GARGOYLE presenta
LA SENTINELLA
L’ultimo, conturbante, romanzo di
CLAUDIO VERGNANI
(pp. 462, euro 18 - da aprile 2015 in libreria)
ANCHE UN MONDO PACIFICO E TRABOCCANTE DI BONTÀ HA LE SUE CONTROINDICAZIONI
In un futuro prossimo, il mondo è governato dal Nuovo Papato che ha
dovuto prendersene carico – non senza qualche ritrosia – a causa dell’annunciata débâcle dell’unione mondiale dei Paesi Nazione. La Chiesa Cattolica è tornata a essere il riferimento principale degli uomini, riaccostandoli a un ideale di giustizia, libertà e bellezza interiore. La spiritualità e la cura dell’intelletto – fino ad ora appannaggio di pochi – sono state incentivate e rese finalmente accessibili a tutti.
Armonia, entusiasmo, affratellamento e pace nel nome della religione non sono, però, a tempo determinato: nell’arco
di un paio di generazioni, infatti, il mondo pullula di poeti, artisti,
pensatori e creativi informatici, ma, nel contempo, scarseggia di
persone idonee a guidare una fabbrica, un ufficio o un’attività commerciale, tantomeno a riparare un elettrodomestico. Né esistono più forze di polizia ed eserciti, eredità di un evo
arcaico e brutale soltanto da dimenticare. Da un lato, la disabitudine
della gente a provvedere alle necessità quotidiane di ogni tipo, dall’altro, l’inesorabile
decadenza delle infrastrutture assieme alla caterva di armi chimiche,
accumulatesi in seguito a conflitti – più o meno segreti – di epoche
passate, portano a carestie di dimensioni bibliche. Di fronte a
terremoti, tifoni ed esplosioni nucleari, sempre più frequenti perché
senza più niente a contrastarli, l’umanità si scopre impotente.
La Terra è sì un pianeta libero, ma privo di difese: le malattie
falcidiano la popolazione mondiale, gli spazi vitali si riducono
drasticamente così che i morti vengono seppelliti ovunque vi sia posto –
nei campi, nelle strade, nei cortili, persino nelle stesse abitazioni.
La fame, come neppure nelle ere più buie della Storia dell’umanità,
diventa il nuovo flagello, anticamera del cannibalismo. Il macabro
fenomeno si manifesta dapprima attraverso furti isolati di cadaveri, poi
con l’assalto ai cortei funebri e, infine, con l’assassinio.
Ci sono, però, dei luoghi dove vige un minimo controllo e dove
progressivamente si trasferiscono consistenti fasce di persone, sono i
grandi cimiteri, sorvegliati da milizie private che – su incarico della
Chiesa – devono scoraggiare principalmente la pratica del
dissotterramento delle salme. Purtroppo tali milizie mostrano in breve
tempo tutta la loro impreparazione e inadeguatezza al compito. In questo
riesumato Medioevo Globale, il Papato decide, perciò, di istituire un
nuovo corpo di difesa pubblica, duramente selezionato ed addestrato, che
abbia il compito di pattugliare e proteggere le Città cimitero,
reprimere il cannibalismo e collaborare con le Guardie Svizzere nella
protezione del clero: l’Ordine delle Sentinelle...
Ex "Amore, sesso, tradimenti" Voglia di cambiare qualcosa nella vita ... Libri, film e serie tv. Quotidianità e dintorni. Online dal 2008
Pagine
L'amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande. (Woody Allen)
"Non discutere di cose di letto con tatto e discrezione. Potrei non capire di cosa parli." (L'ispettore Barnaby)
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mercoledì 22 aprile 2015
venerdì 20 febbraio 2015
Red Country di Joe Abercrombie
Un romanzo
autoconclusivo che propone personaggi intensi e ben caratterizzati, ricchi di
sfumature e con una psicologia dinamica. Ecco l’elemento vincente della
narrazione di Joe Abercrombie che con RED COUNTRY propone un ottimo prodotto,
un romanzo definibile come un nuovo genere, un “fanta-western”.
La
protagonista è Shy Sud, una giovane donna delle
Terre Attigue, che vive dei frutti del suo lavoro di contadina.
Shy sperava di poter seppellire il suo cruento passato e cavalcare via con un
bel sorriso sulla faccia, ma prima deve rispolverare le maniere forti per
riprendersi la sua famiglia. Infatti, è accaduto qualcosa che cambia le carte
in tavola. Mentre era lontana dalla fattoria di famiglia, assieme al patrigno Agnello,
per vendere frumento nella vicina città di Buon Commercio, la sua proprietà
viene razziata e bruciata e i fratelli minori, il giovanissimo Pit e la piccola
Ro, vengono rapiti.
Shy è un personaggio combattivo.
Non è tipa da tirarsi indietro di fronte a ciò che è necessario fare. Il
pericolo o le nuove sfide non la intimoriscono. E per questo che Shy decide di
mettersi sulle tracce dei rapitori con un paio di buoi e il suo codardo
patrigno, Agnello, a farle compagnia.
