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Pupottina's favorites book montage

Dimmi il tuo segreto
Io la troverò
Dove si annida il male
Il confine del silenzio
Tutto ciò che resta
Io so perché canta l'uccello in gabbia
Africa, mon amour
Fiore di fulmine
Amore, Parigi e un gelato al pistacchio
La ragione dei sensi
Sherlock Holmes e il Signore della notte
Addio è solo una parola
All'improvviso la scorsa estate
La stagione degli innocenti
Scia di morte. L'ultimo viaggio della Lusitania
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
I piaceri della notte
Nessun ritorno
Campari a colazione
Per te qualunque cosa


Pupottina's favorite books »
L'amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande. (Woody Allen)
"Non discutere di cose di letto con tatto e discrezione. Potrei non capire di cosa parli." (L'ispettore Barnaby)

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lunedì 19 ottobre 2015

Incubo di Anne Blaisdell

Elizabeth Linington, in arte ANNE BLAISDELL, è stata una nota scrittrice di gialli negli anni Cinquanta. Il suo stile e le sue storie le hanno permesso di ottenere il titolo di "regina del police procedural ".

INCUBO è un autentico appuntamento con il terrore. Ottimo lo stile di ANNE BLAISDELL nel gestire i meccanismi della suspense per generare un crescendo di paura.

La protagonista è la giovane Pat Carroll e, se ho scelto di leggere questo giallo, sicuramente è stata la trama a rendermi curiosa.

Si dice che le donne abbiano un forte sesto senso. Non so se è un luogo comune, veritiero o fallace. Sta di fatto che la giovane Pat ha agito un po' da ingenua sprovveduta. Non è propriamente una figura attuale, infatti la sua psicologia risente degli anni Sessanta, quando il libro è stato scritto. Comunque, la povera Pat è stata presa un po' in contropiede, poiché non aveva avvertito nessun campanello d’allarme a minare le sue sicurezze, prima di scivolare improvvisamente in un vero e proprio INCUBO.

Pat non aveva mai incontrato la signora Trefoile, madre del suo defunto fidanzato, ma le sue lettere erano esattamente ciò che ci si aspetterebbe da un’anziana donna di buone maniere. La signora Trefoile la invita a trascorrere un po’ di tempo insieme nella sua casa, in un villaggio del Galles. Pat è una fiduciosa ragazza americana e decide di partire da sola per andare a trovare in Inghilterra quella che avrebbe potuto diventare la sua futura suocera. Pat non avrebbe mai immaginato di finire prigioniera delle ossessioni di una malvagia carnefice. È così che Pat diventa una vittima sacrificale di un rito di barbarica crudeltà. È così che Pat entra nel suo INCUBO  e dovrà davvero lottare duramente per uscirne sana e salva.

Ho trovato INCUBO una lettura coinvolgente. Forse anche ANNE BLAISDELL, con questo suo originale romanzo giallo, ha contribuito a far crescere i timori verso le future suocere.

martedì 13 ottobre 2015

Le avventure di Benny Imura di Jonathan Maberry


Precedentemente pubblicato come Rot & Ruin, è il primo romanzo della serie Cronache Zombie di Jonathan Maberry. Bella e ad effetto zombie anche questa nuova copertina del 2015.

È un romanzo davvero originale che ha utilizzato l'apocalisse zombie, tanto di moda negli ultimi anni, per raccontare la storia del difficile rapporto fra due fratelli, uniti dal dolore, e il passaggio di tre ragazzini dall'adolescenza alla maturità. Nonostante sia un romanzo ideato per gli adolescenti, affronta temi sociali con grande maturità, segno che i lettori cui si aspira non sono tipi qualunque, ma ragazzi perspicaci ed intelligenti a tal punto da cogliere quanto si cela dietro le parole.

LE AVVENTURE DI BENNY IMURA coinvolgono e conquistano il lettore di ogni età. Benny è il protagonista che racconta le vicende dal suo punto di vista. È un ragazzo che sarà costretto a maturare in fretta. Ciò fa di questo libro un romanzo di formazione particolarmente interessante, poiché il contesto sociale è fuori dal comune. Tanti sono gli sunti di riflessione che vengono fuori da questa realtà distopica ed apocalittica.

I personaggi sono ben caratterizzati; risultano realistici e restano nella mente proprio perché in grado di colpire l'attenzione e destare interesse. Anche i malvagi si fanno ben inquadrare e ricordare.

