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Pupottina's favorites book montage

Dimmi il tuo segreto
Io la troverò
Dove si annida il male
Il confine del silenzio
Tutto ciò che resta
Io so perché canta l'uccello in gabbia
Africa, mon amour
Fiore di fulmine
Amore, Parigi e un gelato al pistacchio
La ragione dei sensi
Sherlock Holmes e il Signore della notte
Addio è solo una parola
All'improvviso la scorsa estate
La stagione degli innocenti
Scia di morte. L'ultimo viaggio della Lusitania
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
I piaceri della notte
Nessun ritorno
Campari a colazione
Per te qualunque cosa


Pupottina's favorite books »
L'amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande. (Woody Allen)
"Non discutere di cose di letto con tatto e discrezione. Potrei non capire di cosa parli." (L'ispettore Barnaby)

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giovedì 18 marzo 2010

n. 853 - Pupottina e la strana dipendenza

"Ciao. Mi chiamo Pupottina e sono una Ciocco-dipendente."
Potrebbe iniziare così una mia confessione. Una delle tante rivelazioni che mi ero ripromessa di fare su questo blog.
E' vero che sto iniziando dalla meno grave, ma devo pur iniziare da qualche parte, no?
Eheheheh!
Comunque, dal bambino della pubblicità della Kinder, a Nanni Moretti, fino a Luca Argentero, con o senza cioccolato, abbiamo tutti questa debolezza.
Anche Pupottina! Infatti lo ha ammesso, senza pudori o remore. Anche voi, se ritenete, potete entrare a far parte del gruppo di sostegno dalla Ciocco-dipendenza!
In questo periodo, in cui per coccolarsi e rigenerarsi dal freddo, dallo stress quotidiano, basta così poco, soltanto allungare la mano e assaporare una stecca di cioccolata, che avete nascosta nel cassetto della scrivania, o semplicemente fare uno spuntino, un break con la nutella ...

Voi, ve la concedete questa piacevole distrazione anche se la primavera è alle porte?
Anche se incide sulla vostra forma fisica e sugli addominali che vorreste ben disegnati al posto della pancia?

Questo post vuole essere un aiuto, un gruppo di sostegno, per dire no, una volta ogni tanto, non sempre (perché è bello coccolarsi un po') a questa tentazione che non fa bene alla tartaruga che supplica di poter emergere sulla nostra fascia addominale.

Pupottina reagisce così ... la prepara subito ... poi si dice "Tanto c'è tempo!", "Una volta ogni tanto non fa male!" ... Sbaglia?

Voi, resistete bene a questa tentazione?
Oppure vi sentite di entrare a far parte del gruppo che lotta contro la Ciocco-dipendenza?

venerdì 4 luglio 2008

n. 103 - Daddà, che cosa hai combinato?

