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Pupottina's favorites book montage

Dimmi il tuo segreto
Io la troverò
Dove si annida il male
Il confine del silenzio
Tutto ciò che resta
Io so perché canta l'uccello in gabbia
Africa, mon amour
Fiore di fulmine
Amore, Parigi e un gelato al pistacchio
La ragione dei sensi
Sherlock Holmes e il Signore della notte
Addio è solo una parola
All'improvviso la scorsa estate
La stagione degli innocenti
Scia di morte. L'ultimo viaggio della Lusitania
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
I piaceri della notte
Nessun ritorno
Campari a colazione
Per te qualunque cosa


Pupottina's favorite books »
L'amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande. (Woody Allen)
"Non discutere di cose di letto con tatto e discrezione. Potrei non capire di cosa parli." (L'ispettore Barnaby)

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lunedì 14 ottobre 2013

Teledipendenze del lunedì: Homeland e The Walking Dead


Preparatevi a non sentirmi parlare d'altro nei prossimi mesi. Ogni lunedì Pupottina avrà un doppio appuntamento televisivo che attenderà per i restanti giorni della settimana. Ogni lunedì Pupottina guarderà prima le vicende da spy story di Homeland, poi quelle post apocalittiche di The Walking Dead. Le nuove stagioni sono le novità che alimentano la mia forte teledipendenza. Basta così poco a trovare un motivo che mi renda felice nei prossimi lunedì. Sembra assurdo ma, alcune volte, basta davvero poco. Sono emozionatissima, nemmeno fossi un'adolescente. Ma ritrovare gli attori, che sento parte della mia quotidianità, nei mesi più brutti dell'anno, mi fa sentire meglio, anche perché è una passione che condividiamo in famiglia.


Se anche voi, stasera, guarderete Fox, 
BUONA VISIONE

martedì 12 febbraio 2013

L'enigma dell'ultimo apostolo di Scott Mariani

Cosa accadrebbe se James Bond incontrasse Jason Bourne? E se nella storia, oltre allo spionaggio, ci fossero anche un po’ di riferimenti storici?
Me lo sono chiesta e ho trovato la risposta. Si chiama Scott Mariani ed è il creatore di Benedict Hope (già il nome potrebbe solleticare l’immaginazione) o meglio della serie di libri, bestseller, che hanno Ben Hope, un ex maggiore dell’esercito, come protagonista. Un uomo dal passato che emerge a frammenti, schivo e riservato, ma abile in qualsiasi cosa.
In L’enigma dell’ultimo apostolo, il protagonista Ben Hope ha deciso di tornare ad essere un semplice studente di teologia, riprendendo gli studi da dove, anni prima, li aveva lasciati. Ben Hope è un 38enne, in forma ed attraente, che vive vari conflitti interiori, dovuti a svariate cause (in primis la perdita prematura della moglie, morta assassinata). La sua situazione di dolore lo porta ad avvicinarsi a Dio e a cercare con lui un dialogo finalizzato a trovare le risposte che cerca.
È un personaggio complesso e multi sfaccettato che conquista il lettore per le sue capacità fisiche, tattiche, ed ovviamente perché, dietro la corazza, ha anche un cervello e lo sa usare all’occorrenza.
Quando Zoë Bradbury, 26enne archeologa biblica di fama internazionale, entra nel mondo degli scomparsi, il padre pensa subito a Ben Hope per rintracciarla. Quella che sembra un semplice allontanamento volontario nasconde segreti che mettono in discussione l’intera storia della cristianità. Ben non può certo rifiutarsi e viene così coinvolto in una frenetica corsa contro il tempo non solo per salvare la vita di Zoë, ma anche per sventare una cospirazione di fondamentalisti religiosi, il cui obiettivo è mettere il mondo intero sotto ricatto. Dalle isole greche agli Stati Uniti, dall’Inghilterra a Gerusalemme, la caccia si sviluppa su più fronti e Ben Hope è l’uomo d’azione che vive sul filo del rasoio, cercando di risolvere ogni soluzione che necessiti il suo intervento.
Gli ingredienti di questo thriller sono: l’eroe, complesso, misterioso, carismatico; la trama elaborata, ricca di colpi di scena; e infine le vere teorie bibliche da cui la fantasia di Scott Mariani ha tratto ispirazione per romanzare questa riuscitissima avventura.
Dopo Dan Brown, il maestro del thriller esoterico sembra proprio Scott Mariani, il quale, per creare il suo eroe, ha dovuto inventare anche dei malvagi di pari livello.

domenica 11 novembre 2012

L'innocente di David Baldacci

Questo autore di bestseller e, in particolare, questo romanzo mi è stato consigliato da un amico. 

L’ho trovato un romanzo perfetto per un pubblico maschile che adora vedersi nei panni di un personaggio così formidabile, misterioso e complesso. Ma è anche un romanzo per le donne che in un romanzo cercano un personaggio interessante e una trama ricca di mille colpi di scena, dove le parole d’ordine sono azione e velocità.
Ne L’innocente di David Baldacci (primo romanzo che leggo di questo autore. Una piacevolissima scoperta, lo ammetto, per lo stile e per la trama), l’eroe è Will Robie, uno spietato assassino, che lavora per un’agenzia segreta, ed è addestrato per superare le missioni più complicate o impossibili. Per intenderci, è una specie di James Bond, Jason Bourne, Jack Reacher o Ethan Hunt (per citarne i primi e più famosi che mi vengono in mente). Come loro, Will Robie è sempre pronto agli imprevisti, con un piano principale da svolgere e uno di sopravvivenza se l’operazione, per qualche motivo, dovesse andare storta. Un personaggio, dunque, che può anche diventare televisivo, ma che in un libro si apprezza di più, proprio grazie al processo di immedesimazione con l’eroe e ai particolari che durante la lettura non si perdono. Will Robie è, quindi, un uomo straordinario di cui anche le donne, vi assicuro, subiscono il fascino e ce ne sono anche nella storia.
La strada di Will Robie si incrocia con quella di un’adolescente, Julie Getty, che è stata testimone di due brutali omicidi. Julie è una ragazzina molto intelligente ed è tutt’altro che sprovveduta, anche se i suoi quattordici anni hanno comunque qualche limitazione.
Questo libro mi ha conquistata, forse perché letto proprio nel periodo giusto.
È un bel tomo grande: il numero di pagine non è indifferente (532) e potrebbe, a prima vista, spaventare chi non è un gran lettore, ma quando ci si addentra nella vicenda non esiste più alcun “ma”, poiché è una spy story che si legge tutta d’un fiato, con una serie di vicende incatenate fra loro che tengono inchiodato il lettore con il fiato sospeso, mentre divora un capitolo dopo l’altro. I capitoli sono brevi: proprio come piacciono a me (… e sono 100).
Tante sono le situazioni e i personaggi intrecciati nello stesso destino. È un super Baldacci, nell’aver orchestrato una storia così avvincente, dove le scene d’azione (esplosioni, inseguimenti, sparatorie, …) si susseguono ai dialoghi. Ogni personaggio ha il suo posto in questo thriller dai risvolti internazionali, ma è sicuro che, a fine lettura, Will Robie non lo dimenticherete!


Voi, l'avete letto? Vi è piaciuto?
Conoscete già qualcosa di David Baldacci?

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Compresi che l'ordine, a lungo andare, si ristabilisce da solo intorno alle cose (Raymond Radiguet)

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