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domenica 16 marzo 2014

IL CLAN DEI MISERABILI da marzo in libreria

CORDERO EDITORE presenta

IL CLAN DEI MISERABILI

LA NUOVA AVVENTURA DEL DETECTIVE BRUNO ASTOLFI SUI SET DEI GRANDI FILM DEGLI ANNI QUARANTA DEL NOVECENTO

UN THRILLER GRAFFIANTE CHE FOTOGRAFA LANIMA PIÙ “NERA” DEL DOPOGUERRA ITALIANO

(Collana “Crimen” a cura di Daniele Cambiaso, EAN 978 88 98 130 22, pp. 166, 14 €)

DA MARZO 2014 IN LIBRERIA


Roma, primavera del 1947. Negli studi di Cinecittà sono in corso le riprese del film I Miserabili, diretto da Riccardo Freda e interpretato da attori del calibro di Gino Cervi e Valentina Cortese. Qualcosa, però, non va come dovrebbe. Sul set viene ritrovato il cadavere di Tibero De Santis, un individuo equivoco, già sentimentalmente legato a una funzionaria della società cinematografica “Lux Film”. È un omicidio passionale come crede la polizia? Oppure c’è in ballo qualcosa di più grosso? Per risolvere il mistero, il produttore del film si affida al investigatore privato Bruno Astolfi, un ex pugile ed ex commissario di polizia radiato ai tempi del fascismo per la sua ostilità al regime. Tra labili indizi e false piste, l’investigatore si muove nel sordido sottobosco della malavita romana, senza trascurare il mondo patinato della cinematografia. Quando, però, vengono compiuti nuovi efferati omicidi, Astolfi comprende che linchiesta sarà molto più complessa del previsto. Una caccia caparbia e mozzafiato lo porterà finalmente sulle tracce del misterioso assassino e delle sorprendenti verità celate dai delitti. Sarà una partita molto rischiosa, però, per la quale il “detective dei divi” arriverà a mettere in gioco la stessa vita. Dalla penna elegante di un regista cult apprezzato in tutto il mondo, la sesta imperdibile avventura del fortunatissimo ciclo di Bruno Astolfi.

Il 2008 segna il debutto come scrittore di Umberto Lenzi, icona mondiale del cinema di genere e del poliziottesco. Il regista toscano sublima il suo amore per la Settima Arte anche a livello narrativo dando vita a quella che diverrà la serie di romanzi – a metà tra hard-boiled e crimen – dell’investigatore Bruno Astolfi, un Philip Marlowe in salsa nostrana. Le indagini di Astolfi si svolgono sempre nel mondo della celluloide, sui set di film realmente girati (come La corona di ferro di Blasettii, Harlem di Gallone, Due lettere anonime di Camerini, I Miserabili di Riccardo Freda) e tra attori e personaggi celebri realmente esistiti (Massimo Girotti, Clara Calamai, Luisa Ferida, Amedeo Nazzari, Vittorio De Sica, Federico Fellini, Totò, Eduardo e Peppino De Filippo, Aldo Fabrizi, Ugo Tognazzi, Walter Chiari, Renato Guttuso, Indro Montanelli, Mario Soldati). Attraverso scattanti trame noir, rese particolarmente suggestive dall’affascinante scenario – ricostruito magistralmente dall’autore che, oltre a essere un cineasta, è anche uno rigoroso storico del cinema –, Lenzi racconta, con il suo riconoscibile stile mordace e arguto, il cinema dei telefoni bianchi e lItalia degli anni Quaranta, ancora in bilico tra le tensioni della guerra e un vitalistico desiderio di rinascita.

Umberto Lenzi (Massa Marittima 1931) è uno dei maestri del cinema poliziesco all’italiana. Ha firmato come regista e sceneggiatore decine di pellicole di culto, tra cui Milano odia: la polizia non può sparare, Roma a mano armata, Napoli violenta, La banda del gobbo, Da Corleone a Brooklyn. I suoi film sono venerati, tra gli altri, da Quentin Tarantino, Joe Dante e Tim Burton. Ha pubblicato tra il 2008 e il 2011 Delitti a Cinecittà, Terrore ad Harlem, Morte al Cinevillaggio, Scalera di sangue (Coniglio Editore), Spiaggia a mano armata (Rizzoli 2012) e Il clan dei miserabili (Cordero Editore 2014), che compongono le cine-inchieste dell’investigatore privato Bruno Astolfi.

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