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lunedì 18 maggio 2015
mercoledì 29 aprile 2015
Sherlock Holmes e il mostro dell'East End di Lyndsay Faye
È sempre un piacere divorare l'ennesimo pastiches che pone Sherlock Holmes sulla scena del crimine di
terribili delitti. Soltanto lui può indagare e giungere ad una soluzione. La verità,
anche la più difficile da scovare, con lui non ha scampo.
Lo scenario è quello
gotico del degratato quartiere di Whitechapel a Londra, nell'autunno del 1888.
Lyndsay Faye ha portato il personaggio di Conan Doyle ad indagare su
uno dei più celebri gialli irrisolti della storia.
Come sempre, a narrare gli
eventi è il fedelissimo amico John Watson. Non mancano anche Lestrade ed il
fratello di Holmes, Mycroft Holmes.
Sherlock Holmes è dunque sulle tracce di Jack lo Squartatore o The Ripper con una trama
che si occupa di entrambi i personaggi in modo sapientemente colto, intelligente
e fantasioso.
Gli omicidi efferati di due prostitute nel quartiere di Whitechapel
convincono l’ispettore Lestrade a chiedere aiuto al massimo specialista di
investigazioni criminali.
Senza dubbio Sherlock Holmes, accompagnato dal fedele
dottor Watson, sa come dare la caccia all’assassino che con la sua lama,
grondante sangue, sta terrorizzando l’East End.
Ma quando il segugio di Baker
Street rimane ferito nel tentativo di catturare il mostro, un sospetto
infamante finisce per coinvolgerlo direttamente.
Il grande detective deve rompere gli schemi e contravvenire a ogni
regola per smascherare l’inafferrabile assassino, che per lui è un vero e
proprio avversario, poiché lo ha sfidato a catturarlo.
Lo consiglio vivamente.
giovedì 27 novembre 2014
mercoledì 8 ottobre 2014
Novità Mondadori: ottobre 2014
Sono le minacce di morte a portare al 221B di Baker Street un nuovo
cliente, in una tarda mattinata londinese di febbraio. Alfred Bullimore,
giocatore di golf e segretario di un circolo sportivo, prende
dannatamente sul serio i messaggi anonimi che lo perseguitano, ed è
spaventato da una serie di strani incidenti. Chi meglio di Sherlock
Holmes potrebbe dipanare la matassa? E sia, il celebre investigatore
dedicherà a questo problema l’attenzione del suo magnifico intelletto.
Per prima cosa, il solerte dottor Watson dovrà rispolverare le mazze che
giacciono abbandonate in soffitta e recarsi al club per una partita.
Nessuno farà caso a un pacioso medico in cerca di svago. Avrà modo così
di raccogliere informazioni sulle persone che circondano la potenziale
vittima, senza mettere in allarme l’ignoto autore dei biglietti
minatori. Poi, naturalmente, toccherà al fuoriclasse della detection
scendere in campo. Prima che un luogo di innocente ricreazione si
tramuti nella scena di un crimine.
EBOOK DISPONIBILE
giovedì 31 luglio 2014
L'ultimo saluto di Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle

Ci sono casi e metodi d’indagine ormai divenuti da manuale. Forse più
qui, nella brevità del racconto, che nei romanzi lunghi, è rintracciabile la maestria
avveniristica della modalità investigativa di Sherlock Holmes che ha fatto
scuola a tutti i CSI e affini televisivi, ma, ancor prima, alla polizia di ogni
Stato che ha così affiancato l’analisi scientifica alle tradizionali tecniche
di interrogatorio.
Il ragionamento logico di Sherlock Holmes non fa una piega e non manca
di stupire.
L’ultimo saluto di Sherlock Holmes è costituito da otto racconti di
Arthur Conan Doyle. Il volume è stato pubblicato per la prima volta nel 1917 ed
è un’opera matura con il “metodo Holmes” ormai collaudato e consolidato.
Secondo la finzione di Conan Doyle, il fidato dottor Watson,
rielaborando i suoi appunti, trova lo spunto per raccontare avventure, rimaste
ancora inedite, dell’infallibile Sherlock Holmes, il quale, sempre vivo e in
buona salute, nonostante qualche acciacco e qualche intermittente attacco
reumatico, da qualche anno, ha rinunciato alla sua carriera investigativa per vivere
in una piccola fattoria sui Downs, a otto chilometri da Eastbourne, dove si
dedica alla filosofia e alla cura dei campi. Pane, per la mente e lo spirito,
unito all’attività manuale e fisica, che la campagna richiede.
