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Dimmi il tuo segreto
Io la troverò
Dove si annida il male
Il confine del silenzio
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Io so perché canta l'uccello in gabbia
Africa, mon amour
Fiore di fulmine
Amore, Parigi e un gelato al pistacchio
La ragione dei sensi
Sherlock Holmes e il Signore della notte
Addio è solo una parola
All'improvviso la scorsa estate
La stagione degli innocenti
Scia di morte. L'ultimo viaggio della Lusitania
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
I piaceri della notte
Nessun ritorno
Campari a colazione
Per te qualunque cosa


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L'amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande. (Woody Allen)
"Non discutere di cose di letto con tatto e discrezione. Potrei non capire di cosa parli." (L'ispettore Barnaby)

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martedì 1 settembre 2015

Nell'angolo più buio di Elizabeth Haynes


La vita è davvero una tortura, se bisogna fare continui controlli di tutto per rassicurarsi, per controllare che tutto sia al suo posto, che non ci siano porte o finestre aperte. Quanto tempo perde ogni giorno la protagonista Catherine Bailey? Il suo è un disturbo ossessivo-compulsivo iniziato quando frequentava Lee, il suo uomo e il suo torturatore.

L'esordio narrativo di Elizabeth Haynes è davvero interessante, sconvolgente, agghiacciante, claustrofobico. Soprattutto nella prima parte, ci si perde a seguire i controlli ripetitivi che snervano la protagonista e la chiudono nella sua prigione costituita di dubbi e paure. Dove si insinua il dubbio e non lo si spiega razionalmente, si creano una sorta di "errori nel sistema", di bug cerebrali che si manifestano in opprimenti manie ossessivo-compulsive. 1, 2, 3, 4, 5, 6 volte. 

Anche se Lee è in prigione, Cathy non è libera: è imprigionata in se stessa, nascosta nell'angolo più buio dove spera di trovare le sue certezze, mentre invece dovrebbe cercare la luce.

Quando crede di aver trovato un motivo per smettere di nascondere, il passato le telefona: viene avvisata che Lee sta per uscire di prigione. È così che le sue reazioni ossessive aumentano e lei rischia di non riuscire più a nasconderle.

È un ottimo thriller psicologico che sviluppa perfettamente i meccanismi della suspense.

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Compresi che l'ordine, a lungo andare, si ristabilisce da solo intorno alle cose (Raymond Radiguet)

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