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sabato 29 novembre 2014

Cielo e ferro vdi Italo Bonera e Paolo Frusca

Il futuro è cambiato, ma non è tanto diverso dalla situazione che viviamo oggi, dall’attualità con tutte le sue problematiche controindicazioni e malvagità. I problemi sono sempre gli stessi, però sono aumentati.

In CIELO E FERRO, la raccolta di storie brevi scritta a quattro mani da ITALO BONERA e PAOLO FRUSCA, la società distopica proposta è ancora caratterizzata da violenza e guerra.

Sono nove i racconti contenuti in questa antologia che guarda ad un futuro negativamente violento.

I titoli, eloquenti ed interessanti, sono: Cielo e ferro, L’Unificatore, Duro lavoro, Una bella domanda, Cratere Mogadiscio, L’udienza, I morsi del serpente, Non mi chiamo Quinto, Meno di tre.

Il mondo del futuro descritto da Bonera e Frusca è diviso in due parti. Da una parte, c’è l’entità plutocratica nota come il Coordinamento delle Libere Città, mentre dall’altra il movimento mistico di massa che fa capo al misterioso Avraha. Quest’ultimo è una figura carismatica molto interessante, poiché è colui che ha saputo raccogliere attorno a sé gli adepti di ogni movimento integralista, aggregandoli in una sola entità ben più terribile della somma delle sue parti.

Politica, religione, interessi economici, incomunicabilità, conflitti e violenza di tutti i tipi sono ancora all’ordine del giorno, sono protagonisti insieme ai personaggi inventati dai due scrittori.

La distopica società di Bonera-Frusca è sempre composta di due grandi categorie di individui: oppressi ed oppressori, vittime e carnefici, prede e cacciatori.

In ogni short story i personaggi, ampiamente caratterizzati, colpiscono per le personalità complesse.

Lo stile è costituito da toni forti, da violenza linguistica.

La brutalità delle storie compone un nucleo unico e omogeneo di uno stesso futuro.

Complessivamente, l’antologia è ben strutturata e di alta qualità, risultando credibile ed avvincente.

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