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venerdì 13 febbraio 2015

Un amore sbagliato di Giulia Alberico

«Succede, non puoi fissartici. Si vive come si può. Ma davvero credi che si possa far quadrare tutto? Oh, sì, certo! Le rose dovrebbero fiorire a maggio, le madri amare i figli, l’amore durare per sempre... Ma la vita è più mutevole e capricciosa, non ci sta a regole fisse.»
Quando una donna si accorge che un amore è quello sbagliato? Quando dovrebbe chiudere una storia? Come funzionano i meccanismi alla base dell’amore? Ce lo spiega Giulia Alberico nel suo romanzo UN AMORE SBAGLIATO, raccontandoci le vicende sentimentali della sua protagonista, Lea, maestra elementare quarantenne, divisa tra il marito Stefano e un nuovo complicatissimo amore, Marco. “Non era amore, era una specie di febbre, un sommovimento, un magma che si era svegliato nelle profondità di lei e, da un minuto all’altro, poteva erompere in un fiume di fuoco, lava incandescente.”

Una relazione clandestina, adulterina, vissuta con i suoi ritmi irregolari e fuori controllo, provoca sempre emozioni contrastanti difficili da definire. Il rapporto con il marito cambia. Da sempre Stefano era stato troppo orientato verso la carriera e col tempo aveva iniziato a trascurarla. “Lei è sotto la spinta perenne di una sottrazione, la vita le ha sottratto qualcosa che non è chiaro, mai, cosa sia. Lea non manifesta in modi consueti questo suo tormento, voglio dire che non è gelosa, possessiva, diffidente, ma vive in allarme, il mondo le sta sempre apparecchiando una fregatura. È pesante avere a che fare con un’anima così programmata, è faticoso. Io, lo ammetto, non me la sentivo più negli ultimi anni di essere il riparo, la coperta di Linus.”

Lea risentiva di questo rapporto impari che viveva con Stefano, ma anche con Marco qualcosa non andava. “Di lui lo irritava, cominciò a capirlo nei mesi, esattamente quello che all’inizio l’aveva catturata.”

All’inizio, la relazione con Marco era la ventata d’aria fresca che ci voleva, il cambio di rotta giustificato e necessario. Marco l’aveva conquistata poco per volta, con le parole, le attenzioni e i modi gentili e, quando era totalmente coinvolta, le aveva rivelato la sua sconcertate verità, che però Lea era riuscita a razionalizzare e tollerare. Come Lea stava con Stefano, anche Marco aveva una relazione stabile che alternava ai loro incontri. Il problema era che lui divideva la sua vita con Carlo e aveva deciso di parlargli di lei. In amore, però, è già difficile un rapporto a due; a tre la situazione si complica, ma nella vita di Lea la realtà superava l’immaginazione e la loro geometria sentimentale diventava complessa e oltre il tridimensionale. “In uno spazio inerme come era il suo cuore le parole fermentano e impazziscono.”

Com’è facile intuire, la situazione non è tradizionale, ma modernamente allargata e mutevole. Le coppie iniziarono a frequentarsi. Vennero aboliti i segreti. Le vicende, però, potrebbero degenerare. «Mi hai svuotata, mi sento pesta, come un pugile suonato. Amarti è una fatica bestiale! Getto la spugna, ci rinuncio.»

Quella di Lea è un’anomala e rocambolesca avventura sentimentale. L’amore, però, ha limiti ben definiti che è proibito oltrepassare. “L’ho sopraffatto col mio innamoramento. Avrei dovuto essere più leggera, più lieve. Invece, gli ho rovesciato addosso un mio bisogno così monumentale di amare ed essere ricambiata. L’ho spaventato.”

Lea proverà sulla sua pelle l’imprevedibilità dei sentimenti e imboccherà le misteriose strade del destino verso un amore tutt’altro che sbagliato. La scrittura di Giulia Alberico è ironica ed elegante ed ha saputo trattare, con squisitezza e originalità, temi delicati. Lo stile narrativo, fresco e discreto, ha reso le vicende particolarmente interessanti fino al loro, nient’affatto scontato, epilogo.




mercoledì 28 gennaio 2015

Tradire il marito e scoprire che ... Un amore sbagliato

Giulia Alberico
Un amore sbagliato

Tradire il marito e scoprire 
che il nuovo amante è innamorato di un uomo.
Il classico triangolo sentimentale, 
con qualche lato di troppo.

«E di Giulia Alberico sempre c'è, ammirevole, 
la scrittura calibrata e discreta, ironica quanto incisiva» 
Giuseppe Pontiggia

«Un’autrice italiana che ha molto da dire 
sul mondo delle donne» GRAZIA

Un ritratto sorprendentemente delicato e pieno di grazia, 
che ci conduce attraverso i percorsi più intimi della femminilità.

Esce il 12 febbraio per Sonzogno (pp. 128; € 15.00) Un amore sbagliato, il nuovo romanzo di Giulia Alberico, autrice dotata di una scrittura smagliante, con una forte sensibilità psicologica.

Giulia Alberico
Un amore sbagliato
Sonzogno
ISBN 978-88-454-2593-6
pp. 176; € 15.00
ebook € 9.99
Il rapporto tra Lea e Stefano si è, negli anni, adagiato in una routine che appare alla donna un po’ opaca ma anche rassicurante. Un casuale incontro con Marco la turba, la destabilizza e le fa provare sensazioni sopite. Tra sensi di colpa e un po’ di autoironia si lascia andare, ricambiata, a questo innamoramento. Nell’arco di un anno finisce per pensare di poter tenere insieme tutto: la vita vecchia e la nuova. Anche quando Marco le confessa di avere da tempo una relazione con un giovane uomo, che ama e a cui tiene molto, Lea fantastica di trovare un suo posto in questo bizzarro poligono di affetti in cui si è cacciata. Ma non può funzionare. Tutto, a un certo momento, pare crollare di colpo e Lea si trova da sola ad affrontare un universo di dilemmi a cui nessuno l’ha preparata e ai quali deve trovare una soluzione. E a fare scelte che le cambieranno, ancora, la vita.

«Sapere che Marco c’era, che da qualche parte nel vasto mondo leggeva il giornale, appendeva il cappotto in un ristorante, si allacciava le scarpe, la riempiva di stupefatta fierezza, di un sentimento verticale, solido, concreto, buono. Come il pane, come il gattò di patate che adesso le veniva più morbido. Anche Stefano se n’era accorto. Un giorno le aveva detto: “Ma questo gattò ti viene meglio da un po’ di tempo in qua.” “Ho cambiato tipo di patate” aveva risposto lei»

Giulia Alberico è nata a San Vito Chietino e vive a Roma. È autrice di svariati romanzi, tra cui Madrigale (Sellerio 1999), Come Sheherazade (Rizzoli 2004), Il vento caldo del Garbino (Mondadori, 2007).





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