Ma anche Agnello ha seppellito un
sanguinoso passato e nelle Terre Remote, dove non c’è Legge, il passato non
rimane a lungo sotto terra. Il loro viaggio li porterà per aride piane fino a
una città di frontiera stritolata nella morsa dell’avidità, tra faide, duelli e
massacri, e poi fino in cima alle inesplorate montagne verso la resa dei conti
con gli Spettri. E come se tutto questo non fosse abbastanza, saranno costretti
a una scomoda alleanza con Nicomo Cosca, il famigerato mercenario, e il suo
scriteriato legale Tempio, due uomini di cui nessuno dovrebbe fidarsi.
In questo nuovo romanzo, Joe
Abercrombie ha riproposto personaggi, già noti al pubblico dei suoi lettori, ed
ha rimescolato situazioni ed avventure, umorismo sinistro, azione e ferocia
per tenere alta l’attenzione e non deludere le aspettative. Da Clint Eastwood
in poi, il genere western non è mai passato di moda ed ora è anche migliorato
fondendosi al fantasy.
“I tempi cambiano. Ma solo chi
possiede la lungimiranza di prevederlo e affrontarlo, solo chi è capace di
adeguarsi prospera.”
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mercoledì 4 febbraio 2015
Quando il Fantasy incontra il Western: "Red Country" di Joe Abercrombie
GARGOYLE
presenta
RED COUNTRY,
il Fanta-Western di JOE ABERCROMBIE,
L’ultimo, appassionante, stand-alone ambientato
nel mondo de “LA PRIMA LEGGE”
(Collana “Extra”, euro 24,90, pp. 639, traduzione di Benedetta Tavani)
Dal 3 febbraio 2015 in libreria
Questo
è il coraggio. Prendere la delusione e i fallimenti, la colpa e la
vergogna, le ferite subìte e quelle inferte, e affondare tutto nel
proprio passato. Ricominciare da capo, mandare al diavolo ieri e
affrontare il domani a testa alta. I tempi cambiano. Ma solo chi
possiede la lungimiranza di prevederlo e affrontarlo, solo chi è capace
di adeguarsi prospera.
Non
c’è pace nel mondo della Prima Legge: l’Impero seguita a dominare il
Sud, l’Unione deve sedare una molesta ribellione interna, e i soldati di
ventura non perdono occasione per farsi assoldare dal migliore
offerente. A ciò si aggiunge la minaccia degli Spettri, la popolazione
dei nativi che, stanca di subire i soprusi dell’uomo bianco, sta
dimostrando con i fatti tutta la sua esasperazione. A risentire di
questi fragili equilibri è la quotidianità della gente comune.
Shy Sud, per esempio, è una giovane donna delle Terre Attigue, che vive dei frutti del suo lavoro di contadina. Assentatasi
dalla fattoria di famiglia assieme al patrigno Agnello per vendere
frumento nella vicina città di Buon Commercio, al suo ritorno ha una
brutta sorpresa: la proprietà è stata razziata e bruciata e i fratelli minori – il giovanissimo Pit e la piccola Ro –, affidatile dalla compianta madre, sono stati rapiti. Per ritrovarli, Shy e Agnello devono attraversare le Terre Remote. Così, su un inoffensivo carro condotto da un paio di buoi, ha inizio il loro cammino. Lungo la strada, i due si imbattono nei mercenari della Brigata
della Fausta Mano, capeggiati da Nicomo Cosca (vecchia conoscenza dei
lettori di Abercrombie). Tra i compari del generale spicca il suo legale
Tempio –
«uno dei bastardi più furbi che abbia mai conosciuto», nelle parole
dello stesso Cosca. Shy e Agnello capiscono ben presto che condividere
il viaggio con la pur scalcagnata compagnia può avere i suoi vantaggi.
Tra duelli, faide e carneficine, arriveranno ai confini estremi delle Terre Remote – passando per Cresa, una città di frontiera in balìa della febbre dell’oro –, sulle montagne inesplorate, là dove li attende la resa dei conti.
Di Red Country hanno detto:
Joe Abercrombie getta il suo cappello sul genere western ma al contempo persevera nell’intento di trascinare il fantasy – scalciando e urlando a tutto spiano – nel XXI secolo.
La sua è una miscela di ingredienti micidiale e inconfondibile: crudo
realismo, personaggi complessi – cattivi meravigliosamente disegnati al
pari di eroi imperfetti –, scene madri dall’impressionante violenza.
Eric Brown - The Guardian
Questo non è l’epic-fantasy dei vostri padri. Abercrombie tenta qualcosa di più audace: un western scritto nello stile dei film di Clint Eastwood ma con un’ambientazione epico-fantastica. E, accidenti, se non fa centro. Red Country non è completamente un western né completamente un fantasy, bensì qualcosa di nuovo, fresco ed elettrizzante con un tocco di Cormac McCarthy nella prosa sobria e secca così come nei dialoghi stringati.