Di chi è il turno questa volta?
Preferite TDF o Daddà?
Vedrò di aggiornarvi su entrambi a breve...
So che anche voi impazzite dalla curiosità di sapere come è andato Daddà all'orale. Gliel'hanno dato o no il diploma di maturità?
In realtà, per il pezzo di carta c'è ancora tempo e rischieremmo che lui lo riducesse in cartine... per fumare... Però, sappiamo come si è comportato.
E' arrivato quella mattina terrorizzato. La tesina, fattagli da altri e gentilmente offertagli, gli è sembrata troppo lunga per leggerla tutta. Vi assicuro che era di una dimensione accettabile, poiché non era una tesi di laurea! Però, per lui, era lunga!
Insomma, è arrivato che non l'aveva letta tutta e non aveva nemmeno iniziato la ripetizione generale dei vari programmi perché sempre troppo stanco e stralunato di giorno e troppo ubriaco di notte. L'Alcolisti Anonimi non l'ha trovato! Forse è stata una fortuna poiché poteva ancora avere fra le mani la pistola del sogno...
Che dire di più di un ragazzo inconcludente come lui, che agisce più nei sogni che nella vita reale? Un ragazzo che oserei definire davvero "fuori di testa" per usare le sue stesse parole.
A sua madre (tremendamente preoccupata, poveretta!) aveva detto che l'orale lo aveva il giorno dopo ossia oggi. Ma cuore di mamma non si sbaglia mai e si era informata da sola della data esatta. La mattina dell'esame, non avendo il coraggio di entrare, Daddà manda un sms alla mamma in cui le dice: "Ehi! Sto vivendo il giorno più brutto della mia vita. Mamma mia, aiutami tu!"
Detto, fatto. Mamma e papà di Daddà partono alla volta della scuola, ma si fermano all'ingresso. Neppure loro hanno il coraggio di assistere alla figuraccia del figlio. Naturalmente questo me lo ha confidato, dopo, sua madre, perché Daddà non lo avrebbe mai ammesso.
Dalla tesina, chiedono poche materie: storia, fisica, francese.
Ok!
Inizia con il perché ha scelto proprio quell'argomento e Daddà inventa la prima cazzata che gli viene in mente. Almeno il titolo della tesina lo sapeva. La commissione non obietta, forse perché non lo ascolta.
La commissaria esterna di italiano non vuole sapere l'argomento che lui ha scelto sulla tesina, cioé Italo Svevo. Meno male, perché Daddà non lo aveva nemmeno letto. Lo aveva iniziato con tutte le buone intenzioni, ma gli era sembrato noioso e "sfigato". Zeno non riusciva a farsi quella che gli piaceva e prese la sorella brutta. Io, al posto suo, questo commento non me lo sarei lasciata sfuggire perché la sua adorata Chiara non è che sia proprio ben disposta nei suoi confronti!
L'esaminatrice di italiano, gli chiede il correlativo oggettivo di Montale e lui resta con lo sguardo allucinato e spiega che non si era accorto di averlo fatto durante l'anno scolastico. La docente ribatte che è nel programma, ma Daddà spiega che quel giorno l'aveva trascorso nel bagno della scuola perché non si sentiva bene. Allora, quell'anima pia della docente gli chiede di parlare di quello che vuole, ma poi non lo sta ad ascoltare per non doverlo correggere e non lo fa parlare da solo per non più di 3 minuti.
Daddà passa a fisica. Porta la relatività di Einstein, che a mala pena sanno i docenti abilitati, figuriamoci lui che farfuglia, inframmezzando vari colpi di tosse finti per schiarirsi la voce che ha del tutto perso. Per udirlo ci sarebbe bisogno di amplifon! Vabbè!
Passa a storia e mentre viene interrogato sulla seconda guerra mondiale che, in realtà, dice il docente interno mentre lui fa cenno di sì con la testa o ripete qualche parola ogni tanto per far sembrare che capisce qualcosa di quello che viene detto, interviene il suo professore interno di Storia dell'Arte ed inizia a fargli domande sul contesto storico. Forse vuole riallacciarsi alla sua materia per evitargli di continuare quella patetica figura, ma Daddà la prende male e, quando il prof, guardando la sua tesina ben fatta, gli chiede "Come disegno, cosa hai portato?"
Daddà risponde: "Professore, niente! Non abbiamo fatto niente di disegno durante l'anno anche se era in programma!" Il nostro candidato è convinto di aver fatto fare brutta figura al suo insegnante. Voi che ne dite?
Comunque, in questo modo, scansa Dalì che aveva nel percorso e passa a francese. L'insegnante interna è una cara amica di sua madre. Naturalmente, per non metterlo in difficoltà, lo porta in disparte ed iniziano a parlare, a bassa voce, dell'argomento che porta nel percorso Marcel Proust. Dopo due o 3 minuti, la prof lo interrompe, senza farsi notare da nessuno e gli dice: "Daddà, attenzione! Vedi che stai parlando in inglese!"
Com'è possibile che Daddà confonde il francese con l'inglese? Proprio lui che non comprende nemmeno l'italiano! Inglese dal percorso Daddà aveva già concluso, da molto, di non doverlo preparare poiché la docente esterna era stata sostituita e in commissione non c'era più una persona abilitata in quella materia per poterla chiedere.... Daddà aveva anche depennato le pagine relative a inglese per non correre il rischio di leggerle per sbaglio, ma se a quella domanda di francese parlava in inglese, quale parte aveva eliminato dalla sua tesina?
Ops! Quella sbagliata. Infatti, all'insegnante di francese parlava di James Joyce.
Noooooooo! Che risate!
Sua madre, giusto oggi, mi chiedeva: "Pupottina, che dici, lo promuovono Daddà?"
"Mah!"
Ai posteri l'ardua sentenza! Amen...

giovedì 19 giugno 2008

n. 91 - Daddà arriva alla maturità... e non solo...

