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La ragione dei sensi
Sherlock Holmes e il Signore della notte
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All'improvviso la scorsa estate
La stagione degli innocenti
Scia di morte. L'ultimo viaggio della Lusitania
L'imprevedibile piano della scrittrice senza nome
I piaceri della notte
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Campari a colazione
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lunedì 26 gennaio 2015

Una brava ragazza di Mary Kubica

Un esordio sconvolgente, coinvolgente e spiazzante perché i colpi di scena sono davvero tanti, fino a quello finale, davvero spettacolare. Questo thriller è stato un successo internazionale da cui ci si aspetta prontamente la versione cinematografica, perché è proprio questo lo stile con cui è stato scritto e ideato.

MARY KUBICA è un nome che annoto per gli anni a seguire. Il suo primo romanzo è un thriller profondamente psicologico che inizia con una misteriosa scomparsa, la sparizione nel nulla di colei che è immortalata nel titolo come UNA BRAVA RAGAZZA. Il titolo stride con l’immagine inquietante in copertina che magnetizza l’attenzione e impone di mantenere un segreto. Quindi c’è qualcosa da scoprire e il lettore entra già in quest’ottica con una miriade di attese che verranno gratificate in seguito.

Quando si inizia a leggere questo libro, il resto lo fa l’autrice con uno stile incisivo, ricco di dettagli che restano impressi nella memoria, soprattutto perché sono strani, inquietanti, bizzarri. Rendono partecipe delle indagini il lettore che, un capitolo dopo l’altro, cambia punto di vista e momento temporale delle vicende, dal prima al dopo il rapimento.

La bella Mia Dennett, figlia di un giudice di Chicago, viene rapita. I capitoli, che raccontano la serie concatenata di eventi, sono brevi e focalizzati su tre personaggi principali: la madre della ragazza scomparsa, Eve; l’ispettore di polizia, Gabe Hoffman; e il rapitore, Colin Thatcher.

I personaggi sono dinamici, subiscono un’evoluzione durante la narrazione. Non restano immobilizzati nei loro ruoli. Sono caratterizzati in modo eccellente. Sembrano avere vita propria.
Impariamo a conoscere anche la vittima Mia nei racconti fatti dagli altri: la madre, che l’ha cresciuta, il detective, che studia la sua vita privata; e colui che la tiene prigioniera, ma ne subisce l’incantevole bellezza. 
In realtà, Colin,il rapitore, ha studiato le sue abitudini e l’ha presa in ostaggio per un motivo ben preciso: è stato assoldato per farlo. Qualcun altro aveva in mente di farle del male. Ma chi? Lui l’ha rapita, ma non l’ha consegnata a chi gli aveva commissionato il crimine. Lui l’ha solo protetta. Però, agendo così, tradendo colui che l’ha assoldato, ha messo nei guai anche se stesso.

Il filo temporale della narrazione è doppio, come doppia è la verità che una serie di colpi di scena rendono intrigante. È un romanzo ad alto contenuto di suspense che una volta iniziato non si riesce a mollare fino alla fine. Un thriller davvero memorabile, per veri amanti del genere.




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