Se non ci piace immaginarcelo così, quasi abbandonato a se stesso,
basta ripercorre alcuni suoi casi che, mentre vengono narrati, richiamano alla
mente il ricordo di altri più famosi e rimasti celebri, i misteri che lo hanno
reso il maestro della detection.
Un bel volumetto di racconti che intrattengono e trovano il modo di
interessare il lettore, appassionato di classici del giallo.
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mercoledì 30 luglio 2014
Le avventure di Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle
Una buona lettura, non tanto leggera, ma soprattutto interessante.
Arthur Conan Doyle riunisce, in LE AVVENTURE DI SHERLOCK HOLMES, 12
racconti che narrano le avventure del suo celebre ptrotagonista, Sherlock
Holmes, padre delle più evolute storie investigative.
Il libro è stato pubblicato per la prima volta nel 1892, dimostrando
incontrovertibilmente la modernità degli spunti creativi in materia di storie
poliziesche.
Però, l’essere venuto esattamente dopo i suoi due più grandi capolavori
“Uno studio in rosso” ed “Il segno dei quattro” lo rende forse meno
interessante agli occhi del lettore, abituato a narrazioni più dettagliate e soprattutto
sviluppate a livello quantitativo di narrazione.
Conan Doyle è comunque abile nel tessere delitti straordinari e nel
risolverli attraverso il personalissimo metodo d’osservazione del suo Holmes.
Bellissimi soprattutto i primi quattro racconti. Seguono poi alcuni che
avrebbero richiesto di essere ampliati e sviluppati per renderne più avvincente
e meno affrettata la narrazione finale.
È comunque un classico che merita di essere letto, anche perché non
manca lo stile narrativo, fatto di trovate logiche e osservazioni
inimmaginabili, proprio di Sherlock Holmes.
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mercoledì 2 luglio 2014
domenica 27 aprile 2014
VIAGGI NELL'INCUBO di Ellery Queen, Edgar Wallace e Arthur Conan Doyle
I CLASSICI DEL GIALLO, in particolare nel mondo del
poliziesco, ci hanno abituati all’idea che in un viaggio può accadere sempre
qualcosa di mystery.
I viaggi nei gialli non sono mai noioso e portano inevitabilmente con sé qualcosa di misterioso o pericoloso.
Ecco spiegata l’origine del titolo, VIAGGI NELL’INCUBO, che riunisce tre grandi esponenti del genere giallo classico.
I viaggi nei gialli non sono mai noioso e portano inevitabilmente con sé qualcosa di misterioso o pericoloso.
Ecco spiegata l’origine del titolo, VIAGGI NELL’INCUBO, che riunisce tre grandi esponenti del genere giallo classico.
Nel volumetto speciale de IL GIALLO MONDADORI,
numero 72, i due romanzi e il racconto contenuto in esso, narrano vicende
misteriose attinenti con il concetto di viaggio.
![]() |
| I 2 cugini dietro lo pseudonimo di Ellery Queen |
![]() |
| Edgar Wallace |
Nel secondo caso, il romanzo breve di EDGAR WALLACE, LA
NAVE DEI MISTERI (1934), Penelope, una giovane fanciulla insieme ai suoi datori
di lavoro, intraprende un viaggio che si rivela insidioso di pericoli e che mette
a repentaglio la sua stessa vita.
![]() |
| Arthur Conan Doyle |
Invece, nel racconto a chiusura di questo
speciale, L’UOMO DEGLI OROLOGI (1898), ARTHUR CONAN DOYLE risolve uno strano
mistero che coinvolge tre passeggeri mancanti, all’arrivo nella stazione di
Manchester, e di uno non risultante a bordo del treno e trovato cadavere. Il
tutto avviene senza chiedere aiuto al noto investigatore di sua creazione
Sherlock Holmes, anche se il celato protagonista, con l’escamotage della lettera, ne utilizza il metodo di indagine.
Indubbiamente un volume da collezionare,
impreziosito dall’interessantissima prefazione, presente nell’edizione
cartacea.
Tre misteri da risolvere, accompagnati da delitti
ed enigmi.
Tre stili narrativi che hanno fatto scuola nella
moderna narrativa gialla e thriller e nei metodi scientifici di porsi durante
un’indagine.
Tre storie avvincenti, narrate con competenza e
sempre attuali per i misteri trattati.
Tre biglietti di sola andata, a bordo di un’auto,
di una nave o di un treno, ma sempre all’insegna nell’incubo e del mistero.
domenica 25 marzo 2012
Sherlock Holmes e i tesori di Londra di Tracy Revels
Se
Pupottina si fosse fermata alla copertina, davvero brutta, non lo avrebbe letto
questo libro. Anche se si fosse fermata alla foto del profilo della scrittrice
nel suo blog, che, sì, sembra simpatica, ma anche un po’ folle, a farsi
immortalare in un cimitero, non lo avrebbe letto. Ma qualcosa la attirava di questo libro.