David Barnett - The Independent
La lettera d’amore di Abercrombie al western... una lettera che gronda umorismo sinistro, azione e ferocia.
Daniel Cairns - Sci-Fi Now
Il miglior libro di Abercrombie. La scrittura è più affilata delle spade con cui si addestrano i suoi personaggi e l’atmosfera western fa aumentare il ritmo del racconto come mai successo prima al padre del fantasy realistico.
Marc Aplin - Fantasy Faction
Oltre al ritmo incalzante, Abercrombie regala tanta ironia: uno humour tagliente, spietato, che spesso si tinge di nero e non manca di strappare un sorriso anche nelle situazioni più sanguinose.
Stefano Sacchini - Cronache di Un Sole Lontano
Joe Abercrombie è nato nel 1974 a Lancaster (Uk). Sin da studente di Psicologia presso l’Università di Manchester, pensa di scrivereuna
saga fantasy dal solido impianto epico-guerresco e ne inizia la
stesura. Trasferitosi a Londra per lavorare come montatore freelance e
produttore di format televisivi, termina di scrivere il primo episodio, Il Richiamo delle spade, la cui pubblicazione gli vale la candidatura al prestigioso Premio John Campbell. Seguono Non prima che siano impiccati e L’ultima Ragione dei Re. La trilogia – intitolata “La Prima Legge”– viene tradotta in diversi Paesi ed è pubblicata in Italia da Gargoyle. Il suo grandioso successo è confermato dagli stand-alone Il sapore della vendetta, The Heroese Red Country (sempre
disponibili per i tipi di Gargoyle). È in corso di pubblicazione la
serie young-adult “La trilogia del mare infranto”, di cui è da poco
uscito in Italia Il mezzo re per Mondadori.
Abercrombie è fra gli autori della serie della BBC “Worlds of Fantasy”, insieme a China Miéville, Michael Moorcock e Terry Pratchett.
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sabato 27 dicembre 2014
Un 2015 di appaganti letture Gargoyle
LE SPADE DELL’IMPERATORE
di BRIAN STAVELEY
(Collana “Extra”, pp. 619, 19,50 euro, titolo originale The Emperor’s Blades,traduzione di Stefania Minacapelli)
Quanto potente può essere la mente?
Quanto resistente il corpo?
Quanto tenace la brama della verità?
Nell’Impero del Trono Incompiuto, tre fratelli sono in cerca di giustizia
L’omicidio dell a causa di nemici ignoti
assieme a un’antica e di feroce stirpe immortaleImperatore getta nel
caos la città di Annur, capitale del Regno.
Chi ha ucciso il vecchio Sanlitun?
I suoi tre figli devono prepararsi a
smascherare una congiura dai mille risvolti, uno più insidioso e
micidiale dell’altro, mentre la distanza fisica che li separa
costituisce un ulteriore ostacolo alla loro volontà di giustizia. Adare, la primogenita, è rimasta a fianco
al padre, interna al Palazzo dell’Aurora, in qualità di Ministro delle
Finanze; avvezza a interpretare le scaltrezze della politica, deve
fronteggiare l’influenza tentacolare di Uinian IV, il Sommo Sacerdote di
Intarra, divinità della luce, del Sole, del Fuoco e delle Stelle ...
Hanno detto:
Un romanzo sorprendentemente emozionante, con personaggi capaci di far sentire il lettore completamente coinvolto. Sara Prian – La Voce di Venezia
L’elemento forse più interessante della
storia di Staveley è che la razza umana altro non è che una forma
corrotta, mortale e in balìa dei sentimenti, di una stirpe superiore – i
Csestriim –, una mutazione che, con la sua prolificità, ha preso il sopravvento. Stefano Sacchini – Cronache di un sole lontano
Staveley regala ai suoi lettori un universo vivido e viscerale. Irresistibile. The New York Times
Un fantasy dal ritmo mozzafiato e dalla trama sorprendente. Publishers Weekly
L'AUTORE
Dopo aver insegnato Letteratura, Religione, Storia e Filosofia, materie d’indubbia influenza sulla sua poetica narrativa, Brian Staveley si
dedica completamente alla scrittura. Consegue un master in Scrittura
creativa alla Boston University, lavora come editor per Antilever Press e
pubblica saggi e poesie.
Le spade dell’Imperatore
costituisce il suo felice esordio nella narrativa fantastica ed è il
primo capitolo di una trilogia intitolata “Le Cronache del Trono
Incompiuto”, di cui in USA è imminente l’uscita del secondo episodio, The Providence of Fire.
Staveley vive nel Vermont con la moglie e il figlio.
