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Sherlock Holmes e il Signore della notte
Addio è solo una parola
All'improvviso la scorsa estate
La stagione degli innocenti
Scia di morte. L'ultimo viaggio della Lusitania
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
I piaceri della notte
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Campari a colazione
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venerdì 11 settembre 2015

Dove troverete un altro padre come il mio di Rossana Campo




"È accusì, Rossanì !"

Nel titolo sembra mancare il punto interrogativo. Invece, non serve, perché forse quasi ognuna di noi, figlie, vorrebbe poter permettere alle altre di indicare un luogo dove trovare un padre simile al nostro. È un modo per permettere a tutte di essere felici, trovando la prima guida maschile che la vita ci affida. L'amore verso i genitori è naturale come respirare, incondizionato, fortissimo, al di sopra di ogni cosa. Per le donne, è il primo uomo che si ama, con cui si entra in contatto e che, consciamente o inconsciamente, si confronta con gli altri che cercheremo di avere per la vita.

ROSSANA CAMPO ci parla del suo. Conoscendo un po' le storie raccontate dalla Campo nella sua narrativa, originale e fuori dagli schemi, non ci si può aspettare un padre diverso da quello che descrive in questo romanzo dall'impronta fortemente autobiografica: Renato, suo padre, è sui generis, non intrappolato da regole o convenzioni del vivere comune, non disposto a farsi dare ordini, ma aperto mentalmente alle novità, ai piaceri della vita, verace, goliardico, profondamente pervaso dal senso dell'arte, così come la intende lui.

Lo stile, per parlare di Renato e, nello stesso tempo, raccontare se stessa e i momenti salienti della loro vita insieme e del loro rapporto, fra alti e bassi, è il frammento, un flusso di pensieri, un procedere per libere associazioni di temi, fondendo presente e passato, attraverso i più svariati andirivieni della memoria. Il filo cronologico, delle vicende narrate, non è lasciato al caso, ma ha una meta da raggiungere. Vuole portare alla presa di coscienza della reale e incontrovertibile perdita di una persona cara, portando Rossana a rassegnarsi a vivere la sua assenza, non vista come definitiva, poiché tracce di suo padre continuano a vivere dentro di lei, nei ricordi, negli insegnamenti sconnessi, nel modo di averle insegnato a vivere percorrendo la sua strada.
È una lettura comicamente malinconica e intensamente irrefrenabile. 

"La parte buona di Renato la vedevo ora come un'eredità preziosa, e avevo voglia di ricordarmi di quando ero bambina, di quando ero innamorata delle sue cose migliori, di quando stare con lui significava sentirmi libera, completamente libera di essere quella che ero. E dunque completamente viva."

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