Tracy Revels, l’autrice del libro, è una docente di storia ed un’appassionata
di leggende e misteri. In particolare, studia i riferimenti storici relativi a
Sherlock Holmes. Il suo libro, infatti, si intitola Sherlock Holmes e i tesori
di Londra ed è stato proprio il titolo a incuriosire Pupottina.
Il
giallo, perché è un giallo classico, in perfetto stile Conan Doyle, è stato scritto nel
marzo del 2011, ma avrebbe potuto scriverlo lo scrittore defunto in persona,
tanto appare fedele allo stile del celebre creatore di uno degli investigatori
più famosi al mondo. Se anche voi siete cresciuti con il mito di Sherlock
Holmes e delle sue indagini e se lo stile di Conan Doyle, così attento al
particolare e che sa catturare il lettore, non vi dispiace, troverete in Tracy
Revels un’ottima alternativa per vivere, con un nuovo romanzo, un’altra
indagine del famoso Sherlock e del suo fedele collega Watson.
Sherlock
Holmes e i tesori di Londra vi piacerà. E’ stupefacente come la scrittrice
abbia ricreato l’esatta atmosfera di un’indagine vecchio stile e l’abbia resa
innovativa, introducendo ed approfondendo il personaggio, sempre misterioso, di
Sherlock, con notizie sulle sue origini e la sua famiglia, e aggiungendo anche
il soprannaturale, non soltanto nel metodo di analisi dei fatti, ma anche nelle
vicende e nella modalità di risoluzione. È come trovare un personaggio che si
conosce da sempre e renderlo più chiaro, anche grazie a citazioni e riferimenti
ad altri racconti, tutti accuratamente spiegati nelle note a piè di pagina, che
sono un’ulteriore pregio del libro. Anzi, dell’ebook.
Ecco
la trama.
Dove sono finiti i corvi della Corona,
la Pietra di Londra, il Cuore di San Giorgio, ossia i principali tesori della
capitale britannica di fine Ottocento? Esiste un collegamento tra questi furti
e la raccapricciante serie di trafugamenti di cadaveri avvenuta nel Cimitero di
Highgate, a cominciare dalla sparizione delle spoglie di una giovane americana
creola? Alla Regina Vittoria e agli esponenti più importanti dell’establishment
politico non resta che affidarsi a Sherlock Holmes. Ma se questa volta il
celebre investigatore non fosse estraneo a tale intricatissima vicenda? E se il
suo metodo d’indagine, fondato sulla serrata applicazione della logica e sulla
rigorosa osservazione, non bastasse a risolvere il caso?
VOTO
10
Chi non ha letto questo libro ed ha intenzione di farlo, non
continui a leggere perché, nel commenti di seguito, Pupottina svelerà
molte parti, unicamente per stimolare un dibattito con chi lo ha già
letto.
Cosa
posso lasciarmi sfuggire su Sherlock Holmes e i tesori di Londra?
Non
molto, se non voglio togliervi il bello di leggerlo. L’indagine da risolvere
non è una soltanto, ma ogni evento è collegato agli altri anche se non in maniera manifesta. Molti misteriosi furti e sparizioni si sovrappongono l’un
l’altro e Sherlock Holmes è restio ad intervenire. Non vuole dover svelare le
sue misteriose origini all’amico Watson. Se lo facesse, il suo amico sarebbe in
pericolo e dovrebbe fargli un incantesimo per cancellare ogni cosa dalla sua
memoria. Ma Watson sarà già in pericolo dalle prime pagine. Qualcuno o qualcosa
gli ruberà l’anima. Si scoprirà che Sherlock ha un fratello segreto e non
potete nemmeno immaginare di chi è figlio …
La
Regina Titania del Regno delle Fate andrà a trovare Sherlock Holmes,
scandalizzando Watson con le sue pubenda esposte. Il Consiglio della Corona
vedrà scomparire misteriosamente i leggendari corvi dalla torre di Londra,
senza i quali cadrebbe la monarchia. I cadaveri scompariranno dal cimitero e
torneranno come zombie. Scomparirà anche la Pietra di Londra, quella che vi
depose un mitico eroe troiano, come viene raccontato nella celebre cronaca
latina, Historia Regum
Britanniae, scritta da Goffredo di Monmouth. Non verrà
risparmiato nemmeno il cuore rinsecchito di un santo che verrà rubato. Qualcuno
subirà il fascino di una bibliotecaria, Ipazia, che dalla vita ha avuto tutto, compresa
l’immortalità. Recuperare l’anima non sarà così semplice nemmeno per Watson, preoccupato di aiutare, come può, il suo caro amico Holmes.