LE MIE DUE VITE
di JO WALTON,
L’AUTRICE DI UN ALTRO MONDO
(Collana “Extra”, pp. 313, 18 euro, titolo originale My Real Children,traduzione di Daniela Di Falco)
Una donna,
Due vite,
Due versioni incredibili della storia del Novecento
2015: Patricia Cowan è una donna molto in
là con gli anni (è nata nel 1926), ricoverata in una casa di cura. Le
sfuggono dettagli altrimenti facilmente impressi nella memoria dei più –
come l’anno in cui sta vivendo o gli eventi principali della vita dei
figli –, rammentandone altri che, al contrario, non paiono possibili. I
suoi ricordi prendono due differenti e inconciliabili direzioni dal
1949, quando Patricia riceve la proposta di matrimonio di Mark Anston,
aspirante filosofo con velleità accademiche, incontrato a Oxford dove
entrambi studiano. Ha effettivamente accettato di sposare Mark,
rivelatosi poi uomo e marito accecato da un bigottismo furioso e
aggressivo che ha spazzato via ogni possibile gioia dalla loro unione,
malgrado la nascita di quattro figli? Con altrettanto nitore, infatti,
Patricia ricorda di essersi legata – a dispetto dei pregiudizi
dell’epoca – a un’altra donna, la biologa Bee, con la quale ha allevato
tre figli...
Le mie due vite inizia
pacatamente, poi all’improvviso ti sbalza in due tragitti da montagne
russe, discendendo vertiginosamente attraverso un doppio panorama che
termina in una sorta di super Scelta di Sophie. Un intrepido tour de force. Ursula K. Le Guin
Un trionfo che non necessita di clamore, che ha molto in comune sia con i racconti di Alice Munro sia con La svastica sul sole di Philip K. Dick. Lev Grossman
Mi sbalordisce non poco la facilità con
cui questo racconto così pacato e questa prosa così misurata riescano a
impegnare il mio cervello, far ribollire il sangue nelle mie vene e –
alla fine – spezzarmi il cuore. Grazie, signora Walton, per avermi mostrato come si fa. Peter Watts
Jo Walton (Aberdare, Galles 1964) è poetessa e scrittrice. Nel 2002, ha vinto il John W. Campbell Award come Miglior Scrittore Esordiente. Tra i suoi romanzi, oltre a Le mie due vite, Un altro mondo (Nebula e Hugo Awards 2011, British Fantasy Award 2012), primo titolo pubblicato in Italia per i tipi di Gargoyle (2013), The King’s Peace (2000),The King’s Name (2001) e Tooth and Claw (World Fantasy Award 2004). Vive a Montreal (Quebec) con il marito e il figlio.
E ANCORA
L’ULTIMA COLONIA
di JOHN SCALZI, L’AUTORE DI MORIRE PER VIVERE E LE BRIGATE FANTASMA
(Collana “Extra”, 18 euro, pp. 315, titolo originale The Last Colony, 2007, traduzione di Benedetta Tavani)
Non sempre eseguire gli ordini fa davvero un buon soldato
John Perry e Jane Sagan − ex soldati delle
Forze di Difesa Coloniale − hanno rinunciato alla vita militare e ai
loro corpi geneticamente modificati per vivere come Amministratori del
pianeta di Huckleberry. La loro tranquillità viene, però, interrotta
dalla visita del Generale Rybicki, che propone a entrambi di diventare
responsabili del governo di Roanoke, una nuova colonia umana. Vinte le
iniziali titubanze, la coppia accetta e parte. L’approdo − lo si
scoprirà presto − non è Roanoke bensì un altro pianeta da dove i due −
esche, loro malgrado, necessarie alla messa a punto di un piano di
guerra − dovranno attirare le astronavi del Conclave, una federazione di
razze extraterrestri con l’obiettivo di limitare l’espansione della
specie umana nell’universo. Le flotte aliene, una volta individuati i
nuovi insediamenti terrestri, provvedono ad evacuarli e, se i coloni
fanno resistenza, li eliminano. Oramai per l’Unione Coloniale la
situazione è diventata insostenibile: il Conclave deve essere
annientato, anche a costo della carneficina degli abitanti di Roanoke. A
questa macabra eventualità non intendono sottostare né il Maggiore
Perry né il Tenente Sagan, il cui acume strategico e la consolidata
esperienza si riveleranno determinanti per far prendere una piega del
tutto inaspettata al corso degli eventi...
LA STAGIONE DEGLI SCAPOLI
di VINCENZO MONFRECOLA, LA PRIMA COMMEDIA DEGLI EQUIVOCI TARGATA GARGOYLE
(Collana “Books”, 16 euro, pp. 207)
Gli uomini possono davvero fare a meno delle donne?
