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Pupottina's favorites book montage

Dimmi il tuo segreto
Io la troverò
Dove si annida il male
Il confine del silenzio
Tutto ciò che resta
Io so perché canta l'uccello in gabbia
Africa, mon amour
Fiore di fulmine
Amore, Parigi e un gelato al pistacchio
La ragione dei sensi
Sherlock Holmes e il Signore della notte
Addio è solo una parola
All'improvviso la scorsa estate
La stagione degli innocenti
Scia di morte. L'ultimo viaggio della Lusitania
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
I piaceri della notte
Nessun ritorno
Campari a colazione
Per te qualunque cosa


Pupottina's favorite books »
L'amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande. (Woody Allen)
"Non discutere di cose di letto con tatto e discrezione. Potrei non capire di cosa parli." (L'ispettore Barnaby)

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domenica 1 luglio 2012

Profiler di Lynda La Plante


L’ambizione aveva ripreso le redini della sua vita.
Perché anche le donne si lasciano catturare dall’ambizione? Solitamente si crede che siano gli uomini ad essere ambiziosi, ma una donna, come Anna Travis, personaggio femminile nato dalla penna di Lynda La Plante, è una figura complessa e non immune a questa forte pulsione personale. Nella serie di thriller dedicati a Anna Travis, abbiamo seguito le sue avventure sentimentali intrecciarsi con le questioni lavorative. Lei, Anna Travis, è una donna in carriera, un’ispettore fiero di seguire le orme paterne e che si lascia coinvolgere più del dovuto dal suo lavoro. 
Il titolo originaleBlind Fury” (letteralmente “Furia cieca”) è stato sostituito con uno fortemente televisivo (basti pensare alla serie tv Criminal Minds) e accattivante come “PROFILER” che mette in risalto l’aspetto criminologico e psicologico delle vicende romanzate.
La copertina conferma la prima impressione che il titolo trasmette e ne rafforza il senso d’inquietudine e le aspettative, proprie del thriller. Il fatto, poi, che si sia scelto un inquietante volto maschile, spezzettato in varie polaroid, che ne catturano i particolari, esprime quello che è il contenuto del thriller PROFILER, dove le indagini sono molto frammentarie e si ha la costante impressione che la polizia non riesca mai a fare chiarezza, nonostante si affanni nella ricerca della verità.
L’indagine di Anna Travis, anche questa volta, è un caso complicato: alcune donne senza identità sono state trovate morte ai margini della stessa autostrada e sembra che dietro ci sia lo stesso killer seriale.
La questione diventa sempre più complicata perché c’è  anche un altro feroce serial killer, Cameron Welsh, il quale, dalla sua cella in un carcere di massima sicurezza, si propone per aiutare la polizia nelle indagini, stilando un profilo del colpevole (da qui deriva l’originale titolo).
I vertici delle forze di polizia decidono che Anna dovrà servirsi della consulenza di quel mostro che ha spezzato innocenti vite umane. È un po’ come trovarsi ne Il silenzio degli innocenti, ma lui, Cameron Welsh, non è un cannibale come Hannibal Lecter, ma un sadico ossessionato dal ricordo delle sue vittime e dall’ispettore Anna Travis, che aveva collaborato per la sua cattura. Infatti, lui non ha occhi che per lei, durante le sue visite, mentre Anna sembra essere l’unica convinta che Welsh non potrà essere di nessun aiuto. Effettivamente, ciò che Welsh suggerisce, corrisponde a una pista che Anna ha già preso in considerazione.
Per arrivare al colpevole, il punto di partenza è scoprire chi erano le vittime, cosa avevano in comune, chi frequentavano, ma è difficile, visto che non sono state nemmeno identificate.
Welsh suggerisce anche che, secondo lui, non sono le uniche, perché il killer che cercano agisce da molto più tempo ed ha ormai un modus operandi consolidato.