Ma
ci pensate cosa sarebbe accaduto a Conan Doyle, se, nelle sue storie, non
avesse fatto incontrare il un laboratorio chimico al Saint Barts, Watson e
Homes? Se i due non si fossero presentati e non avessero fatto amicizia, non
avremo tutta la serie dei racconti e dei romanzi di Conan Doyle, da cui è nata
la fama che ha conquistato molti in tutto il mondo, ma che Tracy
Revels ha portato a nuova vita con il suo primo e geniale romanzo.
Come
direbbe Sherlock Holmes, “Una volta eliminato l’impossibile ciò che rimane, per
quanto improbabile, dev’essere la verità”. Ed è questo che rende stupendo
questo romanzo.
Voi,
l’avete letto? Vi è piaciuto?
Quanto
avete sentito parlare di Sherlock Holmes e quanto la sua capacità di
osservazione e di deduzione ha condizionato o influenzato la vostra vita?
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domenica 6 marzo 2011
Uno scandalo in Boemia - Conan Doyle
Ecco un racconto di Arthur Conan Doyle, Uno scandalo in Boemia, nel quale Sherlock Holmes ha una dimensione umana più di quanto ne possegga solitamente, quando riesce a risolvere ogni caso con un'intelligenza che sembra appartenere soltanto a lui.Il racconto è contenuto in Le avventure di Sherlock Holmes.
Chi non ha letto questo racconto ed ha intenzione di farlo, non continui a leggere, perché nel commento di seguito, Pupottina svelerà molte parti, unicamente per stimolare un dibattito con chi lo ha già letto.
Invece, il caso non viene risolto. Resta insoluto, sebbene nel suo cuore Holmes avesse la chiave per risolverlo. Gli resta soltanto il compenso che gli è dovuto, quello che raffigura la donna che gli ha fatto perdere la testa, la foto della donna colpevole del ricatto. Holmes era stato assoldato dal ricattato, che rischiava di non poter sposare la donna amata perché una foto con un'altra donna poterva far saltare la cerimonia.
Holmes si traveste, indaga, ma viene riconosciuto proprio dalla donna su cui indaga, abile e veloce anche lei nell'arte del travestimento.
Sembra quindi che anche Holmes abbia un punto debole: l'amore per Irina Adler.
Voi, l'avete letto questo racconto?
Vi è piaciuto?
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sabato 25 settembre 2010
sabato 18 settembre 2010
n 993 La lega dei Capelli Rossi, Conan Doyle
Può un titolo sconvolgere chi ha l'ossessione per i capelli rossi?Sì. Eheheheh! No, non è vero che Pupottina ha l'ossessione per i capelli rossi. Certo che un colpo di testa ed un cambio di colore, può essere dietro l'angolo.
Ma torniamo al racconto contenuto nella raccolta Le avventure di Sherlock Holmes di Arthur Conan Doyle.
Il giallo classico ha sempre il suo fascino e forse, insieme a Hercule Poirot, Holmes è il personaggio che meglio rientra in questo genere, con la sua arte per il travestimento, il suo fiuto per comprendere cosa si cela, non solo nell'animo umano, ma anche nelle abitudini di ciascuno di noi. E a lui, per capirlo, basta uno sguardo. Vorremmo tutti essere bravi e perspicaci come lui: intuire, sempre e con assoluta certezza, chi è la persona che abbiamo davanti e comprendere le sue intenzioni.
Chi non ha letto questo racconto ed ha intenzione di farlo, non continui a leggere, perché nel commento di seguito, Pupottina svelerà molte parti, unicamente per stimolare un dibattito con chi lo ha già letto.
In questo racconto si intuisce che non è sempre un bene fidarsi di quello che dicono i giornali. A volte, un'offerta di lavoro troppo allettante o un dipendente che accetta di essere pagato la metà del previsto possono nascondere delle trappole. Un crimine, un furto epocale, nasconde sempre qualcosa di sospetto. Niente accade mai per caso e bisogna diffidare di ciò che sembra troppo bello per essere vero.
Voi, l'avete letto questo racconto? Vi è mai capitato qualcosa che potreste definire "troppo bello per essere vero"?
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Compresi che l'ordine, a lungo andare, si ristabilisce da solo intorno alle cose (Raymond Radiguet)
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