Londra, inizi del Novecento: abbandonato
malamente dalla fidanzata Vera alla vigilia delle nozze, il critico
letterario Cyril Billingwest affoga la sua delusione gettandosi a
capofitto nella stesura de Le dodici mosse di Ulisse, animoso
prontuario rivolto agli scapoli in cui l’io narrante eroe omerico indica
una dozzina di regole infallibili per tenere lontano lo spettro
insidioso del matrimonio. Venuto a conoscenza del progetto letterario,
George Billingwest, astuto e calcolatore quanto Cyril è candido e
romantico, propone al cugino di utilizzare il suo vademecum come statuto
di un sindacato maschile da fondare insieme. La neoistituzione,
improntata alla più rigorosa misoginia, si chiamerà: Scapolificio
Billingwest. Deputata a coordinare la macchina organizzativa dovrà
essere – in ossequio alla 12a mossa di Ulisse – una segretaria tuttofare
“brutta e antipatica così da accentuare in ogni uomo la propensione
alle magnificenze di una vita solitaria”. A presentarsi all’appello è
Penelope Truton, una giovane donna che, invece, è bella, simpatica e di
spiccata perspicacia. Ed ecco che le carte cominciano a sparigliarsi,
poiché i due cugini restano irretiti dalla ragazza per motivi opposti e
la reclutano, trasgredendo allo Statuto. Refrattaria a ogni soluzione
troppo facile, Penelope dimostra subito un’indomabile volontà di pensare
con la propria testa, venendo a scoprire cose che metteranno a dura
prova le sorti dello Scapolificio...
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COLLANA NON-FICTION “ACCADIMENTI”
MUHAMMAD ALI
L’ULTIMO CAMPIONE, IL PIÙ GRANDE?
dI RINO TOMMASI
(pp. 159, euro 40)
Più di cinquant’anni di Boxe sviscerati appena fuori del ring
Il racconto coinvolgente di
una delle pagine più intense della Storia dello Sport, accompagnato da
un suggestivo corredo di foto di repertorio per la maggior parte inedite in Italia
Rino Tommasi prende in esame la
spettacolare carriera di Muhammad Ali, di cui è stato testimone diretto.
Dalla vittoria alle Olimpiadi di Roma del 1960 – quando era ancora
Cassius Clay – all’incontro Ali-Foreman di Kinshasa nel 1974, fino
all’ultima, toccante apparizione pubblica ai Giochi olimpici di Atlanta
del 1996.
Suddiviso in capitoli/rounds, ricco di
aneddoti, retroscena e curiosità, Muhammad Ali - L’ultimocampione, il
più grande? racconta con efficacia come Ali sia stato capace di
travalicare i confini della boxe e di calamitare un interesse mondiale
attorno a questa disciplina, ammantandola di un’allure di grandiosità ed
epicità senza precedenti.
ROBIN WILLIAMS - I MILLE VOLTI DEL TALENTO
(pp. 83, euro 18,00)
Il volume tributo testo-immagini che l’editore Gargoyle dedica al grande attore
Il racconto di un uomo dalla carriera
costellata di successi e dalla vita ricca di affetti, che, quando non è
più riuscito a fare quello che lo aveva fatto conoscere in tutto il
mondo, ossia ridere della vita, ha preferito concluderla, provocando
immensa e autentica costernazione.
L’analisi dei film principali, il ricordo
di amici e colleghi, stralci di interviste, chiaroscuri e battute,
battute e... battute.
DAFT PUNK - MUSICA ROBOTICA
di DIEGO CARMIGNANI
Introduzione di JOHN VIGNOLA
(pp. 144, euro 14,90)
Il tentativo di intercettare e interpretare le infinite traiettorie dei Daft Punk.
Corredato di un suggestivo apparato
fotografico, Daft Punk - musica robotica è un viaggio a più dimensioni
nel mondo dei due cyborg transalpini, un tentativo di descrivere la loro
parabola artistica inseguendo e andando oltre una proposta musicale che
ha cambiato le carte in tavola nella discografia degli ultimi
vent’anni. Un’avventura densissima di rimandi e contaminazioni, in
evoluzione continua tra album, performance, video e collaborazioni e in
perenne dialogo con altre forme creative e altre epoche.
FEDEZ
di FEDERICO SCOPPIO
(pp. 104, euro 14,90)
La biografia non ufficiale del rapper italiano più popolare del momento.
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venerdì 5 dicembre 2014
Muhammad Ali - L'ultimo campione, il più grande?
Rino Tommasi e la casa editrice Gargoyle alla presentazione del libro
"MUHAMMAD ALI - L’ULTIMO CAMPIONE, IL PIÙ GRANDE?"
ROMA, XIII ed. Fiera Nazionale Piccola e Media Editoria
PIÙ LIBRI PIÙ LIBERI
DOMENICA 7 DICEMBRE 2014 - ORE 18
PALAZZO DEI CONGRESSI DELL'EUR (SALA RUBINO)
NINO BENVENUTI E FABRIZIO GIANUARIO
Muhammad Ali, tre volte campione del mondo dei pesi massimi, è stato il pugile più grande? Forse a livello tecnico no, ma è stato certamente il più importante e carismatico. Rino Tommasi, forte di una conoscenza diretta, racconta perché nel suo ultimo libro.
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Tommasi Rino
mercoledì 27 agosto 2014
Vita di Tara di Graham Joyce
Cosa è accaduto all’adolescente Tara Martin? Dove è
stata per vent’anni mentre tutti la credevano morta?
È così facile
volatilizzarsi nel nulla? È così facile riapparire misteriosamente?
Tante le domande che ruotano intorno a questo
interessantissimo fantasy, scritto da GRAHAM JOYCE.
