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martedì 3 febbraio 2015

Identità violate di Aldo Budriesi

Come recita il sottotitolo in copertina Certe storie non finiscono mai bene. Ed è così anche in una torbida indagine per omicidio che vede impegnato il vicequestore di Genova, Carlo Santagata. Se ne accorge subito che qualcosa non va, soprattutto quando gli viene doverosamente imposto di attuare un depistaggio. La vittima è il commendator Giacomo Meneghetti, un politico e un industriale, molto in vista sul territorio genovese. Quello che si cerca di contenere è uno scandalo di grandi dimensioni, ma trasformare un efferato omicidio in un delitto passionale, non è esattamente un modo intelligente per tenere sotto controllo la situazione. 
L’opinione pubblica, infatti, potrebbe analizzare da varie angolazioni gli eventi e trovare qualche falla nella messinscena.

Santagata è molto teso e sente che qualcuno potrebbe metterlo nei guai. Potrebbero addirittura incastrarlo per quello che ha fatto e far ricadere il delitto su di lui.
Non è assoluta- mente roba da poco mettere in scena un depistaggio in un caso di omicidio così rilevante e sotto gli occhi di tutti. Il cadavere mutilato del noto commendatore è stato rinvenuto in un fienile sulle colline. Per attuare il depistaggio, secondo i piani, quindi, prima di tutto, va spostato il corpo in una villa di proprietà della vittima, creando un’atmosfera da incontro bollente finito male.


La prima identità ad essere violata è quella di Santagata, il quale deve sdebitarsi per aver ricevuto un trattamento di favore in passato, ai tempi di un’indagine di Camorra. Santagata è sempre stato un fedele ed integerrimo servitore dello Stato e il senso di colpa per quello che è costretto a compiere è insostenibile. Santagata viene così risucchiato in un intrigo dai risvolti sempre più cupi, tra segreti politici, economici e di famiglia. Nemmeno la sfera delle abitudini sessuali viene trascurata.

Lo stile di questo poliziesco è fluido, grazie al linguaggio sapientemente preciso e scorrevole. Si legge con crescente interesse anche per la trama che mescola dettagli d’indagine a dialoghi verosimili e colpi di scena. Questa volta il vicequestore Santagata è costretto ad affondare le mani nel marciume di una ricca famiglia genovese.



Gli uomini di potere hanno la capacità di trovare 
l’ombra quando il sole è troppo forte.




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