Non solo ... cioè non da solo... Almeno così pensa lui... Ora vediamo cosa ne pensate voi...
La vicenda è questa: Daddà, il famoso ragazzo tutto fare, anche baby sitter (lo ricordate? Di lui c'è già un post. Però, niente JJ con lui, questa volta), è arrivato con non pochi sforzi alla maturità ... Naturalmente, sforzi non suoi poiché la madre ha pregato i suoi insegnanti di ammetterlo agli esami per il loro bene, cioè per non doverlo vedere più un tipo così... La madre ormai è rassegnata ad avere un figlio così. Spera almeno di vederlo con il diploma in mano a cercarsi uno straccio di lavoro. Daddà è tremendo! Non perde una sera per sbronzarsi con gli amici. E come se non bastasse, adesso è anche innamorato!

Daddà è un ragazzo logorroico con i conoscenti, come in famiglia. Sua madre ancora trema da dopo aver appreso la notizia dal suo adorato figliolo, che a parte lo studio inesistente e le amicizie al di fuori della "AA", "alcolisti anonimi", è un tesoro di ragazzo, allegro, solare ... Si può arrivare alla maturità abbronzato come un africano? La commissione penserà che ha studiato o è andato a raccogliere i pomodori nei campi? Magari l'avesse fatto! Il sole lo ha preso fra il mare e il calcetto pomeridiano ... Che vita di stenti e di dure fatiche, vero?
C'è anche da dire che Daddà, nonostante la sua condotta scolastica, è un ragazzo estremamente fortunato, poiché non è mai stato bocciato ed è arrivato negli anni giusti alla maturità... E' stato ammesso con i debiti in tutte le materie, ma ha avuto la sua chance di concorrere al diploma.
Sua madre alla lieta novella dell'amore di Daddà, gli ha detto: "Figlio mio, proprio sotto gli esami ti dovevi innamorare? Non potevi aspettare e approfittare di questo periodo per studiare un po' e vedere se ti fai promuovere e la finisci con questa scuola?"
Daddà, naturlamente, si è offeso, perché al cuore non si comanda...
La situazione sarebbe semplice se Daddà fosse davvero corrisposto, ma sembra che nemmeno per lui la situazione sia tutta rose e fiori, come per TDF.
La ragazza di Daddà è Chiara, una "chiara" zoc...etta confusa perché con Daddà ci esce, si fa accompagnare a destra e a manca, ma quando chiama il suo coetaneo per cui impazzisce lei molla tutto, cani e porci e aspiranti fidanzati, e corre a darla a quello che lei crede essere il suo uomo del destino. Anche se lo vede in giro con altre, di pari qualifica (c'è ne è una più assidua di lei soprannominata dai conoscenti "Pecora Dolly". Per quale motivo avrà ottenuto un tale appellativo? Mah! Lasciamola avvolta nel mistero!) Chiara continua a correre da lui, mentre Daddà si ritrova a piangere contro un muro, anziché studiare, e le sbronze aumentano ...
Che fare per aiutarlo? Diamo, anche a lui, l'indirizzo del blog e gli diciamo leggi cosa ne pensano gli altri del tuo perduto amore per Chiara? Pensa meglio a studiare che a correre dietro la sua gonnella! Avessi almeno ottenuto qualcosa ... ti capiremmo... ma l'uomo zerbino noi lo aboliamo dalla faccia della Terra, credo. A meno che qualcuna non ne abbia bisogno? In tal caso, c'è Daddà!
Ciao e buona giornata

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Compresi che l'ordine, a lungo andare, si ristabilisce da solo intorno alle cose (Raymond Radiguet)

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