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martedì 9 giugno 2015

Io so perché canta l'uccello in gabbia di Maya Angelou

È un opera delicata, dallo stile narrativo preciso, suggestivo, interessante.

Pubblicato per la prima volta nel 1969, il romanzo di Maya Angelou, "Io so perché canta l’uccello in gabbia", è considerato uno dei libri fondamentali del Novecento. Anche la critica mondiale ne ha un ottimo giudizio, considerandolo uno tra i migliori mille libri di sempre della letteratura afroamericana.

L'opera è in parte autobiografica. Maya Angelou vi celebra la sua voglia di vivere con un coraggio senza limiti e rievoca la disarmante sensibilità con cui viveva, prima bambina e poi adolescente nera, nell’America razzista del secolo scorso. Il suo è un punto di vista originale, espresso con intensità e candore.

La narrazione inizia quando Maya ha tre anni e suo fratello, Bailey, quattro. I genitori li fanno andare a Stamps, nell’Arkansas, nel profondo Sud, per vivere a casa della nonna. I genitori si sono separati, ma i figli, essendo così piccoli, non si rendono conto realmente di quello che succede, non soltanto nella loro famiglia ma anche nella società che li circonda. Il loro è uno sguardo disincantato sulle cose ed è emblematico e simbolico lo stesso titolo che Maya Angelou ha dato a questo romanzo che può trasmettere qualcosa ad ogni essere umano.

Oltre alla nonna, con loro vive anche lo zio. Abitano tutti nel retro dell’Emporio di cui la nonna è proprietaria. Fra la merce ammassata, Maya, bambina, gioca ininterrottamente con Bailey, come se fossero in un luna park e lentamente cresce imparando a conoscere se stessa e il mondo degli adulti.
Sono gli anni Trenta e Maya ha una sua particolarissima concezione delle cose che scopre per la prima volta. Imparare a conoscere il mondo con i suoi occhi è un'esperienza caratterizzata da ingenuità e stupore, ma anche una descrizione puntuale di quella che era la segregazione riservata ai neri in quel particolare periodo storico, durante il quale la parte bianca della società impediva ai neri di vivere liberamente.

È un romanzo magnifico che, a quasi cinquant’anni dalla sua prima pubblicazione, conserva tutta la sua bruciante attualità.

mercoledì 20 maggio 2015

MAYA ANGELOU, Io so perche' canta l'uccello in gabbia

 MAYA ANGELOU 

Io so perche' canta l'uccello in gabbia

BEAT - 240 pagine - euro 13,90
EAN 9788865592625
Edizione originale SUPERBEAT 
Pubblicato per la prima volta nel 1969, Io so perché canta l’uccello in gabbia è uno dei libri fondamentali del Novecento, uno tra i migliori mille libri di sempre, secondo larga parte della stampa e delle riviste letterarie americane.
Descrivendo i primi anni della sua straordinaria esistenza, Maya Angelou vi celebra la voglia di vivere, la bellezza del pensiero e la disarmante sensibilità di una bambina e poi di un’adolescente nera nell’America razzista del secolo scorso.
Il libro muove dall’arrivo di Maya, tre anni, e di suo fratello Bailey, quattro anni, a Stamps, nell’Arkansas. Spediti nel profondo Sud a casa della nonna, dopo la separazione dei genitori. È la stagione in cui i luoghi appaiono ancora sotto la luce magica dell’infanzia. Maya vive con la nonna e lo zio nel retro dell’Emporio di cui Momma (così viene chiamata la nonna) è proprietaria da tempo e, tra granaglie per i polli, cherosene, lampadine, stringhe, lozioni, palloncini e semi di fiori, gioca ininterrottamente con Bailey, come in un luna park senza guardiano.
Nell’America degli anni Trenta, tuttavia, eroi e orchi, incanti e orrori accompagnano inevitabilmente l’esistenza di una bambina di colore. Eroi, per Maya, sono i raccoglitori di cotone che scendono dal retro de gli autocarri, si piegano giù fino a terra e, stanchissimi, le dita tagliate, le schiene, le spalle, le brac cia, le gambe sfinite, si assembrano nell’Emporio. Orchi sono i «ragazzi» bianchi del Ku Klux Klan che, con gli occhi pieni di odio e le facce di pietra, calano a Stamps e costringono lo zio di Maya e gli altri neri a nascondersi tra gli escrementi del le galline. Orco è Mr. Freeman, l’amico della mamma, un uomo grande, grosso e flaccido che a St. Louis, in Missouri, una sera di primavera l’attira a sé.

Opera magnifica, fatta di urla, suoni, passioni, crudeltà e coraggio senza limiti, Io so perché canta l’uccello in gabbia è la storia di una ragazzina afroamericana capace di lasciarsi alle spalle la sofferenza costruendo con orgoglio e ostinazione la propria vita. Una storia che, a quasi cinquant’anni dalla sua prima pubblicazione, conserva tutta la sua bruciante attualità.

«Il magnifico libro di una donna che ha molto sofferto e molto lottato per affermare la propria libertà». la Repubblica

«Una delle voci letterarie più rispettate e amate d’America. Maya Angelou, il cui libro di memorie, Io so perché canta l’uccello in gabbia, sulla sua terribile infanzia nel Sud segregato, è passato alla storia della letteratura come il primo best-seller scritto da un’afroamericana». Corriere della Sera

«Maya Angelou: c’era una volta l’America che non amava i neri». La Stampa

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