Nelle 451 pagine di thriller, Lynda La Plante, maestra di suspense, riesce a coinvolgerci nelle indagini e a stupirci. Ho trovato interessanti i meccanismi dell’intreccio che hanno reso più avvincente la storia e, mentre mi addentravo nella miriade di dettagli, assistevo da lettrice agli interrogatori, accompagnavo Anna Travis sulle scene del crimine, piena di interesse, cercavo di intuire la verità non lasciandomi sfuggire nessun particolare che la scrittrice ha disseminato nel romanzo. L’indagine non è stata affatto semplice e questo contribuisce a motivare il lettore in fase di lettura. Inoltre, ci sono colpi di scena e risvolti inaspettati delle vicende che ne hanno rafforzato la trama e tenuto vivo l’interesse.
La storia narrata non è affatto semplice, anche a livello psicologico, coinvolge e cattura l’attenzione e non ce l’ho fatta a intuire chi fosse il colpevole e questo proprio grazie alla La Plante, davvero eccezionale nel creare trame complesse e ad effetto.
Sapere che Lynda La Plante è stata un’attrice, prima di diventare sceneggiatrice e scrittrice di bestseller, è un punto a favore della sua creatività. Lo stile dei romanzi è sicuramente influenzato dalla stesura delle sceneggiature, dove si occupa sempre di creare donne dal temperamento forte e indipendente con il pallino di fare carriera. Basti pensare che Lynda La Plante è autrice della famosa serie tv Prime Suspect.

Voi, l'avete letto? Vi ha appassionati?
Vi piacciono i thriller con indagini psicologiche e le consulenze dei profiler?

lunedì 14 maggio 2012

Le vacanze di un serial killer di Nadine Monfils

C’è chi sogna di partire in vacanza tutto l’anno e chi prende e parte. Non è questo il caso. La famiglia Destrooper ha programmato la partenza e, quando finalmente arriva il giorno, non immagina tutta una serie di contrattempi, dai più banali, come il ritardo per il trucco della signora, ai più inimmaginabili, come un po’ di omicidi. Il tutto, però, è uno spasso, un divertimento continuo e l’unico “ma”, il più grande, è che siano solo 200 pagine. Se ne vorrebbe avere almeno altre 500, per continuare a morire dalle risate e scusate il gioco di parole. ;-)
Veniamo alla famiglia e a come è composta: il capofamiglia (anche se chiamarlo così è una parola grossa) è Alfonse, detto Fonske, un uomo poco dedito alle esigenze delle persone su cui dovrebbe vegliare; la moglie Josette, fissata per il trucco e con sogni da gran diva; i due figli, un maschio e una femmina, Steven (come Steven Seagal, l’attore di action movie, più botte e sparatorie che vera azione) e Lourdes (come la figlia di Madonna),dei veri scansafatiche, dediti all’hashish (il primo con il casco sempre in testa, anche se non ha il motorino, e la seconda sempre con le auricolari per ascoltare musica hip-hop); e infine la madre di Josette, la “terribile” suocera. Già descritti così, non possono che conquistarvi e farvi impazzire dalle risate. Almeno Pupottina li ha trovati irresistibilmente la parodia di vari luoghi comuni che fanno ridere e suscitano simpatia, ilarità, divertimento.
Raccontati così non si possono immaginare gli eventi raccontati, i cambiamenti di alcuni personaggi che si rivelano un’autentica sorpresa, al di là di ogni ipotizzabile aspettativa.
Vi starete già chiedendo chi tra loro è il serial killer … Sì, fra di loro c’è chi ne combina qualcuno di omicidio, pur accidentalmente e nel modo più goffo e poco razionale che possiate immaginare, ma se vi dicessi chi è vi toglierei il bello del libro. Comunque, non è il pluriomicida seriale del titolo del libro. Infatti, ce n’è un altro di serial killer, autentico nel vero senso della parole, già incriminato, condannato ed evaso da una prigione di massima sicurezza. Quindi, i serial killer nel romanzo sono due. Un o una serial killer per caso e uno che lo è davvero. Il vero serial killer, però, ha deciso che è in vacanza e non vorrebbe dover lavorare, ma troveranno il modo di fargli fare qualche lavoretto, essendo specializzato nel suo mestiere. Anche i serial killer, in fondo, sono uomini che vanno presi con le buone.
Il serial killer del titolo, quello del mestiere, è un altro personaggio del quale, di proposito, non vi ho parlato. Nei capitoli riguardanti lui viene un po’ narrata la sua infanzia e come e per quale motivo è nata o si è manifestata la sua vera natura criminale. Il tutto è sempre fatto con un’ironia grottesca e noir, dove la risata è assicurata e la riflessione sulla banalità dell’esistenza e del destino non sono esenti.
Il genere umano è così vario, sebbene sia poi uniformato nelle esigenze, nelle aspettative, nelle azioni, dettate dalla quotidianità e dalla routine. Non vi dico nemmeno chi è l’altro personaggio che vi sorprenderà. Certo è che le vite di tutti saranno irrimediabilmente trasformate e brevemente raccontate nel, più o meno, giusto epilogo di queste vicende.
Se anche voi state pensando alle vacanze, forse dovreste leggerlo questo libro per vedere cosa potrebbe capitarvi, se non prendete le giuste precauzioni e non prestate la doverosa attenzione ai vari eventi. Vi consiglio questo libro divertentissimo, che si legge allegramente ridendo, anzi lo si divora ed è un ottimo modo per ammazzare il tempo libero. Parola di Pupottina!