Tara è una ragazza come tante che affronta i
problemi dell’adolescenza e la sua misteriosa ed improvvisa scomparsa provoca
in chi resta, nella sua famiglia e nei suoi amici, gli effetti devastanti del
senso della perdita. Se qualcuno ce la fa ad andare avanti, come suo fratello
Peter che riesce a creare una famiglia, qualcun altro, invece, resta ancorato
al passato e ai ricordi.
È proprio Peter ad avere le reazioni più intense
nel momento in cui, durante il giorno di Natale di vent’anni dopo la scomparsa
di Tara, lei riappare altrettanto misteriosamente quanto era stata avvolta nel “nulla”.
In realtà, ciò che la sempre giovanissima Tara
racconta dei vent’anni della sua assenza è tanto surreale e fantastico da non
poter essere affatto definito come il “nulla” che l’ha risucchiata.
Lì dove è stata Tara Martin, c’è una civiltà
alternativa, un altro mondo, tanto fantastico, magico, panico ed
inaspettatamente erotico. La natura è un tutt’uno con la vita stessa e la
concezione del tempo è totalmente diversa da come siamo abituati a viverla noi.
“Attraverso i boschi, su ruscelli
cristallini e campi sterminati, fino a una terra libera fatta di luce e fuoco,
in un posto dove la luce e il fuoco si incontrano sopra una collina.”
A far luce sul mistero dell’assenza ventennale di
Tara, ci sono la sua famiglia e un’equipe medica. Tutti i personaggi, insieme
al lettore stesso, indagano le sue parole, la sua psiche e il suo corpo per far
luce sull’inspiegabile vicenda che ha quel qualcosa di fantastico che riempie
l’esistenza e cattura la mente con la sua fantasia. Ma è veramente Tara Martin?
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mercoledì 20 agosto 2014
I pericoli di Sherlock Holmes di Loren D. Estleman
Spesso ci chiediamo se è veramente possibile mettersi nei panni di
qualcun altro. Leggendo I PERICOLI DI SHERLOCK HOLMES, si ha questa sensazione.
È come se LOREN D. ESTLEMAN ci fosse riuscito nella missione impossibile di
sentirsi un po’ Sir Arthur Conan Doyle. Impossibile non chiedersi come abbia
fatto.
Nel genio di Estleman c’è un po’ dell’arte creativa e narrativa di
Conan Doyle.
Da appassionato lettore di racconti e romanzi di Sherlock Holmes, è
riuscito a ricreare tra le sue pagine quella che è l’essenza del celebre personaggio
di Conan Doyle. È come se i racconti, contenuti in I PERICOLI DI SHERLOCK HOLMES,
li avesse scritti il famosissimo scrittore di Edimburgo.
Questi racconti sono così perfetti da essere degni di Arthur Conan
Doyle. Anzi, leggendoli, si ha come la sensazione di ritrovarsi a leggere
proprio una sua opera, ritrovata misteriosamente, dopo anni di anonimato. È una
raccolta straordinaria, eccezionale. Come sentenzierebbe Conan Doyle, forse,
quando parlano di Estleman, “dicono che
il genio consiste in un’illimitata capacità di avere cura dei dettagli” e
lui ci è davvero riuscito. “Nulla è insignificante
per una mente superiore”.
La sua raccolta è così perfettamente simile alle opere originali che è
stata approvata anche dall’associazione culturale del patrimonio di Arthur
Conan Doyle.
Ben fatto, Estleman!
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martedì 29 luglio 2014
VITA DI TARA
PER L’ESTATE 2014, GARGOYLE propone
VITA DI TARA
British Fantasy Award 2012
Diritti opzionati per il cinema
di Graham Joyce
vincitore del World Fantasy Award,
di 5 British Fantasy Awards,
di 2 Grand Prix de L’Imaginaire
(EAN 978-88-98172-39-9, titolo originale Some Kind of Fairy Tale, 2012,18 €, pp. 362. Traduzione di Benedetta Tavani)
LE FAVOLE SONO MAPPE CHE AIUTANO A SOPRAVVIVERE
In una cittadina dell’Inghilterra centrale, la sedicenne Tara Martin
scompare improvvisamente. È uscita a fare una passeggiata negli
Outwoods, l’antico e misterioso bosco vicino, e non è più rincasata. La
mobilitazione per trovare la ragazza è enorme: famiglia, amici,
conoscenti, forze dell’ordine (agenti di diverse stazioni limitrofe,
unità cinofile e sommozzatori). Di Tara, però, non v’è traccia. La
polizia accusa Richie Franklin, il fidanzato diciottenne, di averla
uccisa in seguito a un diverbio, rilasciandolo poi per insufficienza di
prove ma marchiandone per sempre il destino. Parecchio tempo dopo, in una nevosa sera di Natale, Tara ritorna. La
famiglia non crede ai propri occhi. Se nei genitori prevale la gioia e
il sollievo, Peter, il fratello maggiore, è costernato: non riesce a
dimenticare che la lunga assenza della sorella è stata fonte di un
dolore indicibile e della rottura con Richie, il suo migliore amico e
quasi un altro figlio per suo padre e sua madre. Ecco ora ripresentarsi
Tara come se nulla fosse. Con indosso abiti fuori moda e un profumo di
pioggia, vento, foglie, funghi, boccioli, la donna non sembra affatto
invecchiata. E sì che sono passati vent’anni… ma Tara ha un’altra
concezione del tempo e afferma di essere stata via soltanto sei mesi.