Però, a rendere davvero questo romanzo un grande ed originale inizio di serie è la visione degli zombie, creature dannate che un tempo erano persone vive e, se attaccano, non sono consapevoli di ciò che fanno considerato che non hanno chiesto loro di diventare quello che sono. Sono lenti, implacabili ed affamati di carne fresca. Un ottimo tributo agli zombie del noto regista George A. Romero, padre di queste fameliche e terrificanti creature.

È un romanzo young adult che parla in modo nuovo degli zombie. Grazie allo stile scorrevole, Maberry riesce a tenere il lettore col fiato sospeso fino all'ultima pagina. Mescola sapientemente narrazione, parti descrittive e dramma fino ad un finale che apre un nuovo mondo da trovare nel sequel.

È un ottimo romanzo apocalittico, coinvolgente e ben scritto.

domenica 16 agosto 2015

Sogni di sangue di Lorenza Ghinelli


La finalista premio Strega, Lorenza Ghinelli ha uno stile narrativo splendido e personalissimo. L'ho adorat in CON I TUOI OCCHI,  ma in SOGNI DI SANGUE, nonostante lo stile narrativo e lessicale e l'originalità della storia, non è riuscita a convincermi pienamente. In questo racconto breve non mi convince il personaggio di Enoch, che avrebbe potuto essere reso meglio, con più sfaccettature. I troppi accenni alla sua psicologia l'hanno reso, ai miei occhi, troppo confuso e velato. Se questo era il proposito dell'autrice non rientra nei miei gusti letterari. Troppa confusione, forse per la brevità del genere, e poca incisività anche nel personaggio della madre.

Enoch è un ragazzino di tredici anni, costretto a portare dei tutori di metallo che lo rendono facile bersaglio delle prepotenze dei suoi coetanei che lo prendono di mira. Lui ne soffre e presto da oppresso e vittima si trasforma in oppressore e predatore contro quei bulli che l'hanno additato e deriso.

Infatti, quando si addormenta, Enoch misteriosamente diventa più letale di una legione di demoni. Avvolta nel mistero è la sparizione del suo peggiore aguzzino e altrettanto è il ritrovamento di uno strano ciondolo risalente all'antico Egitto

La madre di Enoch, Dorotea è una donna algida e imperturbabile, con una passione viscerale e morbosa per le scienze occulte e forse conosce meglio di chiunque altro il segreto di suo figlio.

Molti altri misteri si nascondono anche nella loro casa, al di sotto della quale tanti altri esseri mostruosi brulicano e strisciano pronti a diffondersi attraverso le fogne nel resto della città.

In questo racconto, molto altro poteva essere sviluppato con meno accenni vaghi e più dettagli.

venerdì 14 agosto 2015

DELITTI in GIALLO - Extra Mondadori


Un Extra Mondadori di 367 pagine di racconti gialli firmati dai migliori scrittori italiani del genere. Una proposta di lettura non soltanto allettante ed irresistibile, ma anche un'antologia interessante e ricca di suspense. Ce ne è per tutti i gusti del giallo.

Anche nel genere breve del racconto, i migliori autori italiani di oggi e di domani non deludono le aspettative.

In questa raccolta Extra, sono presenti tutti i migliori: dal commissario capo Erica Franzoni, impegnata a risolvere il caso di un’insegnante sgozzata con un colpo di forbici, al vicequestore Cardosa, sulle tracce della sorella scomparsa a Marsiglia. C’è anche il detective privato Matteo Montesi, alle prese con un cadavere sventrato nel bosco e due ragazze bionde forse testimoni dell’omicidio, e il ricercatore dell’occulto Bas Salieri, all’opera in un tetro angolo di Dolomiti su un delitto così efferato da evocare una creatura non umana. E poi non mancano nemmeno monsignor Attilio Verzi, con il suo talento unico nel distinguere gli odori, e Susanna Marino, con le sue storie sul confine pulp tra cinema e morte.

Questi e tanti altri gli investigatori, professionisti o dilettanti, ognuno con il suo metodo e il suo originale approccio alla scena del crimine, schierati da un drappello di autori affermati ed esordienti di qualità, in una galleria di personaggi capaci di contendere le luci della ribalta ai colleghi anglosassoni.

È una raccolta degna dei più insaziabili lettori e dei migliori collezionisti di gialli.

giovedì 23 aprile 2015

Il ragazzo in soffitta di Pupi Avati



Avevo grandi aspettative per questo romanzo, da quando ho saputo che il famoso regista, produttore e sceneggiatore cinematografico, Pupi Avati, aveva intenzione di scriverlo. Ho atteso pazientemente.