L’avete letto? Vi è piaciuto?
Voi, come le immaginate le vostre vacanze?
E se un serial killer incrociasse la vostra strada, da cosa lo riconoscereste?
E se scopriste una vostra natura criminale?

venerdì 2 dicembre 2011

Pupottina chiacchiera con Checco Zalone

Ciao, Amici Blogger!
Pupottina non ricorda più se ve ne ha già parlato. 
Ha cercato un po' nel blog ma non l'ha trovato il post di quell'incontro ...
Pupottina avrebbe voluto parlarvene un anno fa, quando aveva quasi deciso di chiudere il blog. Poi, tornata a scrivere a gennaio, aveva dimenticato di parlarvi di lui.
Un anno fa, in questo periodo dell'anno, ricordate che Pupottina e Kevin sono andati a Roma?
Ecco, se ricordate questo, siamo già sulla buona strada.
Pupottina e Kevin erano in aeroporto che aspettavano il volo per Fiumicino. 
Kevin si è assentato un attimo per andare alla toilette e Pupottina si è messa a curiosare fra gli scaffali del bar-edicola dell'aeroporto. Ad un certo punto si è quasi scontrata con un uomo che faceva la stessa cosa. Ovviamente, Pupottina è rimasta sbalordita, quando subito ha ricollegato di conoscere chi fosse l'uomo, poiché da poco aveva visto Cado dalle nubi, frequentemente in onda su Sky in quel periodo. Sì, era proprio lui: CHECCO ZALONE in persona.
Pupottina, con tutta la sua innocenza e banalità, non è riuscita a trattenersi, e gli ha chiesto: "Checco, sei proprio tu?"
Lui, Checco, incredibile, ma vero, le ha risposto: "Sì, ma non gridare, perché non vorrei essere riconosciuto."
Pupottina è stata felicissima e sull'orlo di svenire, perché non incontra tutti i giorni persone famose. Non vedeva l'ora di dirlo a Kevin, anche se sarebbe stato meglio presentarglielo personalmente.
Così ha instaurato un dialogo con Checco che è una persona simpatica, come in tv, ed umile, come non ci si aspetterebbe da una persona del mondo dello spettacolo. Anche lui aspettava il suo aereo, però diretto altrove.
Pupottina gli ha chiesto: "Vai a Milano per lavoro?"
E lui, con il suo solito modo di fare, le ha risposto: "Lavoro? Macché lavoro! Perché lavoro io? No, no. Io mi diverto e basta. Non offendiamo chi lavora davvero."
Ovviamente andava a Milano per il suo secondo film "Che bella giornata!"
Incontrarlo e fare quattro chiacchiere con lui, è stata un'esperienza che non si dimentica ... Stasera in tv, Pupottina non guarderà nessun altro.

Voi, al posto di Pupottina, che cosa avreste detto o chiesto a Checco Zalone?

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Compresi che l'ordine, a lungo andare, si ristabilisce da solo intorno alle cose (Raymond Radiguet)

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