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Pupottina's favorites book montage

Dimmi il tuo segreto
Io la troverò
Dove si annida il male
Il confine del silenzio
Tutto ciò che resta
Io so perché canta l'uccello in gabbia
Africa, mon amour
Fiore di fulmine
Amore, Parigi e un gelato al pistacchio
La ragione dei sensi
Sherlock Holmes e il Signore della notte
Addio è solo una parola
All'improvviso la scorsa estate
La stagione degli innocenti
Scia di morte. L'ultimo viaggio della Lusitania
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
I piaceri della notte
Nessun ritorno
Campari a colazione
Per te qualunque cosa


Pupottina's favorite books »
L'amore è la risposta, ma mentre aspettate la risposta, il sesso può suggerire delle ottime domande. (Woody Allen)
"Non discutere di cose di letto con tatto e discrezione. Potrei non capire di cosa parli." (L'ispettore Barnaby)

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domenica 9 febbraio 2014

Una strana scomparsa di Anna Katharine Green

Un classico del giallo, pubblicato nel 1880.
L’investigatore dell’agenzia Harrison, Gryce, e il suo collega, Smart, sono alle prese con UNA STRANA SCOMPARSA, nel romanzo giallo di Anna K. Green, dal titolo omonimo.

I loro nomi sono facili da ricordare. Ad agire e raccontare il caso, è Smart, giovane e intraprendente.

Una giovane guardarobiera scompare dalla residenza del milionario Robert Blake, il quale ha a mala pena notato la sua presenza. Anche la dinamica della scomparsa è alquanto singolare, come tutta la prima parte del romanzo, dove più che indizi abbiamo misteri che si sommano ad altre situazioni impenetrabili.

Il caso d’indagine, in principio, sembra quasi non sussistere: è quello che attualmente siamo soliti definire un “allontanamento volontario”. Ma Smart vuole vederci chiaro, poiché l’unica testimone del “rapimento” dice e non dice, racconta, però si trattiene dal rivelare troppo, e sembra costantemente nascondere una verità inconfessabile. L’attenzione del lettore si acuisce insieme alle astuzie adottate dagli investigatori per scoprire cosa si cela dietro la sempre più immotivata scomparsa.

Oltre al metodo intuitivo e, all’occorrenza, ai travestimenti, anche l’osservazione e l’analisi delle componenti psicologiche è interessante e utile ai fini della risoluzione del caso. 

Lo stesso miliardario ha più di un segreto e più di una passione, ma anche forti interessi in gioco.

Non è il più bello di Anna K. Green, ma non manca di allietare il lettore che si lascia coinvolgere e appassionare dall’indagine.

domenica 12 settembre 2010

Due iniziali soltanto ... di Anna K. Green

Cari Amici Blogger con l'hobby della lettura,
ecco la vostra Pupottina a parlarvi di un'altra delle sue letture estive. Nessun periodo dell'anno come l'estate è tanto utile per portarsi avanti con libri, acquistati chissà quando, che aspettano di essere letti per la prima volta. ^____^
Anche se inizia a serpeggiare nella mente di Pupottina la possibilità di rileggere i libri che le hanno lasciato una bella impressione. Non è il caso del libro di oggi, scartato dal suo cellophane e letto sotto l'ombrellone durante le assolate giornate di luglio. Eh sì, ne è passato di tempo!
Questo libro è una classica detective story che non segue nessuna delle procedure moderne contemporanee. Basti pensare che il libro è stato scritto nel 1911 per rendere l'idea.
Pupottina, pur essendo un'accanita seguace di CSI, Law & Order e Criminal Minds, non riesce a non subire il fascino di queste storie criminali d'altri tempi.
Ecco la trama di Due iniziali soltanto ...
VOTO 7

Chi non ha letto questo libro ed ha intenzione di farlo (sempre che riesca a reperirlo), non continui a leggere, perché nel commento di seguito, Pupottina svelerà molte parti, unicamente per stimolare un dibattito con chi lo ha già letto.

Pupottina ne ha parlato con Kevin che ha avuto qualcosa da obiettare riguardo alla soluzione del caso poliziesco.
Come probabile arma per gli omicidi, viene proposta una pistola a canna lunga con degli improbabili proiettili di ghiaccio, ossia l'assassino, un pazzo malato di superomismo, utilizzava le stalattiti di ghiaccio, che si formavano d'inverno intorno alle finestre, per uccidere le sue vittime. Entrando in un corpo caldo, il proiettile di ghiaccio si scioglieva e fluiva fuori insieme al sangue non lasciando traccia, ma solo una ferita mortale.
Secondo Kevin ...
Primo, è impossibile staccare le stalattiti di ghiaccio dalle finestre senza essere visti nello sforzo sovrumano di farlo.
Secondo, nessuna pistola riuscirebbe a far partire un proiettile di ghiaccio senza la polvere da sparo.

Secondo voi, Kevin è un ottimo detective?
Cosa ne pensate?

Pupottina gli deve proporre di cambiare lavoro?


E' assodato che il patto narrativo, grazie al quale il ricevente presta fede alle invenzioni dell'autore, passandole per credibili, pur non essendolo, con lui non funziona. Pupottina, invece, è una lettrice perfetta e buona nel dare giudizi, che sono per lo più positivi e generosi.

Voi, l'avete letto?
Che cosa ne pensate?

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Compresi che l'ordine, a lungo andare, si ristabilisce da solo intorno alle cose (Raymond Radiguet)

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