Qualcosa evidentemente non quadra. Dove è stata Tara per tutto questo tempo? È stata rapita e plagiata da qualcuno? E da chi? Perché ciò che racconta è talmente singolare da spingere Peter a chiedere il supporto di uno psichiatra?
Cultore di scrittori come Joseph Sheridan Le Fanu e Lord Dunsany, nel cui solco rivendica di muoversi, Graham Joyce nutre un’altissima concezione dell’onirico e del magico, così come del folklore nordeuropeo, in particolare irlandese. Coerentemente alla traduzione letterale del titolo originale, si può senz’altro considerare Vita di Tara Some Kind of Fairy Tale,
“un certo tipo di favola”, in cui però non si trova unicamente quel che
ci si aspetta di solito da una favola tradizionale, ma anche
qualcos’altro. L’autore aggiorna, infatti, le fairy tales (le fiabe sulle fate), calandole nella routine più ordinaria,
e proprio in questa fusione di fantastico e di realismo prende corpo la
sua suggestiva poetica. Joyce, da un lato, recalcitra davanti a
un’interpretazione meramente razionale dell’umana esperienza nel mondo
ma, dall’altro, non riesce ad abbandonarsi del tutto all’irrazionale, ha
bisogno di muoversi su entrambi i piani e ha la grande ambizione di
trascinarvi anche il suo lettore, a cui chiede capacità di stupirsi e
mente apertissima. Ciò è più che mai evidente in Vita di Tara,
che già solo a livello strutturale scompagina le carte del genere:
distanziandosi dalla maggior parte dei romanzi fantasy, infatti, poggia
su un punto di vista plurimo – la prospettiva del
narratore onnisciente, i resoconti altisonanti del dottor Underwood, il
racconto in prima persona di Tara, il flusso di coscienza di Richie –
che ha l’effetto di una messa in discussione ininterrotta dei fatti raccontati.
Lo sviluppo della storia – che, in sostanza, è la storia del rapporto
tra un personaggio inchiodato a un tempo fermo e altri personaggi per
cui il tempo, invece, continua a scorrere normalmente – fa il resto.
L’elemento fantastico è rappresentato dalla convivenza di Tara – un
essere umano – con gli elfi – creature dagli spiriti fluidi e dai corpi
leggeri, dotate di abilità sovrannaturali come la levitazione, il poteri
della mente e la manipolazione del tempo. Come nella più classica delle
favole, Tara ha seguito uno di loro, Hiero – il seduttore dal cavallo
bianco che l’aveva adocchiata negli Outwoods restandone infatuato –
arrivando in una sorta di comune dove vige un’assidua promiscuità e dove
le tensioni tra gruppi si risolvono con combattimenti rituali. Ma ancor
più che le caratteristiche di questo mondo-altro, nel romanzo di Joyce
spiccano soprattutto le ragioni che portano Tara ad AVVICINARSI
all’habitat favoloso, ALLONTANANDOSI dalla sua esistenza di sempre.
Tara, infatti, è sempre stata diversa, “una che dava l’impressione di
avere dei propositi che non erano di questo mondo, aspirazioni tutte
sue, misteriose ed esoteriche” ed è per questo che ha accettato senza
esitazioni di accompagnarsi a uno sconosciuto. Il fulcro del romanzo sta
qui. Joyce scandaglia, attraverso la favola, la psicologia di
coloro che vanno “fuori strada”, di coloro che avvertono in maniera
crescente la difficoltà di piegarsi a norme e codici sociali non in
sintonia con la loro natura. Disadattati, anticonformisti?
Probabilmente solo idealisti, con un miraggio di felicità e armonia cui
non intendono rinunciare. Joyce ci regala, così, una splendida fiaba
moderna dove non manca nulla: il tema dell’identità personale, il
mistero del tempo, il rapporto tra passato e presente, il conflitto tra
l’individuo e gli altri – siano essi la famiglia o la comunità
d’appartenenza –, la fine della giovinezza, il rimpianto per le
aspirazioni mancate, il cambiamento, la perdita.
Gli eserghi scelti dall’autore per l’inizio di ogni capitolo
– che spaziano da Chaucer, Shakespeare, Dickens, Yeats, Einstein,
Auden, Le Guin, a proverbi, stralci di filastrocche, ballate e canzoni
popolari fino agli atti processuali su un omicidio avvenuto nel 1895 – costituiscono un ipertesto che eguaglia in suggestione il romanzo stesso, cui
ci sentiamo di aggiungere i bellissimi versi del poeta
trascendentalista Thoreau che ci sembra racchiudano il senso ultimo del
romanzo:
“Andai nei boschi perché volevo vivere con saggezza e
profondità, e succhiare tutto il midollo della vita; per sbaragliare
tutto ciò che non era vita e non scoprire, in punto di morte, che non
ero vissuto”.