Quando ho appreso il titolo, IL RAGAZZO IN SOFFITTA, ho iniziato ad immaginare quale poteva essere la trama e un po', chissà perché, ho ricordato quel suo film cult  "La casa dalle finestre che ridono" e ho atteso qualche vicenda in quello stile horror e noir. Leggendolo, però, ho trovato molto di più: un romanzo che è semplice e complesso nello stesso tempo, con tanto da trasmettere per far riflettere sulla società contemporanea e sulle umane fragilità. Ci sono valori e ambiti positivi (come amicizia e amore, bellezza e musica), ma anche tutto il contrario (ambizione, follia, dolore, ossessione, deformità sia fisica che dell'anima, morte). Le mie aspettative non sono state affatto deluse, ma letteralmente ribaltate dalle continue sorprese e cambi di rotta nella narrazione che questo romanzo riesce a orchestrare, appassionando e sconvolgendo chi ne intraprende la lettura.

Il romanzo narra due storie, in anni e città italiane diverse, Bologna e Trieste, destinate a confluire in un presente che è quello mediatico di oggi, dove si è costantemente alla ricerca di un mostro da sbattere in prima pagina, cui addossare il brutto e il male.

Al centro di tutto, la storia della nascita di una grande amicizia tra due ragazzi completamente diversi, Dedo e Giulio, che affrontano eventi più grandi di loro, risalenti ad un lontano ed indicibile segreto del passato, fatto di depravazione e morte. Facendo riaffiorare, nel presente, un male celato nell'oscurità dell'oblio, la luminosa e spensierata situazione di partenza viene irrimediabilmente modificata in peggio. Tutto diventa tetro, pericoloso, malato. I due amici sono inevitabilmente destinati a rimanerne travolti.

Il romanzo, un noir che procede con un climax crescente di suspense, risulta vincente grazie all'alternanza delle vicende e alla mescolanza tra eventi indicibili e storie di banale quotidianità, narrate con uno stile fluido, scorrevole e attuale.

È un capolavoro destinato a fare scuola, con personaggi che ti restano dentro. L'ambientazione ristretta della soffitta, buia, stretta e invivibile, è una metafora perfetta della condizione esistenziale dei personaggi più riusciti. 

martedì 7 gennaio 2014

SHINING di Stephen King

Con le scene del film sempre impresse nella mente, insieme al sorriso accattivante e diabolico di Jack Nicholson (perfetto e corrispondente al personaggio letterario), ho intrapreso la lettura di SHINING di Stephen King, sapendo dell’atteso seguito, di prossima pubblicazione, il Doctor Sleep.


Con Stephen King  e i suoi romanzi ho un rapporto di amore odio, nel senso che in alcuni capitoli mi prende molto ed in altri riesce ad annoiarmi, arrestando la lettura, tanto che è da un po’ che non ne leggevo uno.


Ho optato per SHINING e non mi ha delusa. Anzi. In questo libro, che è un escalation di efferatezze deliranti, King ha saputo mantenere costante la mia attenzione e, nonostante conoscessi già la storia grazie al famoso film, il romanzo ha aggiunto di particolari salienti e di dettagli psicologici interessanti, che hanno riempito di significati e spiegazioni scene che conoscevo, ma per le quali una maggiore comprensione ne ha accresciuto l’effetto terrificante.


Raccontare la storia della famiglia che si trasferisce nell’Overlook Hotel, indagando il passato dei personaggi e le caratteristiche comportamentali dei tre, è qualcosa che il film non ha saputo ben spiegare, ma ha solo accennato. Comprenderne le motivazioni psicologiche che portano alla follia Jack Torrence, è stato illuminante. Tra i tre personaggi, sono Jack e Danny i più interessanti. Tra i personaggi minori, quelli da tenere d’occhio sono Hallorann e il dottore che visita il bambino dopo il trasferimento all’Overlook Hotel.

Molte scene, anche iniziali, non fanno che accrescere le aspettative del lettore che sente, insieme ai personaggi, che la tranquillità è soltanto apparente e la follia potrebbe esplodere da un momento all’altro.

Non c’è dubbio che gli effetti maggiori, nei suoi romanzi, Stephen King li ottiene quando unisce una qualsiasi forma di poteri paranormali alla follia, naturalmente in una location infestata da fantasmi, proprio come quella dell’Overlook Hotel, imponente, stupendo nella visione paesaggistica, ma anche denso di mistero e terribilmente spettrale. Le ghost story unite al delirio folle rappresentano, per me, il massimo della paura incontrollabile.


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Compresi che l'ordine, a lungo andare, si ristabilisce da solo intorno alle cose (Raymond Radiguet)

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