucire un vestito elegante, sa suonare il pianoforte con sensibilità. Ma soprattutto ha una passione che è solo sua: ha uno spiccato talento per modellare il marmo, per la scultura. È una vera artista. Questo dono, che fa di lei una donna in anticipo sui tempi, la pone di fronte a un classico dilemma: scegliere tra le gioie della famiglia, a cui non intende in alcun modo rinunciare, e la carriera artistica. Susan però – ecco la sua indomita aspirazione - non vuole essere costretta a scegliere, Susan vuole tenere unito tutto. È con questo spirito che si getterà a capofitto – in una scommessa dall’esito incerto - nei due amori della sua vita: Mark, un modesto agente immobiliare, che le assicura il calore dell’affetto domestico, e Blake, un vulcanico bohémien, che le fa conoscere la passione.

Pearl S. Buck (1892-1973), figlia di missionari presbiteriani americani, trascorse in Cina quasi quarant’anni. Alla vita nel grande paese asiatico è ispirato il romanzo più famoso, La buona terra (1931), che le valse il premio Pulitzer. Scrittrice assai prolifica, fu autrice di oltre ottanta opere tra romanzi, saggi, biografie e racconti. Nel 1938 il Nobel per la letteratura premiò la sua carriera e la sua sensibilità, sospese tra Oriente e Occidente.

lunedì 13 ottobre 2014

Sonzogno presenta Bittersweet

Sonzogno presenta Bittersweet,
la nuova collana diretta da Irene Bignardi.
Dalle donne, sulle donne, per le donne



Escono in libreria il 15 ottobre La garçonne di Victor Margueritte e La Matriarca di G.B. Stern, i titoli che inaugurano Bittersweet, la nuova collana Sonzogno di scoperte, recuperi e testi ritrovati della prima metà del Novecento.

«Una collana, Bittersweet, che non ho cercato ma che mi è venuta incontro mentre ero alla ricerca di una lettura “facile” e intelligente, rovistando nella vecchia biblioteca di famiglia, negli scaffali della nonna e della mamma. Una collana di libri che ci parla del passato recente, della nostra storia di persone, con lo charme di una scrittura apparentemente semplice. Letture scelte per il puro piacere di leggere» Irene Bignardi

Bittersweet propone storie ad alto contenuto di fattore umano. Storie all’apparenza, e spesso, leggere, che in realtà, sotto la facilità della narrazione e la grazia della scrittura, ci lasciano con il ricordo di un pensiero, di una problematica, di un’epoca: l’inizio del Novecento, le rivoluzioni sociali, i cambiamenti irreversibili del costume.
Una collana di libri pensati, scritti e recuperati per coinvolgere il lettore, con uno stile diretto e coinvolgente, appassionante e appassionato, popolare e “facile”, che aggirando il pur prezioso apporto del romanzo modernista e novecentesco, si muove lungo le strade del piacere di raccontare e, specularmente, di leggere.

Bittersweet presenta un mondo di scoperte, di riscoperte, di rivalutazioni. Il ritorno a vecchi amori letterari che, settanta, ottant’anni dopo, mettono in luce nuovi aspetti della personalità dell’autore (vedi la durezza sotto il romanticismo nei libri di Rosamond Lehman), rappresentano riscoperte (come la “scandalosa” Garçonne di Victor Margueritte), propongono un talento narrativo prepotente non ancora pienamente riconosciuto (vedi Dawn Powell), svelano una scrittura al femminile che non è quella sofisticata di Virginia Woolf o di Vita Sackville-West, ma che sa essere avvincente, acuta, sottile, a volte poderosa. E ci mettono a confronto anche con la lingua e la sensibilità con cui gli uomini parlano delle donne e per bocca delle donne, appropriandosi della loro esperienza.

Bittersweet, come dolce e amaro, come serio e ironico, come tenero e duro. Bittersweet, come la condizione femminile.

I primi due titoli della collana, in libreria dal 15 ottobre: La garçonne di Victor Margueritte, scandaloso ritratto di ragazza maschiaccio in uno dei grandi bestseller dell’età del jazz; La Matriarca di G.B. Stern, sottile umorismo ebraico nel racconto di una energica Yiddish Mame e della sua esplosiva tribù nella Londra dei primi anni del Novecento.
Il primo titolo del 2015, a febbraio in libreria: Questo indomito cuore di Pearl S. Buck, Premio Pulitzer e prima donna americana a essere insignita del Premio Nobel per la letteratura.


La garçonne di Victor Margueritte
Con postfazione di Irene Bignardi
Il romanzo scandalo del 1922, un grande bestseller del XX secolo
Se le donne hanno cominciato a portare il taglio “à la garçonne” è grazie a questo romanzo, uno dei più grandi successi editoriali degli Anni ruggenti. Quando uscì, nel 1922, questo romanzo suscitò un tale scandalo che il suo autore, Victor Margueritte (1866-1942), noto scrittore insignito della Legion d’onore, fu pregato di restituire l’onorificenza. La garçonne - il cui titolo definiva una categoria umana, le giovani spregiudicate, che passerà alla storia del costume - racconta con franchezza di linguaggio la storia di Monique, ragazza della buona società parigina che, alla vigilia del matrimonio, scopre che il futuro marito ha un’amante. Umiliata, si vendica e decide di prendere in mano il suo destino e i suoi amori. Curiosa di tutto, Monique cercherà occasioni libertine per emanciparsi, proverà esperienze diverse, sia con donne sia con uomini, che considera “strumenti di piacere”.
La garçonne vendette solo in Francia 750.000 copie, somma esorbitante per l’epoca, e ispirò ben quattro film, uno dei quali vide il debutto di Édith Piaf.
ISBN 978-88-454-2584-4 - € 16.00; pp. 272

La Matriarca di G.B. Stern
Con postfazione di Susanna Nirenstein
Paragonato ai Buddenbrook di Thomas Mann, ma tanto più scanzonato e allegro, La Matriarca di G.B. Stern narra l’ascesa e il declino della famiglia Rakonitz, ebrei cosmopoliti che hanno girovagato per l’Europa prima di stabilirsi a Londra. La loro numerosissima tribù ruota attorno ad Anastasia, la Matriarca. È lei che comanda tra le mura di casa e sovrintende al destino di fratelli, figli, cugini, nipoti, per non parlare delle sventurate nuore. Per un secolo intero, dalle campagne napoleoniche alla prima guerra mondiale, è tutto un susseguirsi di matrimoni e bar mitzvà, amori e disincanti, guadagni e fallimenti. Pagina dopo pagina, nel tono tipico dell’umorismo ebraico, capace di sorridere anche in mezzo alle tragedie, si procede al ritmo incalzante della vita.
Negli anni Venti e Trenta G.B. Stern aveva il suo bel posto nell’élite letteraria londinese, era amica di tutti quelli che contavano. Aveva ottenuto un successo precoce, a soli ventun anni. Vennero in seguito dozzine di romanzi, testi per il teatro, brevi racconti, e fu perfino ingaggiata come sceneggiatrice a Hollywood. A quarant’anni dalla sua morte, di quella brillante produzione non si trovava in commercio più niente. Finché La Matriarca, il suo romanzo più famoso, è rispuntato nel 2013 sugli scaffali della più antica libreria di Londra, la Daunt Books, che lo ha ripubblicato con il proprio marchio, offrendogli una seconda vita. In Italia viene proposto per la prima volta da Sonzogno.
ISBN: 978-88-454-2585-1   -  € 16.00; pp. 320

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