(Walden, o Vita nei boschi, Henry David Thoreau) .
Nato nel 1954 in un piccolo villaggio minerario appena fuori Coventry da una famiglia della classe operaia, Graham Joyce ha vinto premi prestigiosi come il World Fantasy Award nel 2003, il British Fantasy Award, il Grand Prix de l’Imaginaire, l’O Henry Award e l’Angus Award ed è tradotto in più di venti lingue.
Dottore in letteratura inglese, attualmente insegna scrittura creativa
alla Nottingham Trent University. Vive a Leicester con la moglie e i due
figli. Tra i suoi romanzi Dark Sister, Requiem, The Tooth Fairy, Indigo,L’uomo dietro al vetro, Forse questa è la vita (Nord 2005, 2006),Memoirs of a Master Forger.
È il portiere titolare della Nazionale inglese degli Scrittori.
Da Vita di Tara:
Il mio corpo non è invecchiato, ma la mia mente sì. […] Il problema è
che molte delle persone che ho lasciato qui non sono cresciute e a
volte le trovo fastidiosamente semplici. Mamma e papà, ad esempio. Io li
amo, morirei per loro, ma guardano tv spazzatura e leggono riviste
spazzatura, e non fanno altro che ripetere ciò che hanno imparato dalla
televisione e dai giornali scadenti. […] [sono] soltanto ombre di quello
che erano prima. Gusci vuoti. Hanno permesso che l’età li degradasse,
invece di maturarli. E poi, c’è mio fratello Peter. Da giovane era come
uno splendido animale; in lui ardeva una fiamma. Mentre adesso è
soltanto uno stanco padre di famiglia, che passa il giorno piegato in
due su un’incudine a martellare ferri di cavallo. Si rende conto di
quale incubo possa essere per me assistere a tutto questo?
Hanno detto:
Un romanzo che esplora brillantemente la storia di una famiglia in
crisi, in un cocktail potente di fantasia e analisi psicologica.
Stephen King, “The Best Books I Read in 2012”, «Entertainment Weekly»
Non mi dilungherò nel dire che non è Graham Joyce a doversi
guadagnare un pubblico più vasto in America; piuttosto è il pubblico
americano a non doversi lasciare scappare questo scrittore.
Jonathan Lethem, «The Free Lance -Star»
I romanzi di Graham Joyce contengono sempre una certa generosità di
spirito che li colloca una spanna sopra l’ordinario. Joyce è un Maestro
di charme... Ipnotizzante.
«The Guardian»
Quella di Joyce è una favola che racconta l’incontro/scontro tra oscurità ultraterrena e umano pericolo.
«The Washington Post»
La scrittura di Graham Joyce è ammaliante, agile e disinvolta.
«The New York Times Book Review»
Vita di Tara è un insolito e insolitamente soddisfacente
ibrido. Joyce ha curato tutti gli aspetti cari a un romanziere che si
rispetti: una prosa precisa e insieme toccante, personaggi ben
tratteggiati, tematiche possenti – la bellezza e la tristezza delle
transizioni inevitabili della vita e la famiglie in tutta la sua ambigua
e infinitamente affascinante complessità. A tutto ciò, poi, intreccia
il mito e il folklore.
Laura Miller, «Salon»
Leggere Vita di Tara è un po’ come entrare in un enorme
trappola finemente mascherata.... Nella narrativa contemporanea, Graham
Joyce incanta come pochi altri.
«Richmond Times-Despatch»
Realtà e fiaba armonizzano perfettamente in questo romanzo
introspettivo che parla di relazioni, amore e sogni. In una miscela
unica di mystery e fantastico, Joyce dà vita a una storia incantevole
che sia i suoi fan sia i neofiti troveranno difficile interrompere.
«Booklist»
Vita di Tara è un romanzo enigmatico e intellettuale e, al contempo, accessibile e massimamente coinvolgente. Una delizia leggerlo.
«Tor.com»
Graham Joyce, con il suo Vita di Tara, scardina il genere,
creando un fantasy dove reale e immaginario si fondono, portando a una
destabilizzazione nel lettore inaspettata, quanto gradevole, perché,
finalmente, si è davanti a qualcosa di nuovo: un
fanta-thriller-psicologico.
Sara Prian, «La Voce di Venezia»
Un libro scritto meravigliosamente, con uno stile che riesce a
sposare realismo e poesia, esprimendo con immaginifica scorrevolezza
idee, stati d’animo e concetti che risultano efficaci e suggestivi.
«Romance Books»
Vita di Tara si rivolge a lettori pronti a mettersi alla
prova e ad apprezzare il modo in cui l’autore affronta alcune credenze
popolari, leggende e fantasie. Un romanzo che porta a mettere in dubbio
la realtà e, talvolta, a credere all’irreale.
«Il profumo dei libri»
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